Riflessioni Personali……filosofia occidentale o filosofia orientale?


 

….dal blog dell’amico Sem https://paroladisem.wordpress.com/2015/09/07/cose-la-filosofia/ riprendo un piccolo pezzo dell’articolo Cos’è la filosofia?

Sem, in risposta ad alicejaneraynor, scrive:

.

…..forse mi sto dilungando troppo e sto diventando pesante, cerco di chiudere, ma non posso non raccontarti, cara Alice, uno scambio di battute che ebbi qualche anno fa con un prete, e non uno qualsiasi, ma un sacerdote laureato in teologia:
Che ne pensi del Buddhismo?” – gli ho chiesto.
“Il Buddhismo? Quella è una filosofia, mica una religione!! – mi ha risposto, quasi un po’ schifato.
Quindi, per i professori… il pensiero orientale non è filosofia, semmai religione, mentre per i religiosi… non è una religione, semmai una filosofia… mi sembra quasi la classica “patata bollente” che la gente si lancia perché non sa come tenerla.
Il pensiero orientale è spesso troppo fastidioso, ingombrante e scomodo per molti ambiti culturali occidentali, tra cui università e chiese…

 

 

 

 

-Averroè, MariaNovellaFirenze

Ritratto di Averroè (tavola lignea) Chiesa di Santa Maria Novella– Firenze

 

 

 

 

Lapatata bollente

.

.
Non esistono “patate bollenti” se la chiarezza delle nostre risposte riescono ad illuminare qualsiasi domanda, come quella posta da Alice, la domanda esatta non è chiedere cosa è meglio tra filosofia occidentale e filosofia orientale e quale delle due sia più antica, a tale domanda verrebbe da ridere anche a Platone che nelle sue “performance” di pensiero faceva cenno già alla sua epoca alle filosofie orientali, ma anche Kant o Schopenhauer  parlando del relativismo o del principio dell’Assoluto, facevano riferimento alla filosofia orientale.
La domanda da fare, che Sem con la sua proverbiale ironia ha voluto rilanciare è: se la filosofia sia cosa distinta dalla religione, qualsiasi religione, oppure se sono ambedue complementari e quindi, la religione esiste in funzione della filosofia e viceversa.

.

.

Per derimere simile “patata bollente” chiedo aiuto ad un grande filosofo arabo, famoso nel XIII secolo anche in Occidente per aver trascritto dal greco in latino le opere di Aristotele. Averroè oltre ad essere un famoso filosofo nella sua terra era anche un grande osservante della religione Islamica, non a caso è uno dei più famosi filosofi arabi, al pari del nostro Platone, studiato in tutti gli atenei Orientali.

.

Averroè, il cui nome arabo era Abū l-Walīd Muhammad ibn Ahmad ibn Rushd, fu un filosofo, medico, matematico e giurisperito arabo.
Averroè non conosceva il greco, e pertanto si avvicinò alle opere greche solo grazie alle traduzioni in arabo realizzate dai cristiani siriaci. Storicamente, Averroè fu importantissimo per i suoi commenti delle opere di Aristotele, che in Occidente erano state quasi completamente dimenticate . Il recupero della tradizione aristotelica in Europa deve moltissimo alla traduzione in latino degli scritti di Averroè, iniziata nel XII secolo. Tommaso d’Aquino, anche se si oppose ad alcune correnti di pensiero averroiste a lui contemporanee, allora fortemente rappresentate nell’università parigina, ha in comune con Averroè una profonda rivalutazione dell’opera di Aristotele.

.

.

Il pensiero filosofico di Averroè…

.

Averroè affermò che tra religione e filosofia non vi è alcuna conflittualità, poiché le eventuali divergenze sono riconducibili solo a differenze d’interpretazione, o meglio le due discipline perseguono due strade per raggiungere la stessa verità: quella religiosa si basa sulla fede, non può essere dimostrata e non richiede una particolare formazione per capirla, mentre quella filosofica è riservata a una élite di pochi intellettuali, capaci di approfondire studi difficili.
Nel modello di pensiero metafisico averroista, è stato contemplato il concetto di esistenza che precede l’essenza, chiave di lettura fondamentale dell’interpretazione esistenzialista, in reazione al concetto avicenniano di essenza anteriore all’esistenza.
I filosofi, sostenne Averroè, hanno il pieno diritto di studiare la religione utilizzando gli strumenti della ragione, perché l’Islam non lo vieta.
Nella sua disquisizione sull’anima, si soffermò sulla duplice natura di quest’ultima, suddivisa in una parte individuale non eterna, e in una divina, condivisa da tutti gli esseri umani.
.
Nel “Trattato decisivo” il problema di Averroè non è quello di conciliare ragione e fede, dualismo estraneo al mondo musulmano, ma di discutere un problema di carattere giuridico: la speculazione filosofica e le scienze logiche sono lecite secondo la religione? O sono invece da considerarsi proibite? O infine sono obbligatorie, perché meritorie o necessarie?

Il “Trattato decisivo” si presenta dunque nella forma di una richiesta: si chiede a un esperto di diritto musulmano un responso circa la qualificazione giuridica di una attività propria dell’uomo, in questo caso l’attività filosofica.
Averroè nel rispondere esordisce affermando che ogni attività filosofica è “la speculazione sugli esseri esistenti” e che riconoscere la natura creaturale degli esseri esistenti conduce alla dimostrazione del Creatore. L’attività filosofica è dunque da ritenersi, secondo la religione, autorizzata e anzi necessaria.

 

 

 

Nico (max weber)

informazioni liberamente tratte e modificate da: Wikipedia.

 

 

Annunci

7 pensieri su “Riflessioni Personali……filosofia occidentale o filosofia orientale?

  1. Un tentativo di “unificazione filosofica”, e non solo, potrebbe essere quello di Fritjof Capra, fisico nucleare, che in “Il tao della fisica” sostiene l’analogia tra le teorie della fisica delle particelle ed il taoismo.
    Anche la dialettica riprende le filosofie orientali: uno non è uno, ma l’insieme dei punti che lo costituscono (citato a naso ;)).
    buona serata.

    Liked by 1 persona

    1. Filosofia e scienza sono complementari e si fondono, non a caso i più grandi scienziati sono prima filosofi e poi scienziati, un grande Popper disse:

      “Non si può negare che, accanto alle idee metafisiche che hanno ostacolato il cammino della scienza, ce ne sono state altre — come l’atomismo speculativo — che ne hanno aiutato il progresso. E guardando alla questione dal punto di vista psicologico. sono propenso a ritenere che la scoperta scientifica è impossibile senza la fede in idee che hanno una natura puramente speculativa, e che talvolta sono addirittura piuttosto nebulose; fede, questa, che è completamente priva di garanzie dal punto di vista della scienza e che pertanto, entro questi limiti, è “metafisica”.

      Ciao Pietro… 🙂

      Liked by 1 persona

  2. Una aggiunta riguardo Fritjof Capra il quale, nella prefazione al suo “Il Tao della Fisica” dedica l’opera a coloro che ritiene suoi maestri di Vita: J. Krishnamurti & John Coltrane. Ora non ricordo il terzo ma i due bastano e avanzano per confermare quello che già tutti voi sostenete, anzi per rafforzarlo e suggellarlo. Aldo (ex-Arjuna per gli altrettanto ex-frequentatori del Blog ex-serio). Nico mi intendi al volo no? 😀

    Liked by 1 persona

    1. Che bello leggerti caro Aldo, davvero una sorpresa inaspettata, anzi visto che ci sei vorrei tu mi coprissi le spalle su temi di filosofia orientale, visto chebn sei un Maestro vero, vorrei poi ringraziarti per aver nominato Capra e il suo “Il Tao della Fisica” dove ancora una volta abbiamo la riprova che ogni scienziato è prima di tutto anche filosofo, dove l’umilta della conoscenza si mescola con l’effetivo valore del sapere.
      Fatti leggere più spesso, qui oltre alla cultura, trattiamo anche tematiche ambientalistiche, sociologiche, politiche, energetiche, insomma un po di tutto, mi farebbe un immenso piacere avere la tua presenza.
      Ti saluto e ti abbraccio con un pensiero di Capra, ciao carissimo Arj.

      “L’idea di «partecipazione invece di osservazione» è stata formulata solo recentemente nella fisica moderna, ma è un’idea ben nota a qualsiasi studioso di misticismo. La conoscenza mistica non può mai essere raggiunta solo con l’osservazione, ma unicamente mediante la totale partecipazione con tutto il proprio essere.” F. Capra

      Mi piace

  3. L’ha ribloggato su poesia&culturae ha commentato:

    Rebloggo un mio articolo di qualche mese fa in cui si parla di un altro filosofo musulmano molto conosciuto, si tratta di Averroè, un filosofo la cui idea riguardo l’Essenza e L’esistenza era in netto contrasto con l’idea dell’altro filosofo mussulmano, Avicenne.

    Nel modello di pensiero metafisico Averroista, è stato contemplato il concetto di esistenza che precede l’essenza, chiave di lettura fondamentale dell’interpretazione esistenzialista, in reazione al concetto Avicenniano di essenza anteriore all’esistenza.

    Averroè affermò che tra religione e filosofia non vi è alcuna conflittualità, poiché le eventuali divergenze sono riconducibili solo a differenze d’interpretazione, o meglio le due discipline perseguono due strade per raggiungere la stessa verità: quella religiosa si basa sulla fede, non può essere dimostrata e non richiede una particolare formazione per capirla, mentre quella filosofica è riservata a una élite di pochi intellettuali, capaci di approfondire studi difficili.

    Mi piace

..dimmi ciò che pensi.

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...