Vittorino Andreoli


 

uomo di vetro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’Uomo di vetro..

 

Sento forte il desiderio di svelare la mia fragilità,
di mostrarla a tutti coloro che mi incontrano, che mi vedono,
come fosse la mia principale identificazione di uomo, di uomo in questo mondo.
Un tempo mi insegnavano a nascondere le debolezze, a non far emergere i difetti,
che avrebbero impedito di far risaltare i miei pregi e di farmi stimare.
Adesso voglio parlare della mia fragilità, non mascherarla,
convinto che sia una forza che aiuta a vivere.
«Fragilità» ha la stessa radice di frangere, che significa rompere…

 

Vittorino Andreoli

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3 pensieri su “Vittorino Andreoli

  1. Bellissimo incipit de “l’uomo di vetro – la forza della fragilità”, di Vittorino Andreoli…
    Se ho ben compreso il senso di questo tuo post, mi permetto di esprimerlo con questo successivo estratto del medesimo scritto…

    “La fragilità rifà l’uomo, mentre la potenza lo distrugge, lo riduce a frammenti che si trasformano in polvere.[…]
    Il potente non sa amare; l’uomo di ferro è freddo, sa avvolgere e legare per sottomettere, per schiavizzare. Senza paura non c’è amore e il potente fa paura. Analogamente a Narciso, che crede di essere meglio di tutti, e per questo evita di confrontarsi con chiunque; percepisce attorno solo lo sguardo ammirato di chi incontra, non la presenza dell’altro come possibile parte di sé.
    Io sono tanto fragile da pensare sempre all’amore, nelle sue varie specificazioni, e sento la voglia di essere amato per poter amare: un circolo virtuoso per cui la voglia di amare coincide soltanto con l’essere amato: due fragilità si uniscono e si fanno forza dentro il segreto, nel mistero dell’amore.
    Assieme all’amore esistono l’amicizia, la simpatia, la solidarietà: volti certo minori che però ne contengono l’essenza, il bisogno dell’altro.
    La mia fragilità significa che ho bisogno dell’altro: di lei che si faccia parte di me senza confini e distinzioni, di chi mi possa aiutare con la voglia di mostrarsi amico poiché sa che io sento la voglia di esserlo per lui.
    Se l’amore è una presenza continua e intensa, ut unum sint, l’amicizia è un amore disperso che ha un momento in cui viene vissuto intensamente, ma lascia spazi di vuoto in cui non si è, ma si è pronti a essere. Un’assenza che può farsi presenza se l’amico chiama. C’è poi la solidarietà che è l’interesse per tutti coloro che hanno bisogno di te poiché tu puoi avere in certi momenti bisogno di chi non conosci, di chi non ha nome, ma è semplicemente un uomo come te. Un nessuno che sa fare quello che tu vorresti fare per lui.[…]”

    buona giornata a te lupo…

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