Epicuro……Lettera sulla felicità


 

Era ora, dopo vari passaggi( commenti) più o meno impegnativi di alcuni blogger, abbiamo capito che la filosofia è uno strumento atto a dare una spiegazione puramente razionale della realtà che si deve indagare, la filosofia usa la ragione per cercare le cause della realtà che vanno oltre le esperienze sensibili, procurando quindi asserzioni accettabili e controllabili in modo universale.

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“Perciò si può dire che Filosofia e Scienza sono due facce della medesima razionalità.
E sono visioni del mondo  mai definitive, sempre pronte a superarsi di fronte ad una nuova scoperta o ad un nuovo problema che costringe a rimettere tutto in gioco” (cit.).

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Possiamo anche dire che la filosofia occidentale trascende i dogmi religiosi tramite l’epistemologia, in quanto nessun tentativo razionale e nessun empirismo logico potrebbe spiegare le affermazioni insite negli stessi, ecco allora il motivo della separazione dalle religioni già ai tempi dei filosofi greci, mentre nella filosofia orientale la componente spirituale /mistica è  parte fondante della stessa.

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Per i diversi cultori di ognuna delle due filosofie, posto un piccolo brano della “Lettera della felicità” di Epicuro.  Se leggete attentamente, non troverete poi tanta differenza di concetto sulla felicità, in questo caso la filosofia occidentale e quella orientale si fondono.

 

epicuro

 
Lettera sulla felicità

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Il vero saggio, come non gli dispiace vivere, così non teme di non vivere più. La vita per lui non è un male, né è un male il non vivere. Ma come dei cibi sceglie i migliori, non la quantità, così non il tempo più lungo si gode, ma il più dolce. Chi ammonisce poi il giovane a vivere bene e il vecchio a ben morire è stolto non solo per la dolcezza che c’è sempre nella vita, anche da vecchi, ma perché una sola è l’arte del ben vivere e del ben morire. Ancora peggio chi va dicendo: bello non essere mai nato, ma, nato, al più presto varcare la porta dell’ Ade.
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Se è così convinto perché non se ne va da questo mondo? Nessuno glielo vieta se è veramente il suo desiderio. Invece se lo dice così per dire fa meglio a cambiare argomento. Ricordiamoci poi che il futuro non è del tutto nostro, ma neanche del tutto non nostro. Solo così possiamo non aspettarci che assolutamente s’avveri, né allo stesso modo disperare del contrario. Così pure teniamo presente che per quanto riguarda i desideri, solo alcuni sono naturali, altri sono inutili, e fra i naturali solo alcuni quelli proprio necessari, altri naturali soltanto. Ma fra i necessari certi sono fondamentali per la felicità, altri per il benessere fisico, altri per la stessa vita.
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Una ferma conoscenza dei desideri fa ricondurre ogni scelta o rifiuto al benessere del corpo e alla perfetta serenità dell’animo, perché questo è il compito della vita felice, a questo noi indirizziamo ogni nostra azione, al fine di allontanarci dalla sofferenza e dall’ansia. Una volta raggiunto questo stato ogni bufera interna cessa, perché il nostro organismo vitale non è più bisognoso di alcuna cosa, altro non deve cercare per il bene dell’animo e del corpo. Infatti proviamo bisogno del piacere quando soffriamo per la mancanza di esso. Quando invece non soffriamo non ne abbiamo bisogno.
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Per questo noi riteniamo il piacere principio e fine della vita felice, perché lo abbiamo riconosciuto bene primo e a noi congenito. Ad esso ci ispiriamo per ogni atto di scelta o di rifiuto, e scegliamo ogni bene in base al sentimento del piacere e del dolore. E’ bene primario e naturale per noi, per questo non scegliamo ogni piacere. Talvolta conviene tralasciarne alcuni da cui può venirci più male che bene, e giudicare alcune sofferenze preferibili ai piaceri stessi se un piacere più grande possiamo provare dopo averle sopportate a lungo. Ogni piacere dunque è bene per sua intima natura, ma noi non li scegliamo tutti. Allo stesso modo ogni dolore è male, ma non tutti sono sempre da fuggire.

 

Epicuro

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21 pensieri su “Epicuro……Lettera sulla felicità

  1. “Un giardino, fichi, piccoli formaggi e insieme tre o quattro buoni amici : fu questa la sontuosità di Epicuro; Epicuro ha vissuto in tutti i tempi, e vive ancora, sconosciuto a quelli che si dissero e si dicono epicurei, e senza fama presso i filosofi. Del resto egli stesso dimenticò il suo nome : fu il bagaglio più pesante che avesse mai gettato via.”
    (Friedrich Nietzsche – Umano, troppo umano)

    “Sì, sono fiero di sentire il carattere di Epicuro in modo diverso, forse, da chiunque altro, e soprattutto di gustare in tutto ciò che di lui leggo e ascolto la gioia pomeridiana dell’antichità – vedo il suo occhio che guarda un vasto, albicante mare, oltre gli scogli delle coste su cui si posa il sole, mentre grandi e piccole fiere giuocano nella sua luce, sicure e placide come questa luce e quell’occhio stesso. Una tale gioia l’ha potuta inventare solo un uomo che ha perpetuamente sofferto, la gioia di un occhio davanti al quale il mare dell’esistenza si è quietato e che non si sazia più di guardare la sua superficie, e questo screziato, tenero, abbrividente velo di mare: non era mai esistita prima di allora una tale compostezza della voluttà.
    […]
    L’epicureo si sceglie la situazione, le persone e perfino gli avvenimenti che si armonizzano con la sua costituzione intellettuale estremamente eccitabile, egli rinuncia al resto, vale a dire al più, perché sarebbe per lui un cibo troppo forte e pesante.”
    (Friedrich Nietzsche – La Gaia Scienza)

    buona domenica a tutti..

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    1. ….davvero un peccato che molti non conoscano questo filosofo, ma…..per caso Osho era un epicureo?
      A volte ci convinciamo che per “conoscere”, dobbiamo scoprire le discipline orientali, quando non conosciamo nemmeno Epicuro.
      Eh! si, essere zen va di moda e ci fà essere “fighi”…
      Una serena domenica a te, Andrea… 🙂

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      1. molti di noi non conoscono veramente neanche ciò che vedono riflesso allo specchio ogni mattina, perché stupirsi del mare di ignoranza in cui nuotano pesci già presi all’amo della superficialità?
        buona domenica a te Nico..

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  2. Come avrebbe potuto Epicuro NON essere male intepretato (basta vedere l’uso del termine “epicureo”), bistrattato e relegato a posizioni di secondo, se non di terzo o quarto grado sul palcoscenico della filosofia occidentale… se diceva queste cose? E’ ovvio.
    Buona domenica sera

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  3. per il sig. Ercole..

    convintamente si (per onestà intellettuale non uso parlare diversamente, sarebbe una mancanza di rispetto per me stessa e gli altri), ma la certezza della comprensione non è compatibile con una delle cose che amo di più al mondo, il Dubbio….
    che, d’altronde, doso con attenzione, altrimenti…..”Dubitare di tutto o credere a tutto sono due soluzioni ugualmente comode che ci dispensano, l’una come l’altra, dal riflettere.” (Jules-Henri Poincaré)

    buona serata a tutti

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  4. credo che per capire la forza del pensiero di Epicuro bisogna passare attraverso la reinterpretazione di Lucrezio e l’effetto che questa ebbe sulla diffusione del pensiero epicureo, come questi in effetti superi e stabilisca la “divinità” immanente della natura ponendo la specie umana quale aggregato atomico pensante, parte di un tutto che non comprende, ma che è chiamato a studiare e ad amare nell’arco della sua vita sensibile…anche la “lettera” rientra in questo modus…si, Dora, il fascino di Epicuro rientra nel suo mettere l’uomo quale soggetto sensibile dentro il corso delle cose naturali cui deve imparare ad adeguarsi, conoscendole…rileggiamo anche il De Rerum Natura, ne vale la pena.

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  5. Per la Sig.a Andrea

    concordo, e mi è particolarmente cara la citazione di Poincaré…:-)
    Le lascio anch’io una citazione: “Il dubbio ha una sua funzione se si inserisce tra due certezze”: – Vittorino Andreoli –

    Le auguro un’ottima giornata 🙂

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  6. per il Sig. Ercole

    la ringrazio, e ricambio con un pensiero assolutamente sconosciuto ai più, ma che dipinge un quadro che a me piace molto… “il dubbio è un ponte perfettamente arcuato tra le due sponde certe del fiume della vita; attraversalo con il tuo passo, e godi il panorama che puoi vedere solamente da quelle altezze”..

    buona giornata a Lei ed a tutti i lettori.. 🙂

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