Tristan Tzara


Quando il pensiero e il comportamento, sfuggono alla logica del conformismo benpensante…….

 

dadaismo2

 
LA SPONTANEITA’ DADAISTA.

“L’arte è una cosa privata. L’artista lo fa per se stesso. L’artista, il poeta, apprezza il veleno della massa che si condensa nel caporeparto di questa industria. E’ felice quando si sente ingiuriato: una prova della sua incoerenza. Abbiamo bisogno di opere forti, dirette e incomprese, una volta per tutte. La logica è una complicazione. La logica è sempre falsa. Tutti gli uomini gridano: c’è un gran lavoro distruttivo, negativo da compiere: spazzare, pulire. Senza scopo nè progetto alcuno, senza organizzazione: la follia indomabile, la decomposizione.
 
Qualsiasi prodotto del disgusto suscettibile di trasformarsi in negazione della famiglia è DADA; protesta a suon di pugni di tutto il proprio essere teso nell’azione distruttiva: DADA; presa di coscienza di tutti i mezzi repressi fin’ora dal senso pudibondo del comodo compromesso e della buona educazione: DADA ; abolizione della logica; balletto degli impotenti della creazione: DADA ; di ogni gerarchia ed equazione sociale di valori stabiliti dai servi che bazzicano tra noi: DADA ; ogni oggetto, tutti gli oggetti, i sentimenti e il buoi, le apparizioni e lo scontro inequivocabile delle linee parallele sono armi per la lotta: DADA ; abolizione della memoria: DADA ; abolizione dell’archeologia: DADA ; abolizione dei profeti: DADA ; abolizione del futuro: DADA ; fede assoluta irrefutabile in ogni Dio che sia il prodotto immediato della spontaneità: DADA .”
 
Dal “Manifesto del Dadaismo” di Tristan Tzara

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4 pensieri su “Tristan Tzara

  1. m’è venuto in mente un interessante (e godibilissimo) passo da la prima pubblicazione ufficialmente Dada di Tzara: La premiére aventure céleste de M. Antypirine. Uscito nel luglio del 1916 (attenzione alla data) a Zurigo inaugura la ‘Collection Dada’:

    […] DADA, è l’arte senza pantofole e parallele, pro e contro l’unità e senz’altro contro il futuro; siamo consci che i nostri cervelli diventeranno morbidi cuscini che il nostro antidogmatismo è tanto esclusivista quanto il funzionario che non siamo liberi e che gridiamo libertà. Necessità rigorosa senza disciplina né morale e sputiamo sull’umanità. DADA non esce dal panorama europeo delle debolezze, si tratta sempre di merda, ma da ora in poi noi vogliamo cacare in colori diversi, per decorare il giardino zoologico dell’arte con gli stendardi di tutti i consolati clo clo bong hi ho ha hi ho ha ho . noi siamo direttori di circo e fischiamo fra le bufere delle fiere, fra i conventi prostituzioni teatri realtà sentimenti ristoranti ho ho hi hi hi oho bang bang. Noi dichiariamo che l’automobile è un sentimento che ci ha cullato a sufficienza con le lungaggini delle sue astrazioni e pur anche i transatlantici e i rumori e le idee. Tuttavia noi esteriorizziamo la facilità noi cerchiamo il punto cruciale e felicità se possiamo nasconderlo; non vogliamo contare le finestre degli splendidi eletti perché DADA non esiste per nessuno, e vogliamo che tutti lo capiscano perché questo è il balcone di DADA, ve lo assicuro. Potete sentire le marce militari e scendere tagliando l’aria come un serafino in bagno pubblico, per pisciare e capire la parabola.
    DADA non è follia- né saggezza- né ironia. Guardami bene, borghese carino.
    L’arte era un gioco, i bambini mettevano insieme le parole dalle finali tintinnanti, poi piangevano e urlavano la strofa, e le calzavano gli stivaletti delle bambole, e la strofa divenne regina per morire un poco e la regina divenne balena e i bambini correvano a perdere fiato. […]

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    1. bello, bello, bello !!
      hai condiviso con tutti noi una cosa meravigliosa, a volte occorre leggere questi scritti per capire che esistono altri modi di vedere e pensare, il nostro non è sempre quello giusto.
      Grazie ancora, Dora!

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  2. Per fare una poesia dadaista

    Prendete un giornale.
    Prendete le forbici.
    Scegliete nel giornale un articolo della lunghezza che desiderate
    per la vostra poesia.
    Ritagliate l’articolo.
    Ritagliate poi accuratamente ognuna delle parole che compongono
    l’articolo e mettetele in un sacco.
    Agitate delicatamente.
    Tirate poi fuori un ritaglio dopo l’altro disponendoli nell’ordine
    in cui sono usciti dal sacco.
    Copiate scrupolosamente.
    La poesia vi somiglierà.
    Ed eccovi divenuto uno scrittore infinitamente originale
    e di squisita sensibilità, benché incompresa dal volgo.
    ( tratta da “Tristan Tzara – Manifesti del dadaismo e Lampisterie – Einaudi, 1990)

    gb

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