Riflessioni Personali…. Il Tempo


Leggevo un articolo  l’altro ieri sul blog di Andrea (link: https://liberamentecriticamente.wordpress.com/2015/11/06/senza-fare-sul-serio-malika-ayane/ ) rappresentato da un brano della bravissima Malika Ayane,  il cui tema principale riguarda il tempo, ho pensato che un tema cosi importante non può non essere analizzato almeno con qualche commento, vi posto quindi un pensiero di un blogger che è stato lasciato molto tempo fa sul mio blog, spero aiuti a far riflettere.

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IL TEMPO

 
«Un’ora, non è solo un’ora, è un vaso colmo di profumi, di suoni, di progetti, di climi.» così scriveva Proust in “Alla ricerca del tempo perduto”, rappresentando poeticamente la concezione figurata del Tempo secondo il suo illustre parente, Henry Bergson…
Poiché, come dicevamo in altro post (Spooner), del Tempo ragioniamo per averne percezione, sia fisica che emotiva, ritengo assolutamente di buon senso, ed ampiamente condivisibile ad un livello di percezione sociale di massa, la distinzione che Bergson fa (ed altri prima di lui avevano accennato o abbozzato, anche se con fini differenti -Sant’Agostino, Kant, Cartesio, Aritotele-) tra il Tempo “della Scienza e dell’Intelligenza” (che è concepito come una serie di istanti concatenati e misurabili, simultanei, sempre oggettivamente uguale ogni volta che si ripresentano le stesse condizioni fisiche che hanno determinato quello stesso valore: in 200 cc.di acqua a 30°C una zolletta di zucchero da 5 gr. ci impiegherà sempre lo stesso tempo fisico a sciogliersi, la lancetta dell’orologio segnerà sempre lo stesso numero di secondi o minuti passati, ogni volta che ripeteremo la misurazione nelle medesime condizioni di quantità e temperatura), e il Tempo “della Coscienza e dell’Intuizione”, della Percezione puramente soggettiva direi io, in cui il tempo effettivamente percepito dipende dallo stato di coscienza in cui mi trovo in quello specifico momento (se non ho sete, percepirò il tempo che la zolletta impiega a sciogliersi come un tempo neutro, senza emozione diciamo, mentre se ho molta sete, sarò assolutamente impaziente che questa benedetta zolletta di zucchero si sciolga nella strabenedetta acqua, per cui avrò la sensazione che sia passato molto più tempo nel caso in cui ho sete rispetto a quando non ho sete, mentre secondo l’orologio, è passato lo stesso identico tempo…) Stessa cosa dicasi per un’ora passata in sala d’attesa dal dentista, oppure fra le braccia del proprio amato/amata…. sempre di un’ora si tratta, ma io la differenza la sento tutta, dal dentista sembra un secolo, col mio amore un attimo fugace…….. quindi direi che siamo decisamente d’accordo tutti semplicemente con l’uso del buon senso…

 

 

Degno di aggettivazione quantomeno affascinante invece, è il “luogo” o la “dimensione” in cui si esplicano tali evidenze…
Per Bergson il Tempo “quantitativo” (quello misurato con l’orologio) è posizionato nella spazio, mentre il Tempo “qualitativo” (quello misurato con il mio stato emotivo) nella durata.. Il tempo come unità di misura dei fenomeni fisici, infatti, si risolve in una spazializzazione (come ad esempio le lancette dell’orologio) in cui ogni istante è oggettivamente rappresentato e qualitativamente identico a tutti gli altri; il tempo originario, invece, si trova nella nostra coscienza che lo conosce mediante intuizione; esso è soggettivo, e ogni istante risulta qualitativamente diverso da tutti gli altri.
Per Bergson l’idea di tempo ‘scientifico’, omogeneo e reversibile, quantitativo e calcolabile, che si limita a riprodurre l’idea dello spazio geometrico, deve essere rifiutata poiché totalmente inadeguata in quanto ciò che viene misurato non è l’intervallo di tempo in sé, ma solo una porzione di spazio; ciò che registra la durata reale è la singola coscienza per la quale il tempo è inesteso e non divisibile, qualitativo ed eterogeneo, non misurabile ed irreversibile. C’è un’inconciliabile scissione tra il mondo e la sua coscienza, come egli stesso scrive: “nel nostro io c’è successione senza esteriorità reciproca, fuori dell’io esteriorità reciproca senza successione”.
Eppure noi viviamo simultaneamente nello spazio (siamo esseri fisici, tangibili, concreti, scientemente identificabili, “misurabili”) e nella durata (percepiamo in modo sempre diverso la stessa misura temporale per i vari eventi che viviamo)….
La vera durata, infatti, viene messa in secondo piano ed occultata dalle esigenze dell’azione e della comunicazione sociale; inoltre la comune idea di spazio influenza a nostra insaputa anche la vita interiore; “proiettiamo il tempo nello spazio […] e la successione prende per noi la forma di una linea continua”, mentre solo a tratti riconosciamo la caratteristica peculiare della nostra coscienza: il flusso di coscienza.
Solo in questi momenti possiamo capire la verità su di essa e scoprire che la psicologia sperimentale e associativa sia solo un modo per dare un’apparente scientificità alla visione deformata del senso comune.
A questo punto, avendo riconosciuto l’intento di “vestizione scientifica” per eventi che proprio non possono essere definiti tali, mi fermo con l’essere d’accordo su questo argomento, perché quando poi Bergson continua dicendo che la psicologia e la filosofia possono divenire rigorose solo accettando il fatto che i fatti di coscienza sono solo qualità pura e non ammettono misurazione, cioè rinunciando all’idea positivistica di ridurre la realtà spirituale all’ordine dello spazio e del numero, ritengo di non essere più in grado di condividere tale posizione, in quanto estrema forzatura di far rientrare in un altra veste, quella della “rigorosità”, due cose, la psicologia e la filosofia, che per funzionale bene, secondo me, devono essere libere di trascendere qualsiasi piano, dimensione, scientificità, autorevolezza o abito sociale….devono essere libere, intendendo con libertà il concetto di non legato, non costretto, non catalogabile…a disposizione del libero pensiero insomma….

 

 

tratto da un commento di un blogger

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3 pensieri su “Riflessioni Personali…. Il Tempo

  1. Conosci dei blogger molto interessanti, dotati di cultura e sensibilità… Alcuni ho l’onore di averli anche fra i miei “amici di piazzetta”, altri, come temo sia l’autore di tale pensiero, purtroppo non credo (ormai riconosco lo stile di chi mi onora dei suoi commenti 😉 )…

    I miei complimenti a te Nico, per essere riuscito a rendere il tuo spazio virtuale davvero un bel posto, in cui fa piacere passare ogni volta che si ha tempo, certi di trovare il Bello…
    Spero di riuscire con il tempo a migliorarmi anch’io, sei un ottimo spunto ed esempio da seguire. Buona giornata a te..

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    1. Si, forse è vero che alcuni dei blogger piu preparati culturalmente siano presenti su questo blog, penso tutto dipenda dall’impostazione che si è data allo stesso, parlare di cultura e non di cazzeggio, perché nulla togliendo a quest’ultimo, parlare di cultura mi sembra più interessante ..
      Qui sei sempre e comunque la benvenuta, porti lustro con la tua preparazione culturale a questo blog.
      Grazie per la tua presenza Andrea… 🙂

      Liked by 1 persona

..dimmi ciò che pensi.

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