Riflessioni Personali Quale futuro in Italia?


 

Rispondo ad una domanda di una carissima amica blogger che oggi in un commento ad un mio post, chiedeva come l’Italia potrebbe uscire dalla moneta unica senza pagare un prezzo altissimo in termini economici.
Tenete ben presente che queste sono mie teorie anche se suffragate da valori reali, quindi posto questo articolo con l’intento di stuzzicare il vostro pensiero affinché possiate crearvi una vostra opinione, che sia di critica rispetto agli schemi voluti e inculcati dal potere politico per mezzo dei media asserviti ad esso.

 

 

adams

 

 

 

C’è sempre un prezzo da pagare per le scelte scellerate fatte dalla Politica, seguirò il pensiero di Rawls in cui viene insegnato il modo di fare la scelta migliore tra le tante peggiori in uno scenario economico negativo.
Punto 1 -Economia

L’Europa non ci farà uscire dall’euro, siamo troppo grandi e troppo ricchi, diventeremo se ancora non lo siamo, prede da “cacciare “ e spolpare, altro che Grecia, Spagna, Portogallo, Irlanda, con noi possono saziarsi a volontà.
Non credete alle panzane di fantomatici economisti asserviti al regime, cercate di pensare con la vostra testa usando la ragione esprimendo la vostra convinzione, e solo a quella dovrete credere.

Dal supplemento bollettino statistico della Banca d’Italia n° 65 del 31/12/2014:

“Alla fine del 2013 la ricchezza netta delle famiglie italiane era pari a circa 8.542
miliardi di euro, corrispondenti in media a 143 mila euro pro capite e a 357 mila
euro per famiglia. Le attività reali rappresentavano il 61,1 per cento del totale
delle attività, quelle finanziarie il restante 38,9 per cento. Le passività, di poco
inferiori a 900 miliardi di euro, sfioravano il 10 per cento delle attività
complessive.

Nonostante il calo degli ultimi anni, le famiglie italiane mostrano nel confronto
internazionale un’elevata ricchezza netta, pari nel 2012 a 7,9 volte il reddito lordo disponibile; tale rapporto è comparabile con quelli di Francia, Regno Unito e
Giappone e superiore a quelli di Stati Uniti, Germania e Canada. Il rapporto fra
attività reali e il reddito disponibile lordo, pari a 5,5, è inferiore soltanto a quello
delle famiglie francesi; relativamente basso risulta il livello di indebitamento (82
per cento del reddito disponibile), nonostante i significativi incrementi degli
ultimi anni.”

Possediamo la ricchezza privata più grande al mondo, insieme a Francia, Regno Unito e Giappone, e siamo il secondo paese al mondo, dopo la Francia per minor indebitamento privato in percentuale sul reddito prodotto.
Punto 2 -Debito Pubblico

 

Come si crea il Debito Pubblico?
Quando lo Stato cede in pegno un’Obbligazione da 100 euro e riceve una banconota da 100 euro, deve DRENARE dal popolo la somma di 102 (100 + 2 % di interesse) per poter restituire il prestito ai banchieri e riscattare così l’Obbligazione data.
Ma lo Stato, non producendo nulla (ora meno che mai, visto che l’apparato industriale statale è stato svenduto negli ultimi anni, ) non può far altro che chiedere nuovamente un altro prestito! A volte (anzi spesso nel passato, si fecero sbagli, come ad esempio la trappola del Britannia, quando Mario Draghi e Beniamino Andreatta guidarono un incontro tra 97 parlamentari italiani con i rappresentanti delle grandi banche inglesi, tra cui la Warburg e la Barclays, in cui si discusse della svendita dell’Italia) lo Stato non è stato in grado di restituire il capitale imprestatogli e ha dovuto chiedere un prestito sul prestito.. succede no? a chi rimane vittima nelle mani di strozzini succede quasi sempre..
Se lo Stato restituisce 98 e non 102 cosa succede? non è che può fare molto.. può solo chiedere un nuovo prestito, stavolta di 104 (100 per le spese previste per il nuovo anno, 4 per il debito non pagato l’anno precedente). Naturalmente a fine anno dovrà restituire 104 + gli interessi = 106 (circa)! Ora le cose cominciano a mettersi male perché la pressione fiscale deve per forza di cose aumentare, oppure si mantiene stabile la tassazione per motivi di ordine pubblico (un popolo che si vede aumentare le Tasse e poi scopre come vengono bruciati i suoi soldi tende, storicamente, ad incazzarsi) ma si aumenta il ricorso all’indebitamento pubblico, tramite il prestito privato come già visto.
A questo punto il Debito è diventato ETERNO e di fatto INESIGIBILE. Quindi il continuo e ripetitivo atto truffaldino di prestare moneta al valore nominale (creandola dal nulla) ha facilitato negli anni la creazione di un enorme Debito Pubblico e la successiva servitù del debito.
Punto 3 -Signoraggio Bancario (come funziona)

 

Il Debito Pubblico non è direttamente derivante dal signoraggio, ma è frutto dell’ABDICAZIONE alla Sovranità Monetaria da parte dello Stato. La Sovranità Monetaria è attualmente nelle mani di banchieri privati e tramite il meccanismo del signoraggio sulla creazione ed emissione della moneta fornisce loro poteri IMMENSI e ILLEGGITTI, che vengono usati per perpetuare la truffa attraverso i secoli. Sono complici TUTTI i politici che consentono questo sopruso a danno del popolo, che risulta tragicamente sovrano e schiavo allo stesso tempo.
Dire che “il signoraggio è solo sugli interessi e non su tutte le banconote” è fuorviante (per se stessi e per gli altri) ed equivale a mettere la testa sotto la sabbia per non affrontare la realtà. Ogni banconota emessa ha prodotto signoraggio che è andato immediatamente ad ingrassare il banchiere centrale. Poi, nel tempo, tale banchiere usufruisce degli interessi sul D.P., una sorta di VITALIZIO (che per amore della verità chiameremo col suo nome: pizzo).
Appena lo Stato ha bisogno di nuove emissioni, le banche intascano subito il nuovo signoraggio e vedono aumentare il VITALIZIO-PIZZO rappresentato dall’ interesse sul Debito.

Il signoraggio è il potere di chi emette moneta. Il reddito da signoraggio è paragonabile al reddito di un falsario. Il falsario che si stampa 100 euro e li presta al 3% non guadagna 3 ma 103, mi pare evidente.. anche se il falsario non vuole indietro i 100 euro ma si “accontenta” dei 3 euro di interesse le cose non cambiano e la schiavitù continua. Occorre rimuovere la causa del Male dalla radice.
Certo è che se lo Stato prende in prestito soldi o da un falsario o da un onesto orafo ricchissimo (con le risorse auree per garantire ogni singola banconota circolante, come piace ai Libertari), la questione del debito pubblico non cambierebbe. E’ vero che il banchiere attualmente si avvantaggia di uno Stato sprecone e ladro ma questo stesso Stato (o meglio, i politici che ne sono alla guida) non saprebbero fare altro che indebitarsi allo stesso modo anche con una controparte onesta e solida.

Quindi abbiamo da una parte un Governo disonesto e immorale che ruba e spreca senza remore ricorrendo facilmente al Debito, e dall’altra parte abbiamo dei banchieri spietati che prestano volentieri i loro soldi-vuoti, soldi-facili, regalatigli dal meccanismo della stampa senza copertura o dal nulla e quindi senza valore, in mezzo a tutto questo, un popolo paradossalmente indifferente ai giochi di potere che si svolgono sulla sua testa.
Questa è la dura verità e prima la si accetta, prima si può ottenere un cambiamento totale. Attualmente non avrebbe senso consegnare la magica-stampante ai nostri corrotti e avidi politici. E non avrebbe senso nemmeno cambiare i vecchi politici con dei nuovi, se questi non hanno senso civico e abnegazione totale per il popolo e la seria intenzione di ripristinare la Sovranità Monetaria al popolo stesso.

 

 

Punto 4 -Nazionalizzare la Banca d’Italia

 

Potremmo tappare un buco colossale, da 80 miliardi di euro l’anno. E’ quanto lo Stato potrebbe “risparmiare”, tagliando di colpo il debito pubblico, semplicemente facendo ricorso all’articolo 123 del Tue, il Trattato di Maastricht, fondativo dell’Unione Europea.

Il trattato «consente agli Stati dell’Eurozona di dotarsi di una banca statale e di usarla per finanziarsi presso la BCE ai tassi che questa pratica alle banche, cioè ora allo 0,10%». Risultato: «Lo Stato italiano potrebbe così risparmiare circa 70 miliardi l’anno». Perché nessuno si decide a imboccare questa strada? Germania e Francia già lo fanno, evitando cosi di tassare a morte i cittadini e svendere il patrimonio nazionale a colpi di privatizzazioni.

 

 

Punto 5 -Uscire dalla Moneta unica (euro)
Sempre a titolo personale posso spiegare i presupposti che secondo me indicano l’uscita dalla moneta unica, come la salvezza di questo paese.
Premetto (anche se non ci conosciamo quindi siete liberi di credermi o meno) che personalmente avrei MOLTO da perdere in termini economici da questa eventuale scelta.

Ho notizie dirette da parte di un amico che lavora in una importante banca d’affari internazionale, attualmente occupato a Londra, che avremo crescita negativa per i prossimi 5 anni, quindi per un semplice calcolo matematico, aumenterà la pressione fiscale.

E’ di prossimo inizio l’applicazione dell’’ERF, l’European Redemption Fund, la più micidiale delle trappole a danno dei paesi eurodotati; una sorta di punto di non ritorno nei confronti della totale abdicazione delle residue sovranità nazionali, vogliamo chiamarla Equitalia Europea? Questi signori hanno già la prelazione sulla riscossione del gettito IVA, nel caso non pagassimo.

La moneta unica è nata su presupposti sbagliati, ai quali nel tempo non si è voluto porre riparo, quindi una sorte di imbroglio, vogliamo continuare a subirlo?

Alla moneta unica doveva seguire una unione politica, economica e fiscale di tutti gli stati membri, facendo un facile esempio posso chiederti, cosa impedisce ad un imprenditore italiano che vede tassato il costo del lavoro al 65%, trasferirsi di pochi km restando sempre in Europa, come in Romania o Polonia, e avere la tassazione sul lavoro al 30% ?
Chi è nel ramo finanziario, sa benissimo che siamo il paese in Europa con il più alto rapporto risparmio privato/debito pubblico, a fine 2014 era del 174%, la Germania al 160% e la Francia al 123%, queste cifre ti indicano qualcosa?

Sapete anche che si sta trattando segretamente il TTIP, il cui unico scopo è quello di offrire agli avvoltoi della finanza, le privatizzazioni dei servizi pubblici essenziali, come sanità, scuola, trasporti, energia, acqua?
Come sarà possibile non aumentare le tasse per rientrare nei parametri del trattato di Maastricht, cioè del Fiscal Compact, senza una crescita del PIL per i prossimi 5 anni?
Gli scenari economici seguono o condizionano sempre quelli politici, di fatto siamo già commissariati dalla troika che detta l’agenda politica al nostro Presidente del Consiglio, siamo in una sorta di democrazia virtuale dettata dalla necessità di non destabilizzare il già precario ordine sociale, da quel poco che è dato sapere, fra non molto il FMI e la BCE faranno valere gli accordi presi, con quali soldi si pagheranno quegli impegni?

Ancora, sarete sicuramente a conoscenza che il denaro virtuale, i cosiddetti derivati o CDS rappresentano una cifra che è 3 volte superiore al PIL mondiale e che sono presenti nell’attivo dei bilanci di tutte le banche europee comprese quelle tedesche. Pensate che un’uscita drastica dell’Italia dall’euro non rappresenti conseguenze disastrose per gli altri Stati dell’unione? A che scopo allora correre questo rischio, meglio un’uscita pilotata come quella già prevista nel caso non vi sia altra soluzione.

Infine vorrei ricordarti che la tanto bistrattata Italia era, fino all’avvento dell’Euro, la prima potenza manifatturiera d’Europa, cosa è successo e per colpa di chi, se ora ci ritroviamo con un debito pubblico alle stelle 2.200 MLD di euro e la più alta percentuale di disoccupazione giovanile in Europa?

L’Italia non dovrebbe temere la sua uscita dall’euro, l’unico paese a temere le conseguenze per una tale decisione è la Germania(guarda caso proprio loro), ecco cosa ho trovato.
Buona lettura.

 

http://scenarieconomici.it/studio-bertelsmann-stiftung-in-caso-di-rottura-delleuro-grossi-guai-per-la-germania/
Per concludere posso dire che nulla potrà avvenire senza pagare un prezzo, cosi anche per tornare alla sovranità monetaria nazionale, ma è un prezzo che io pagherei volentieri per dare una vita dignitosa alle future generazioni, ai nostri figli.
Attenzione, è ineludibile affinché l’uscita dalla moneta unica porti benefici, che tutta questa classe politica si faccia da parte o meglio, venisse cambiata in toto.
Nico (max weber)

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3 pensieri su “Riflessioni Personali Quale futuro in Italia?

  1. Vero, perchè il tutto funzioni occorre un ricambio TOTALE della classe politica, non è un problema di destra, centro o sinistra, è un problema di Etica e Onestà, quando faremo delle leggi sul mandato di responsabilità dei politici e ci sgamcieremo dalle Multinazionali del Potere Finanziario, forse riusciremo a placare tanta sofferenza.
    Sto sognando, vero? 😉

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