Riflessioni Personali……ma come, siamo ancora in Afghanistan?


 

…era agosto 2014, cosi scrivevano i giornali..

A CHE SERVE LA SPENDING REVIEW: LE TRUPPE ITALIANE SMOBILITANO DALL’AFGHANISTAN – ENTRO NATALE AVREMO A CASA GLI ULTIMI 2 MILA SOLDATI – LA PINOTTI CI SA DIRE QUANTI MORTI E SOLDI CI SONO COSTATI I 12 ANNI DI MISSIONE?

 

 

This photo taken on April 21, 2010 shows Italian soldiers with the NATO-led International Security Assistance Force (ISAF) walking during a patrol in the Balamurghab district of northwestern Badghis province. Italy in December announced plans to add 1,000 troops, which would bring its Afghan contingent to 3,800, making it one of NATO's largest. Italy is among more than 40 NATO nations to deploy soldiers in Afghanistan to fight alongside the Afghan army against the Taliban, who are waging an intensifying insurgency. AFP PHOTO / Arif Karimi (Photo credit should read ARIF KARIMI/AFP/Getty Images)
“This photo taken on April 21, 2010 shows Italian soldiers with the NATO-led International Security Assistance Force (ISAF) walking during a patrol in the Balamurghab district of northwestern Badghis province. Italy in December announced plans to add 1,000 troops, which would bring its Afghan contingent to 3,800, making it one of NATO’s largest. Italy is among more than 40 NATO nations to deploy soldiers in Afghanistan to fight alongside the Afghan army against the Taliban, who are waging an intensifying insurgency. AFP PHOTO / Arif Karimi” (Photo credit should read ARIF KARIMI/AFP/Getty Images)

 

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…e ancora (ottobre 2014)

 

 

Italia, il ritiro dall’Afghanistan slitta ancora

 

Dovevamo lasciare quest’anno, ma la coalizione ci chiede di rimanere. Latorre: «Siamo responsabili»
La missione internazionale in Afghanistan, iniziata nel 2001, sembra non dover finire mai. L’Italia partecipa dal 2003 e dopo undici anni e 53 militari caduti il ritiro totale delle truppe sembra ancora lontano. Mercoledì 1 ottobre il Senato ha approvato il decreto legge sulla proroga delle missioni internazionali, tra cui quella afghana, e ha autorizzato la spesa di 183.635.692 euro destinati alla missione fino al 31 dicembre di quest’anno. Gli stravolgimenti dello scenario internazionale, però, fanno pensare che non saranno gli ultimi soldi spesi per Kabul.
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Queste le parole di un Deputato della Repubblica…..
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Giulio Marcon, deputato SEL,  parlando a nome del suo partito sostiene che la missione afghana sia stato un errore fin dall’inizio. A sentire il parlamentare è necessario ribaltare completamente il punto di vista sulla politica da tenere a Kabul.
«Noi abbiamo sempre pensato che si tratta di una decisione sbagliata, la missione in Afghanistan non è una missione di pace ma una missione di guerra.
Le nostre forze sono impegnate in una missione di occupazione militare del territorio, e quindi pensiamo che le truppe italiane dovrebbero essere ritirate.
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Era necessario intervento di altro tipo, non sotto la guida della Nato, ma sotto il controllo dell’Onu.
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Avremmo costruito un contesto con le forze sul campo di confronto e di dialogo, l’intervento della Nato è stato invece di impostazione diversa, militare in senso stretto.
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Se pensiamo a tutti i soldi spesi per far rimanere le truppe in questi anni, forse investirli per attivare il processo democratico e la ricostruzione economica del Paese, avrebbe portato risultati diversi. La soluzione in Afghanistan non è una soluzione militare, ma una soluzione politica.
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Dobbiamo costruire le condizioni perché sia possibile la soluzione politica. Non si può pensare di farlo con le armi».
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Insomma, su chi ricade la rsponsabilità dell’invasione di un territorio straniero, dei militari no, perchè sono comandati, della politica no, perchè a quanto sembra non voleva i nostri militari all’estero, quindi di cosa stiamo parlando……

 

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3 pensieri su “Riflessioni Personali……ma come, siamo ancora in Afghanistan?

  1. L’intervento militare senza iniziativa politica porta solo disastri… ma visto la ripetizione di questi disastri, penso proprio che la politica sia precisamente quella di intervenire militarmente per far disastri… se questo geopoliticamente può andar bene a qualcuno, non ho mai capito perché l’Italia, dal Kosovo in poi, si infilasse in certe avventure contro i propri interessi. L’ultima (per ora) la Libia… e sulla Siria siamo stati lì lì, con il forte sospetto che si sia usato il rapimento delle due sventate per foraggiare qualche gruppo islamico “ribelle”…

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  2. Ormai il business si barcamena tra guerra e pace delle missioni di peace keeping. A noi la scelta se precipitare nella barbarie o essere precipitati dai barbari. Per quanto mi riguarda ritengo che sarebbe anche ora di smetterla con tutti questi giochi di guerra e pace: tra non molto il pianeta esplode. Ed a noi non rimane molto tempo per abbandonare la nave che affonda……..
    Un carissimo abbraccio

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