Paulo Coelho


 

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Per tutti i bambini di ieri, oggi adulti….

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1.- Da bambini andavamo in auto che non avevano cinture di sicurezza né airbag…
2.– Viaggiare nella parte posteriore di un furgone aperto era una passeggiata speciale e ancora ne serbiamo il ricordo…
3.– Le nostre culle erano dipinte con colori vivacissimi, con vernici a base di piombo.
4.– Non avevamo chiusure di sicurezza per i bambini nelle confezioni dei medicinali, nei bagni, alle porte.
5.– Quando andavamo in bicicletta non portavamo il casco.
6.– Bevevamo l’acqua dal tubo del giardino invece che dalla bottiglia dell’acqua minerale…
7.– Trascorrevamo ore ed ore costruendoci carretti a rotelle ed i fortunati che avevano strade in discesa si lanciavano e, a metà corsa, ricordavano di non avere freni. Dopo vari scontri contro i cespugli, imparammo a risolvere il problema. Sì, noi ci scontravamo con cespugli, non con auto!
8.– Uscivamo a giocare con l’unico obbligo di rientrare prima del tramonto. Non avevamo cellulari… cosicché nessuno poteva rintracciarci. Impensabile….
9.- La scuola durava fino alla mezza, poi andavamo a casa per il pranzo con tutta la famiglia (si, anche con il papà).
10.– Ci tagliavamo, ci rompevamo un osso, perdevamo un dente, e nessuno faceva una denuncia per questi incidenti. La colpa non era di nessuno, se non di noi stessi.
11.– Mangiavamo biscotti, pane olio e sale, pane e burro, bevevamo bibite zuccherate e non avevamo mai problemi di sovrappeso, perché stavamo sempre in giro a giocare…
12.– Condividevamo una bibita in quattro… bevendo dalla stessa bottiglia e nessuno moriva per questo.
13.– Non avevamo Playstation, Nintendo 64, X box, Videogiochi , televisione via cavo con 99 canali, videoregistratori, dolby surround, cellulari personali, computer, chatroom su Internet … Avevamo invece tanti AMICI.
14.– Uscivamo, montavamo in bicicletta o camminavamo fino a casa dell’amico, suonavamo il campanello o semplicemente entravamo senza bussare e lui era lì e uscivamo a giocare.
15.- Si! Lì fuori! Nel mondo crudele! Senza un guardiano! Come abbiamo fatto? Facevamo giochi con bastoni e palline da tennis, si formavano delle squadre per giocare una partita; non tutti venivano scelti per giocare e gli scartati dopo non andavano dallo psicologo per il trauma.
16.– Alcuni studenti non erano brillanti come altri e quando perdevano un anno lo ripetevano. Nessuno andava dallo psicologo, dallo psicopedagogo, nessuno soffriva di dislessia né di problemi di attenzione né d’iperattività; semplicemente prendeva qualche scapaccione e ripeteva l’anno.
17.– Avevamo libertà, fallimenti, successi, responsabilità … e imparavamo a gestirli.

 
Paulo Coelho

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6 pensieri su “Paulo Coelho

  1. mi sento di dire una cosa. Questo testo è molto interessante e condivisibile per tanti aspetti, e mi viene da sorridere, sto sorridendo, perché mi accende anche tutta una serie di ricordi, cose che si facevano anche all’epoca mia, nonostante sia più giovane. Quello che voglio dire e che a volte penso, parlo dell’Italia, ma parlo dell’esperienza che, soprattutto, faccio quotidiana nella mia città, sono diminuite tantissimo le presenze di bambini in strada a giocare, ma non mancano e restano meravigliose per ingegno, capacità di trasformare cose ‘povere’ nella ricchezza del gioco. Ieri guardavo affascinata alcuni fanciulli far una discesa d’asfalto usando come slittino il vecchio coperto rotto d’un cesto per i rifiuti. Ma potrei menzionare altre esperienze. Mi soffermo su questo e non su altri punti perché aprirei dei discorsi che vanno fatti in maniera più estesa che in un mio commento. Mi verrebbe da dire tante cose a noi e ad altri adulti di oggi, mi verrebbe di dirgli che c’è da interrogarsi tanto sulla ‘responsabilità’ che abbiamo rispetto ai bambini di oggi, mi verrei di dire di stare molto attenti a certi confini tra buoni e cattivi, di non escludere in virtù di quella che oggi chiamiamo ‘meritocrazia’ e che fa acqua da tutte le parti. Niente, mi fermo, e scusatemi, ma vengo da una serie di passaggi volontari attraverso gli edifici scolastici e ho visto delle cose che non mi piacciono per niente. Si fa presto a mandare un bambino a curarsi, ma ci siamo presi davvero cura di quanta potenzialità può esserci anche in certi comportamenti ‘fuori norma’, legati certo, a situazioni di gran disagio familiare,… cioè dico: ho visto troppe indagini ed emarginazione, ad esempio… Non ovunque certo. Scusate, una riflessione a cielo aperto e ‘senza casco’. Non rileggo, agganciavo solo una mia angolazione, un’apertura di finestra riflessiva, rispetto al testo di Coelho.
    Non ammazziamo i sogni e l’ingegno soprattutto. Troppo perbenismo e inquadramento non significa sviluppo di ‘responsabilità’

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    1. mandare un bimbo a curarsi dovrebbe venire dopo aver preso in considerazioni tutte le sue potenzialità e volerle vedere svilupparsi
      non si manda un bambino a curarsi per lavarsi le mani, no
      oh, lo so che spesso accade questo, ma è terribile così
      “Non ammazziamo i sogni e l’ingegno soprattutto.”
      no, non ammazziamolo. e troppo spesso lo si fa.
      sviluppiamo tutto questo nel modo giusto per ogni bambino
      fai sempre riflettere, Pea.
      e io ho espresso ciò che penso così, molto semplicemente e con immediatezza
      gb

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..dimmi ciò che pensi.

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