Mário de Sá Carneiro


 

 

dali3

 

Dispersione

 

Mi sento smarrito in me stesso
perché ero labirinto,
e oggi, se sento me stesso,
ho nostalgia di me

Astro folle che sognava,
ho attraversato la mia vita.
Nell’ansia di oltrepassare,
ho scordato la mia vita…

Per me è sempre ieri,
non ho oggi né domani
il tempo che per gli altri fugge
piomba su me fatto ieri.

Mio povero giovane inquieto…
Tu sì, che eri qualcuno!
E fu anche per questo
che t’inabissassi nell’ansia.

Il grande uccello dorato
spiegò le ali verso il cielo,
ma le richiuse appagato
quando al cielo approdava.

Come si piange un amante,
così io piango me stesso:
io fui amante incostante
che ha tradito se stesso.

Non sento lo spazio che abbraccio
né le linee che progetto:
se mi guardo allo specchio, erro –
non mi trovo in ciò che progetto.

Ritorno dentro me stesso,
ma nulla mi parla, nulla!
Ho l’anima in un sudario,
prosciugata, dentro me stesso.

Non smarrii la mia anima,
l’ho conservata, smarrita.
E così piango, della vita,
la morte dell’anima mia.

Con nostalgia ricordo
una gentile compagna
che in tutta la mia vita
non ho mai visto… Ma ricordo

la sua bocca dorata
e il suo corpo sparuto,
in questo soffio perduto
che reca la sera dorata.

(La mia grande nostalgia
è per ciò che mai abbracciai.
Ah, quanta nostalgia
dei sogni che non sognai!…)

E sento che la mia morte
– la mia dispersione totale –
esiste laggiù, nel nord,
in una grande capitale.

Vedo il mio ultimo giorno
dipinto in rotoli di fumo,
e tutto blu-di-agonia
in ombra e Oltre mi sfumo.

Con affetto, oramai rimpianto,
bacio le mie mani bianche…
Sono tutto amore e pietà
davanti a quelle mani bianche.

Meste mani lunghe e belle
che eran fatte per offrirsi…,
nessuno che le abbia strette…
Meste mani lunghe e belle…

E provo pena per me,
povero fanciullo ideale…
Che mi è mancato alla fine?
Un vincolo? Una scia?… Ahimé!…

Mi cade nell’anima il crepuscolo;
io fui qualcuno che passò.
Sarò, ma non sono più io;
non vivo, dormo il crepuscolo.

L’alcol di un sonno autunnale
mi penetrò vagamente
per diffondermi dormente
in una bruma autunnale.

Ho smarrito morte e vita,
e, pazzo, non impazzisco…
L’ora scappa, già vissuta,
la seguo, ma qui rimango…

 

Mário de Sá Carneiro

 

 

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