Pedro Salinas


 

lacrime

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
Tu non le puoi vedere

Tu non le puoi vedere
io, si.
Terse, rotonde, tiepide.
Lentamente
vanno al loro destino;
lentamente, per indugiare
più a lungo sulla tua carne.
Vanno verso il nulla; non sono
che questo, il loro scorrere.
E una traccia, verticale,
che si cancella subito.
Astri ?
Tu
non le puoi baciare.
Le bacio io per te.
Sanno; hanno il sapore
dei succhi del mondo.
Che gusto nero e denso
di terra, di sole, di mare!
Restano un istante
nel bacio, indecise
fra la tua carne fredda
e le mie labbra; infine
io le prendo. E non so
se erano davvero per me.
Perché io non so nulla.
Sono stelle, o segni,
sono condanne o aurore?
Nè guardando nè coi baci
ho imparato che cos’erano.
Ciò che vogliono resta
là indietro, tutto ignoto.
E così pure il loro nome.
(Se le chiamassi lacrime
nessuno mi capirebbe).

Pedro Salinas

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16 pensieri su “Pedro Salinas

  1. L’Aurora di Dia, forse.
    La rugiada del suo Sorriso.
    Tutto è Lei, tutto viene da Lei.
    Femminile, scaturigine di Vita generata.
    Nulla eravamo, prima che Lei si manifestasse.
    Tutto è a Lei riconducibile, in questa Dimensione naturale,
    ove si Concede, ai nostri sensi, al nostro Gusto, nel contenerla ed esservi Contenute…

    Coraggiosissimo Nico, Illustrissimo Sconosciuto: Canti con la Musica di Dia…
    Come osservi, nulla è limitato, minuscolo.
    Non ti servono pagine e pagine di rumorosi commenti: la Grazia, basta…

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  2. “Sanno; hanno il sapore
    dei succhi del mondo.
    Che gusto nero e denso
    di terra, di sole, di mare!”
    Splendida poesia.
    La cercherò in lingua originale.

    Grazie, Nico.
    Un sorriso
    gb

    Liked by 1 persona

  3. E’ troppo bella in lingua originale
    La posto
    Grazie, Nico.
    gb

    Tú no las puedes ver

    Tú no las puedes ver;
    yo, sí.
    Claras, redondas, tibias.
    Despacio
    se van a su destino;
    despacio, por marcharse
    más tarde de tu carne.
    Se van a nada; son
    eso no más, su curso.
    y una huella, a lo largo,
    que se borra en seguida.
    ¿Astros?

    no las puedes besar.
    Las beso yo por ti.
    Saben; tienen sabor
    a los zumos del mundo.
    ¡Qué gusto negro y denso
    a tierra, a sol, a mar!
    Se quedan un momento
    en el beso, indecisas
    entre tu carne fría
    y mis labios; por fin
    las arranco. Y no sé
    si es que eran para mí.
    Porque yo no sé nada.
    ¿Son estrellas, son signos,
    son condenas o auroras?
    Ni en mirar ni en besar
    aprendí lo que eran.
    Lo que quieren se queda
    allá atrás, todo incógnito.
    y su nombre también.
    (Si las llamara lágrimas,
    nadie me entendería.)
    (Pedro Salinas

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  4. Spero, Nico, che non ti dispiaccia il mio aver postato questa poesia che io amo molto in lingua originale.
    Ha anche una tale musicalità che non ho resistito.
    🙂
    gb
    Buona serata.

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..dimmi ciò che pensi.

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