Riflessioni Personali…..la generazione del ” Vedere l’effetto che fa’”!!


 

La Generazione dei Killer, Narcisi, Laureati e Social dipendenti.

 

 L'assassino Marco Prato, 29 anni, era noto nei locali alla moda della capitale.

L’assassino Marco Prato, 29 anni, era noto nei locali alla moda della capitale.

 

 

Tra droga e giochi erotici: il filo rosso che unisce i nuovi mostri…

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Rileggendo vari articoli sull’omicidio di Luca Varani, non posso non soffermarmi su questa generazione di giovani che ha perso totalmente il senso della realtà  dimenticando completamente, se mai ne fosse a conoscenza,  il significato di coscienza e inconscienza, questi giovani sono quelli che infilano coltelli nel cuore per vedere l’effetto fa, quelli che cominciano picchiando la mamma e finiscono per ammazzare la professoressa,  quelli che per un dissapore trucidano i rivali a colpi di pistola e vogliono che la fidanzata stia a guardare, quelli, assassini di ex morose, cattivissimi eppure incapaci di agire senza avere al fianco come minimo l’amante e la sorella.
Omosessuali dichiarati o con la copertura della soubrette, schiavisti sessuali di gente più vecchia di 30 anni. Bravi ragazzi con il master o al limite fuori corso, figli di padri benestanti e annichiliti, di madri depresse e relegate al piano di sotto.
Tutti adesso, tutti insieme nell’orrore e nell’insensatezza di quanto è successo a Luca.

 

Chi sono i ragazzi “senza limite”?

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Questi ragazzi spesso vivono sessualità ambigue, colpiscono in branco alterando il senso del limite e del disgusto, in effetti la violenza è un modo per lenire la sofferenza di vite vuote, come ad esempio chi quel giorno lanciò i sassi dal cavalcavia colpendo il volto di Letizia Berdini sfracellandolo, oppure chi sparò quel colpo che trapassò il cranio di Marta Russo, tutto questo per vedere l’effetto che fa.
L’elenco delle sevizie subite da Luca si legge a fatica: i tagli alla gola per non farlo gridare, il coltello nel cuore che solo il medico legale è riuscito ad estrarre, e poi il lungo sonno degli assassini imbottiti di alcool e cocaina.
Non so come mi sia potuto trasformare in un animale cosi” ha detto Foffo uno degli assassini, ed ancora “ In quel momento superiori a tutto e tutti

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Hanna Arendt scrisse che “il Male cresce in superficie come un fungo e sfida il pensiero, che invece cerca la profondità delle radici, chi non pensa non è stupido ma può fare danni enormi”
Tutto di questa storia è talmente assurdo da sembrare irreale, frutto di corto circuito tra la realtà, televisione, web, coca party e giochi erotici.

Il sociologo Falko Blask che studia da un ventennio questi fenomeni, ha detto che la generazione Q (quella attuale) ha soppiantato quella X ( i quarantenni di oggi) che si è estinta per rassegnata commiserazione, viene chiamata generazione Q in quanto questa lettera indica un quoziente intellettivo ed emotivo non particolarmente elevato, inquadra il classico”buffone cosmico, fantasioso ed egocentrico che rappresenta l’incarnazione ideale del mascalzone, privo di scrupoli ma equanime, al di là del bene e del male”.
Ragazzi quindi incapaci di provare emozioni mentre un coltello spacca il cuore, caratterizzati da una totale “imbecillità morale” che li porta a non preoccuparsi mai delle conseguenze, uccidono, violentano e stuprano spesso in branco, senza trovare mai una giustificazione.
Oggi per Blask, la psicopatia e la sociopatia non sono più la sindrome di pochi ma il tratto distintivo di un’ intera generazione quella chiamata Q, perché l’indifferenza egocentrica mescolata al concetto di destino (“siamo fatti cosi”) diventa un esplosivo sociale potentissimo.

 

Nico (max weber)

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17 pensieri su “Riflessioni Personali…..la generazione del ” Vedere l’effetto che fa’”!!

  1. Sinceramente, lascerei perdere i sociologi, allargando la riflessione all’intero genere umano: che differenza c’è tra questi due assassini e coloro che hanno seviziato per una settimana e più il povero Regeni, fino ad ammazzarlo come un cane? Adesso si cercherà di giustificare il tutto con gli effetti della droga, con la deriva del nulla generazionale. Ma io credo che queste siano soltanto spiegazioni superficiali. Ciò che è vero è la crudeltà innata dell’essere umano. Una crudeltà che spesso viene stimolata al servizio di un potere, fosse anche religioso, oppure esternata in un’orgia di droga ed alcool, se non addirittura in un femminicidio o in un rapporto sadomaso tra individui consezienti ed adulti.
    Quel che mi premeva sottolineare, mio caro amico, è che costoro sono soltanto degli assassini dei quali si deve comprendere la mente e le dinamiche che la contraddistingue. Dinamiche che vanno ben oltre un problema di droga o di spensieratezza criminale. Però, la cosa che più mi manda fuori dai gangheri è l’uso che si fa sui media, come sempre, del resto: una volta venuta alla luce il misfatto, ecco il Vespa che invita in tv il padre del criminale assassino a dirci quanto è bravo suo figlio e dare la colpa tutta alla droga, come se i milioni di giovani che si fanno di coca fossero tutti assassini, come se un genitore potesse dire qualcosa di diverso riguardo al proprio figlio che, magari, non ha mai conosciuto davvero. Oppure si ascolta l’avvocato dell’assassino dire che il suo assistito è forse infermo mentalmente. Allora, due giovani fuori corso studenti di legge, intelligenti e buoni. Ma che razza di giornalismo è mai questo che, senza che si siano ancora delineati i tratti del crimine, prima ancora che i giudici abbiano potuto tracciare i loro rilievi, fanno si che nell’opinione pubblica già si muova un sentimento assolutorio, o , quantomeno, parzialmente assolutorio. Penso che ce ne sia già abbastanza, per quel poco che se ne sa, per richiudere questi assassini in galera e buttare via la chiave. Invece no, prima ancora di un qualsiasi procedimento accusatorio, i nostri giornalisti, tappetino Vespa, in primis, hanno già celebrato l’assoluzione e buttato tutta la colpa addosso alla droga. Nascondendo il fatto principale e vero: è la nostra società ad essere marcia e falsa, se dà la disponibilità a dei giovani di potersi ritenere al di sopra delle leggi, tanto da ammazzare in un modo simile un altro giovane. E’marcia la società che permette a dei giornalisti di fare peggio degli sciacalli, senza offesa per gli incolpevoli animali. E’ una società marcia e crudele, se accetta che un concorrente alla presidenza della maggiore potenza mondiale che approva le peggiori torture. Come è marcia e irreparabilmente crudele, quando addestra torturatori quali i massacratori del povero Regeni. Per non dire di tutte quelle migliaia di giovani torturati e giustiziati, per le loro idee, in tutte le carceri di questo mondo schifoso.
    Ecco perchè non ne farei un discorso sociologico, mio caro nico, accentrando la critica sull’assassino che è nell’essere umano e che non aspetta altro che l’attenuarsi di freni inibitori, per manifestarsi in tutto il suo sordido orrore…
    Perdona la veemenza, ma è che mi ha disgustato tutto questo rincorrersi per i media di quello che è diventato lo sport nazionale e mondiale, ovvero quello del processo mediatico che cancella la memoria delle vittime, spettacolarizzando assassini, resi quasi come dei poveri eroi…
    Un carissimo saluto

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  2. Gli esseri umani, son scimmie imitative.
    Copiano il Male altrui che hanno ad esempio, ridondante.
    Senza uccidere hanno spesso un atteggiamento Prevaricante.
    Non hanno Stima altrui: pieni di sè, non sono soggetti ad Errore ( così credono).
    Quanti esempi da Capi di Stato, Questori, Attori, insomma gente di Potere impunita, riescono ad abbassare la Percezione del Male arrecato?
    L’Insensibilita’, è il primo sintomo di Malvolenza, contagiosa.Non vorremmo mai leggere di cio’, è scoraggiante, ma sembra una costante dei nostri giorni, destinata a crescere.
    Non tutti amano la Poesia,la Musica, in somma le Arti, in breve,anzi spesso irridono la Finezza e le Sottili gioie dello Spirito.
    La Passione smodata, crea un Turbine di Volutta’ pericoloso, ampio ed Adrenalinico, entro un circolo vizioso di Pulsioni entro il quale si desidera Osare, sempre piu’, Oltre i propri Limiti.
    Rammentate quel Movimento, sempre Oltre?
    Ecco, ha superato il Limite dell’Umano, mostrando una Costellazione di atti Insensibili alla natura precipua dell’individuo, portato allo Scambio, al Dono gratuito.
    Ora è una Divinita’ riottosa ed Egocentrica, narcisista e Potenzialmente Assassina.
    Certo, non ha ancor i Numeri per esercitare il Limite Estremo.
    E’ il Percorso, carico di Tracce assolutistiche, seclusive, censorie a porre tanti Interrogativi, quasi una Prefigurazione Criminale annunciata.

    Rammentiamo l’avvento del Fascismo, nuovo, affascinante, futuristico, Oltre…
    Il male, piu’ che atto individualistico, è spesso Fascinazione d’Onnipotenza…

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  3. Scusatemi, ma io penso che gli unici veri fattori che oggi dovremmo impedire si dimentichino sono i cromosomi: questo patrimonio di vita e intelligenza che… Anch’io non posso accettare rigidi comparti generazionali: e lo dico da quarantenne con un fratello ventenne.
    Non conosco Blask, ma salvo la Arendt.
    Ieri, se non erro, si parlava con Andrea (di Libera Mente & Critica Mente) della difficoltà e dell’urgenza di stanare l’ UNICITà d’ogni creatura. Che significa accendere autoconsapevolezze, autonomia di discernimento rispetto a tutte le costruzioni fasulle e ‘urlanti’ di questo Falso Informante, messa in forma del falso, una cristallizzazione stile sadomasoformat che ci penetra le menti in un godimento morboso, mai catartico, né piacevole nel senso d’un onda vitale che risale e rigenera buone energie. Al finale dello spettacolo resta solo una specie di indolenza al dolore assaporato guardando, a dirla tutta, oppure un’iterazione fino alla noia della medesima visione. Poi la visione cambia, il fatto cambia, subentra altro evento, ma la notizia è la stessa. Quanto lontani queste belle cristallizzazioni dalle geometrie platoniche… o dai magnifici spettacoli naturali (certo: natura anche l’uomo che s’inventa e organizza la degenerazione, ma…)
    Ne parlavo oggi in classe di questa fasullità di molti canali informativi, di essere ben attenti a ‘non credere’ piattamente, e posso dire che è sembrato un discorso nuovo per questi giovani, ma penso, sia pur a fatica, qualcosa agiamo. Penso che chi di voi (io no) ha figli tra i 20 e i 30 non si sognerebbe mai di includerli in una massa uniforme o tendenzialmente uniforme di scellerati malati di ‘avvertimento del nulla’ e ‘sentimento della nullificazione’ col brivido horror che ne consegue. Che poi non sia un film… Vabbè, mi fermo.
    Non rileggo, nessuno me ne voglia se pensa ci sia un’erranza in questo mio commento, ma lo è nel senso di riflessione aperta. Forse si, apertura, dovremmo lavorare su un ribaltamento della nostra mentalità: non focalizzarci a un giudizio sulla massa uniforme e apatica, dedica a un eroismo fine a se stesso e distruttivo degli altri (quando non autodistruttivo), ma focalizzarci sui “punti ciechi”: quella possibilità che in ognuno ci sia una zona dove l’oscurità cede al bagliore: per quanto precario, con le giuste accensioni, può farsi luce. Abbiamo semi sotterrati da alimentare? forse si, non lo so…

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  4. Ci penso da giorni e le parole, piuttosto che i ragionamenti, l’analisi o lo studio di un tale fenomeno non mi vengono, non ne sono all’altezza, ne sono frastornata, no so.
    Ma questa vicenda mi pesa, è un macigno nel cervello.
    Analizzare l’individuo e la sua storia, fatta di vuoti e di dilagante solitudine, arida di affetti e sterile di amorevole calore, non sarà mai abbastanza dettagliata da placare quel senso di disagio, e orrore, che mi pervade.
    Allora faccio un lavoro di traslazione, come in analisi matematica, quando trovare la soluzione del problema significava dover cambiare le coordinate del sistema di riferimento.
    Primo sistema di riferimento:
    Coordinate: cocaina, due giovani apparentemente normali, ‘sequestro’ di persona che viene prima ammutolita poi seviziata, torturata ed infine il colpo di grazia con pugnalata al cuore; dulcis in fundo, una sana dormita sull’altare, con l’agnello immolato.
    Poi ci si alza, ci si fa la doccia e si conduce una vita piuttosto normale, si esce, si torna in famiglia, si parla un po’ … e poi il crollo, fortunatamente.

    Ora cambio il sistema di riferimento.
    Coordinante: cocaina, non due individui complici, ma un cospicuo gruppo di corresponsabili ben vestiti, in giacca e cravatta e benestanti: chiamiamoli poli industriali, economici, finanziari, commerciali, politici, mediatici, culturali e militari che sequestrano, di una comunità di cittadini, la loro libertà espressa attraverso la democrazia, ne zittiscono il loro lamento e dissenso verso ciò che fanno, ovvero non si valutano i disagi dell’inquinamento, della povertà, della inculturazione; poli che seviziano l’intera struttura della sanità, della scuola, passando per i servizi sociali.
    E il colpo di grazia?
    Non oso immaginarlo, ma sarà macabro … osceno e terribile.
    Dalla cronaca nera, al quadro del nostro Paese, il passaggio è immediato: si è fatto, in piccolo, ovvero nel privato ciò che succede, da decenni, nel pubblico.
    Che io stia farneticando, per alleggerirmi da una qualche corresponsabilità verso giovani dalla personalità bacata?
    Buona serata, Nico caro.
    Un bell’articolo, il tuo.
    Ma il mio disagio resta.

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    1. Concordo , Gelsomina.
      Il Cattivo Esempio, viene sempre dall’Alto.
      Pensa che abbiamo Eserciti dediti allo Sterminio, su vasta Scala.
      Legale…
      Nessuno si sogna di Processare Generali e Presidenti…

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  5. Io sul nessuno tocchi Caino non so più se sono d’accordo. Mi pare che troppi Caini si stiano moltiplicando e qui o li tocchiamo ma per davvero o ce li ritroviamo sempre tra i piedi. Ho sempre in mente quell'”imprenditore” che ha dato fuoco al suo operaio e dopo dieci anni è fuori; il piagnisteo sui due che hanno buttato acido in faccia a dei ragazzi e poi fatto un bambino, pretendendo di allevarlo; e questi, figli di papà a cui la linea difensiva è già stata tracciata, fra quanto tempo saranno fuori? Siamo sette miliardi, il mondo sarebbe davvero peggiore se ne facessimo a meno?

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    1. Giomag: è questo appunto il Limite, superato il quale siam Bestie, come loro.
      Rammento l’esempio del Lupo di Nico, nel porger il collo, sconfitto.
      Noi, invece, martellate…
      Dovremmo allor liberare Lupi per le strade?
      Parrebbe di sì.
      Ma, domando io, non ci sono gia’, strabici..?

      Nulla, andremo incontro a Grandi Sofferenze.
      Il Paradiso, è un’Utopia, purtroppo…

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      1. Mah, guarda, la parte evoluta, progressista, cristiana persino di me e’ d’accordo. Ma la parte contraria ogni giorno di più diventa più potente. Ricordo, ho l’età per farlo, il delitto del Circeo, del 75. Una ragazza uccisa ed una in fin di vita dopo un festino, ad opera di 3 ragazzi della Roma bene, tutti fascisti. Molte analogie con la vicenda attuale, a parte forse la politica. A uno degli assassini, Angelo Izzo, dopo diversi anni fu concessa la semilibertà. Che utilizzò dopo un po’ per uccidere ancora. Ora, sinceramente, di altri Izzo non sentirei la mancanza.

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  6. Tout court, questo è Fascismo, sadico.
    Il Mussoliniano :me ne frego.
    A Roma, piu’ che altrove, il Vizio è Capitale, endemico a certo mondo.
    Certo era edificante ed Etico il giro di Baby squillo, a cui era dedito il marito di Mussolini, nipote stavolta.
    Altro che : I Care…
    D’accordo, non le ha Ammazzate ( dentro?).
    Quando l’Inno nazionale fa: Chè Schiava di Roma, Iddio la Creo’…

    Cancellate quel Termine: la Costituzione è contro la Schiavitu’.
    Anche quella Insinuata , Subliminle.
    Renzi ed il Job Act, quanti ne ha Uccisi?
    Monti e lo Spread?
    Fornero e il: fine Lavoro, mai?

    Me ne Frego, il loro Satanico motto.

    Cosa, è, nell’Essenza, il termine Be$tia..?

    Chi è Moralmente degno di Biasimo, in maggior Misura: il Prato o gli Alti Papaveri?
    Quelli sì, sempre piu’ Stupefacenti.

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  7. Argomento spinoso e, nello stesso tempo, delicato. A mio modo di vedere, l’essere umano ha un innato senzo della malvagità. Nasce con lui e l’accompagna per tutta l’esistenza, anche se spesso viene mascherata da buoni propositi, a volte esageratamente forzati. Basta un nulla per trasformare il più buono degli uomini in un sadico violento, e se dovessi basare la sua esistenza sulla credenza religiosa, direi che il frutto non è caduto troppo distante dall’albero, essendo il figlio di Caino. Hai ragione nel dire che la nuova generazione non ha alcun sentimento, non ha legame nè memoria, ma sono pur sempre i figli della generazione che li ha preceduti, quella che tu definisci “i rassegnati”. Siamo una razza destinata all’autodistruzione, una condizione sempre più evidente, giorno dopo giorno.

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..dimmi ciò che pensi.

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