Riflessioni Personali- Omnis homo mendax II parte


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Post dedicato al “Maestro” de noatri.

 

 

Che succede Maestro? a forza di sparar cazzate o di chiamare cazzate gli scritti degli altri, hai perso tutti i discepoli?.. sei rimasto solo lo so, dopo tanto fulgore sei rimasto solo con i tuoi demoni e i tuoi incubi che ti sei costruito attorno, non accetti nemmeno che la persona che hai fatto tanto soffrire, possa vivere serena senza che tu sbirci costantemente dal buco della serratura come fanno gli ignobili guardoni, non riesci più come una volta a catalizzare l’attenzione del gentil sesso, mi spiace perché come sempre rammenti spesso a tutti noi, come tu fossi un precettore morale, dici che si raccoglie ciò che si semina, ed è quello che ti sta accadendo.

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Leggo il tuo blog come tu leggi il mio e leggendoti mi accorgo che hai ancora bisogno di avere dei nemici, io non ti basto più, ora la tua mente annebbiata da quella solitudine che tanto ami, ha prodotto un altro nemico e lo hai trovato in un tuo vecchio amico  che continui a deridere ed infangare, come fai con me sul tuo blog invisibile.
Eppure ti avevo dato la possibilità di confrontarti , nella mia lucida rabbia ti ho cercato tanto, ho preso contatti con chi ti conosce pur di sapere dove poterti cercare per averti di fronte a me, ma non c’è stato nulla da fare, ti sei nascosto come un verme.

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Anche se non dimentico il fango che hai gettato su di me, io invece ti ho dimenticato come si fa con qualcosa che non abbia più valore, nonostante tutto però continui a chiedere attenzione come un bambino, mi tiri di continuo l’orlo della giacca per farti notare.
Ciò che hai scritto su Spinoza, lo hai scritto perché oramai non sei più attento alle cose e molte te ne sfuggono, l’articolo su Spinoza è un articolo scritto da altri come riportato all’inizio e in calce all’articolo stesso, fai più attenzione la prossima volta.
Quindi se ancora hai dei pruriti, ben lieto di incontrarti, ma sappi però,  la fortuna che ti ha aiutato una volta non facendoti trovare, non penso potrai incontarla una seconda volta, non verrà a bussare di nuovo alla tua porta.

 

Per farti ricordare che vivere a lungo significa farsi i cazzi propri, ti riposto l’articolo che ti dedicai il 28 di Aprile, è un regalo fanne tesoro.

 

 

Per te, io sono Leone er Macellaro, non te lo scordare mai. Buona vita Maestro.

 

 

 

 

 

da:  poesia&cultura del 28 Aprile 2015

 

 

I novelli “Socrate”

 

 

“Parvum parva decent!” come dire, chi poco sa, poco insegna.
Come al solito questa frase è dedicata ai moderni “Maestri” che ardiscono il voler insegnare usando il metodo Socratico o della maieutica, anzi la chiamerei falsa maieutica in quanto, anziché tirar fuori dall’allievo i propri pensieri personali, costoro impongono allo stesso i loro pensieri tramite la retorica, trasformandosi così in sofisti.
Qual’è la differenza tra un vero Maestro e un Sofista se non l’uso da parte di quest’ultimo(elisione legittima) di argomentazioni faziose o apparentemente valide (per il semplice fatto che esse si basano volutamente su errori di logica) con l’intento di ingannare coloro con cui intrattiene una discussione, quindi usando un termine moderno potremmo dire che il Sofista è un manipolare mentale.

 

 

Chi conosce Socrate conosce anche la risposta che lo stesso filosofo diede all’oracolo di Delfi:
Hoc unum scio, idest nihil scire” il classico -Io so di non sapere-, è in questa frase che è racchiusa l’umiltà che si dovrebbe avere per poter ardire l’insegnamento dei propri “discepoli”, quindi colui che darà prova di umiltà potrà farsi chiamare “Maestro”.
E’ un dato di fatto purtroppo, che non tutti siamo in possesso di quella pur minima base culturale che ci permetta di discernere gli insegnamenti ingannevoli da quelli attendibili, quindi tutti chi più chi meno, potremmo essere preda di tali ingannatori.
In effetti, il modo di comportarsi di questi sedicenti maestri cioè il voler insegnare a tutti i costi come fosse una concessione divina, costituisce per i sofisti o meglio per i manipolatori mentali, così li chiameremo da qui in avanti, un vizio da cui non potranno mai liberarsi.
Catullo ad esempio, rifacendosi alla favola le “due bisacce” descritta nell’opera “Fedro”, in cui Giove creando gli uomini diede loro anche due bisacce, una da portare sul davanti con i vizi degli altri, l’altra con i vizi propri, da portare sulla schiena, se ne uscì con questa frase:
Non videmus manticae quod in tergo est” come dire, sappiamo dei vizi altrui ma non possiamo accorgerci dei nostri in quanto li abbiamo appesi alle nostre spalle.

 

 

Il manipolatore mentale o falso “Maestro” come ho già scritto in un altro articolo, questo il link:
https://poesiacultura.wordpress.com/2015/03/01/mentalismo-tecniche-di-illusione/
è colui che mescolando ad arte tecniche di manipolazione mentale unite ad una superficiale conoscenza della filosofia e della psicologia umana, riesce con il proprio cinismo a svuotare del tutto per poi riempirla di illusioni, la mente di coloro che hanno la sfortuna di incappare nella loro “rete”.
A questi falsi “Maestri” che perseverano in provocatorie allusioni posso solo dire:
Quaelibet vulpes caudam suam laudat” come dire, ogni Volpe loda la sua coda…

 

 

Cari Maestri, provo compassione per voi, quindi lasciate perdere i duelli a distanza, perché il vero duello si fa “de visu” e attenzione, a forza di gonfiarsi della propria pseudo cultura, si fa la fine della rana:
“Inflat se tamquam rana”
Nico (max weber)

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