Riflessioni Personali….. l’ossessione della Casaleggio Associati per la telegenia!!


 

immagine presa dal web
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Visto che è un dovere essere informati, colgo l’occasione per farvi conoscere una notizia uscita qualche giorno fa sui giornali che riguarda il candidato sindaco alle comunali di Milano, per il movimentino “rivoluzionario”  la candidata era stata scelta con largo anticipo, precisamente l’8 novembre dell’anno scorso, lei si chiama Patrizia Bedori, 52 anni, grillina della primissima ora – esperienza che ha più volte orgogliosamente rivendicato – era presente alla fondazione del M5S al Teatro Smeraldo nel 2009. Ma pochi giorni fa si è tirata indietro in seguito ad alcuni malcontenti e (si dice) alla sua incapacità di gestire la pressione mediatica. ma come in tutti i gialli che si rispettino, la signora Bedori ha scelto di ritirarsi avanzando la scusa del troppo stress, sarà cosi?

 

da: Unita.tv

Il caso Bedori, l’ossessione della Casaleggio Associati per la telegenia!!

Eh si, se non sei una gran figa e nemmeno telegenica non puoi rappresentare il “Movimento rivoluzionario” alla corsa per l’elezione del sindaco di Milano.

 

E la Pravda grillina non intervista lei ma la Appendino
E la Pravda grillina non intervista lei ma la Appendino

 

 

C’è una candidata grillina “casalinga, disoccupata, brutta e grassa”: e la Casaleggio Associati senza batter ciglio, e naturalmente senza dirlo a nessuno, la elimina dalle liste e, soprattutto, dai riflettori. E c’è una candidata grillina “sposata, con una figlia, manager, laureata in economia alla Bocconi, bella”: e la Casaleggio Associati la esibisce come prova che nel Movimento “non esiste discriminazione” perché “a queste comunali il M5s ha tante donne candidate come sindaco”.

Il Fatto immediatamente s’allinea, e per commentare l’eliminazione cruenta di Patrizia Bedori, ormai ex candidata sindaco a Milano, non intervista Patrizia Bedori ma Chiara Appendino, candidata sindaco a Torino scelta direttamente – come la collega Virginia Raggi a Roma – dalla Casaleggio Associati.

“Mi dispiace molto per quanto le è accaduto – commenta Appendino – ma con questo sfogo Patrizia ha dimostrato la sua sincerità, la sua qualità umana”: belle e nobili parole che non significano nulla (se non che una donna per essere sincera deve sfogarsi?), e che non sfiorano neppure la sostanza del problema: come è possibile che nel Movimento 5 stelle, dove in teoria “uno conta uno”, la Casaleggio Associati abbia potere di vita e di morte su ogni candidato, scelga chi può correre e chi deve ritirarsi, infligga multe di 150.000 euro a chi non obbedisce e controlli le email private di tutti i suoi parlamentari?

Nessuna risposta, e naturalmente nessuna domanda: la Pravda grillina sa come comportarsi con i candidati della Casaleggio Associati.

L’ossessione per la telegenia è ormai diventata l’unico criterio di scelta riconosciuto dalla società di marketing e comunicazione che possiede e gestisce il M5s. Fa un certo effetto ricordare che il primo parlamentare espulso, Marino Germano Mastrangeli, fu cacciato nell’aprile del 2013 perché – parole di Beppe Grillo – aveva “violato numerose volte la regola di evitare partecipazioni ai talk show”, forse non era abbastanza telegenico!

da: unità.tv

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Mario Andrade


 

Lupo dell'Antartide
Lupo dell’Antartide

 

 

Il Tempo prezioso delle persone mature…

Ho contato i miei anni ed ho scoperto che ho meno tempo da vivere da qui in avanti di quanto non ne abbia già vissuto.

Mi sento come quel bambino che ha vinto una confezione di caramelle e le prime le ha mangiate velocemente, ma quando si è accorto che ne rimanevano poche ha iniziato ad
assaporarle con calma.

Ormai non ho tempo per sopportare persone assurde che nonostante la loro età anagrafica, non sono cresciute.

Ormai non ho tempo per trattare con la mediocrità. Non voglio esserci in riunioni dove sfilano persone gonfie di ego.

Non tollero i manipolatori e gli opportunisti. Mi danno fastidio gli invidiosi, che cercano di screditare quelli più capaci, per appropriarsi dei loro posti, talenti e risultati.

Odio, se mi capita di assistere, i difetti che genera la lotta per un incarico maestoso. Le persone non discutono di contenuti, a malapena dei titoli.
Il mio tempo è troppo scarso per discutere di titoli.
Voglio l’essenza, la mia anima ha fretta…
Senza troppe caramelle nella confezione…
Voglio vivere accanto a della gente umana, molto umana.
Che sappia sorridere dei propri errori.
Che non si gonfi di vittorie.
Che non si consideri eletta, prima ancora di esserlo.
Che non sfugga alle proprie responsabilità.
Che difenda la dignità umana e che desideri soltanto essere dalla parte della verità e l’onestà.

L’essenziale è ciò che fa sì che la vita valga la pena di essere vissuta.
Voglio circondarmi di gente che sappia arrivare al cuore delle persone…
Gente alla quale i duri colpi della vita, hanno insegnato a crescere con sottili tocchi nell’anima.

Sì… ho fretta… di vivere con intensità, che solo la maturità mi può dare.
Pretendo di non sprecare nemmeno una caramella di quelle che mi rimangono…
Sono sicuro che saranno più squisite di quelle che ho mangiato finora.

Il mio obiettivo è arrivare alla fine soddisfatto e in pace con i miei cari e con la mia coscienza. Spero che anche il tuo lo sia, perché in un modo o nell’altro ci arriverai…

 

Mario Andrade

 

Dino Campana


 

 

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La Chimera

 

Non so se tra rocce il tuo pallido
Viso m’apparve, o sorriso
Di lontananze ignote
Fosti, la china eburnea
Fronte fulgente o giovine
Suora de la Gioconda:
O delle primavere
Spente, per i tuoi mitici pallori
O Regina o Regina adolescente:
Ma per il tuo ignoto poema
Di voluttà e di dolore
Musica fanciulla esangue,
Segnato di linea di sangue
Nel cerchio delle labbra sinuose,
Regina de la melodia:
Ma per il vergine capo
Reclino, io poeta notturno
Vegliai le stelle vivide nei pelaghi del cielo,
Io per il tuo dolce mistero
Io per il tuo divenir taciturno.
Non so se la fiamma pallida
Fu dei capelli il vivente
Segno del suo pallore,
Non so se fu un dolce vapore,
Dolce sul mio dolore,
Sorriso di un volto notturno:
Guardo le bianche rocce le mute fonti dei venti
E l’immobilità dei firmamenti
E i gonfii rivi che vanno piangenti
E l’ombre del lavoro umano curve là sui poggi algenti
E ancora per teneri cieli lontane chiare ombre correnti
E ancora ti chiamo ti chiamo Chimera.

 

Dino Campana

 

Epicuro….lettera sulla felicità.


 

 

Cercate la felicità in ogni piccola cosa, questo è il segreto tramandato dalla filosofia Epicurea che rende felici e ci allunga la vita. Durante la lettura ascoltate in sottofondo il bellissimo brano di Wazimbo, vi concilierà il sonno in modo meraviglioso.

Buona notte cari amici!

 

 

 

 

Lettera sulla felicità

 

 

Meneceo,

(…)Non esiste nulla di terribile nella vita per chi davvero sappia che nulla c’è da temere nel non vivere più. Perciò è sciocco chi sostiene di aver paura della morte, non tanto perché il suo arrivo lo farà soffrire, ma in quanto l’affligge la sua continua attesa. Ciò che una volta presente non ci turba, stoltamente atteso ci fa impazzire. La morte, il più atroce dunque di tutti i mali, non esiste per noi. Quando noi viviamo la morte non c’è, quando c’è lei non ci siamo noi. Non è nulla né per i vivi né per i morti. Per i vivi non c’è, i morti non sono più. Invece la gente ora fugge la morte come il peggior male, ora la invoca come requie ai mali che vive.

Il vero saggio, come non gli dispiace vivere, così non teme di non vivere più. La vita per lui non è un male, né è un male il non vivere. Ma come dei cibi sceglie i migliori, non la quantità, così non il tempo più lungo si gode, ma il più dolce. Chi ammonisce poi il giovane a vivere bene e il vecchio a ben morire è stolto non solo per la dolcezza che c’è sempre nella vita, anche da vecchi, ma perché una sola è l’arte del ben vivere e del ben morire. Ancora peggio chi va dicendo: bello non essere mai nato, ma, nato, al più presto varcare la porta dell’ Ade.

Se è così convinto perché non se ne va da questo mondo? Nessuno glielo vieta se è veramente il suo desiderio. Invece se lo dice così per dire fa meglio a cambiare argomento. Ricordiamoci poi che il futuro non è del tutto nostro, ma neanche del tutto non nostro. Solo così possiamo non aspettarci che assolutamente s’avveri, né allo stesso modo disperare del contrario. Così pure teniamo presente che per quanto riguarda i desideri, solo alcuni sono naturali, altri sono inutili, e fra i naturali solo alcuni quelli proprio necessari, altri naturali soltanto. Ma fra i necessari certi sono fondamentali per la felicità, altri per il benessere fisico, altri per la stessa vita.

Una ferma conoscenza dei desideri fa ricondurre ogni scelta o rifiuto al benessere del corpo e alla perfetta serenità dell’animo, perché questo è il compito della vita felice, a questo noi indirizziamo ogni nostra azione, al fine di allontanarci dalla sofferenza e dall’ansia. Una volta raggiunto questo stato ogni bufera interna cessa, perché il nostro organismo vitale non è più bisognoso di alcuna cosa, altro non deve cercare per il bene dell’animo e del corpo. Infatti proviamo bisogno del piacere quando soffriamo per la mancanza di esso. Quando invece non soffriamo non ne abbiamo bisogno

Bisogna giudicare gli uni e gli altri in base alla considerazione degli utili e dei danni. Certe volte sperimentiamo che il bene si rivela per noi un male, invece il male un bene. Consideriamo inoltre una gran cosa l’indipendenza dai bisogni non perché sempre ci si debba accontentare del poco, ma per godere anche di questo poco se ci capita di non avere molto, convinti come siamo che l’abbondanza si gode con più dolcezza se meno da essa dipendiamo. In fondo ciò che veramente serve non è difficile a trovarsi, l’inutile è difficile. (….)

I sapori semplici danno lo stesso piacere dei più raffinati, l’acqua e un pezzo di pane fanno il piacere più pieno a chi ne manca. Saper vivere di poco non solo porta salute e ci fa privi d’apprensione verso i bisogni della vita ma anche, quando ad intervalli ci capita di menare un’esistenza ricca, ci fa apprezzare meglio questa condizione e indifferenti verso gli scherzi della sorte. Quando dunque diciamo che il bene è il piacere, non intendiamo il semplice piacere dei goderecci, come credono coloro che ignorano il nostro pensiero, o lo avversano, o lo interpretano male, ma quanto aiuta il corpo a non soffrire e l’animo a essere sereno.

Perché non sono di per se stessi i banchetti, le feste, il godersi fanciulli e donne, i buoni pesci e tutto quanto può offrire una ricca tavola che fanno la dolcezza della vita felice, ma il lucido esame delle cause di ogni scelta o rifiuto, al fine di respingere i falsi condizionamenti che sono per l’animo causa di immensa sofferenza. Di tutto questo, principio e bene supremo è la saggezza , perciò questa è anche più apprezzabile della stessa filosofia, è madre di tutte le altre virtù. Essa ci aiuta a comprendere che non si dà vita felice senza che sia saggia, bella e giusta, né vita saggia, bella e giusta priva di felicità, perché le virtù sono connaturate alla felicità e da questa inseparabili.

Chi suscita più ammirazione di colui che ha un’opinione corretta e reverente riguardo agli dei, nessun timore della morte, chiara coscienza del senso della natura, che tutti i beni che realmente servono sono facilmente procacciabili, che i mali se affliggono duramente affliggono per poco, altrimenti se lo fanno a lungo vuol dire che si possono sopportare ? Questo genere d’uomo sa anche che è vana opinione credere il fato padrone di tutto, come fanno alcuni, perché le cose accadono o per necessità, o per arbitrio della fortuna, o per arbitrio nostro. La necessità è irresponsabile, la fortuna instabile, invece il nostro arbitrio è libero, per questo può meritarsi biasimo o lode.

 

Epicuro