Riflessioni Personali Il Capitalismo Etico


 

 

kant

 
Il Capitalismo è un male?

 

Dovete sapere che esiste una persona che ha documentato tutta la sua vita ogni 15 minuti, dal 1915 al 1983, questo progetto si chiama “Dymaxion Chronofile” ed è stato fatto perchè chi l’ha voluto, ha inteso la sua vita come un “progetto”.
Sto parlando di Richard Buckminster Fuller, colui che fra tante altre cose ha inventato la Cupola Geodetica, esempio di raro design.
Fù una persona poliedrica, ingegnere, filosofo, architetto, inventore, Fuller era uno dei pochi che accordavano l’esistenza di un Capitalismo Etico.

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Si può avere Etica anche nel Capitalismo, creando la cosiddetta “Impresa Umanistica”, dove l’Uomo inteso come forza lavoro sia al centro di ogni processo produttivo, inoltre una parte del profitto generato dal Capitale sia utilizzato per migliorare la vita umana.
Questo tipo di Capitalismo ha dato forma a importanti imprese anche in Italia, basta citarne alcune, Brunello Cucinelli SpA famosa per il cashmire, Monini SpA produttrice di olio d’oliva, Tod’s Spa Fashion mode e molte altre.
In termini materiali queste “Imprese Umanistiche” permettono ai loro dipendenti di avere a fine anno, una seconda tredicesima, e parte dei profitti generati dall’impresa vanno in solidarietà, nella manutenzione di beni storici o archeologici, nella ristrutturazione di antichi borghi, oppure nella costruzione di scuole, non è un caso se queste imprese “Umanistiche” operano nel settore del Made in Italy.

Quindi esistono diversi tipi di Capitalismo, quello liberista, conservatorista, mercantilista, d’altronde è noto che nell’era moderna, la voglia dell’arricchimento veloce dà più importanza al profitto a scapito del salario della forza lavoro, fa protendere l’imprenditore per il Capitalismo Liberista e mercenario, ma cambiare si può, dipende da noi.

 

Vi saluto lasciandovi un pensiero del Fuller.
“Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente. Per cambiare qualcosa, costruisci un modello nuovo che renda la realtà obsoleta.”

 

Richard Buckminster Fuller

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7 pensieri su “Riflessioni Personali Il Capitalismo Etico

  1. Ho incrociato R. B. Fuller per la prima volta un paio d’anni fa (durante i miei viaggi ‘danzanti’), se non erro tra la Terra e la Luna… ed è indubbiamente interessante un con/fronto con lui. Ancora attualmente sbaraglia alcune visioni che teniamo cristallizzate nei nostri ‘a priori’ culturali (o finto culturali) in Italia.
    A proposito di quanto scrivevi, permettimi (se pur con la mia solita vaghezza intellettuale) di riportare un’altra sua citazione che, almeno a me, ha sempre fatto riflettere (indipendentemente da un’aderenza o meno alle sue considerazioni). Ecco: “We should do away with the absolutely specious notion that everybody has to earn a living. It is a fact today that one in ten thousand of us can make a technological breakthrough capable of supporting all the rest. The youth of today are absolutely right in recognizing this nonsense of earning a living. We keep inventing jobs because of this false idea that everybody has to be employed at some kind of drudgery because, according to Malthusian Darwinian theory he must justify his right to exist. So we have inspectors of inspectors and people making instruments for inspectors to inspect inspectors. The true business of people should be to go back to school and think about whatever it was they were thinking about before somebody came along and told them they had to earn a living.”
    Un saluto e buona giornata

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    1. Ma tu…….conosci Fuller? ….ora però devi dirmi perchè lo leggi…eeheh
      Comunque è esatto quello che scrive Fuller, siamo stati convinti che per vivere occorre lavorare, che senza lavoro non avvaloreremo la nostra esistenza, già, ma questo è vero in un sistema che è stato creato ad hoc, per renderci schiavi del lavoro.
      Eppure fuori dal sistema consumistico, nel mondo che noi chiamiamo selvaggio, l’unico obbligo per l’uomo è quello di procurarsi il cibo e nient’altro.
      Fuller ha ragione nel dire che non è il lavoro che deve giustificare il nostro esistere, ma è l’apprendimento della conoscenza che conferma la nostra esistenza.
      Ti lascio con una bella citazione di Rousseau……ciao erospea! 🙂

      “L’inquietudine dei desideri produce la curiosità e l’incostanza: il vuoto dei piaceri turbolenti genera la noia. Nessuno si annoia mai della sua condizione, quando non ne conosce di più piacevoli. Tra tutti gli uomini del mondo, i selvaggi sono i meno curiosi e i meno soggetti alla noia; tutto riesce loro indifferente: non è delle cose che gioiscono, bensì di se stessi; trascorrono la vita a non far nulla e non si annoiano mai”.

      Jean-Jacques Rousseau

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  2. t’ho detto dell’incrocio: è avvenuto attraverso la danza e attraverso persone straordinariamente ‘danzanti’ che ho incontrato tra la vita.
    Rousseau… a volte m’è difficoltoso pensare del suo stesso pensiero, perché mi chiedo sempre come lo percepirebbe una corporeità selvaggia (e quante diversità in ogni esistenza selvaggia devono esserci, mi dico…) e penso che un giorno o mi deciderò a osservare tra le righe più a fondo Rousseau stesso. o mi riuscirà di viaggiare tra le genti…
    ciao!

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    1. Complimenti a te e alle persone, certamente straordinarie, che te lo hanno fatto conoscere.
      Quanto a Rousseau, uomo sempre in controtendenza al pensiero assolutistico dominante del suo tempo, stiamo parlando del periodo della rivoluzione francese, è da considerare come colui che anticipò per i suoi pensieri l’epoca del romanticismo.
      Non è un filosofo puro, infatti ebbe l’influenza sotto molti aspetti di Kant……
      per te una splendida serata.
      Ciao.

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  3. E non potrebbe essere diverso: anche il capitalismo è creatura umana. Dietro le maschere degli speculatori in borsa ci sono delle facce. La perversione ultima, a mio modesto parere, consiste nell’avere agganciato il futuro di milioni di individui(le pensioni, i fondi pensione)alla speculazione borsistica, contrapponendoli così alle speranze di vita di altri milioni di individui: i fondi si appropriano di imprese negli altri paesi, le ristrutturano, eliminando qualsiasi valenza sociale e ributtandone i resti sul mercato. Un mercato sempre più disumanizzato, non fosse per quei pochi capitalisti etici che fanno contraltare a questa perversione…
    Un carissimo saluto……

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    1. Vivere in un mondo dove ognuno abbia almeno il necessario per vivere dignitosamente, è possibile allora, quindi mi chiedo e ti chiedo caro Silviatico, perchè non si mette in opera questa scelta?
      Vorrei un tuo incondizionato parere, è molto importante per me….
      Ciao caro amico….

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      1. Che dirti?… Chi ha il potere le studia tutte per mantenerlo. Il divide et impera ha fatto proseliti da sempre. Mettere in atto la scelta che tu proponi vorrebbe forse dire rinunciare all’accumulo indiscriminato: i gestori dei fondi pensioni si troverebbero a dovere rinunciare a succose prebende, i broker avrebbero finito di spennare i polli investitori, gli speculatori dovrebbero dare l’addio ai sogni imperiali di guadagni, i petromonarchi si sentirebbero offesi dal non poter più dotare di ori i loro bidet. Verrebbe meno quell’accumulo capitalistico che sta permettendo ad avventurosi imprenditori di investire nell’avventura spaziale fior di quattrini. Allo stesso tempo impedirebbe ai pensionandi americani di sognare la loro vecchiaia in Florida o in California, con barca al seguito. Certo, vaglielo a spiegare che la loro barca la pagano i disgraziati che si ritrovano d’un tratto in mezzo la strada. Forse la spiegazione potrebbe essere anche nel contratto di hobbes: bestie contro bestie, nonostante alcuni secoli di progresso. In ogni caso è un problema spiegare e far capire alla gente le politiche degli stati: gli stessi arabi che si stanno comprando mezza Italia, sono gli stessi che sponsorizzano l’Isis e che stanno facendo a pezzi il Medioriente, spingendoci masse di disperati nel Mediterraneo. Come allo stesso tempo è impossibile fargli comprendere la consonanza che c’è tra petromonarchie e conservatori repubblicani nel mantenere il Medioriente nello sfascio e nella guerra permanente. Come, allo stesso tempo accade in Africa… Ma dicevamo: perchè non perseguire una politica che offra una scelta di vita dignitosa per tutti?Di certo perchè ciò inibirebbe l’accumulo capitalistico, frenando istinti animali che invece si vuole liberi, affinchè dettino i tempi per la crescita e lo sviluppo della società. E’ una verità amara e inconfessabile che in molti si portano colpevolmente nel cuore…
        Un abbraccio ed un carissimo saluto…

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