Pier Paolo Pasolini


 

 

lupo

 

 

 

Il Valore degli sconfitti

 

Penso che sia necessario educare le nuove generazioni al valore della sconfitta. Alla sua gestione. All’umanità che ne scaturisce. A costruire un’identità capace di avvertire una comunanza di destino, dove si può fallire e ricominciare senza che il valore e la dignità ne siano intaccati. A non divenire uno sgomitatore sociale, a non passare sul corpo degli altri per arrivare primo.

In questo mondo di vincitori volgari e disonesti, di prevaricatori falsi e opportunisti, della gente che conta, che occupa il potere, che scippa il presente, figuriamoci il futuro, a tutti i nevrotici del successo, dell’apparire, del diventare…. A questa antropologia del vincente preferisco di gran lunga chi perde. E’ un esercizio che mi riesce bene. E mi riconcilia con il mio sacro poco.

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“Ma io sono un uomo che preferisce perdere piuttosto che vincere con modi sleali e spietati. Grave colpa da parte mia, lo so! E il bello è che ho la sfacciataggine di difendere tale colpa, di considerarla quasi una virtù…”

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 Pier Paolo Pasolini

 

 

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16 pensieri su “Pier Paolo Pasolini

    1. Ciao Piper, occorre insegnare alle nuove generazioni che perdere avendo lottato senza barare è un merito, purtroppo si insegna sempre il contrario, perchè vincere è un segno di superiorità per chi ha poca cultura, è sempre stato cosi e cosi sempre sarà.
      Dolce Notte! 🙂

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  1. Che meraviglia, in mezzo a tante voci che urlano, sentire, vedere, sapere,… Che c’è ancora qualcosa di umile, essenziale, che non prevarica. Troppo facile lasciarsi accecare dalla legge del “più forte”, che forse tanto non lo è…

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  2. Essere in sintonia con i perdenti, è davvero un gesto di umiltà e nello stesso tempo di grandezza. Soprattutto in un’epoca come questa, dove t’insegnano che se fai il furbo, il prevaricatore, se non ti metti in fila, se concedi le tue prestazioni sessuali in cambio di carriera sei brava o bravo. E come disse una tale, che di presentazioni ne aveva concesse molte: “se poi sei una racchia, te ne devi stare a casa, a fare le faccende domestiche”. Onore a Pier Paolo e a tutti coloro che non arrivano mai per primi, ma che si arrampicano ogni giorno per tirare avanti, nel silenzio, nell’oblio. Giusy

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    1. Ciao Silvia, trovi in fondo all’articolo in questione il nome del grande Pasolini perchè il suo pensiero (che puoi leggere nelle ultime tre righe del testo, peraltro virgolettate) segue nella logica un pensiero consono al suo di un’altra persona, le tre righe di Pasolini sono estratte dai “Dialoghi con Pasolini” del 1961…
      Spero di esserti stato utile….. . 🙂

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