Riflessioni Personali… ci stiamo avviando verso la privatizzazione della sanità!


A volte ho l’impressione di essere uno sciocco che si preoccupa degli altri senza che nessuno glielo abbia chiesto. Eh! si, mi giro intorno e leggo di tutto, qualsiasi cosa purché non abbia a che fare con la vita reale, tolti pochissimi blog che fanno informazione, tutti gli altri descrivono uno specchio della realtà dove tutto va a gonfie vele e dove i problemi maggiori sono le pene d’amore vissute o tutto al più qualche discussione tra blogger per delle poesie in versi. Beh! che dire, se questi sono i problemi che assillano gli Italiani tanto meglio, significa che ce la passiamo bene!!!  Comunque sia, dopo aver postato per una settimana solo notizie economiche, continuo con le mie “riflessioni personali” postando ancora una volta qualcosa che riguarda tutti noi, le spese per i ticket per le cure mediche, questa legge è stata approvata nella più totale apatia di tutti noi cittadini e riguarda la Salute Pubblica. Mi preme ricordare che il fine ultimo di questi piccoli cambiamenti fatti un po’ per volta è quello di privatizzare la sanità, tra non molto infatti, saremo simili a quel paese a “stelle e striscie” che esporta la “demos”, dove possono curarsi soltanto quelli che hanno la “money” o  gli “sghei” o i “dane'”, insomma coloro i quali hanno disponibilità economica per farlo. Buona lettura.

Nico (max weber)

 

 

“Una delle punizioni che ti aspettano per non aver partecipato alla politica è di essere governato da esseri inferiori.” (Platone)

 

renzi-lorenzin

 

 

 

 

 

 

 

Da ieri la legge è in vigore: 203 esami medici sono a pagamento!

Il decreto “inappropriatezza” – mai nome fu più fantasioso – da oggi è in vigore.

di Debora Ranzetti

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La legge per chi avesse la memoria corta, è quella che porta alla stretta sulle prescrizioni di visite mediche ed esami a rischio come la TAC e riguarda 203 prestazioni di specialistica ambulatoriale di vitale importanza, che ora saranno a pagamento.
Infatti il decreto è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il 20 gennaio e cita testualmente: “Condizioni di erogabilità e indicazioni di appropriatezza prescrittiva delle prestazioni di assistenza ambulatoriale erogabili nell’ambito del Servizio sanitario nazionale”.
Il decreto pone dei limiti per la prescrizione a carico del SSN per esami di notevole importanza per la qualità di vita. Tra questi, vi sono gli esame del colesterolo, risonanze magnetiche, ma anche estrazioni e ricostruzione di denti ed ancora, Odontoiatria, Genetica, Radiologia diagnostica, Esami di laboratorio, Dermatologia allergologica, Medicina nucleare, cioè TAC. In pratica 203 prestazioni che, se prescritte AL DI FUORI DELLE CONDIZIONI DI EROGABILITA’ contemplate dal decreto saranno A TOTALE CARICO DEL PAZIENTE.

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Da ora in poi, il medico potrà prescriverli solo rispettando paletti e criteri precisi, che di fatto impediscono la prevenzione, inoltre per i medici che violano la legge, anche solo perché in “coscienza” percepiscono che l’esame va fatto, è prevista una sanzione pecuniaria.
I cittadini dunque, non potranno più curarsi pagando solo il ticket, ma – per chi può – dovrà sostenere di tasca propria i costi per visite di routine ed esami che riguardano la prevenzione di importanti patologie come il cancro.
A nostro avviso quindi questa legge è incostituzionale, ma il “dittatorello di Firenze”, ormai ha fatto della costituzione carta da “cesso”.

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La costituzione, infatti nella parte I, titolo II, all’art. 32 cita testualmente: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.
Speriamo che qualche medico impugni la legge davanti all’alta corte così da fagli fare la fine degli altri decreti – vedi “Sblocca Italia” – già cassati.
Le grandi aziende del settore sono comunque sul piede di guerra, ma solo perché avranno notevoli ammanchi di  introiti, speriamo dunque che almeno per una volta , si “sbranino” tra di loro e i cittadini ne ricavino un qualcosa di positivo.

 

tratto da: fattieavvenimenti.org

 

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31 pensieri su “Riflessioni Personali… ci stiamo avviando verso la privatizzazione della sanità!

  1. Che significa “fuori dalle condizioni di erogabilita” ?
    Comunque, non angosciarti per il carattere degli Italiani, sono e saranno sempre così, inoltre, per me, è inutile farsi il sangue amaro, non abbiamo nessuna speranza a cui aggrapparci, per me la fine è iniziata negli anni ’80, adesso siamo all’epilogo, una lunga agonia con tanti tipi di anestetici. Come tanti della mia generazione, dopo aver studiato e lavorato per 40 anni, per i prossimi che ho davanti posso solo lasciare il buon esempio e valori sani. Per il resto, scrivo due versi sul blog, senza pagare ticket, non è a carico dello Stato …

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    1. …ed è qui che ti sbagli Dimitilla, quale esempio lasciamo ai nostri figli, quello di chinare il capo e dire “si padrone”?…di essere schiavi a vita oppure di assoggettarsi al servilismo imperante?
      Forse tu sei troppo giovane e non hai frequentato le piazze degli anni ’70 quando le forze operaie si unirono con quelle studentesche producendo quelle rivendicazioni sacrosante che sono state accolte dai governi dell’epoca, basti ricordare lo statuto dei lavoratori, la legge sull’aborto, quella sul divorzio, la legge istitutiva delle regioni e quella sul referendum, insomma, qualcosa abbiamo pur riscosso facendo le manifestazioni di piazza (io ne porto ancora i segni), oggi invece tu vedi qualche coraggioso e fuori di testa che protesta? No e non vedrai mai nessuno protestare, per il semplice motivo che i nostri figli non hanno la cultura del dissenso, d’altronte come potrebbe essere altrimenti se appena metti piede in piazza ti manganellano a sangue?
      Per manifestare occorre essere uniti e l’Italiano si sa, è abituato a tirare acqua al suo mulino, ed è cosi che andrà, saremo succubi del servilismo, subiremo tutto senza batter ciglio, questo fino a quando non saremo tutti alla fame, al quel punto forse e dico forse, il cittadino proverà a insorgere.
      Per questo motivo tanto di cappello al popolo Francese che in simili situazioni sa essere unito, quindi…….. W la France.
      Ciao cara, grazie per il tuo contributo….

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      1. No infatti, non vedo nessuno protestare. Io non credo che da noi in Italia ci sia il senso della comunità come in Francia. Se ci fosse stata la nostra storia sarebbe stata diversa. La Repubblica non l’hanno voluta gli Italiani, è stata una farsa. E continua ad esserlo. Ti ho già detto altre volte cosa penso: forse .., l’unico modo per cambiare è ritornare indietro, quando non avevamo nulla. Ma è un discorso lungo e complicato …

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        1. …vero, è un discorso lungo e complicato come è anche vero che siamo governati da una persona, ed altre prima di lui , che nessuno ha votato….è questa la Democrazia?
          Io penso che dobbiamo riflettere su quello che vorremmo essere, ma scegliere tra il “cappio” e le “catene” non è facile visto che continuando su questa strada, altre scelte non sono ammesse.
          Ciao cara…

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  2. a piccoli passi ci hanno portato già a questo stato di cose da tempo. Calcolando che per fare una tac dalle mie parti c’è un’attesa di un’anno,per un’ecografia sei mesi e via di seguito…è chiaro che se si ha necessità di un’esame del genere lo si preferisce fare a pagamento per restringere notevolmente i tempi di attesa. E chissà perchè a pagamento i posti si trovano sempre piuttosto rapidamente!?! Le strutture sono sempre quelle e credo che non sia una bizzarria della mente volersi sottoporre a un’esame radiologico se non se ne ha un fondato motivo! I tagli sulla sanità e sulla cultura devono terminare in quanto vergognosi, soprattutto di fronte a sperperi evidenti di denaro pubblico su armamenti,aerei elicotteri autovetture di rappresentanza e non…alla faccia di chi non ha i soldi per pagarsi una necessaria visita medica specialistica o una cura dentistica ( e di gente in queste condizioni ce n’è tanta! )

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    1. Cara Daniela, sappiamo tutti benissimo come vanno le cose in Italia, quello che molti non sanno ad esempio è il fatto che per dieci anni dopo la morte di un Presidente della Repubblica , i familiari discendenti percepiranno gli stessi emolumenti e godranno di tutti i benefici che aveva il loro caro estinto, che dici, si devono arrabbiare i cittadini che dovrebbero pagarasi le cure mediche più necessarie?
      Si, e allora cosa li trattengono dallo scendere in piazza? Puoi dirlo tu, io già lo so.
      Grazie infinite per il tuo apporto, ciao cara…

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  3. E’pazzesco come in molti siano disposti a mandare a carte e quarantotto governo e paese, per difendere”la famiglia”,retaggio dal sapore quasi mafioso. Però si dimenticano che, senza la salute, qualsiasi idea di convivenza civile è in discussione…….
    Un abbraccio

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    1. Hai centrato il punto caro Siviatico, la politica è assoggettata al Potere finanziario da cui prende ordini, il trattato TTIP che prima o poi verrà firmato dall’Europa, prevede la privatizzazione di tutti i servizi pubblici, ne avevo già parlato più di una volta in questo blog, ma senza fare nessuna morale posso dire che non interessa più di molto…
      Quel vecchiaccio di Aristole affermava più di duemila anni fa che ogni popolo ha il governo che si merita..ed e’cosi anche per noi oggi.
      Ti lascio con una frase di Petronio che dice: “Nunc populus est domi leones, foras vulpes”, come dire , il cittadino è un leone in casa sua, ma quando deve uscire a manifestare diventa una volpe.
      Ciao carissimo, un abbraccio di stima…

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      1. Mala tempora currunt, amico mio. Il problema è che hanno trovato il modo di spuntare l’arma della manifestazione. E fino a quando non si troverà qualcosa di alternativo e più incisivo, questi andranno dritto per la loro strada. Ormai sanno come criminalizzare all’occasione e depotenziare senza troppa fatica. Bisognerebbe pensare qualcosa di nuovo…
        Abbraccio

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          1. Le banche?… Forse i banchieri: bisognerebbe cominciare a conoscere tutti i pezzi grossi, a partire dai dirigenti ai consigli. Ecco loro bisognerebbe boicottare: hanno preso le banche come cosa loro personale. come dimostrano i finanziamenti prontamente ottenuti e mai restituiti. Come dimostrano le genrose stocks options che si gratificano ogni tanto. E’questo il vero problema: sono andati fuori di testa e si ritengono dei padreterni…

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  4. Caro Nico, lo diceva già Agnelli: Per fare cose di destra ci vuole un governo di sinistra! Se le stesse cose che ha fatto Renzi le avesse fatte Berlusconi, ci sarebbero state rivolte e Circhi Massimi pieni. Si fanno le peggiori porcate usando le solite armi di distrazione di massa, sempre le stesse peraltro: Family day, Gay… Lo vuole l’Europa! E il dio mercato. E quando sarà in vigore il trattato TtIpp , segreto alla faccia delle democrazie), anche sul referendum sull’acqua pubblica piscieranno ( con rispetto parlando ). Sogno la minoranza inetta PD immolarsi in piazza come i bonzi, o almeno uno, ma non credo avverrà. In fondo i capitani coraggiosi (a carico nostro) li invento’ D’Alema.. un abbraccio sconfortato

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    1. Caro Giogio le tue parole mi lusingano davvero, perchè so di non esserer solo ad aver caèpito che non esiste più la politica di destra o quella di sinistra, esiste solo il Potere politico e mafioso…
      Aveva ragione quarant’anni fa il caro Pasolini nel dire:
      “Basta ai giovani contestatori staccarsi dalla cultura, ed eccoli optare per l’azione e l’utilitarismo, rassegnarsi alla situazione in cui il sistema si ingegna ad integrarli. Questa è la radice del problema: usano contro il neocapitalismo armi che in realtà portano il suo marchio di fabbrica, e sono quindi destinate soltanto a rafforzare il suo dominio. Essi credono di spezzare il cerchio, e invece non fanno altro che rinsaldarlo.” quanto tempo è passato e quanta strada abbiamo ancora da fare, se avremo voglia di farla.
      Ti abbraccio Giorgio, grazie anche a te per il contributo che hai espresso.. 🙂

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  5. Tu dici: “A volte ho l’impressione di essere uno sciocco che si preoccupa degli altri senza che nessuno glielo abbia chiesto. Eh! si, mi giro intorno e leggo di tutto, qualsiasi cosa purché non abbia a che fare con la vita reale, tolti pochissimi blog che fanno informazione, tutti gli altri descrivono uno specchio della realtà dove tutto va a gonfie vele e dove i problemi maggiori sono le pene d’amore vissute o tutto al più qualche discussione tra blogger per delle poesie in versi. Beh! che dire, se questi sono i problemi che assillano gli Italiani tanto meglio, significa che ce la passiamo bene!!!”
    Sai che ti seguo quasi dai primi tempi che ho aperto il mio blog. Raramente, ma sempre con gran consapevolezza e misura mi è capitato di intervenire nel tuo spazio sulle discussioni da te proposte. Segno che le ho ritenute interessanti.
    Personalmente il mio sito rientra in quelli che starebbero a cincischiare di poesia mentre la gente muore e anche di fame, mentre l’Italia va a rotoli. Bene. La poesia, anche se a volte affronta problematiche di vitale importanza, anche ‘civile’, può forse poco. Ci sono popoli e situazioni che possono dimostrare il contrario. Certo, qui nello spazio di un blog si può essere ‘piccolissimi’ e vanagloriosi nello stare a discutere intorno a testi poetici. Bene bene. Ma la domanda a questo punto te la faccio, perché mi interessa la propositività nelle persone e non la distruttività. Tu stesso ci proponi anche testi poetici, giusto. Testi che trovo quasi sempre bellissimi e importanti; testi di poeti che si son giocati l’esistenza, la vita, con gran impegno, attraverso la loro attività, anche poetica. Ora quello che ti chiedo è: come pensi che la ‘poesia’ possa avere una sua incidenza nello stimolare la sensibilità pubblica intorno a temi di rilevante importanza per l’organizzazione di uno Stato. Altra domanda: pensi la ‘poesia’ come manifestazione del nostro stato vitale sia inutile al benessere della gente? Pensi sia ‘irreale’ manifestare la propria presenza attraverso parola in versi? Ti chiedo tutto questo perché penso tu sia stato estremo nell’esprimerti. E penso che la discussione come l’hai posta rispetto ai diversi blog sia da affrontare in una modalità più problematizzante. Poi posso sbagliare. Ho capito la tua provocazione, che volevi essere provocatorio perché uno ci si incazza a vedere che impassibili ci lasciamo cadere addosso formule poco magiche dei nostri governi. Ma ti chiedo di riflettere sul modo come hai esposto il problema. Puoi cancellare questo commento se lo ritieni fuori corda o ti desse fastidio. Io mi espongo e mi permetto di espormi in questo tuo spazio come lo fare nello spazio di chiunque io ritenga stimabile nella volontà di aprire questioni e mai di chiuderle. Quello che ci serve a confrontarsi e a non restare, appunto, impassibili al corso delle cose.
    Ho finito. Penso è abbastanza. Non è una polemica. E’ l’invito a una ulteriore riflessione a lato della principale da te esposta. Magari in un altro articolo, mi piacerebbe sapere cosa pensi in merito. Io farò altrettanto quando sentirò di farlo. Ci penso sempre a questa osservazione che hai fatto, ci penso per me stessa, per lo spazio che gestisco, impedendo ai lettori di ‘coccolare’ i miei versi e la mia posizione in versi. Ora mi ci fai riflettere con più incisività. Quindi grazie. Spero tu capisci che problema cerco di sollevare.
    Buona serata.
    spero di esser stata alquanto chiara e non inopportuna
    d.

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    1. No no no no carissima Dora, il mio scritto non è allusivo per nessuno di voi, ci mancherebbe altro, anche se leggere alcune diatribe puerili e superficiali che non fanno onore alla cultura espressa da alcuni di noi, mi fa davvero pensare due cose, o abbiamo sbagliato strada nel manifestare nei blog il totale nostro dissaccordo con la politica invece di andare nelle piazze, oppure ce ne freghiamo altamente di quello che sarà di noi fra qualche anno perché nel frattempo come una sorta di contrappasso, ci allettiamo l’animo con la bellezza, sia essa poesia, musica o pittura.
      Rispetto tutti e tutto, quindi se ho toccato la tua sensibilità come quella di altri, me me scuso profondamente, non era mia intenzione.
      Chiedo ufficialmente scusa a coloro che si sentono offesi dal mio post 😦
      Ciao carissima, grazie per esserti espressa…

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      1. veramente mi sto solo interrogando in questi giorni. Mi pare di aver espresso in più luoghi nel mio stesso sito alcune perplessità, prossime a quelle che esprimi ora tu con questo commento: perché siamo qui a ragionare in cerchio stretto piuttosto che accerchiare altri palazzi, ma seriamente. O a rimboccarci le maniche, o le mutande, chi non ha le maniche, seriamente. Non uno, ma in coesione. Altri tempi? aspettiamo ci piombi addosso la ‘guerra’, dove manco più le catastrofi sembrano aggregarci senza fini esclusivamente di salvataggio personale? Qui in Italia non so più l’arte dove stia a livello d’azione ‘politica’ e ‘culturale’. Sono alquanto confusa. Troppi adattamenti o l’abbandono del territorio per far la voce più intensa e più vera. Ma è un discorso lungo. Diciamo che hai solo toccato una mia corda che già stava tesa da sola. Quindi nessuna offesa. E te lo dico non per perbenismo, ma con l’animo pacificamente guerriero che non domo. Mi sono espressa per riflettere insieme, perché a volte ci vuole questo puntarsi anche il dito contro come scrollata. Non so se mi spiego. Ognuno di noi fa già tante cose e azioni degne di essere chiamate tali socialmente. Ma c’è da non abbandonare proprio l’importanza vitale di quelle che in troppi ancora ritengono cose futili per l’umano o cose da strumentalizzare al momento opportuno per far introiti. Va bene? ci siam capiti? Grazie dello spunto. Se chiedi scusa anche tu assumi un atteggiamento di arretramento e perbenismo. No Nico: passa all’analisi di ciò che hai detto, espresso: è quello da fare. Scusami tu: t’ho un po’ lanciato una controsfida per misurare la reazione. Questo per dire: scrolliamoci un po’ tutti, non ci nascondiamo dietro i nostri stessi pensieri, per quanto validi siano e non ci sentiamo sicuri di ciò che già ben facciamo. Non so se rendo cosa cerco di dire a me stessa in primis, tra l’altro. Buona notte, vista l’ora. Cultura, poesia, arte, svago, sport, altro, ecco: insistiamo sul fatto che tra un sorriso e l’altro ci sia la consapevolezza di quanto tutto ciò è integrante e fondamentale nondimeno per il benessere di tutti. Un canto salva o danna un’anima. Un buon pasto magari in compagnia scalda la giornata. Un abbraccio per la vittoria della propria squadra di pallavolo distende fraternamente i cuori. E qui mi fermo o ti invado lo spazio 🙂
        ciao ciao

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        1. In uno dei pochi esami dati in Filosofia del diritto, il prof. mi concesse di poter scegliere un nome, scelsi Gustave le Bon, sotto ti lascio due brevi parentesi di questo filosofo su L’Identità Nazionale e sulla Religione e l’ideologia, molto interessante leggerle.
          Ciao cara…

          “Una nazione non sceglie le proprie istituzioni nello stesso modo in cui non sceglie il colore dei capelli o degli occhi. Istituzioni e governi sono il prodotto della razza. Non sono i creatori di una epoca ma essi stessi ne sono il risultato. La gente non è governata secondo i loro capricci del momento ma dal loro carattere che determina chi li governa. Secoli sono richiesti per formare un sistema politico e secoli ci vogliono per modificarli. Le istituzioni non hanno virtù intrinseche: in se non sono ne buoni ne cattivi. Quelli che sono positivi un dato momento per un dato popolo possono essere dannosi all’estremo per un’altra nazione”.

          “Una persona non è religiosa solo quando adora una divinità, ma quando concede tutte le risorse della mente, la completa sottomissione della volontà, e l’ardore spirituale di fanatismo al servizio della causa o di un uomo che diventa la meta e la guida dei suoi pensieri e delle sue azioni. Intolleranza e fanatismo sono necessari accompagnamenti dei sentimenti religiosi. Mostrati inevitabilmente da quelli che credono di possedere il segreto della felicità terrena o eterna. Queste due caratteristiche si trovano in un gruppo di persone quando ispirate da un convincimento qualsiasi. I giacobini del Regime del Terrore toccarono il fondo come l’inquisizione cattolica, con ardore crudele della stessa origine.”

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          1. si, quelle di Gustave le Bon, come ce le proponi, sono riflessioni molto interessanti (qualcosa avevo già letto). Mi chiedo se non sia importante attualmente chiedersi anche in che misura si possa parlare di ‘nazioni’, in che misura si tenda a ‘costruirle’ a tavolino, in che misura tutto questo vada a determinare nuove forme di ‘totalitarismo’ che trovano da una parte coloro che aderiscono quasi fosse una ‘religione’ alla visione delle cose che viene proposta, dall’altra parte coloro che rifiutano di aderire, ma che al tempo stesso cadono in un’anonima, non identitaria, ugualmente omologata posizione. Questi li vedo come due rischi estremi. Ovviamente sto banalizzando. Di mezzo: tante genti che migrano da secoli con una propria identità e storia radicata pur nel nomadismo, e con ragioni che vanno oltre, forse, la semplice necessità di sopravvivere.
            vado a ruota libera, me ne rendo conto. Magari ci si torna a riflettere.
            Cerco forse di dire che urge una ‘presa di posizione’ critica d’ogni singola coscienza in quanto corpo pensante o non usciamo dallo stallo mentale d’un decadente sogno Europeo, ad esempio. Pretendiamo da noi stessi di approfondire. Mi sembra viviamo come un peccato originale il fatto che qualcosa non abbia funzionato. Non so se continuare a chiederci: “Quale Europa?”, sempre come immaginario, dico, sia la strada giusta. Non è che questa Europa con la sua moneta unica doveva essere una sorta di macronazione, ma nella coscienza generalizzata è finita forse per passare cosi. Mentre gli addetti più specificamente ai lavori potrebbero spiegarci molte cose, ma l’informazione arriva sempre mascherata, banalizzante, con visioni scollate dagli aspetti organizzativi, ma anche dalle prospettive culturali che hanno ruotato intorno agli andamenti delle cose. Chi s’è mai letto tra noi anche solo uno dei documenti in cui si delineava una prospettiva europea? è vero, non siamo tutti specialisti di economia, politica e quant’altro, ma… Poi accendi la tv ed è disperante pensare possa venirne, se non raramente, un’esposizione che sia problematica, con documentazioni alla mano, senza urla vuote e improperi tra politichesi…e stop.
            Che altro dire: ugualmente credo sia pericoloso, molto pericoloso, considerare anche solo mentalmente Oriente e Occidente come due sfere e continuare a ragionare su una questione orientale.
            Mi sa che sto blaterando e persone esperte mi mazzolerebbero. Ma prendila come una riflessione a voce altra di una dilettante in materia. In verità è difficile tenersi espositivamente lucidi nella misura d’un commento: io non ci riesco mai, mi sa lo avete capito.
            Grazie comunque per i due passi che ci hai proposto
            Scusami per il commento poco ordinato e che non rileggo
            magari fa da sponda ad altri pensieri oltre il mio mal esposto
            buona serata!

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  6. E’ tanto che dico che la Cara costituzionale, che per alcuni esami mi hanno fatto imparare a memoria (così come gli articoli del codice penale), e ancora mi chiedo a che pro (forse per rendermi conto meglio di come ci prendono in giro?), è carta straccia. A nessuno importa. Sembra che tutto ciò che accada sia normale…
    Cmq, invidio tantissimo quelli di cui parli, le cui pene sono esclusivamente per questioni amorose. BEATI LORO!!!

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  7. La situazione è drammatica, lo riconosco: poco o tanto per volta ci stanno togliendo tutti i diritti che le nostre lotte passate hanno conquistato.
    Purtroppo la incapacità di far fronte alla comunicazione di sistema con una nuova forma organizzativa (non sono solamnete i partiti ad essere in crisi, ma qualsiasi embrione organizzato non riesce ad emergere) ci rende anche incapaci di prevedere forme e strumenti che possano veramente incidere.
    Tuttavia dobbiamo mantenere la nostra capacità di critica e di comunicazione, attraverso le forme che conosciamo e ci riescono meglio, in attesa di riuscire ad elaborare i mezzi per aggregare settori sempre più ampi.
    Stiamo attraversando una fase di transizione, da cui, ritengo, nessuno riuscirà ad uscirne con i mezzi che conosceva “prima”, neppure il capitalismo finanziario.
    Dobbiamo continuare a scrivere ed esternare ciò che consciamo, non dimenticando mai una citazione di Mao Tse-tung: “Grande è il disordine sotto il cielo, la situazione è eccellente” e quella abbinata a Jules Bonnot: “Sarà una risata che vi seppellirà”.
    https://encrypted-tbn3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTSLKUU8yM1J0L3Wi6TOkJQtSSIcDkZ4345CRfUpcvoMsR9P7ZBzl3snjo

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    1. Quanto è vero ciò che hai scritto caro Pietro, per me il problema è rappresentato nel continuare ad avere spirito critico visto che siamo sommersi costantemente dai media del Potere che lanciano messaggi occulti affinchè tutti i “pesci” cadano nella rete delle loro menzogne, potresti dire che basta guardarsi intorno per capire quelle menzogne, io do ragione, eppure in molti continuano ad avere gli occhi bendati oppure a sperare in un dio che salvi capra e cavoli, beati loro!!
      Ciao caro, un abbraccio 🙂

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      1. Purtroppo una percentuale cospicua di italiani ha la televisione come unico mezzo di informazione, e, nessuno tra partiti ed organizzazioni varie, sta cercando di creare mezzi di comunicazione diversi. Lo stesso 5stelle utilizza un blog, tra l’altro non a interazione orizzontale, e pochissimo altro.
        Ciao Nico, buon giovedì 🙂

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..dimmi ciò che pensi.

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