Riflessioni Personali…….i nostri sogni.


 

“L’abisso che c’è fra la certezza che io ho della mia esistenza e il contenuto che tento di dare a questa sicurezza, non sarà mai colmato.”

Albert Camus

 

 

anni 70

 

 

 

Che fine hanno fatto i sogni di una generazione?

 
Tutti sicuramente hanno dei sogni o quantomeno li hanno avuti, no, non intendo quelli che si fanno in una particolare fase del sonno, ma quelli che vengono rappresentati in un’idea, una speranza, un’aspettativa, un’utopia, tutti abbiamo provato a rendere reali i nostri sogni.

Dovete credermi se vi dico che anche i ventenni di allora li avevano, a maggior ragione li avevano perché in quegli anni tutto era diverso, palesemente diverso, dai diritti civili ai diritti dei lavoratori, dalla responsabilità dei propri comportamenti alle conseguenze delle proprie scelte, eravamo pronti a metterci in gioco per cambiare quel sistema partorito dalla cultura servilista e padronale degli anni “60, l’intera organizzazione della società italiana veniva messa in discussione, a tutti i livelli.

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Vi erano due tensioni contrapposte: una seminava morte, l’altra rivendicava e conquistava diritti, erano insomma anni inquieti ma decisivi per le conquiste che vennero effettuate, come lo statuto dei lavoratori, il divorzio, l’aborto.
Cambiamenti culturali anche in campo della musica, apparsero nuovi generi come il blues-rock, il fusion, il rock progressivo, rock psichedelico, il pop rock, i cui interpreti li ascoltiamo ancor oggi, i Canned Heat, gli Animals, i Byrds, i Jefferson Airplane, i Credence Clearwater Revival, Van der Graaf Generator, come anche in campo letterario, scrittori simbolo di quell’epoca erano i vari Kerouac, Ginsberg, Cassady, Ferlinghetti , Abbagnano, Hemingway e Pavese, e sui loro scritti si passava il tempo e si discuteva.

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Ai giovani di oggi, compresi quelli che pensano che nulla si può cambiare, vorrei dire che per avere il vero cambiamento, occorre prima cambiare il nostro modo di pensare cancellando le nostre croste ideologiche siano esse, rosse o nere.
Infine, rispettate i “vecchietti” che hanno contribuito mettendosi in gioco, nel darvi anche se poche, le certezze di cui godete, sfruttate la loro saggezza.

 

 

da: Il mio individualismo iconosclsta– Renzo Novatore

“È un mio assoluto ed imperioso bisogno quello di lanciare fra la tenebra la luce turbinosa e sinistra dei miei pensieri e il sogghigno incredulo e beffardo delle mie idee sanguinanti che, orgogliose e superbe di mostrare le loro rigogliose e spregiudicate nudità, se ne vogliono andare libere per il mondo alla ricerca di virili amplessi. Nessuno può essere più rivoluzionario di quello ch’io sono, ma è appunto per questo che voglio lanciare il corrodente mercurio dei miei pensieri fra la senile impotenza degli eunuchi dell’Umano Pensiero. Non si può essere rivoluzionari a metà, né pensare a metà. Bisogna essere come Ibsen, rivoluzionari nel senso più completo e radicale della parola. E tale sento di essere io!”

 

 

Nico (max weber)

 

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6 pensieri su “Riflessioni Personali…….i nostri sogni.

  1. Non so Nico… se i giovani di oggi sono mediamente così come sono… forse la “nostra” generazione (penso la condividiamo, io ho appena compiuto 50 anni) ha le sue responsabilità, in questo. Mediamente… non ci abbiamo creduto fino in fondo, in quei sogni, e molti di noi (che, vista la democrazia, costituiscono la maggioranza) sono stati comprati da un po’ di benessere e si sono chiusi occhi e orecchie su ciò che succedeva veramente, consentendo ad un pugno di oligarchi di dominare il mondo. Ora rimproveriamo ai nostri figli di lasciarsi anestetizzare dai reality e dai gadget tecnologici, forse noi lo abbiamo fatto con la macchina, la TV e il mutuo per la casa…
    Magari non tu o io ma… tanti di quelli che conosciamo

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    1. Ho pochissini anni in più rispetto a te, tanti quanti mi permisero all’epoca di cui parlo sopra, di essere quasi maggiorenne nel ’77.
      Eravamo una generazione turbolenta incastonata tra il cambiamento culturale che rimetteva in discussione qualsiasi convinzione e la lotta padronale contro la prepotenza di chi aveva intravisto negli operai, soltanto bestie da lavoro.
      Io penso, ma qui occorerebbe approfondire con un serio didattito, che l’unica differenza tra la nostra generazione e i giovani di oggi, fosse solo e soltanto l’uso selettivo del potere dei Media.
      Questo potere devastante, derivato dai media, venne percepito già nei primi anni ’70, quando diversi attentati presero di mira tralicci dell’alta tensione e di ripetitori radiotelevisivi.
      Tu dirai che sono cambiati i tempi e le condizioni ed hai giustamente ragione, io invece mi chiedo, a chi ha fatto comodo questo cambiamento che ci ha portato a questa situazione fine soltanto ad egemonizzare un’oligarchia imperante, dove il singolo è stato costretto ad uniformarsi alla massa?
      Un abbraccio….

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  2. Nico … non avresti dovuto farlo ;D … di rivangare un passato di sogni, speranze, voglia di cambiare, lotte … e sconfitte (Sto scherzando, ma sono anche un po’ commosso).
    @Sem, concordo solo in parte: abbiamo avuto una grossa pecca, quella di sottovalutare il “nemico”, che ci ha lasciati giocare finché non ha avuto la capacità di stroncarci definitivamente con arresti (spesso infondati, ma i media li gestivano al meglio), botte, e tutto ciò che ha escogitato per togliere di mezzo qualsiasi idea di cambiamento sociale. Ha impiegato vari decenni, ma ora siamo ritornati al punto di partenza, forse più arretrato in quanto la speranza che istigava i sogni negli anni ’60 e primi ’70, ora è scomparsa.
    Tuttavia dobbiamo cercare nuove forme di aggregazione, socializzazione, per riprendere un percorso di cambiamento della vita nostra e degli altri.
    Il percorso sarà lungo, ma, secondo me, siamo già per strada.
    Ciao

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    1. Carissimo, concordo tutto il tuo bellissimo commento senza cambiare una virgola, posso solo aggiungere che dovremmo essere noi a rimetterci in gioco ancora una volta, nonostante le nostre “cicatrici”
      Ciao…

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  3. Sinceramente, non posso che lasciarmi avvincere dai tuoi ricordi e considerazioni. Certo, con il senno di poi, sono arrivato a maturare la convinzione che, ognuno, sia figlio del proprio tempo e, nel proprio tempo, trova la sua strada. Dunque tendo a tralasciare i miei anni, i nostri anni, anzi li prendo per quello che sono: stagioni che si collocano in uno dei periodi più belli della mia vita. Ma, appunto: della mia vita. di sicuro i ragazzi dell’oggi sono molto diversi, e non potrebbe essere diverso, dato il momento storico e sociale differente. C’è solo da augurarsi che le prossime generazioni sappiano fare rinascere quel qualcosa che sembra essersi affievolito in questi anni. Poichè le cose spesso viaggiano seguendo sentieri invisibili e, scaturendo alla luce, quando meno ce lo si aspetta…..
    Apprezzato moltissimo
    Un caro saluto

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..dimmi ciò che pensi.

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