Gelsomina Mori….. Differenza fra Generazioni


 

Vi posto un bellissimo commento di una carissima blogger sul cambiamento dei tempi e sulla conseguente differenza generazionale.

 

 

 

generazioni-a-confronto

 

 

 

Differenza tra generazioni……

 

 

I giovani degli anni precedenti il ’68, tanto per dare un riferimento temporale, stavano molto meglio di tutti quelli che sono seguiti, sino ai giovani di oggi, perché quelli avevano un futuro, questi no.
Chi si laureava trovava un impiego, nessuna via crucis dei lavori precari.
Con il lavoro trovato, ed adeguato alle proprie capacità, si comprava la casa senza l’aiuto dei genitori, e si poteva metter su famiglia.
Futuro = promessa (fino agli anni ’90)
Futuro = minaccia (dal 90 in poi)
Il futuro sosteneva l’impegno dei ragazzi di allora.
Il futuro di oggi è retroattivo all’impegno e allo studio.
I giovani oggi usano i successi personali per premiare l’autostima, ma si devono accontentare, e rassegnare, agli insuccessi sul piano sociale.
E non c‘è reazione: i giovani d’oggi non reagiscono alle giornate piene di inezia ma si esprimono solo su modelli offerti dalla TV, moda e pubblicità.
Ai giovani di oggi non interessa la politica, perché la politica ha perso d’autorità, non emerge alcun leader, e serpeggia la convinzione che nulla si possa cambiare, tanto vale non progettare il futuro su cui non si ha alcun potere, tanto vale restare ancorati al presente.
La politica, mi hanno insegnato a scuola, è lo sguardo al futuro, è tensione verso la crescita, dove di convogliano desideri e aspettative per il bene della res publica.
Dovrebbe essere così, almeno penso.
Ed invece lo sguardo dei giovani oggi diventa opaco, unica tensione è la noia, il linguaggio è povero e scialbo, spicciolo, gesti stanchi ed insoddisfatti, interessi futili.
Un tempo,poi, c’erano circoli, oratori, sezioni di partito, luoghi di socializzazione: oggi non ci sono più nemmeno questi, e ci si ritrova al bar, dove si beve anche in età precoce.
Alcool = strumento di rilevanza sociale.
Sento dire che mancano i valori: non credo.
I valori hanno sempre assecondato il divenire della storia, cambiando di volta in volta le vesti, ma non sono scomparsi.
Credo manchi invece la forza di cambiare le cose, forza che fa perno sul perché delle scelte, sullo scopo delle azioni.
L’ottimismo falso e recitato dai media, fasullo e ingannevole non fa più breccia sui giovani perché il pessimismo è radicato in fondo all’anima, che ne risulta paralizzata, immobilizzata.
Disagio giovanile, è vero, ma più culturale che esistenziale.
La politica dovrebbe cambiare veste, intesa non più becera difesa di interessi personali o clientelari, ma propaganda di una nuova visione del mondo; non immobilità ideologica ed operativa, ma dinamismo.
E’ questa la vera stagnazione, dove si è arenata, non so se subito dopo o appena prima, quella economica.

 

 

Gelsomina Mori

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6 pensieri su “Gelsomina Mori….. Differenza fra Generazioni

  1. Cara la mia Gelsomina, bellissima riflessione la tua! Te lo dico sempre quando ci sentiamo tra noi, che hai talento da vendere! Sono molto contenta che Nico abbia inserito il tuo articolo nel suo blog. Spero possano leggerlo più persone possibili. Ti abbraccio e ti auguro una buona giornata, Giusy

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  2. Concordo solo parzialmente: negli anni ’60 e primi’70, la scuola, per chi se la poteva permettere, era già un serbatoio di contenimento per futuri disoccupati; poi c’era la naja. Questo camuffava una disoccupazione giovanile ed intellettuale piuttosto alta; non dimentichiamo che nonostante il boom economico avevamo una disoccupazione generale tra il 10 ed il 15%, a seconda del periodo.
    Il grosso del cambiamento è costituito sostanzialmente dallo sviluppo della comunicazione di massa con il suo affinamento per il controllo sociale ed individuale.
    Di contro eravamo ideologizzato, organizzati e pronti all’impegno, ma il risultato ottenuto non è stato persistente.

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    1. Verissimo, le nuove generazioni sono cresciute con i media televisivi, imparando da essi un modello di vita superficiale e fatto di apparenza, non a caso le nuove generazioni a differenza della nostra, sono catalogate, standardizzate e omologate al sistema deciso dal potere.
      Una sorpresa Pietro, leggiti l’articolo che posterò tra poco e poi mi farai sapere la tua opinione.
      Grazie per la tua presenza.
      Ciao…. 🙂

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  3. Un’altra considerazione: in quegli anni era una minoranza, molto “rumorosa”, ma esigua, quella dei giovani attivi. In una facoltà di circa 5000 iscritti, il collettivo che riuniva gli studenti politicizzati era composto da una trentina di persone. Quindi, considerando i numeri, una percentuale simile di giovani attivi esiste anche ora.

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