Riflessioni Personali……l’ipotesi, la teoria e la scienza Quantistica!!


 

 

fisica quantistica

 

 

 

 

 

 

 

Oggi è domenica quindi giornata festiva, scelgo dunque un giorno di rilassamento per la maggior parte di voi per sfruttare la vostra attenzione, è evidente, se siete rilassati avrete più attenzione da dedicare a cose che richiedono un maggior impegno intellettivo per essere capite. Veniamo al dunque, quando un’ipotesi viene confermata dagli esperimenti, lo scienziato può formulare una teoria generale, che spiega non solo il fenomeno osservato, ma tutti i fenomeni dello stesso tipo che saranno osservati anche in futuro.
Questo post rappresenta la diretta risposta a qualcuno che ritiene la teoria possa essere sostituita alla scienza, dove per teoria si intende lo studio di qualsiasi ipotesi e per pratica invece, l’empirismo che dia la prova che la teoria funzioni, rendendola dunque scienza. Leggo molto i vostri blog, alcuni sono davvero leggeri e scritti in modo da essere assimilati in modo veloce, altri invece, parlando di teorie illusorie che sono riportate qua e là nella rete, ambiscono a far credere che esista una vita parallela alla nostra situata in uno spazio temporale che è posto in un’altra dimensione rispetto a quella da noi conosciuta, insomma vogliono far credere che lo spazio materiale che occupiamo con la nostra Esistenza, venga occupato nello stesso identico momento da un’altra Esistenza a noi sconosciuta.
Parlare di queste ipotesi non è vietato, però non si può dire che esse sono verità  finché non vengono sperimentate, quindi nel frattempo possiamo chiamarle con il loro nome,  ipotesi teoriche.
Buona lettura.

 

 

 

Teorie delle variabili nascoste

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Le teorie delle variabili nascoste sono state sviluppate in fisica dagli studiosi che sostengono che la meccanica quantistica sia una teoria incompleta, portando a motivazione di questa critica il suo carattere ontologicamente probabilistico.
Tra i fisici che hanno proposto questo approccio vi è anche Albert Einstein, che pronunciò la famosa frase “Dio non gioca a dadi”, perché strenuamente convinto che una qualsiasi teoria fisica, per essere completa, doveva essere in grado di descrivere tutti gli elementi di realtà e che pertanto la meccanica quantistica dovesse essere sostituita da una teoria più fondamentale e deterministica.
Una caratteristica fondamentale della meccanica quantistica risiede nel suo essere statistica, cioè nell’esprimere solo la probabilità con cui una certa configurazione può presentarsi. La conseguenza di ciò è che lo stesso tipo di misurazione, eseguita su due sistemi in buona approssimazione identici, può portare a risultati diversi. Sorge allora la domanda se la meccanica quantistica come si presenta attualmente sia una descrizione incompleta della realtà e se esista una realtà nascosta che rientri in una teoria più fondamentale, in grado di prevedere con certezza il risultato di una misura. Se esistessero tali “variabili nascoste”, sarebbero necessari nuovi fenomeni fisici, sconosciuti all’attuale teoria, e anche nuove equazioni atte a descriverli, per spiegare l’universo come lo conosciamo.

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Una minoranza tra i fisici sostiene che la natura probabilistica dell’universo fisico sia essa stessa una proprietà oggettiva, una sorta di variabile nascosta; molti, al contrario, sono convinti che tale aspetto non richieda l’esistenza di realtà più profonde e gli esperimenti hanno mostrato come un’ampia classe di teorie a variabili nascoste sia incompatibile con le osservazioni.

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Sebbene il determinismo fosse inizialmente una tra le maggiori motivazioni per la ricerca di teorie con variabili nascoste, ci sono alcune formulazioni non-deterministiche che cercano di prospettare una descrizione della realtà prescindendo dal formalismo della meccanica quantistica, come ad esempio la meccanica stocastica di Edward Nelson.

 

 

Paradosso EPR e teorema di Bell

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Nel 1935, Einstein, Podolsky e Rosen scrissero un articolo di quattro pagine, noto come paradosso EPR (dalle iniziali degli autori), che poneva in risalto la necessità di una nuova teoria che sostituisse la meccanica quantistica, portando come prova della sua incompletezza, cioè della presenza di variabili nascoste, il suo carattere non locale, considerato appunto paradossale. Nel 1964 John Bell dimostrò però con l’omonimo teorema che se esistessero variabili nascoste che rendessero la teoria locale, alcune configurazioni dovrebbero soddisfare determinate relazioni di disuguaglianza (Disuguaglianze di Bell) non previste dalla meccanica quantistica, ovvero i risultati delle due teorie sarebbero in parte diversi.
Alcuni fisici, come Alain Aspect e Paul Kwiat, hanno condotto sperimentazioni che hanno registrato violazioni delle disuguaglianze di Bell su 242 deviazioni standard, conseguendo un’eccellente certezza scientifica. Ciò depone a favore della meccanica quantistica nella sua interpretazione classica, escludendo teorie a variabili nascoste locali (rimane aperta la possibile esistenza di quelle non locali).

 
Esempi di teoria delle variabili nascoste

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Una teoria delle variabili nascoste che volesse mantenere coerenza con la meccanica quantistica, dovrebbe possedere caratteristiche non-locali, permettendo l’esistenza di relazioni di causa istantanee o comunque più veloci della luce tra entità fisiche separate. La prima teoria delle variabili nascoste fu proposta da Louis de Broglie alla fine degli anni venti del secolo scorso e prese il nome di ipotesi di de Broglie. Sulla scia di questa nacque nel 1952 a opera del fisico e filosofo David Bohm la meccanica bohmiana, che ancora oggi è considerata la teoria a variabili nascoste meglio formulata.
Basandosi sull’idea originaria di de Broglie, Bohm ha teorizzato di associare a ciascuna particella, ad esempio un elettrone, una sorta di onda guida che governi il suo moto. Grazie a tale assunto gli elettroni hanno un comportamento sufficientemente chiaro: quando si conduce il celebre esperimento della doppia fenditura, essi passano attraverso una fenditura piuttosto che un’altra e la loro scelta non è probabilistica, ma predeterminata, mentre l’onda associata attraversa entrambe le fenditure generando la figura di interferenza.
Tale prospettiva contraddice l’idea di eventi locali che è utilizzata sia nella teoria atomica classica che nella teoria della relatività. Conduce poi ad una visione più olistica, interattiva e reciprocamente penetrante del mondo. In effetti lo stesso Bohm ha sottolineato nei suoi ultimi anni di attività l’aspetto più tipicamente olistico della teoria quantistica, avvicinandosi alle idee di Jiddu Krishnamurti e agli studi di Karl Pribram sul funzionamento del cervello.
I conflitti con la teoria della relatività, non solo in termini di non-località, ma soprattutto per quanto riguarda l’invarianza di Lorentz, sono considerati dai sostenitori della “convenzionale” fisica quantistica come la principale debolezza della teoria di Bohm.

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Secondo i critici essa sembrerebbe scaturire da una forzatura, ovverosia sarebbe stata deliberatamente strutturata per fare previsioni che sono in ogni dettaglio uguali a quelle della meccanica quantistica. Per una parte dei fisici quantistici il proposito di Bohm non sarebbe stato quello di fornire una controproposta organica, bensì semplicemente di dimostrare che le teorie a variabile nascosta sono possibili.

 

da: treccani.it

 

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59 pensieri su “Riflessioni Personali……l’ipotesi, la teoria e la scienza Quantistica!!

  1. avevo già letto qualcosa a proposito,ritengo che sia un’argomento senza dubbio affascinante che fa galoppare menti già sognatrici per natura,ma come tutte le teorie hanno bisogno di essere avvalorate da dimostrazioni e prove fondate chiare,altrimenti resterà un buon filone per pubblicare libri di pseudo-fantascienza.
    ciao Nico,buona serata 🙂

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    1. Si Daniela, possono esserci moltissime prese di posizione diverse fra loro, quello che non mi convince come non convince anche te, è il fatto che la vendita di libri su questo argomento è salito alle stelle, forse abbiamo la necessità di credere in un altro “noi” che occupa lo stesso nostro spazio temporale, ma con un’altra posizione sociale, sicuramente migliore?
      Piacerebbe a tutti credere in una probabile rivincita del proprio ruolo sociale, ma purtroppo stiamo parlando di pseudo-scienza, quindi solo ipotesi.
      Un abbraccio.. 🙂

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  2. Tu osservi con un’inquietudine che è capitata anche a me prima di approfondire ‘scientificamente’ la questione: “Leggo molto i vostri blog, alcuni sono davvero leggeri e scritti in modo da essere assimilati in modo veloce, altri invece, parlando di teorie illusorie che sono riportate qua e là nella rete, ambiscono a far credere che esista una vita parallela alla nostra situata in uno spazio temporale che è posto in un’altra dimensione rispetto a quella da noi conosciuta, insomma vogliono far credere che lo spazio materiale che occupiamo con la nostra Esistenza, venga occupato nello stesso identico momento da un’altra Esistenza a noi sconosciuta.
    Parlare di queste ipotesi non è vietato, però non si può dire che esse sono verità finché non vengono sperimentate, quindi nel frattempo possiamo chiamarle con il loro nome, ipotesi teoriche.”
    Allora, carissimo, anch’io mi sono spesso imbattuta in quel tipo di scritti a cui tu credo ti riferisca, e ti dirò anche peggio di coloro che cercano di forzare una qualche componente olistica della quantistica per cercare di dimostrare, addirittura, le loro concezioni di nuovo spiritualismo… Mi esprimo male, ma … questo per dirti che se ci fermiamo a certa roba che circola in rete siamo fuori strada. Non intervengo personalmente con parole mie perché sarei ancor più maldestra nell’esposizione. Mi sono avvicinata alla meccanica quantistica a seguito di alcune discussioni anche molto accese con Franz negli anni scorsi. Inizialmente io stessa ragionavo come te e la cosa non giovava alla mia comprensione. Se ragioniamo restando imbrigliati nella diade teoria/pratica, e ipotesi/dimostrazione non ne usciamo, a mio avviso. Questo l’ho, poi, realizzato nella mia testa, sia pur a fatica, a seguito di approfondimenti scientifici che mi son trovata a fare più di recente mentre mi avvicinavo a dei gruppi di ricerca sulla danza. Eh si, la danza è una scienza e l’arte stessa vive in un rapporto strettissimo con le scienze matematiche, fisiche, quant’altro… Ora… non mi voglio ulteriormente cimentare di domenica in parole mie, ma ci tengo a segnalarvi un video, a mio avviso alquanto semplice, che permette di rimettere i piedi a terra e riaggiustare il tiro della questione.
    http://www.raiscuola.rai.it/articoli/meccanica-quantistica/9711/default.aspx
    Vogliate scusarmi, ma non mi rileggo che ho un dolce da infornare…
    Ma mi premeva questo mio timido e umile intervento
    Se c’è qualche specialista tra noi e passa di qua, credo possa farci ulteriormente luce…
    Buona domenica, Nico
    Interessante, bene bene, anche se di domenica confidare nella nostra lucidità la vedo dura… ;P

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    1. Ma che brava che sei Dora, hai lasciato un commento su un tema alquanto discusso e delicato come ad esempio la meccanica quantistica.
      Il mio articolo non vuole denigrare nessuna teoria, quello che voglio dire è il fatto che le ipotesi sono teorie, quindi ancora da sperimentare, le teorie sperimentate diventano scienza, scienza capace di dare risposte alle nostre domande.
      Mi hai postato un video in cui si evince che la meccanica quantistica è soltanto la ricerca probabilistica di eventuale risposte ad alcuni esperimenti riferiti agli atomi o a particelle più piccole di essi, quindi sono degli studi teorici. Addirittura Galileo ebbe delle intuizioni sulla relatività della materia che viene collegata alle leggi della meccanica quantistica.
      Non metto in dubbio l’importanza della teoria che possa farci scoprire nuove realtà intorno a noi, ma da questo giungere a dire che esiste un’altra dimensione in cui noi stessi siamo proiettati, mi sembra assolutamente un azzardo.
      Sarei d’accordo con chiunque dicesse che ci sono studi teorici, che provino finalmente l’esistenza di una dimensione a noi sconosciuta, ma dire che esiste un’altra dimensione senza aver provato ancora nulla, mi sembra una idiozia.
      Ma questo ripeto, è solo un mio pensiero.
      Aspetto delucidazioni da blogger preparati sull’argomento.

      Buona cena carissima…. 🙂

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      1. bah, sai, il video l’ho assorbito in altro modo: il problema, sempre a mio avviso, sorge continuando a restare nella divisione ipotesi/sperimentazione. Finché continuiamo a separare nettamente le due cose non riusciamo a comprendere l’utilità di diverse metodologie (ecco forse un termine più giusto e più elastico) di osservazione del reale che anche attualmente gli scienziati utilizzano o indagano. Credo che l’equivoco più grosso rispetto alla questione ‘realtà parallele’, o altre dimensioni, o mondi possibili, o non so, sorge allorquando pensiamo a dei doppi, mentre l’interrogativo va forse spostato sul come percepiamo, sul cosa percepiamo, e in che modo accade. Ora non essendo specialista mi fermo. E ciò lo dicevo al di là di una mia adesione a una determinata interpretazione scientifica, o religiosa, o non so. Su questo non mi riesce mai di abbracciare un unica visione, cerco solo con curiosità di comprendere. Anche la curiosità ha qualcosa di radicalmente scientifico. Dico: attenzione perché noi sperimentiamo e teorizziamo nel mentre ci muoviamo, facciamo ipotesi e verifiche. La divisione tra teoria e pratica può essere solo utile, come lo è la precisione di certe matematiche e geometrie. Il procedimento ha sempre dei margini d’errore, dei punti ciechi, forse, non so. Vanno tenuti presenti anche quelli finché ci riusciamo.
        Comunque, si, rimando la palla a qualcuno che ne sappia di più. Magari ne nasce qualche pacifica, ma interessante battaglia, ah ah!
        Buona cena a te 🙂

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    2. “Eh si, la danza è una scienza e l’arte stessa vive in un rapporto strettissimo con le scienze matematiche, fisiche, quant’altro…”
      Vorrei tanto sapere più profondamente tutto questo, Dora.
      Mi interessa davvero. Ti chiederò…
      Grazie, cara.
      Un sorriso
      gb

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              1. la danza, meno male, ha la dote di esprimersi anche con un linguaggio non di parola, se vuole, che io proprio con le parole complico invece di semplificare, ah ah! non so te, cara, ma mi pare tu tenga una linea di semplicità adorabile 😉
                si, bene, danziamo in silenzio o con bella musica bella bella
                mi do ai miei ascolti concilianti il sonno, ecco
                ciao,
                d.

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  3. Che dirti amico mio? Spari simili cannonate quando, proprio di domenica, l’occhio si fa gravido ed il gesto lento di pietanze da assimilare… Non so molto di meccanica quantistica. Anzi, meno che niente. In compenso ho letto una montagna di romanzi di fantascienza, tanto da poter distinguere la buona sf dalla pessima e dozzinale. Trovo che quella da te citata appartenga alla seconda: banale, ridicolo tentativo di arrampicarsi sugli specchi, riproducendo desideri fantasiosi che nemmeno starebbero bene in un raccontino abborracciato di sf abborracciata e rancida per palati rozzi. Tutto è possibile nella vita, anche che ci siano realtà coincidenti e sovrapposte, ma le possibilità sono così nell’ordine dell’infinito, da rendere il tutto perfettamente fantasioso…
    Un carissimo saluto ed un abbraccio…

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    1. Silviatico caro, come sempre hai centrato il concetto del mio post, affermare che esistano mondi paralleli al nostro, senza una prova scientifica, è parlare di pura fantascienza, sappiamo che al giorno d’oggi nulla può essere preso per vero senza che si producano prove.
      Lo studio di determinati fenomeni fisici o meccanici quantistici possono, anzi devono essere svolti, ma dire che esistono realtà sovrapposte nello stesso spazio temporale senza una minima straccia di prova, risulta essere quanto meno azzardato o frutto di un bicchiere di vino di troppo 😉
      Mi scuserai per il sarcasmo espresso nell’ultima riga, ma io penso che solo quando saremo capaci di controllare il tempo Infinito, potremo davvero dire che esistano altri mondi paralleli al nostro, ma questo si sa, è impossibile.
      Serena notte mio carissimo amico…

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      1. E’bello sognare, mio caro amico, sono il primo a sognare, perchè mi piace sognare. Ma bisogna sempre ammettere che sono sogni e solo sogni alcune teorie. Mi piace pensare che anche certi sogni si possano realizzare. Però questo non vuol dire che, ad ogni costo, questi sogni si sono già realizzati. E’questo il problema di molti: non si rendono conto di spacciare fumo. O forse, colpevolmente, sanno di spacciare fumo, però spacciano lo stesso, nella speranza di ricavarne un utile personale.
        Apprezzatissimo il tuo senso ironico…
        Un carissimo saluto…

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  4. Ascolto, mi interesso molto, resto in silenzio. Non sono in grado di dire nulla di interessante.
    Grazie, Nico, per le riflessioni che porti a fare, ma…
    Buona serata.
    🙂
    gb
    Non riesco a vedere il video indicato da Pea.

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    1. Un post, come questo di Nico, ha una grande caratteristica positiva, a mio parere.
      Fa venire voglia di allargare i propri orizzonti e di avvicinarsi con umiltà vera a qualcosa che non si conosce abbastanza o per nulla.
      Un abbraccio, caro Lupo di mare ( tu ami lottare contro onde gigantesche, sì sì)
      gb 🙂

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      1. Si Gelso, ho sempre lottato contro il qualunquismo e l’egoismo oggi molto di moda, ho lottato e lo faccio ancora per poter dare ristoro alle sofferenze altrui, questo mi fa star bene.
        La cultura è importantissima per poter capire e agire i nostri diritti, senza cultura saremmo in balia delle onde e di tutte le burrasche che imperversano nella nostra esistenza, trovare uno scoglio dove potersi aggrappare ci salverebbe la vita.
        Un abbraccio cara Gelso…

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          1. Infatti è questo il motivo per cui ho deciso di spendermi, proporre cultura per affermare che le cose si possono cambiare, riportare la DEMOS al centro degli interessi collettivi, perchè solo la vera democrazia, potrà ridare dignità alle persone.
            La cultura è lo scoglio a cui aggrapparsi per non andare a fondo, hai ragione Gelso.
            Serena Notte a te Madam…

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    2. Ciao Gelso, in effetti stasera sono andato sul pesante, il concetto di meccanica quantistica e la relativa esistenza di mondi paralleli o sovrapposti, è da sempre una mia curiosità per il semplice fatto che leggendo in giro per i vari blog, in alcuni di loro sembra che si dia per scontato l’esistenza degli stessi.
      Io dico che tutto è possibile, ma occorrono le prove perchè senza di esse, tali congetture rimangono solo ipotesi in mano a chi le esprime.
      Un caro saluto dolce Gb 🙂

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      1. L’uomo e il suo bisogno di immaginare, di sognare…
        Questo non bisogna dimenticarlo mai.
        L’uomo non può non chiedersi… sul’ Infinito e su altro.

        In qualche blog, e non solo blog, viene data per certa l’esistenza di qualcosa che certa non è.
        Concordo con te,

        Un saluto caro e molo umano, Nico
        Un sorriso
        gb

        E il mare ci guarda e sorride…

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  5. Mi pare che Dora abbia opportunamente spostato il tiro verso la questione dell’io percipiente, vero snodo della meccanica quantistica che basa proprio sulla “variabile” osservatore quale elemento innescante la variante probabilistica. Il tema naturalmente non ha implicazioni esclusivamnte e strettamente scientifiche, ma come dire, antropologiche e filosofiche. Del resto sulla postazione -funzione dell’ossevatore lo stesso Einstein ha impostato la sua teoria generale della relatività, dando il via all’instabilità di lettura del comportamento della materia: una vera picconata all’inesausta diade Causa-effetto. La sua famosa lettera al Bohor dove esclamava “dio non gioca a dadi con l’universo” voleva porre un freno intriso di panico anche alle conseguenze antropologiche che le conclusioni cui porta il comportamento delle particelle subatomiche avrebbero potuto creare…Sappiamo che un fisico , non certo cialtrone, come Stephen Hawking, rispose dopo anni all’esclamazione di Einstein cosi: “Dio non solo gioca a dadi con l’universo, ma non sa neanche dove li getta”…paradossi postdeterministici che, come ci ricorda Dora, forse sono il fondamento dell’esprit moltiplicante dell’arte, della devianza di splendida aberrazione del reale e delle sue variabile che l’io che si annulla nell’altrove di una percezione possibile

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    1. Caro amico, io so di non sapere, quindi non posso esprimermi come ha fatto Dora ed ora anche tu, il mio articolo verteva sul fatto relativo a termini generali e come fosse possibile tramutare ipotesi teoriche in verità acclarate tanto da affermare con sicurezza che esistono mondi sovrapposti al nostro nello stesso spazio temporale.
      Ecco, dare per certo cose che, non solo ancora non sono state provate ma nemmeno sperimentate, mi sembra illogico e degno del miglior film di fantascienza.
      Altra cosa è dire che lo studio delle particelle sub atomiche potrà innescare nuovi orizzonti per la meccanica quantistica a cui io non pongo dubbi.
      Capirai che, quando si parla di studi probalistici sulla realtà delle cose prese in esame, io posso solo ridere perchè avendo studiato il calcolo delle probalità e le relative componenti come la probabilità condizionata, frequentista, soggettiva e composta, posso solo dire che questa scienza viene definita ” Scienza dell’incertezza”
      Comunque grazie Franz, il tuo commento è stato esaustivo
      Chapeau!!

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      1. io ho solo spostato il tiro sulla percezione…sul rapporto tra osservatore e comportmento della materia osservata…questa cosa, mi pare sia stata ampiamente sottoposta a sperimentazione e verifica, tra l’altro con investimenti miliardari…sappiamo bene del reto che senza la meccanica quantistica non avremmo le nuove frontiere di innovazione tecnologica che a noi oggi paiono ovvie, ma che solo trent’anni fa ci avrebbero fatto sorridere increduli. Compreso il nostro parlare qui ed ora…Ma staremo veramente parlando io e te qui ed ora? ah ah ah ciao amico

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        1. ahahah….grande Franz!
          Certo che se Heidegger sapesse che stiamo irridendo il suo hic et nunc, si rivolterebbe nella tomba, cambierebbe il Dasein per farci credere di essere in due posti contemporaneamente…ahahh
          Grazie di cuore per le tue lucide interpretazioni, …serena notte Franz carissimo.

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    2. “…forse sono il fondamento dell’esprit moltiplicante dell’arte, della devianza di splendida aberrazione del reale e delle sue variabile che l’io che si annulla nell’altrove di una percezione possibile”
      Ho apprezzato il tuo scritto chiaro, ma soprattutto ammiro tantissimo quel tuo “forse”.
      Ciao gb:)

      Ho letto con vivo interesse anche Dora (io non riesco ad aprire il video da lei indicato)

      E ho assorbito tutto quello che Nico voleva dire, Nico che ha fatto aprire questo dialogo per me molto interessante.
      Grazie ancora, Nico.
      gb:))

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    3. diciamo che di tutto questo discorso, sarà per una mia antica formazione scientifica, ma mi interessa propri l’aspetto più strettamente applicativo e sperimentale? non so se possa dire così, ma ho già esposto in altri commenti cosa intendo. Cioè, diciamo pure, che mi piace considerare cosa accade nella gestione metodologica (?) del tutto. Non so se mi spiego.
      Insomma, più che dire la mia, cerco di inserirmi nel discorso cautamente con mente esplorativa e ‘osservando’ cosa dite, leggendo materiali vari. Di mio non mi fisso quasi mai in una sicura prospettiva, ma viaggio, interrogo e m’interrogo
      giusto per dirvi come mi pongo rispetto alla presente discussione
      Il mio augurio di un ottimo inizio di settimana!
      dora (erospea)

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      1. ed è l’atteggiamento giusto, cara Dora: una mente esplorativa e osservatrice che non da nulla per scontato e che vuole sperimentare l’asperità della conoscenza e le sue inesauribili sorprese in una pragmatica anche performativa ed esperienziale…ok…direi forse l’unica strada che possiamo davvero tentare di governare…

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        1. è il fatto che io mi trovi a dover considerare e ‘lavorare’ col corpo, sul corpo, nel corpo, tra corpi, che m porta a concepire, forse, talune questioni e problematiche secondo la traiettoria che ho esposto. Non so. Ci penserò ulteriormente e se mi verrà vi dirò, magari nel mio ‘sito’, o finisco fuori tema e diventa improprio il mio intervento nella presente ‘piazza’ e, specificamente, nel presente articolo.
          Una buona e bella serata a tutti gli intervenuti nella discussione

          Liked by 2 people

  6. (continua la risposta) intuisce e pone in opera…qui parliamo del tema della soglia tra visibile e invisibile, tra sonno e veglia, tra dormiente e vegliante, un ossessione che va da Eraclito fino a Schopenhauer e a Jung…La verità è che noi sperimentiamo continuamente innumerevoli universi, ogni qualvolta ppassiamo dal sonno alla veglia, ogni qualvolta spostiamo il nostro io percettivo in una qualche direzione….In buona sostanza evitiamo certo cialtronismi para spiritualistici…ma accostiamoci all’invisibile molteplice con rispetto perchè è parte di noi ed è tutt’altro che deterministicamente costruito…cio Nico

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    1. “ma accostiamoci all’invisibile molteplice con rispetto perchè è parte di noi ed è tutt’altro che deterministicamente costruito…”
      Sì, Franz.
      Questo è in me profondo.
      Grazie.
      gb

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  7. Un mio grazie particolarissimo a te, Nico caro.
    Mi hai fatto cogliere così tanto da tutto quello che sei riuscito a far nascere con questo tuo post!
    gb
    Oh, conosci il vento tu… 🙂

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    1. Tutti i post diventano interessanti se lasciano commenti persone dalla mentalità aperta, persone colte e preparate, stasera Franz, Dora e tu, avete contribuito a dare lustro a questo post e per questo ve ne sono grato, da parte mia ho solo contribuito ad accendere soltanto la curiosità per questo argomento.
      Io sono il vento, io sono l’Archè che Anassimandro chiamava soffio vitale, ma anche uragano e tempesta, ho un carattere poliedrico, cara Gelso, che ci posso fare…ahahah
      E’ tardi, Morfeo mi chiama, devo andare…
      A domani 🙂

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      1. Io ho colto e accolto in me con grande piacere ciò che leggevo, a dire il vero.
        E’ l’apertura che ci porta avanti… Di questa sono certa.
        Mi piace questo modo non chiuso di dialogare.

        Morfeo placherà per questa notte i tuoi tanti lati… vento tempesta uragano…
        Morfeo ha questo potere, oh sì.
        🙂
        gb
        Eppure io vedo dolcezza anche nei tuoi occhi.

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      2. grazie a te e a tutti gli altri per aver acceso (tu) la discussione e alimentato (tutti) diverse prospettive a confronto.
        la mia posizione, come dicevo su in commento, resta questa:
        ‘diciamo che di tutto questo discorso, sarà per una mia antica formazione scientifica, ma mi interessa propri l’aspetto più strettamente applicativo e sperimentale? non so se possa dire così, ma ho già esposto in altri commenti cosa intendo. Cioè, diciamo pure, che mi piace considerare cosa accade nella gestione metodologica (?) del tutto. Non so se mi spiego.
        Insomma, più che dire la mia, cerco di inserirmi nel discorso cautamente con mente esplorativa e ‘osservando’ cosa dite, leggendo materiali vari. Di mio non mi fisso quasi mai in una sicura prospettiva, ma viaggio, interrogo e m’interrogo
        giusto per dirvi come mi pongo rispetto alla presente discussione’
        un felice inizio di settimana Nico
        e che ci siano buoni eventi per tutti noi
        dora (erospea)

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        1. la tua mente esplorativa ti porta a viaggiare, “osservando” il detto e leggendo altro materiale interrogandoti e interrogando
          appezzo questo tuo modo di “muoverti”, questa tua “danza” particolare di valore
          buon tutto per te, D cara 🙂

          Ore più che buone per tutti tutti
          gb:))

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..dimmi ciò che pensi.

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