Han Ryner (Jacques Élie Henri Ambroise Ner)


 

 

Se la democrazia potesse essere altro che un mezzo di ingannare il popolo, la borghesia, minacciata nei suoi interessi, si preparerebbe alla rivolta e si servirebbe di tutta la forza e di tutta l’influenza che le sono date dal possesso della ricchezza, per ricordare al governo la sua funzione di semplice gendarme al suo servizio.

Errico Malatesta

 

 

 

bologna

 

 

 

 

da: Petit manuel individualiste (1903)

 

 

«Il saggio considera la società come un limite. Si sente sociale così come si sente mortale […]. Deve difendere contro di essa la sua ragione e la sua volontà. Respingerà i pregiudizi che essa impone agli altri uomini, si proibirà di amarla o di odiarla; si libererà progressivamente da ogni timore e da ogni desiderio nei suoi confronti; si dirigerà verso la perfetta indifferenza, che è la saggezza di fronte a cose che non dipendono da lui.
Il saggio nota che, per esercitare un’azione sociale, bisogna agire sulle masse, e che non si può agire sulle masse con la ragione ma attraverso le passioni. Egli non si crede in diritto di eccitare le passioni degli uomini. L’azione sociale gli appare come una tirannia e si astiene dal prendervi parte.
Il saggio sa che l’oppresso che si lamenta aspira a diventare oppressore. Lo consola nella misura dei suoi mezzi, ma non crede nella bontà dell’azione comune […].

 
Nota che le riforme cambiano i nomi delle cose, non le cose stesse. Lo schiavo è diventato il servo, poi il salariato. Non si è mai riformato altro che il linguaggio. Il saggio resta indifferente a questi problemi di filologia […]. L’esperienza prova al saggio che le rivoluzioni non hanno mai risultati durevoli. La ragione gli suggerisce che la menzogna non si rifiuta con la menzogna e che la violenza non si distrugge con la violenza.
L’anarchico crede che il governo è il limite della libertà. Spera, distruggendo il governo, di elargire la libertà, ma il vero limite non è il governo ma la società. Il governo è un prodotto sociale come un altro, non si distrugge un albero tagliandone uno dei suoi rami.
La società è inevitabile come la morte. Sul piano materiale, la nostra potenza è debole contro tali limiti.
Ma il saggio distrugge in sé il rispetto ed il timore della società così come distrugge in sé il timore per la morte, è’ indifferente alla forma politica e sociale dell’ambiente in cui vive così come è indifferente al tipo di morte che lo aspetta.

 

Il saggio sa che non si distrugge né l’ingiustizia sociale né l’acqua del mare, ma si sforza di salvare un oppresso da una ingiustizia particolare, così come si tuffa in acqua nel tentativo di salvare qualcuno che rischia di affogare.
Come tutti coloro che pretendono di comandare, egli obbedisce. Non imponiamo che delle volontà che ci furono imposte. L’orgoglio di essere Colonnello si paga con l’umiliazione di subire il Generale, ogni autorità è una cosa vacillante, cerca di appoggiarsi ad una autorità che gli sembra più solida…(..)”

 

Han Ryner (Jacques Élie Henri Ambroise Ner)

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