Ars Amandi…..Publio Ovidio Nasone


 

L’Ars amandi (L’arte amatoria) è un poema didascalico, in latino, composto da Publio Ovidio Nasone nell’1 a.C.
Nell’Ars amatoria, dall’alto della sua esperienza di poeta e di amante, Ovidio assume il ruolo di praeceptor amoris, professore di erotismo, che impartisce insegnamenti per praticare l’arte della seduzione. (Cit.)
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano i maschietti ma anche le femminucce, buona lettura.

 

 

 

erotica1

 

 

 

da: Ars Amandi di Ovidio

 

Per disarmare una donna, riempila di carezze. Non arrenderti se inizialmente lei sembra
non gradire: quando meno te l’aspetti, lei cederà alla voglia che cerca di trattenere. La donna brucia di desiderio più dell’uomo, ma lo sa nascondere bene.
Se non fossi tu a prendere l’iniziativa, prima o poi sarebbe lei stessa, per la disperazione, a chiederti di accarezzarla.
Fatti dunque avanti con audacia e senza esitazione: puoi sperare per te tutte le donne che vuoi! A mala pena ne potrai trovare una, tra tante, che si neghi. Abbi comunque l’accortezza di pregarle, perché le donne, che si concedano o no, amano essere pregate.

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Ti consiglio di destare il buonumore alla donna che vuoi sedurre, in quanto più lei è allegra e spensierata e più sarà disposta all’unione sessuale.
Falle sempre molte promesse, tanto non ti costa nulla: ogni cialtrone con le promesse diventa un milionario!
Promettile tanti doni, ma non dargliene alcuno: dopo che tu avrai avuto quello che cerchi
[il suo corpo], lei non ti lascerà, poiché spererà di riceverei doni che le hai promesso. Allo stesso modo della donna così raggirata si comporta il giocatore di dadi, il quale, dopo che ha perso, continua a giocare nella speranza di recuperare i soldi persi.

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Inizia il tuo corteggiamento scrivendole delle lettere.
Scrivile sempre parole belle e dolci. La donna non resiste all’eloquenza, a patto che tu non esageri coi discorsi pomposi, perché potresti annoiarla. Non scoraggiarti se all’inizio lei respinge le tue lettere: prima o poi accetterà di leggerle. Col tempo anche il giovenco più scontroso viene all’aratro, ed il cavallo impara a poco a poco a sopportare il morso e le redini. Nulla è più duro di una
rupe, nulla è più molle dell’onda d’acqua; eppure col tempo l’onda riesce a scavare la rupe.
Nelle tue lettere fa’ in modo che lei senta come l’ami. Dapprima forse lei rifiuterà di
leggerle e ti chiederà di lasciarla in pace. In realtà però lei ha paura di ciò che chiede, e
vuole ciò che non chiede, e cioè che tu continui a scriverle;e tu continua!
Se la incontri per la strada, avvicinati a lei e seguila. Dille con gli occhi ciò che vorresti
dirle con la bocca. Ogni tuo gesto sia una parola!
Non curare troppo la tua pettinatura e non depilarti le gambe: queste cose lasciale agli
effeminati!

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A te conviene una bellezza un po’ trascurata. Piuttosto cura la tua pulizia, e in particolare quella dei denti. Porta i capelli ben tagliati e la barba ben rasata, tagliati e pulisciti le unghie e bada che non ti puzzi l’alito.
E quando finalmente le ti farai incontro di persona, parlale con voce commossa, affinché
creda al tuo amore. Riempila di complimenti sulla sua bellezza, perché alla donna piace
essere apprezzata per le sue doti fisiche. Il pavone, se gliele lodi, dispiega orgoglioso le sue penne; se invece lo guardi silenzioso, non le mostra.
Come detto prima, prometti molto alle donne, perché a loro piacciono le promesse. Non
farti scrupolo a fare promesse che poi non manterrai, perché loro sono le prime a non
mantenere le promesse. Inganna codeste ingannatrici! Cadano nei lacci che loro stesse
hanno teso!

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Sono molto utili anche le lacrime: col pianto potrai rendere molle persino il diamante.
Mostrati a lei con le guance bagnate di lacrime, benché non siano lacrime sincere; e se
non riesci a farti venire il pianto, toccati gli occhi con le mani bagnate.
Mentre le parli, riempila di baci; e se lei ti respinge e ti dice che sei sfacciato, credimi, non
vuole altro, mentre ti resiste, che tu vinca la sua resistenza. E dopo i baci prenditi pure il resto, senza preoccuparti di possederla con la forza.

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Vorresti forse dirmi che questa è violenza? Ma se è proprio questo che vuole la donna! Ciò che piace alle donne è dare per forza ciò che vogliono dare. La donna su cui salti addosso con impeto d’amore ne gode, e la violenza per lei è come un dono. Se quandola stai per possedere ti ritiri, lei col viso simulerà contentezza, ma nel suo cuore proverà delusione e rabbia.
Come detto prima, alla donna piace essere pregata. Ma se noti che questo le suscita disprezzo per te, abbandona le preghiere e torna indietro sui tuoi passi. Infatti molte donne vanno verso gli uomini che fuggono da loro e detestano quelli che fanno loro una corte assillante.
Quando parli con questo tipo di donne cerca di dissimulare il tuo desiderio,e mira ad accendere il loro amore presentandoti sotto le false vesti di un amico disinteressato.

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Ho infatti conosciuto tanti uomini che da amici di una donna si sono poi trasformati in suoi amanti.
All’uomo che vuole essere amante non giova la pelle abbronzata: è meglio il colore pallido, perché l’aspetto emaciato e il viso smagrito danno alla donna la sensazione che quell’uomo è consumato
da vero amore per lei.
Ma ricordati pure che ogni donna è diversa dall’altra, sia per l’età sia per altre caratteristiche e perciò per ciascuna donna occorre una specifica strategia amorosa: la cerva adulta scopre da lontano l’insidia del laccio; e se fai l’esperto con la giovane ingenua o assali con troppa foga la donna timida, le fai impaurire.
Qui finisce la prima parte del mio viaggio; adesso posso gettare l’ancora per fermare un po’ la mia nave.

 

Publio Ovidio Nasone

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14 pensieri su “Ars Amandi…..Publio Ovidio Nasone

  1. mi ha sempre divertito l’ars amandi di Ovidio: l’illustre cittadino di sulmona ci considera galline idiote a cui basta dire “quanto sei bella” per farci correre nel letto di un uomo… del resto è attualissimo:a tutt’oggi da una inchiesta in rete è risultato che i complimenti che danno più “frutti” sono quelli sul nostro fisico. sono state interpellate donne a pari numeri con i maschi. Insomma, forse nulla di nuovo sotto il sole…. ciao nico

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  2. d’Ovidio mi piace particolarmente l’ ‘esilio’… (badare bene: non sto facendo una battuta da donna contro maschio. Senza lingua e un corpo che l’accompagna forse quell’esilio non ci sarebbe stato.. chissà…

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    1. Che dire, Ovidio era un protagonista dei salotti letterari del tempo: scrittore di successo, abile poeta, colto, simpatico, certamente pettegolo e libertino, pagò questo suo amore per le donne con l’esilio nell’attuale Costanza in Romania….. forse, se fosse nato femmina…..l’esilio non ci sarebbe stato..
      ti dedico due righe che Ovidio scrisse nell’ultima notte passata a Roma dopo aver ricevuto il decreto di esilio dell’imperatore Augusto.

      «Quando mi torna in mente la visione tristissima di quella notte, delle ultime ore che passai a Roma, quando ripenso a quella notte in cui lasciai i miei affetti, ancora adesso mi si riga il viso di lacrime. Si era quasi levato il giorno in cui per ordine di Augusto dovevo allontanarmi dagli estremi confini d’Italia. Non c’erano stati né tempo né condizioni di spirito adatte per fare i preparativi necessari, non mi curai di scegliere degli schiavi, un compagno, delle vesti o delle cose adatte a un profugo. Ero attonito come quando una persona colpita dalla folgore resta viva e non si rende conto d’esserlo».

      Buona serata erospea 🙂

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  3. Tristia… gran pen(n)a.
    diciamo che sui perché dell’esilio la discussione resta aperta… come resta aperta quella sul ‘libertino’… direi non d’immediata corrispondenza all’associazione, all’uso che ‘comunemente’ facciamo oggi di tal parola…
    buona serata anche a te Nico e grazie per avermi riportata alla lettura di questo bel passo ovidiano 🙂

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    1. ..si, forse hai ragione, la parola “libertino” come oggi è in uso, non rende bene l’idea di quel che era Ovidio, probabilmente aveva toccato gli “interessi” di qualche senatore romano….ma questo non sarà mai di nostra conoscenza……
      Serena Notte.

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  4. È finito in esilio? Ben gli sta a questo stronzo! Con le sue lezioncine sulle arti amatorie e su come abbordare le donne, ha fatto più danni che la grandine e ancora ha molti seguaci…Altro che Romania, in Siberia doveva andare, così gli si gelava il suo bel nerboruto atlante. Giusy

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  5. Fondamentalmente aveva ragione. Che sia bellona o intellettualmente affascinante la donna pretende il centro della scena e l’apprezzamento delle sue qualità, sopra ogni altra cosa. L’errore che l’uomo fa, è di non saper mantenere le stesse attenzioni che aveva al tempo del corteggiamento e della conquista, dando tutto per scontato. Quando si da questa sensazione ad una donna si è finiti.

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..dimmi ciò che pensi.

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