Riflessioni Personali… Banca Etruria: “Ecco come abbiamo truffato i clienti”


 

Eh! si, non ci smentiamo mai, gli Italiani sono famosi all’estero per avere molta inventiva specialmente nel fare le truffe, non ci credete perchè secondo voi è un luogo comune?… bene, leggete cosa si inventava Banca Etruria per truffare gli ignari clienti. I truffatori hanno sempre un santo in paradiso...la lentezza dei processi e gli indulti……cosi come sempre accade, anche in questo caso è probabile che nessuno paghi, al contrario di chi ha già pagato e cioè coloro che sono stati truffati!!

 

banca etruria

 

 

Banca Etruria “Ecco come abbiamo truffato i clienti”
Mentre il governo Renzi cerca di ovviare alle nefaste conseguenze del decreto salva banche, spuntano dichiarazioni e dettagli vari sui retroscena, soprattutto riguardo a Banca Etruria, una delle quattro banche salvate che aveva come vice presidente Pier Luigi Boschi, il padre dell’attuale ministro Maria Elena Boschi.
Intervistato da Repubblica, parla anche il direttore di una filiale, che però opta per l’anominato:
“Seguivamo i clienti in ospedale, nelle case di cura, sotto le scuole mentre aspettavano i figli e alla fine sapevamo che stavamo vendendo prodotti rischiosissimi”.
Lui, la fonte, è tuttora dipendente di Banca Etruria. Ma questo non gli impedisce di ammettere che sì, quella della banca è stata una vera e propria truffa a danno dei risparmiatori. Una vergona, dice: “abbiamo truffato i clienti”.
E sul dubbio relativo al Mifid – questionario obbligatorio sul livello di rischio che un investitore è disposto ad accettare, e che dunque deve essere firmato dal risparmiatore stesso:
“Semplice, nel 95% dei casi lo compilavamo noi e ai clienti chiedevamo solo di firmarlo”.

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La cosa peggiore è che la vendita delle obbligazioni subordinate è andata avanti, anche quando Bankitalia si è accorta del problema Banca Etruria.
“Tra il 2012 e il 2013, nel momento in cui i dirigenti e gli operatori del settore sapevano la situazione critica della Banca, abbiamo venduto la maggior parte delle obbligazioni (…)
Banca Etruria, insomma, era in crisi già dal 2012: quell’anno l’istituto lanciò una operazione di aumento di capitale da 100 milioni di euro che venne considerato insufficiente per coprire i buchi di bilancio. Buchi di bilancio che erano venuti a crearsi per i prestiti facili che venivano erogati dalla banca.
Intanto spuntano i nomi dei primi indagati sul caso Banca Etruria. Si tratta dell’ex presidente Lorenzo Rosi e dell’ex membro del cda Luciano Nataloni, accusati di “omessa comunicazione di conflitto di interessi”. In pratica, i due manager avrebbero sfruttato a fini personali il proprio ruolo per ottenere finanziamenti che altrimenti non avrebbero potuto ricevere.
L’indagine della Procura di Arezzo è il terzo filone di inchiesta che è stato aperto sulla banca; i due precedenti filoni di inchiesta erano stati avviati nel corso dell’ultimo anno.

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Le accuse di coflitti di interesse si riferiscono al periodo 2013-2014 e prendono in considerazione la relazione di Bankitalia dello scorso febbraio, che decise il commissariamento di Banca Etruria. In quel periodo il vicepresidente era Pier Luigi Boschi, il padre del ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, che al momento non è indagato in nessuno dei tre filoni di inchiesta.
La procura di Arezzo indaga su possibili reati legati all’eventuale conflitto di interesse di alcuni ex membri del consiglio di amministrazione, per somme intorno ai 185 milioni, responsabili di 18 milioni di euro di perdite.
E in tutto questo parla anche lei: Stefania Agresti, mamma del ministro Maria Elena Boschi e moglie dell’ex vicepresidente di Banca Etruria Pier Luigi Boschi. Intervistata dal Corriere della Sera preannuncia:
“Avrete delle sorprese. Per fortuna c’è un’inchiesta, ci sono le carte e da quelle carte, vedrete, la verità verrà fuori. E la verità è che noi, in primis mio marito, non abbiamo mai preso un euro dalla banca. Altro che finanziamenti alle nostre attività!” E ancora: “non so quanto ci vorrà perché la verità venga ristabilita: un anno, cinque, dieci. Fa niente. Resisteremo. Il Signore ci darà la forza”.

 

Laura Naka Antonelli

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3 pensieri su “Riflessioni Personali… Banca Etruria: “Ecco come abbiamo truffato i clienti”

  1. Quanto ci sono costate dal 2008 ad oggi le banche? Io continuo a sostenere che o si lasciavano fallire (i correntisti comunque avrebbero avuto i loro risparmi fino a 100.000 euro) o andavano nazionalizzate; invece come per Alitalia nazionalizziamo solo le perdite… è un sistema mafioso (Banca d’Italia-Abi-Consob-Fondazioni) che si regge con la complicità l’uno dell’altro. Anche in questo campo, era meglio quando era peggio. Oggigiorno non avrebbero fatto fallire nemmeno Sindona!

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