Giuseppe Ungaretti


 

N.B. nota dell’autore del blog.

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E’ da qualche giorno che leggo articoli che definiscono la Guerra come necessaria per combattere il terrorismo, leggo anche i commenti sotto questi articoli che assecondano tale pensiero. Per questo motivo, ma anche per ribadire che non esiste una Guerra pulita che viene esercitata in nome di una paventata democrazia o libertà, che ho deciso di postare alcune poesie incentrate su questo tema, perché le Guerre vengono sempre agite per profitto o per occupare determinati territori al solo fine di mantere un assetto geopolitico che compensi il potere con altre potenze. Non posso essere d’accordo con chi, tramite una perfetta retorica, sta tentando in questi giorni di far credere che esista una coscienza dietro le azioni dei militari, come anche cercare quel “senso” che non c’è, da dare alla stessa guerra. Si è voluto volontariamente portare lo scontro su un piano personale (voluto per ottenere solidarietà alla propria persona o professione), quando il dibattito era incentrato sulla Guerra in generale e sulle motivazioni che la agiscono.

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Non è da oggi che mi batto per dare solidarietà ed essere vicino ai popoli che sono stati invasi da truppe di sedicenti paesi “democratici”, fra questi ad esmpio i Palestinesi. Non mi interessano le elucubrazioni  sull’operato personale di chi si ostina a definire che le guerre sono impossibili da non fare, perché un militare è pur sempre un militare e quindi parte (economica) in causa, anzi, più  alto sarà il grado di comando occupato, più grande sarà la sua responsabilità.  Se poi questi personaggi di comando, non riescono a convivere interiormente con le loro colpe, beh! affari loro, a me non interessa. Io, dopo aver visto la violenza e la sofferenza procurata dalla Guerra, tanti anni fa feci una scelta importantissima, decisi che avrei combattuto la violenza in tutti i modi possibili, lasciando a quel tempo la professione militare, eh! si, chi ha le palle, sceglie di NON fare ciò che non vorrebbe fare, senza scusanti e senza cercare quella solidarietà ottusa da parte di coloro che non si rendono conto cosa significhi sofferenza e dolore.

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Quindi, da oggi posterò ogni giorno una poesia il cui tema sia la Guerra, la poesia verrà accompagnata da foto che mostrano in modo cruento le barbarie della stessa. Mi scuso fin d’ora con coloro che dotati di forte sensibilità, possono sentirsi offesi nel guardare determinate immagini, ma credetemi, è l’unico modo per far capire che le guerre non hanno mai prodotto benesere se non, per quelle aziende che producono armamenti militari!

Nessuno e dico nessuno, si permetta ancora di dire  che lo LORO Guerra viene agita anche in mio nome, non intenderò in futuro soprassedere su questa affermazione, sia chiaro!

 

Buona domenica!

 

 

 

nigeria

(strage di civili in Nigeria)

 

 

 

Ungaretti è stato un soldato in prima linea nell guerra che lo ha coinvolto, prima della poesia un suo pensiero sulla Guerra (non preventiva come la si chiama oggi), senza falsa retorica.

 
«Ero in presenza della morte, in presenza della natura, di una natura che imparavo a conoscere in modo terribile. Dal momento che arrivo ad essere un uomo che fa la guerra, non è l’idea di uccidere o di essere ucciso che mi tormenta: ero un uomo che non voleva altro per sé se non i rapporti con l’assoluto, l’assoluto che era rappresentato dalla morte. Nella mia poesia non c’è traccia d’odio per il nemico, né per nessuno; c’è la presa di coscienza della condizione umana, della fraternità degli uomini nella sofferenza, dell’estrema precarietà della loro condizione. C’è volontà d’espressione, necessità d’espressione, quell’esaltazione quasi selvaggia dello slancio vitale, dell’appetito di vivere, che è moltiplicato dalla prossimità e dalla quotidiana frequentazione della morte. Viviamo nella contraddizione. Posso essere un rivoltoso, ma non amo la guerra. Sono anzi un uomo della pace. Non l’amavo neanche allora, ma pareva che la guerra s’imponesse per eliminare la guerra. Erano bubbole, ma gli uomini a volte si illudono e si mettono dietro alle bubbole».
(Giuseppe Ungaretti)

 

 

 

 

siria

(strage di bambini come conseguenza di un “bersaglio sbagliato”)

 

 
VEGLIA
Cima Quattro il 23 dicembre 1915

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Un’intera nottata
Buttato vicino
A un compagno
Massacrato
Con la bocca
Digrignata
Volta al plenilunio
Con la congestione
Delle sue mani
Penetrata
Nel mio silenzio
Ho scritto
Lettere piene d’amore
Non sono mai stato
Tanto
Attaccato alla vita.

 

 

Giuseppe Ungaretti

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4 pensieri su “Giuseppe Ungaretti

    1. Grazie Pietro, grazie della tua solidarietà, non posso sentirmi dire che io sono responsabile morale di quello che le nostre truppe in territorio straniero, NO, responsabile è questa politica scellerata insiem a chi preme iol grilletto, ahi voglia a fare retorica, ognuno deve assumersi le proprie responsabilità….ma si sa, siamo abituati a scricare le colpe sempre sugli altri.
      Questa storia deve finire, io combatto la guerra e il cinismo individualista delle….tantissime pecore che seguono quella scelta. 😉
      Felice serata carissimo…..

      Liked by 1 persona

  1. Hai inaugurato questa iniziativa con uno dei poeti che amo di più in assoluto e condivido come un richiamo importante, quale è deve essere il rifiuto della guerra, va ripetuto con insistenza, a costo di apparire come un mantra. La comprensione delle cause di ogni conflitto, che nelle dinamiche storiche di fondo resta costante, è indispensabile affinché la ragione dia forza ad ogni movimento pacifista e la volontà di cambiamento politico coincida con la tensione etica più alta di chi si oppone concretamente alla guerra.
    Grazie Nico

    Liked by 2 people

    1. Ciao carissimo, ecco devrà essere un mantra, in modo da non dimenticare quale soffrenza provoca la guerra, altro che peace keeping del menga….. 😉
      Un abbraccio Franz, continua cosi insieme a Massimo, Ivana e Simona, siete bravissimi……

      Mi piace

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