Riflessioni Personali…il Capitalismo


 

Lo studio della storia del pensiero è un preliminare necessario per raggiungere la libertà di pensiero. Non so, infatti, cosa renda un uomo più conservatore: non sapere nulla del presente oppure nulla del passato.
John Maynard Keynes

 

 

Capitalismo

 

 

 

 

Il Capitalismo

 

“Il Capitalismo entra in una nuova fase apparente e spettacolare. I vecchi bisogni incalzano sotto nuove etichette. Il dio della produttività continua a sottomettere senza rivali. Contarsi è bello. Ci fa credere forti. I sindacati si contano, i partiti si contano, i mafiosi si contano, contiamoci anche noi. E quando abbiamo finito di contarci, facciamo in modo di far restare le cose come prima. E se la trasformazione è proprio necessaria, facciamola senza disturbare nessuno. Le illusioni si lasciano penetrare facilmente. La politica si riscopre periodicamente, e spesso il capitalismo trova soluzioni geniali, ecco allora la pace sociale cadere sulle nostre teste, regalandoci il silenzio della nostra tomba.”

Tutti ottusi coloro che credono nella parola dei politici che non potrà essere mantenuta.

Confidenze di un mio conoscente!!

 

A.M.B.

 

 

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10 pensieri su “Riflessioni Personali…il Capitalismo

    1. Lo spero anch’io anche se le evidenze non sono rassicuranti, non abbiamo ancora abbastanza memoria per ricordare le promesse non mantenute da parte della politica.
      Ciao cara…. 🙂

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  1. Al momento non si vedono molte strade alternative… i movimenti spontanei finiscono o repressi o fagocitati dal mercato (il no logo che diventa logo a sua volta); c’è vita in sudamerica e dalle parti del Papa: infatti cercheranno di farlo passare per pazzo, se continua così. I media sono ridicoli… deviano il discorso sui gay e le comunioni ai divorziati, ma della fortissima critica al sistema economico (e quindi politico) iniquo se ne impippano. Lo spessore degli attuali politici, almeno in Italia ma anche all’estero non è che ci siano ‘sti gran geni, è davvero limitato. Secondo me finirà a schifìo, spero di sbagliarmi…

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    1. …le rivoluzioni si fanno anche senza violenza, noi consumatori abbiamo il potere di decidere cosa e dove comprare, basterebbe iniziare tutti insieme una sorta di boicottaggio, verso aziende mirate, prima una, poi l’altra e un’altra ancora.
      Stessa cosa per le scelte politiche, ma allora perchè non cambia mai nulla se abbiamo questo potere?
      Il problerma come avrai capito, caro Giorgio, è nel fatto di non riuscire ad usarlo questo potere, i MEDIA sono strutturati per questo, indirizzare i nostri consumi, per scelta, genere merceologico, qualità e quantità, ed il gioco è fatto.
      Noi dal canto nostro, non esercitando quel minimo di pensiero critico, accettiamo tutto in silenzio.
      Qualcosa si sta muovendo, ma è ancora poco per far in modo che questo movimento di idee riesca a farsi strada nella mente delle persone, occorre quel tempo che non abbiamo più, perchè intanto la politica sta sfasciando le regole della convivenza sociale.
      Pesno anch’io che le cose si metteranno male, per la politica s’intende…. 😉
      Ciao caro…

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  2. Finché esisteranno gli assembramenti di uomini, chiamatele città, la politica farà sempre parte della nostra vita quotidiana, poiché ci sarà sempre qualcuno che si ergerà a guida del popolo. Cambiare la mente di un politico? Impossibile! Non è nella loro natura l’essere veri. Sono cresciuto in un ambiente di politicanti e non c’è voluto molto per capire che, se avessi voluto mantenere la libertà di giudizio, la cosa migliore da fare era starne alla larga. Saluti.

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  3. Hai ragione, Nico, sul potere condizionante che potremmo avere (che in qualche caso, grazie a delle campagne ben organizzate, abbiamo già avuto; tuttavia ho l’impressione che si rimanga comunque dentro lo stesso paradigma capitalistico-consumistico (consumo magari un pò meno, oppure consumo questo e non quello) e non si incida veramente sul modello di società.

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  4. Finchè l’individuo prevale sulla massa, si può fare ben poco! Di certo sperare in masse coscienti come nei Secoli scorsi è difficile, perchè oggi sono cambiate certe esigenze, ma credo nel famoso “punto di rottura”. Non si può continuare così secondo me!

    Un caro saluto. 🙂

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