Riflessioni Personali…..Amore e Odio(contesa)


 

 

amore universale

 

 

 

La carissima Giusy, persona sensibilissima che segue questo blog, ultimamente è turbata da alcuni post, esterna il suo disappunto lasciando questo commento.

 

 

“….Molto odio…in questo blog, ed è già la seconda o terza volta che ci faccio caso…quid est veritas? Molto, molto dispiaciuta”.

 

 

provo a rispondere….

 

“Cara Giusy, il mondo fonda le sue radici su due forze, Amore e Odio.
Nell’Essere di Parmenide potremmo tentare una sintesi nel dire che tutte le cose poggiano su quattro basi, e cioè: terra , acqua , aria e fuoco, le quali prendono forma da due grandi forze opposte, Amore e Odio, in cui la prima tende ad unire e la seconda a dividere. In realtà all’origine di tutto il sistema non troveremo né luce né tenebre, né acqua né terra, solo Amore che lega indissolubilmente il tutto.
E’ l’azione della Contesa (odio) ad incrinare l’unità del sistema facendo nascere le cose e ridistribuendole in natura come oggi le conosciamo, rappresentando in questo modo il mondo in cui viviamo con perfetto equilibrio tra le due forze contrapposte, Amore e Contesa.
Quando la Contesa prenderà il sopravvento, dividerà il mondo gettandolo nel caos, sarà allora che l’altra forza antitetica, l’Amore, raccoglierà gli elementi sparsi nell’universo e li rimetterà al loro posto, ricostituendo l’ordine naturale una prima volta ed una seconda, cosi via all’infinito.
Siamo quindi abbastanza grandi per capire che Amore e Odio sono inscindibili, l’uno esiste per mezzo dell’altro.

.
Non ti meravigliare quindi, se a volte percepisci qualcosa di negativo, perché è proprio in quel momento che agiamo per riportare l’Amore.
Spero di essere stato chiaro e di averti tranquillizzata”.
Ciao Giusy.

 

 

Nico (max weber)

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11 pensieri su “Riflessioni Personali…..Amore e Odio(contesa)

  1. Caro Nico, visto che hai postato un mio breve commento e (stato d’animo), eccomi qua a risponderti con la sensibilità e la sincerità che mi contraddistingue, un po’ come un marchio di fabbrica. Caro Nico, in primis, nel tuo blog sei il padrone assoluto e puoi esprimerti come vuoi e in assoluta libertà, noi lettori decidiamo se leggerti, commentare o soprassedere…Ho imparato tante cose da te, la tua immensa cultura è uno sprono per chi ne ha meno, io ad esempio prima di risponderti sono andata a leggere “l’essere di Parmenide”, per cui chi gestisce un blog come il tuo, detiene un senso di responsabilità maggiore, rispetto ad altri meno impegnativi. Si, detieni un potere, il più potente di tutti: la conoscenza. In tutte le epoche, la parola è spada e tutti i potenti hanno cercato e cercano in tutti i modi di oscurarla. Parmenide asserisce nell’ “Essere”, che gli uomini si lasciano guidare dall’ apparenza, anziché dalla verità, secondo procedimenti illogici, l’errore è quindi frutto di un’ illusione. Quando nel tuo post ” omnis homo mendax II parte, ti sei scagliato verso quella persona, noi lettori virtuali, non conosciamo la storia, la cultura, il vissuto di questo tizio e quando lui replica nel tuo post: Jacques Brel, con quelle pesanti parole, è ovvio che qualcuno si ponga questa domanda: ” chi ha ragione? Che cos’è la verità? Chi detiene la verità? Noi lettori, conosciamo solo che qualche riga in qua e in la’, non abbiamo una visione totale del ragionamento, ma solo parziale, come diceva Dante: ” Nel suo profondo vidi che s’interna, legato con amore in un volume, ciò che per l’universo si squaderna”. Pochi fogli squadernati, non danno che un’apparenza di ciò che può essere la realtà. Noi lettori, in te riponiamo molta fiducia, a volte parliamo anche dei nostri problemi, insomma, ci fidiamo di te. Allora e ti parlo davvero con il cuore, se decidi di pubblicare certi articoli, devi raccontarli per intero e con diritto di replica, altrimenti ci sono le email private, o se capisci che in determinate circostanze ci sono ravvisaglie di reato, comunicarle agli organi predisposti. Sai, non è per niente facile rispondere a te, ma tu sei un apripista e un punto di riferimento, non siamo tuoi sudditi, siamo persone che amiamo ascoltarti, ma non cadere in trappole che inducano in noi dei dubbi. Nel mio profilo gravatar, ho inserito una frase che amo: “Sii servo del sapere se vuoi essere veramente libero”. Seneca. Ecco cosa ti è concesso fare a noi, o perché no, forse solo a me, non posso parlare per tutti! Nell’amore che tutto ricompone e che fa capire ogni realtà, che tu hai citato nel post, io ci vedo Dio, vedi, magari per te anche questa potrebbe essere una falsa verità… Comunque vada, ricordati è : “l’amor che move il sole e l’altre stelle”. Tutto il resto non conta. Un abbraccio Giusy

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  2. No, ho scritto che non siamo suoi sudditi e che nel suo blog può scrivere quello che vuole. Ho scritto che detiene il potere della parola, nel senso che può azzittire chi vuole, ma nello stesso tempo ci fa dono gratuito del suo sapere e questo per me non è sudditanza. Si, è libero di non dare spiegazioni, come io posso guardare e tacere. E forse deciderò di far così in seguito, resta il fatto che non tutte le persone hanno lo stesso grado di cultura o di discernimento, per cui Nico per molti può essere un maestro, una guida speciale che ci trasporta negli oscuri meandri del sapere e io voglio avere una guida così. Certo, quando vedo scritte certe zone d’ombra, l’allievo attento oscilla, si disorienta…ed è quello che un bravo maestro non vorrebbe mai: creare dubbi ai suoi studenti, non sudditi, non servi, non idolatri. Credo sia giunto il momento di congedarmi almeno per un po’, non voglio creare difficoltà in lui, né giustificazioni. Il suo blog deve andare avanti, perché la conoscenza è una forza e Nico la dona a tutti, con il cuore, con la discreta signorilità che è in lui, ma anche con lo spirito verace, la passionalità, l’altruismo, il fervore che lo contraddistingue. Giusy

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  3. Mi fosse concesso, oserei dire che amore e odio non sono antitetici, semplicemente non siamo spesso in grado di comprendere dove finisce l’uno e dove comincia l’altro, come nel caso del bene e del male: proviamo a crearci degli schemi mentali e delle scale etiche per darci conto di cosa sia l’uno e cosa l’altro, dove l’uno triofa e l’altro soggiace, sempre secondo un’ottica molto soggettiva, quando non del tutto schierata e quindi conformista. Ma l’odio in fondo che cos’è? L’amore, che cos’è? Siamo in grado di definirli una volta per tutte?… Sinceramente non credo che ciò possa essere fatto, dal momento che la soggettività di ogni individuo finisce per influire anche sui significati più reconditi che sottendono ad ognuna di queste parole: amore spesso è odio, intolleranza, gelosia, violenza, possesso, sopraffazione… l’odio, visto in prospettiva, può rivelarsi distruzione rinnovatrice, catarsi liberatoria, liberazione di istinti repressi, edificazione di supporti atti alla pacificazione e dunque alla limitazione del caos. Quando si odia, perversamente, sembra instaurarsi un rapporto con l’oggetto d’odio che fa sì che l’uno sia dipendente dall’altro; tanto che si esiste in ragione dell’odio, finendo addirittura per trasformare in amore ciò che poco prima era odio. Dunque siamo così sicuri che l’odio sia antitetico all’amore? Oppure che l’amore e l’odio non siano altro che espressioni di caratteri alquanto mutevoli e perciò volubili. In fondo si odia ciò che non si può amare. Magari anche si uccide ciò che si ama. Sempre in quell’alternarsi di valenze che rende folle
    l’animo umano. La natura colpisce senza odio o amore, semplicemente perchè è il momento e il luogo per colpire. L’uomo, convinto che ci sia sempre una razionalità in tutto, pensa che per colpire ci deve essere per forza un movente, una logica. Ma quasi mai nella realtà le cose stanno così: si diventa criminali perchè non se ne può fare a meno di diventarlo: per indole, casualità, contesto sociale e chi più ne ha più ne metta. Ma è anche vero che, moltissime delle persone rispettabili, non sono meno criminali dei peggiori criminali. Il più grosso speculatore in borsa non è poi migliore di uno dei boia dell’Isis: lo speculatore agisce sotto coprtura legalizzata. Ma gli effetti li vediamo tutti i giorni sotto i nostri occhi. Però il boia dell’Isis è l’odio per eccellenza, mentre magari lo speculatore è l’immagine del filantropo con le sue donazioni generose alle organizzazioni umanitarie. Mi pare che fosse G.B.Show a far dire al padre, rivolto alla figlia che lo odia perchè lui è costruttore di armi, di essere lui il vero filantropo: perchè lui vende armi anche a tutti coloro che vogliono liberarsi dei tiranni. Dunque diciamo che l’odio è alla stregua dell’amore, la differenza sta nella ragione che sottende all’uno o all’altra, poichè non esiste una condizione di equilibrio, se non in situazione di pericolo per la sopravvivenza stessa della specie… Grazie infinite per lo spazio e per lo spunto. E chiedo venia per essermi dilungato anche troppo…
    Un caro saluto…

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