Riflessioni Personali……La Purezza


 

 

 

vecchio

Ogni età ha la propria stagione, cerchiamo di viverla al meglio sognando solo ciò che è nelle nostre possibilità.

 

 

 

“Omnia munda mundis; coinquinatis autem et infidelibus nihil mundum, sed inquinatae sunt eorum et mens et conscientia”.

 

 

Nulla può essere puro per coloro che hanno l’intelligenza e la coscienza contaminata dall’ipocrisia, la purezza non appartiene a quelle persone che traggono conclusioni affrettate su una persona, perchè magari leggendo ciò che scrive, sognano soltanto quello che esiste nella loro immaginazione contaminata da una sorta di istinti repressi. Siamo quello che siamo, inutile indossare il vestito della giovinezza per apparire ciò che non siamo, il viscidume che è dentro noi, prima o poi apparirà svelando le nostre vere intenzioni. Meno male che esistono donne che hanno ancora cervello.

 

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14 pensieri su “Riflessioni Personali……La Purezza

  1. non so se il tuo è un pensiero generale o una riflessione autobiografica a vacanze in corso. Mi porta ad una riflessione, tuttavia, il tuo commento sul reale e l’immaginario e l’ipocrita; forse un’altra interpretazione, si, un’altra interpretazione e la lascio qui se può risultare utile: “c’è, talvolta, una delicatezza nelle cose, nelle persone, nella loro realtà complessa (che nemmeno esula da quello che tu chiami ‘viscidume’… altri chiamano ‘bassi istinti’, ma senza giudizio sarebbe meglio dire ‘desideri’, non so). A volte le parole (scritte o pronunciate che siano) fanno viaggi strani per la nostra comprensione fino a scollare quanto c’è di immaginario dalla realtà che quello stesso immaginario tiene attaccata e si porta. Allora la parola può apparire incerta, ambigua, addirittura ipocrita, ma può anche essere solo discreta sulla vita reale di cose e persone. Discreta sia verso chi parla che verso chi ascolta e viceversa a seconda dei casi, del contesto in cui la parola si muove e del come la si vuole muovere in quello stesso contesto. Immaginazione e realtà, poi, non so quanto sia scollate in assoluto, non ho intelligenza in questo, ma penso sempre non siano cose bloccate o basterebbe affidarle a parole intelligenti per fargli recinti chiari a chiunque.
    D’autocritica: sarà che mi manca questa intelligenza della parola, l’ho sempre detto. E ci perdo in delicatezza.
    Ti auguro una nitida giornata d’estate

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    1. Buongiorno erospea, a volte usare degli eufemismi per indicare il carattere di qualcuno diviene indispensabile.
      L’eufemismo che ho usato, in questo caso viscido, era per qualificare quel modo di dire e conseguentemente di fare, di quelle persone che si comportano in modo subdolo e sfuggente quindi ipocrita, avrai sicuramente visto simili comportamenti nel web.
      Non era un giudizio il mio ma una constatazione di fatto, il web offre protezione a simili individui per il semplice fatto che chiunque potrebbe trasformarsi in chiunque altro e questa cosa non è di mia preferenza, meglio pochi amici fidati e sinceri che molti ipocriti e viscidi.
      che sia questo un radioso lunedi per te…….. 🙂

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  2. la rete raccoglie tutto, spazzatura compresa.sta anoi fare uan raccolta…differenziata 🙂 del resto la codiddetta rumenta si qaulifica come tale in breve tempo epoi non ho mai capito una cosa: già nel reale spesso dobbiamo imporci maschere…che gusto c’è a farlo anche nel virtuale? mah…ciao nico

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    1. Ciao Viki, che gusto c’è nel mettersi un’altra maschera oltre a quella che già indossiamo? …..non saprei, forse ci piace essere dei buffoni o forse ci piace scherzare oppure ci piace mettere a nudo la nostra vera indole, l’essere vigliacchi!!!
      Buon inizio settimana… 🙂

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  3. date le mie non dichiarate spoglie, spero, allora, di non rientrare un giorno tra i viscidi… e se proprio debba accadere.. di trasformarmi almeno in qualcosa d’acquatico giusto per cambiare modo di camminare, ma non sincerità: tanto biologica quanto culturale. Avrò mal inteso il senso specifico del tuo articolo, ma condivido l’osservazione sul “subdolo” (già sperimentato in altre sedi; per fortuna non ancora in wordpress). E per quanto possa apparire strano e contraddittorio: è tra i motivi per cui mantengo protezione verso l’identità e preferisco premettere la scrittura (nel caso specifico del mio sito) al me o al sé o come chiamarlo si vuole. Ma credo di averne ragionato già altrove, tra un articolo e l’altro, non so. Mi riprometto sempre di aggiungere una nota informativa su questo mio pensiero, sul perché ‘erospea’ sia il ‘non nome’, sul cosa intendo con ‘compagni di viaggio’, poi mi urge scrivere altro, accadono altre cose nell’interagire, e lascio sempre incompiuta questa cosa, (forse generando equivoco?)
    Se smette di piovere a scoppi alterni magari ‘sto lunedì si fa radioso 🙂

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    1. Non potrà piovere per sempre…… no?
      Una mezza idea sul perchè del tuo nome già me la son fatta e comunque il mkio post non era rivolto a qualcuno in particolare ma a situazioni di cui conosco la genesi, lo svolgimento e la fine.
      Ciao…… 🙂

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  4. Convivono: il privato senza stile, con il pubblico vestito da interessi privati. Abbiamo concesso rispettabilità alle arbitrarietà dei singoli comportamenti, e li abbiamo ribattezzati “libertà” … passi pure, ma non abbiamo gestito bene la sguaiataggine ed il cattivo gusto che, non più tenuti a bada, sono diventati disgustosi, non meno delle dita del naso.
    Le norme le possiamo pure cambiare ma non ha senso farlo senza la tensione morale, che, ahimè, non c’è più.
    Il fatto è che la corruzione (maleducazione? mancanza di stile? impoverimento morale? assenza di autenticità?) viene considerata da tutti l’occasione da afferrare al volo, perché il messaggio che ci facevano arrivare dall’alto era quello di chi rideva sul terremoto perché ci guadagnava, di chi si accaparrava appalti offrendo le squillo, per dirne alcune …
    E questo è uno stimolo.
    E’ uno stimolo, nei cittadini, ad una doppia emozione: il disgusto, da un lato, dall’altro una certa invidia.
    Sempre più certi politici non sono più buoni esempi, sono scomparse le giacche e le cravatte d’ordinanza, proliferano invece i maglioni, le camicie con le maniche rimboccate, colletti aperti e scravattati, giacca sulla spalla. Fanno di tutto per mimetizzarsi o ricorrono alla sciatteria per essere più simili a noi?
    Siamo figli, tutti, della brutta televisione che guardiamo ogni sera.
    Vorrei lamentarmi di una pizza margherita gommosa ed un caffè annacquato, in cambio di un vero Paese, con bella Gente.

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  5. non ho detto che sempre nel reale indossiamo maschere: ho detto che, a volte, per motivi di lavoro- parlo per me- devo mantenere un certo “contegno” che non sempre mi appartiene. Quindi in rete sono quella che sono, con tutto quello che mi passa per la testa. per il resto francamente non saprei,le seghe mentali- scusal’espressione- non sono per me. ciau

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    1. No Viki, stavolta temo di essere stato frainteso, il mio post non vuol essere un giudizio su nessuno, solo ognuno di noi potrà giudicare se stesso se ne avrà voglia, quello a cui accennavo è invece quel comportamento non chiaro quindi subdolo di chi anonimamente svolge l’attività di blogger, tu potrai dire che sono in molti a non dare le proprie generalità perché nessuno può obbligare nessun altro a farlo e siamo d’accordo, il problema nasce quando coloro si nascondono dietro ad un nick, agiscono quel comportamento ingannevole che non permette di recepire subito il reale obbiettivo del loro agire, ed è proprio in questo modo che estorcono la fiducia e la “purezza” di persone limpide e sincere.
      Sono del parere che mettere il proprio nome, sia un incentivo a preservare la propria educazione ( sempre che qualcuno l’abbia imparata) dalla malsana idea di dare sfogo ai propri istinti repressi, quindi irrazionali.

      Altra cosa è vestire una maschera nella quotidianità dove è molto più difficile barare perché comunque il rapporto si svolge “de visu” e su questo punto ti do ragione, dal mio post del 14 giugno dove è inclusa una delle mie foto, ti ri-posto un pezzo di come la penso su questo argomento:

      ……quindi perché essere ipocriti, avere disponibilità economica non rappresenta qualcosa di immorale, immorale casomai è l’uso che ne facciamo della stessa disponibilità.
      Quindi parlare di maschere non ha senso, far finta di “essere” o “non essere” chi realmente siamo serve al travestimento a cui siamo obbligati, perché questo è indispensabile quando si vive in una società malata basata sull’ipocrisia, sull’invidia, sulle dicerie, dove l’individualismo cinico ha preso il posto di valori come solidarietà, altruismo e generosità, quindi qualsiasi maschera io indossi, nulla toglierebbe a quello che faccio quotidianamente con le mie azioni che sono sempre reali, un aiuto è sempre un aiuto, sia se lo faccio personalmente oppure per interposta persona come potrebbe essere per esempio il parroco del paese…..

      Tu sei una persona splendida che spande cultura sotto qualsiasi forma, dovresti essere orgogliosa di farti conoscere….

      Un abbraccio 🙂

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..dimmi ciò che pensi.

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