Riflessioni Personali Il Potere Clericale e il Potere Politico


 

Ma l’Italia è un paese Laico o Catto-clericale?

 

clero2

 

 

 

Il Potere Clericale e il Potere Politico.

 
Si sa, nella vita la maggior parte delle persone anziché riprendersi ciò che è stato loro sottratto, preferiscono perdersi nei pensieri che alimentano le loro frustrazioni di uomini, uomini questi, che nulla sanno di quanto poco tempo rimane al totale crollo di quella realtà che si sono auto-costruiti, influenzando di fatto anche la vita di tutti quelli che però hanno già capito.
Costoro dedicano il loro tempo alla ricerca di una risposta, alle possibili cause che in un certo modo hanno cambiato la loro realtà, non accorgendosi che cosi facendo, non perverranno a nessuna soluzione di causa.
E’ fin troppo vero che la cultura ci aiuta a capire e dare senso alle nostre idee, a riscoprire quel ragionamento critico oramai ammorbato dalle menzogne dei mass media, senza il quale saremmo solo dei burattini in balia di eventi pianificati altrove e decisi da altri.

 

Eppure è tutto sotto ai nostri occhi, senza cultura non vi è pensiero e senza pensiero non esiste scelta alcuna, tempo fa ho postato un articolo riguardante una delle lettere che Seneca scrisse a Lucilio, in essa si fa riferimento al Tempo, all’uso dello stesso che potremmo fare con maggiore qualità.

 

 

A tal riguardo, ne posto alcune righe:

 

 

“Comportati così, Lucilio mio, rivendica il tuo diritto su te stesso e il tempo che fino ad oggi ti veniva portato via o carpito o andava perduto, raccoglilo e fanne tesoro. Convinciti che è proprio così, come ti scrivo: certi momenti ci vengono portati via, altri sottratti e altri ancora si perdono nel vento. Ma la cosa più vergognosa è perder tempo per negligenza. Pensaci bene: della nostra esistenza buona parte si dilegua nel fare il male, la maggior parte nel non far niente e tutta quanta nell’agire diversamente dal dovuto.
Puoi indicarmi qualcuno che dia un giusto valore al suo tempo e alla sua giornata, che capisca di morire ogni giorno? Ecco il nostro errore: vediamo la morte davanti a noi e invece gran parte di essa è già alle nostre spalle: appartiene alla morte la vita passata. Dunque, Lucilio caro, fai quel che mi scrivi: metti a frutto ogni minuto; sarai meno schiavo del futuro, se ti impadronirai del presente. Tra un rinvio e l’altro la vita se ne va.”

 

 

Detto questo una domanda mi faccio e vorrei farvi, quanti hanno capito ciò che hanno letto? Alcuni, pochi, nessuno? Se nessuno ha capito, perché allora cercare di risvegliare sensibilità assopite o forse mai esistite, se le stesse una volta recuperate, non vengono usate per una giusta causa, quella che serve a tutti noi per poterci liberare da questo “sistema”.
Io penso allora che la cultura, oltre ad agire sulla formazione del nostro pensiero, agisca anche sul nostro carattere facendo venir fuori il vero temperamento, quindi la cultura è l’equivalente di un forte stimolo all’azione, la sotto-cultura al contrario, agisce invece da agente soporifero.

 

In effetti tutta la rassegnazione di cui la massa è impregnata, altro non è che il risultato di una costante e cinica propaganda di regime emanata dai media, in cui quotidianamente ci fanno ascoltare parole svuotate del loro significato come: Speranza, Umanità, Famiglia, Amore, Uomo etc.etc., esse rappresentano le leve su cui far poggiare il nostro asservimento al cattolicesimo e di conseguenza alla politica.

 

clero

Agli inizi del Novecento, un grande Spirito Libero e senza padroni, poco conosciuto alla maggior parte degli intellettuali, dava a queste parole il suo personale significato:

 

 

DOGMI RELIGIOSI – Parto di fantasie malate. Abitacolo di cervelli senili e impotenti. Compagno e confortatore di spiriti rancidi nati alla schiavitù. Cocaina per isterici. Pillola per menti
stitiche chiuse al sapere. Marxismo per cuori rammolliti.

 

UMANITA’ – Parola astratta con senso negativo, gonfia di forza e priva di verità. Maschera
oscena appiccicata sul viso turpe e laido di volgarissimi furbi per dominare il volgo
grossolanamente sentimentale degli idioti e degli imbecilli.

 

ORGANIZZAZIONI SINDACALI – Chiese per impotenti. Monte di pietà per
pidocchi e stracci. Molti vi sono affiliati per vivere parassitariamente alle spalle dei loro
gonzi compagni tesserati. Parecchi per fare la spia. Qualcuno, i più sinceri e credetemi –
poveri ingenui! – per andarsene in galera ad espiare la vergognosa vigliaccheria di tutti. Il
grosso della massa per pagare, sbadigliare ed attendere.

 

AMORE – Frode della carne a danno dello spirito. Malattia d’anima, atrofizzazione del
cervello, sdilinquimento del cuore, corruzione dei sensi, menzogna poetica in cui mi ubriaco
due o tre volte giorno, ferocemente, per poter consumare più presto questa mia cara e
pur così stupida vita. E poi, in fondo, preferisco essere ucciso dall’Amore. È l’unico
farabutto – dopo Giuda – che sappia uccidere ancora con dei baci.

 

Renzo Novatore, assiduo lettore del filosofo Max Stirner, era convinto che la causa del male era il dogma del cattolicesimo, mi verrebbe da dire, combatti la chiesa e vincerai il Potere della politica, ecco, su queste parole vorrei che tutti facessero uso della propria ragione per poter pensare e di conseguenza conoscere la vera causa del soggiogo a cui siamo sottoposti in forma perenne e senza via d’uscita.

 

Fatemi sapere cosa pensate a tal riguardo…..

 

Nico max weber

Annunci

Gelsomina Mori….. Differenza fra Generazioni


 

Vi posto un bellissimo commento di una carissima blogger sul cambiamento dei tempi e sulla conseguente differenza generazionale.

 

 

 

generazioni-a-confronto

 

 

 

Differenza tra generazioni……

 

 

I giovani degli anni precedenti il ’68, tanto per dare un riferimento temporale, stavano molto meglio di tutti quelli che sono seguiti, sino ai giovani di oggi, perché quelli avevano un futuro, questi no.
Chi si laureava trovava un impiego, nessuna via crucis dei lavori precari.
Con il lavoro trovato, ed adeguato alle proprie capacità, si comprava la casa senza l’aiuto dei genitori, e si poteva metter su famiglia.
Futuro = promessa (fino agli anni ’90)
Futuro = minaccia (dal 90 in poi)
Il futuro sosteneva l’impegno dei ragazzi di allora.
Il futuro di oggi è retroattivo all’impegno e allo studio.
I giovani oggi usano i successi personali per premiare l’autostima, ma si devono accontentare, e rassegnare, agli insuccessi sul piano sociale.
E non c‘è reazione: i giovani d’oggi non reagiscono alle giornate piene di inezia ma si esprimono solo su modelli offerti dalla TV, moda e pubblicità.
Ai giovani di oggi non interessa la politica, perché la politica ha perso d’autorità, non emerge alcun leader, e serpeggia la convinzione che nulla si possa cambiare, tanto vale non progettare il futuro su cui non si ha alcun potere, tanto vale restare ancorati al presente.
La politica, mi hanno insegnato a scuola, è lo sguardo al futuro, è tensione verso la crescita, dove di convogliano desideri e aspettative per il bene della res publica.
Dovrebbe essere così, almeno penso.
Ed invece lo sguardo dei giovani oggi diventa opaco, unica tensione è la noia, il linguaggio è povero e scialbo, spicciolo, gesti stanchi ed insoddisfatti, interessi futili.
Un tempo,poi, c’erano circoli, oratori, sezioni di partito, luoghi di socializzazione: oggi non ci sono più nemmeno questi, e ci si ritrova al bar, dove si beve anche in età precoce.
Alcool = strumento di rilevanza sociale.
Sento dire che mancano i valori: non credo.
I valori hanno sempre assecondato il divenire della storia, cambiando di volta in volta le vesti, ma non sono scomparsi.
Credo manchi invece la forza di cambiare le cose, forza che fa perno sul perché delle scelte, sullo scopo delle azioni.
L’ottimismo falso e recitato dai media, fasullo e ingannevole non fa più breccia sui giovani perché il pessimismo è radicato in fondo all’anima, che ne risulta paralizzata, immobilizzata.
Disagio giovanile, è vero, ma più culturale che esistenziale.
La politica dovrebbe cambiare veste, intesa non più becera difesa di interessi personali o clientelari, ma propaganda di una nuova visione del mondo; non immobilità ideologica ed operativa, ma dinamismo.
E’ questa la vera stagnazione, dove si è arenata, non so se subito dopo o appena prima, quella economica.

 

 

Gelsomina Mori

Riflessioni Personali …mail da un amico!


 

Due intere generazioni, avranno terra bruciata sotto i loro piedi, rendendo impossibile un loro coinvolgimento nel mondo del lavoro e di fatto nella costruzione della loro vita.  La politica degli ultimi vent’anni ha cambiato forma al nostro pensiero, ci ha impaurito giorno dopo giorno, ci ha impedito di costruire la nostra vita, ci ha impedito di Amare l’altro, il diverso.  Massicci messaggi subliminali ed opinioni costruite a tavolino per renderci ancora più assuefatti alle loro logiche mercantili, vengono costantemente emanati dai media. La penetrazione dei loro messaggi è talmente micidiale da  renderci inebetiti, ubriachi, togliendoci di fatto l’espressione di un pur qualsiasi Pensiero.

 

Fortunatamente c’è ancora qualcuno che riesce ad esprimere almeno una critica, verso se stesso e verso la Politica.

 

 

 

solitudine

 

 

 

Da una mail privata inviatami da Alessandro T.

 

 

Sono nato alla fine degli anni ’60. La mia è una generazione bidonata: cresciuti nell’ideologia del progresso inarrestabile, delle generazioni che migliorano le condizioni di vita e i diritti rispetto alle precedenti, ci siamo baloccati nell’illusione della fine della guerra fredda come inizio di un’epoca migliore. Ci hanno imposto l’integrazione europea facendoci credere che fosse cosa buona e giusta, foriera di grandi opportunità, indispensabile per continuare a progredire insieme, pronti per le “sfide della globalizzazione”. Hanno fatto tutto prima che fossimo abbastanza scaltri da renderci conto che ce stavano fregando.
Ci siamo trovati flessibilizzati, precarizzati, disoccupati, emarginati… almeno i giovani di oggi crescono sapendo già di che morte dovranno morire. Noi no, ci eravamo predisposti a tutt’altro. Ora, ormai non più giovani, molti di noi non hanno ancora davvero “ingranato” e non ce la faranno mai.
Sono sicuro che il “ricambio generazionale” è prossimo: ci sarà quando in nome del “ricambio” obbligheranno la mia generazione a farsi da parte, senza essere mai stata davvero della partita.
Sul discorso “perdita delle Radici” non posso che darvi ragione. Penso che lo “sradicamento” delle masse sia un obiettivo del Sistema, assecondato dall’ideologia del “progresso” (un progresso ormai chiaramente obsoleto, alla Piero Angela) tipica di tutto il mainstream culturale ma estetizzata in particolare dalle sinistre.

Ciao Nico

 

 

Alessandro

Riflessioni Personali “La Gioia”


Ci sono pensieri molto più “incisivi” di quelli espressi da tanti Uomini liberi, questo sotto ne è un esempio, non so se lo avete mai letto, ma è qualcosa di meravigliosamente esaltante.

 

 

grecia

 

 

 

 

FORZA FRATELLI GRECI!!!

 
“Tutti noi crediamo di avere esperienza della gioia. Almeno una volta, ognuno di noi, ha creduto di gioire nella propria vita. Solo che questa esperienza della gioia ha sempre una forma passiva. Ci accade di gioire.
Non possiamo “volere” la nostra gioia, come non possiamo obbligare la gioia a ripresentarsi. Tutto ciò, questa separazione tra noi e la gioia, dipende dal nostro essere “separati” da noi stessi, tagliati in due dal processo di sfruttamento. Lavoriamo tutto l’anno per avere la “gioia”delle vacanze.

Quando queste arrivano ci sentiamo in “obbligo” di “gioire” del fatto di essere in vacanza. È una tortura come un’altra. Lo stesso per la domenica. Un giorno allucinante. La rarefazione
dell’illusione del tempo libero ci fa vedere la vacuità dello spettacolo mercantile in cui viviamo. Lo stesso sguardo assente fissa il bicchiere semivuoto, la televisione, la partita di calcio, la fiala di eroina, lo schermo dei cinema, le lunghe fila delle automobili, le luci pubblicitarie, le villette prefabbricate che hanno finito di uccidere il paesaggio.
Cercare la “gioia” nel fondo di una delle diverse “recite” dello spettacolo capitalista è pura follia. È proprio quello che vuole il capitale.

L’esperienza del tempo libero, programmato dai nostri sfruttatori, è letale. Fa desiderare il lavoro. Alla vita apparente si finisce per preferire la morte sicura. Nessuna gioia reale può venirci dal meccanismo razionale dello sfruttamento capitalista. La gioia non ha regole fisse che possano catalogarla, anche se, dobbiamo poter volere la nostra Gioia.
Altrimenti siamo perduti, la ricerca della Gioia è, quindi, un’azione della volontà.”.

 

 

A.M.B.