Riflessioni Personali…….l’esproprio forzoso di massa (-Bail in- e -Bail out-)!!!


Lo so, oggi è domenica e di solito nei giorni festivi siamo soliti rilassarci, oggi però vorrei chiedervi di leggere con attenzione questo articolo perché parla di un argomento che interessa i vostri soldi, in questo caso i vostri risparmi. E’ un articolo informativo  su quello che il nostro Parlamento(!) ha ratificato in sordina e fuori dalle comunicazioni mass-mediatiche, perchè è normale che simili leggi meno si conoscono, meglio si potrà ingannare la “massa” di cittadini ignari.
Leggete con attenzione l’articolo, vi porterà via poco tempo ma vi terrà informati su cosa sta “tramando” alle nostre spalle il Governo di Matteuccio.

 

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Il 1° gennaio sarà operativo il salvataggio forzoso: coinvolti anche i depositanti.

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E’ il piano salva banche ora all’esame del board del Fondo Interbancario per la tutela dei depositi, è un piano per salvare le banche italiane che versassero in grave dissesto finanziario, (come Banca marche, Carichieti, Banca dell’Etruria) attraverso la creazione di una holding, finanziata dalle altri istituti di credito italiani, attraverso un aumento di capitale in contanti per 1,5 miliardi.

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“Quelle attuali sono dunque settimane di lavoro intenso nonostante il periodo estivo: dal primo gennaio 2016, infatti, a livello europeo diventerà operativo il nuovo meccanismo del bail in (il salvataggio forzoso delle banche a opera di azionisti, obbligazionisti e depositanti oltre i 100 mila ero), e l’intenzione di tutti è quella di risolvere tutto prima, definendo il piano, individuando gli aumenti di capitale necessari e convocando le assemblee. Lo auspicano in particolare Banca d’Italia, il Mef e Il Fondo interbancario di tutela dei depositi, ma anche le stesse banche, consce che l’alternativa è comunque peggiore”.

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Ancora, “un eventuale bail in, soprattutto per istituti di dimensioni non piccole, costerebbe caro in termini di reputazione per tutto il sistema ma anche di coperture, visto che i depositi sotto i 100.000 euro vanno comunque garantiti dai fondi appositi, sempre finanziati dalle banche sane”. (wallstreetitalia.it)

 

 

Cos’è il Bail in?

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Vediamo dunque cosa si intende per il Bail in, siamo abituati a usare termini di cui non ne conosciamo il significato soltanto perché non siamo informati, eppure conoscere il significato di questi termini è molto importante perché condizionano la nostra vita, soprattutto sotto la veste economica. Vediamo di capirci qualcosa, quando una banca ha gravi difficoltà finanziarie, saranno gli stessi azionisti, obbligazionisti e correntisti a contribuire al salvataggio della stessa, ad eccezione di coloro che detengono un deposito inferiore a 100 mila euro e che continuerà ad essere integralmente protetto dal Fondo di Garanzia dei depositi.(sarà vero?)

Inizia in sostanza l’era del ‘Bail-in’ – il salvataggio del sistema dall’interno, ovvero con le risorse interne al sistema stesso – che si contrappone al ‘Bail-out’, ovvero il salvataggio dall’esterno tramite le casse pubbliche. Quindi, quando una banca fallisce (e sta capitando in questi mesi sempre più frequentemente in Europa, dalla Hypo bank carinziana alla sua gemella di Duesseldorf, passando per la Spagna e la Grecia), si bussa cassa agli azionisti.  Siccome però è quanto mai probabile che i debiti travalichino di parecchio gli investimenti di questi ultimi, si batterà alla porta dei correntisti.

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In effetti, i nostri politici stanno stringendo in sordina quel famoso nodo scorsoio che avevano già da tempo messo al collo di ogni cittadino, prima con il posizionamento dei bond Argentini presso i privati, poi con le azioni Parmalat del patron Tanzi ed infine con le azioni Cirio del famoso presidente Cragnotti (sarei curioso di sapere che fine hanno fatto questi signori e se dispongono ancora del loro patrimonio), insomma si è provveduto nel giro di un decennio ad effettuare il più grosso esproprio di massa legalizzato, stiamo parlando di una cifra che si aggira sui 20 MLD di euro, una manovra finanziaria in perfetto stile a danno dei piccoli e piccolissimi risparmiatori.

 

 

Cos’è il Bail out?

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Da: treccani.it
Salvataggio di un’istituzione che si trovi in uno stato di insolvenza. Con riferimento al settore privato, il b. viene tipicamente applicato alle istituzioni finanziarie, quali banche e assicurazioni. Il motivo risiede nel ruolo speciale che queste istituzioni svolgono. Le banche gestiscono, infatti, il sistema dei pagamenti e finanziano le imprese: un blocco di queste attività comporta, quindi, costi molto elevati per l’economia. Ciò vale soprattutto quando un intermediario ha una rilevanza sistemica, cioè quando la sua dimensione fa sì che un eventuale fallimento provochi un effetto a catena, coinvolgendo altri intermediari.
Vi sono diverse modalità di bailout. Nel caso di una crisi di liquidità, quando una banca non abbia risorse liquide sufficienti a rimborsare i suoi debiti a breve scadenza, il prestito di ultima istanza da parte della banca centrale può essere sufficiente.

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Nel caso invece di un’insolvenza, quando il valore complessivo delle attività sia inferiore a quello delle passività, occorre un’assistenza finanziaria a carico del bilancio pubblico: un acquisto di attività, una garanzia statale sulle passività della banca, una ricapitalizzazione con cui lo Stato diventa azionista.
Il b. può avvenire anche per uno Stato sovrano. In questo caso sono altri Stati, insieme a istituzioni quali il FMI, a prestare fondi a uno Stato che abbia difficoltà a finanziarsi sul mercato privato, al fine di evitare il suo default. Questo è ciò che è avvenuto in Europa nel 2010-11 con i piani di assistenza a favore di Grecia, Irlanda e Portogallo. Tali interventi pongono un delicato problema sul piano legale, per l’esistenza della no b. clause nel Trattato sull’Unione Europea ( Trattato di Maastricht), secondo la quale ciascuno Stato dell’area euro non dovrebbe essere oggetto di salvataggio da parte degli altri Stati membri.

 

 

Approvato dal parlamento il ‘Bail in’, anticamera del prelievo forzoso

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Via libera del Consiglio dei ministri all’attuazione della direttiva europea sulle crisi bancarie. Dal 1° gennaio 2016 i salvataggi delle banche non saranno più finanziati dallo Stato, bensì dagli istituti stessi (il cosiddetto bail-in), cioè in prima battuta dagli azionisti degli istituti di credito coinvolti, poi dagli obbligazionisti, infine, se necessario, dai correntisti con depositi superiori ai 100mila euro (al di sotto di quella cifra infatti vige la garanzia sui depositi). Il testo recepisce 56 direttive e 9 decisioni quadro della Ue, andando verso una ulteriore riduzione delle procedure d’infrazione a carico dello Stato.

 
Cosa cambia in concreto per il risparmiatore che tiene depositati in banca i suoi soldi? Cambia il suo status di depositante in quello di azionista nel caso la “sua” banca venga a trovarsi in gravi difficoltà economiche.
Lo Stato non risanerebbe più le banche in dissesto finanziario, ma saranno gli stessi depositanti a contribuire con i loro risparmi al risanamento della stessa.

Che ne pensate, non vi sembra un’altro esproprio di massa legalizzato?

Buona domenica a tutti voi!!

 
Nico (maxweber)

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2 pensieri su “Riflessioni Personali…….l’esproprio forzoso di massa (-Bail in- e -Bail out-)!!!

  1. Nel nostro Bel Paese, l’esproprio di massa è stato già esercitato dal sistema finanziario attraverso la selvaggia ed estrema tassazione, che ha ridotto tanti imprenditori e artigiani alla bancarotta, li ha condotti al fallimento e in tantissimi casi al suicidio. Cosa c’è ancora da espropriare dopo la rottamazione, a cui tutta la corrotta politica ha contribuito, del nostro Bel Paese?

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