Riflessioni Personali…..questa è la vera violenza!!


 

Quello che vedrete nel video ha qualcosa di incredibile, un tranquillo giovedi sera nel rione Vanchiglia a Torino, luogo dove un tempo c’era il maggior spaccio di droga, ora riqualificato con localini di intrattenimento, bar e pizzerie.

L’altra sera, mentre giovani e meno giovani erano intenti a fare quattro chiacchiere tra amici godendosi il fresco del Po, all’improvviso accade questo…..

La cocaina è fonte di grandissima autostima, senza la coca, sono solo delle merde!!

Nico (max weber)

Riflessioni Personali…..perché sempre le Banche e mai il cittadino in difficoltà?


Economia

 

La ricchezza del Nord-est, il Nord-est che traina l’economia italiana, il nord-est che paga le tasse per tutti gli altri….quante volte abbiamo sentito queste frasi  proprio da coloro che qualche anno fa ebbero l’intenzione di autodeterminarsi come popolo “uscendo” dall’Italia, una sorta di secessionismo incitato da quel partito chiamato Lega Veneta.

Ma come in tutte le cose, le “magagne” prima o poi vengono alla luce e così si scopre che molte di quelle aziende del  ricco Veneto, opulento e laborioso, hanno usato  i soldi presi a prestito dalle banche senza poi onorarne la restituzione, e come se non bastasse, alcune di queste grandi aziende non hanno pagato mai le tasse, famoso lo scandalo delle concerie di Arzignano nel Vicentino, aziende all’apparenza solide ma nella realtà grandi evasori fiscali e contributivi, certo, non bisogna fare di tutta l’erba un fascio, però… “a pensar male si fa peccato ma a volte ci si azzecca “ come disse un famoso pubblico ministero.

Dopo lo scandalo del Monte Paschi, quello di Banca Marche, CariChieti, CariFerrara e Banca Etruria, acquistate per 1 euro dagli amici dei politici (Ubi Banca) che prestavano soldi agli amici ricevendo in cambio il 10% come “mazzetta”, ora arriva lo scandalo delle Banche Venete, Veneto Banca e Popolare di Vicenza, altro scandalo che verrà ripianato mettendo ancora una volta la mano in tasca a tutti gli Italiani.

A questo punto però, mi sorgono alcune domande:

Perché ogni volta che un Istituto Bancario si trova in difficoltà, dobbiamo essere sempre NOI a pagare?

Perché invece il salvataggio non deve essere un obbligo per quelle aziende bancarie che hanno una grandissima liquidità, e ce ne sono, senza fare nomi basta ricordare il vanto di una in particolare che in una serie di spot pubblicitari, dice di essere la prima in Italia per solidità, quindi perché non fare come accade in altri paesi europei come ad esempio la Spagna dove il Banco Santander ha acquistato il Banco Popular senza l’intervento dello Stato?

Se queste banche, come dicono coloro (dirigenti) che le hanno mandate al fallimento, si sono trovate in difficoltà per crediti non riscossi e non più esigibili, perché allora non indagare anche su quelle aziende che hanno ricevuto linee di credito milionarie senza dare le opportune garanzie fideiussorie?

Perché non si indaga sui vertici che hanno gestito questi Istituti almeno negli ultimi dieci anni, confiscando loro e ai loro famigliari entro il terzo grado, tutti i beni personali a garanzia di un eventule risarcimento, così come si fa nei processi civili?

Perché non scoperchiare la pentola dove si nascondono gli interessi di politici, industriali e presidenti di questi “bancomat infiniti”?

Ora l’ultima domanda, non avete il dubbio che la politica ci tratta da stupidi ed idioti, visto che si permette di farcela sotto il naso senza che ce ne accorgiamo? Siamo disattenti o davvero siamo realmente degli schiavi?

Nico (max weber)

 

 

Domani il CdM per il salvataggio delle banche venete. Gentiloni: “Garantiremo solo i risparmiatori”.

Un euro, non un centesimo in più. Neanche per i propri esuberi. Con questa posizione Intesa Sanpaolo e Governo stanno intavolando una trattativa serrata sull’operazione di salvataggio delle banche venete. L’esecutivo sta definendo il decreto che farà da cornice all’operazione, ma si apre la questione dei tagli alla forza lavoro. Ca’ de Sass ha una posizione chiara: non aveva nei programma un’espansione in Italia, prende dentro di sé le attività buone di Popolare Vicenza e Veneto Banca, ma non intende sostenere i costi dei conseguenti esuberi derivanti dall’operazione. E ovviamente, questo era messo in chiaro dall’inizio, non intervenire in operazioni di ricapitalizzazioni né addossarsi sofferenze.

Il Governo vuole accelerare sul salvataggio. Prima della riapertura dei mercati di lunedì si terrà un Consiglio dei ministri per dare il via libera al decreto del Tesoro che farà da cornice all’intervento di Intesa Sanpaolo. “Si terrà un Cdm nel weekend, quasi sicuramente domani”, riferiscono fonti governative. Il provvedimento è stato discusso nel pomeriggio a Palazzo Chigi dal premier Paolo Gentiloni e il ministro Pier Carlo Padoan, ma è anche oggetto di trattativa con Intesa Sanpaolo.

Questi sono i personaggi che fanno la bella vita con i nostri soldi….
“Samuele Sorato dg della BpVi, il presidente Gianni Zonin, il presidente di Cattolica Assicurazioni Paolo Bedoni e il dg Flavio Piva”

 

 

L’obiettivo primario del decreto è garantire la corretta “cornice normativa” (significa in regola con le loro leggi) all’operazione, con cui Intesa Sanpaolo si assicurerebbe per una cifra simbolica gli asset buoni di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Si ripete lo schema già attuato per il salvabanche e per Mps: un provvedimento di carattere generale che consente al Tesoro di intervenire nella ricapitalizzazione delle banche liquidate e commissariate, in concorso con azionisti e obbligazionisti subordinati. In questa cornice si inserisce il cambio di destinazione d’uso che il Tesoro è chiamato a mettere in campo per utilizzare una parte dei 20 miliardi messi da parte per le ricapitalizzazioni precauzionali delle banche.

A rassicurare sul fatto che i risparmiatori delle due banche venete saranno garantiti è stato il premier Paolo Gentiloni. “Siamo in contatto continuo con le autorità europee competenti: voglio dire che la garanzia per quanto riguarda i risparmiatori e i correntisti nelle discussioni è una garanzia che mi sento di confermare totalmente”, ha affermato il presidente del Consiglio da Bruxelles.

Quello che manca è un accordo sul tema della forza lavoro. Servono 1,2 miliardi di euro per i complessivi 4.000 esuberi dell’operazione di Intesa Sanpaolo sulle due banche venete: nel dettaglio si tratta di 3.500 bancari (2.800 di Intesa Sanpaolo, 700 di Bpvi e Veneto Banca) più 500 dipendenti di società collegate alle tre banche che potrebbero essere cedute. Servirà quindi un rafforzamento del fondo esuberi con un intervento pubblico o del sistema. Il Fondo ( soldi nostri) è stato però svuotato negli ultimi anni di crisi e già di recente il governo lo ha ‘rimpinguato’ con una dotazione di 600 milioni in cinque anni nell’ultima legge di bilancio. Il Governo vorrebbe che Intesa Sanpaolo sostenesse parte delle spese – almeno relative ai suoi esuberi – ma la banca non intende farlo. Una delle condizioni poste da Intesa è infatti che non ci sia impatto negativo sui conti – “totale neutralità dell’operazione rispetto al Cet 1 ratio e alla dividend policy del gruppo Intesa Sanpaolo” si leggeva nella comunicazione alla fine del Cda che dava il via libera all’operazione veneta.

I timori sull’efficacia del piano di salvataggio sono tuttavia ancora forti. Lando Maria Sileoni, segretario generale della Fabi, il sindacato dei bancari più grande, ha lanciato l’allarme: nella partita delle banche venete rischia di saltare tutto per l’intransigenza della Dg Competion europea che chiede licenziamenti e non prepensionamenti volontari. “Ci appelliamo al presidente del Consiglio Gentiloni, al ministro dell’Economia Padoan, a tutte le forze politiche affinché difendano col coltello tra i denti il settore bancario italiano, i lavoratori bancari delle due banche venete, i risparmiatori e le imprese”, ha affermato Sileoni. “In Europa c’è chi vuole i licenziamenti e il fallimento di Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Il gruppo Intesa, che si è reso disponibile a salvarle e a scongiurare un effetto domino a danno del settore bancario, deve essere tutelato”, ha aggiunto.

“Preoccupazione forte” è stata espressa anche da Confindustria, che ha lanciato con Alberto Baban, presidente della Piccola Industria, un “appello forte alla politica tutta affinchè si trovi una soluzione. La fase è tremendamente delicata e il nostro timore è che, con i tentennamenti delle ultime ore, si arrivi a una conclusione negativa non lontana dal bail-in. Proprio quell’ipotesi – aggiunge Baban – che il ministro Padoan si era detto certo di voler scongiurare”.

“”Curioso che per anni la Banca d’Italia non si sia accorta di nulla e che – a fronte della gravità dei comportamenti emersi che hanno messo a serio rischio la stabilità patrimoniale della banca – non si sia provveduto al commissariamento o alla rimozione dei responsabili, a partire dal presidente Zonin.””

 

Da: huffingtonpost

Riflessioni Personali…..la contesa sull’origine della Vita (diatriba tra sessi)!


Arte e Cultura.

 

L’ Origine della guerra

 

L’oggetto del desiderio – secondo le più banali descrizioni c’è questo al centro del quadro di Courbet “l’origine del mondo”, e l’opera che (oltre un secolo dopo) completa il quadro, rappresenta, potremmo dire, il desiderio in sé: il suo titolo è l’ “origine della guerra”.

 

 

L’ atto desiderante è qui  evocato dall’impercettibile tensione dell’inizio di un’erezione; ma – soprattutto – al centro c’è il sesso maschile.

 

 

 

Cioè il soggetto desiderante per eccellenza, che nell’immaginario patriarcale evoca potere e conquista (soggetto). Il sesso femminile, secondo lo stesso vocabolario, evoca invece la terra di conquista (oggetto).
Ma in verità non si può evitare che evochi anche la generazione, dunque il (vero) soggetto agente per eccellenza, a dispetto di tutti volonterosi oggettivizzatori. Qualcosa di tale potenza da far tremare i polsi, qualcosa, appunto, che (da quell’altro che il potere ha avocato interamente a sé) esige costantemente di essere represso e incatenato. Mentre la generazione, a sua volta, dà luogo a nuove infinite battaglie di predazione e ancora di conquista.
Vi proponiamo l’accostamento fra questi due quadri come fonte di ispirazione: per una riflessione quanto mai necessaria e irrimandabile.

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Ognuno/a si abbandoni alle proprie associazioni di idee e tiri – se crede – le sue conclusioni. Da dovunque si parta, è ora di iniziare a parlarne.
Nel 2013 l’origine della guerra è stato incluso nella mostra parigina Masculin/masculin, dedicata alla nudità maschile nell’arte. Ecco come ne parla l’autrice, Orlan:

L’origine del mondo è stato fin dall’inizio fonte di scandalo e dopo oltre un secolo continua ad esserlo; lo stesso capita all’origine della guerra:

Nel 2014 è stato esposto alla 10° Nuit des musés a Besançon, ad esempio; ma l’organizzazione ha ritenuto di non doverne fornire l’immagine alla stampa.

 

Ma – in entrambi i casi – lo “scandalo”, dov’è??
Il quadro di Courbet è del 1866; l’opera di Orlan è del 1989. Del 2014 è una performance


Je suis l’origine
Je suis toutes les femmes
Tu ne m’as pas vue
Je veux que tu me reconnaisses
Vierge comme l’eau
Créatrice du sperme

Debora de Robertis, con lacrime dorate dipinte sul viso, si è messa ai piedi de l’origine du monde e ha aperto le gambe esponendo il sesso; sullo sfondo l’Ave Maria di Schubert e le parole, ripetute ad libitum: Sono io l’origine / io sono tutte le donne / tu non mi hai vista / io voglio che tu mi riconosca / Vergine come l’acqua / creatrice di sperma.
Messa in scena il 29 maggio, nel giorno dell’ascensione del Cristo, l’origine du monde 2.0 (dal titolo  Miroir de l’origine) non aveva certo intenti blasfemi, crediamo: ma – semmai – intenti di verità. Qui, il nesso con il sacro e con la sua distorsione da parte del maschile patriarcale.

 

Da: politica femminile.it

 

 

 

 

 

Non capite il denaro? Ve lo spiega la Bce (in tutte le lingue)

Non capite il denaro? Ve lo spiega la Bce (in tutte le lingue)

Proverbio del 22 giugno: Chi è esperto negli inganni non conosce pudore

Numero del giorno: 3.500.000.000 Costo stimato per lo stato italiano per banche venete!

Money, get away cantavano i milionari rocchettari degli anni ’70, salvo poi intascarne a pacchi e continuare a farlo pure adesso grazie a royalties praticamente eterne. E a furia di […]

 

Ma voi/noi, che di soldi ne vediamo pochi, come facciamo a farcene un’idea chiara? Neanche il tempo di scrutarli e quelli fuggono fischiettando nel vento come diceva quell’altro milionario cantante che dicono tarocchi i discorsi per i Nobel. Ma il fatto è un altro: il fatto è che il denaro è una merce misteriosa. Anzi non dite che è una merce perché s’impenna tutta una polemica coi cartalisti che poi sono anche amanti del tornio eccetera eccetera.

Per tagliare la testa al toro, il Cronicario di oggi ha determinato di elevarvi dalla misera quotidianità, anche perché sennò dovrei raccontarvi che qualcuno ha stimato in 3,5 miliardozzi il costo della bad bank dove far confluire la spazzatura delle banche venete e non voglio mettere la solita battuta facile.

continuate a leggere qui.. Cronicario: Non capite il denaro? Ve lo spiega la Bce (in tutte le lingue) — The Walking Debt