Riflessioni Personali….. L’Europa sui popoli!


Condivido ogni parola, ogni virgola e ogni punto di questo scritto. Ringrazio immensamente il carissimo amico Franz Altomare coordinatore insieme a Roberto Rizzardi, Franco Camerini, Ivana Fabris e Amedeo Carpanelli, del nuovo soggetto politico Movimento Essere Sinistra (MovES) che vedrà la luce il 20 Marzo a Reggio Emilia.

Auguri ragazzi!

MovES

 

 

 

 

 

 

 

L’EUROPA SUI POPOLI

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Mentre milioni di italiani fanno fatica a sbarcare il lunario e sono ben oltre la soglia di povertà, l’Europa dei Popoli, attraverso la Banca Centrale Europea, continua a letteralmente a regalare soldi alle banche e ai banchieri.
Della Grecia non se ne parla più e persino gli euroforici de “La Stessa Europa per Tsipras” invece di ammettere il proprio fallimento politico ed esistenziale si affannano nell’ombra per ritagliarsi un posto al sole alle prossime elezioni amministrative.
La notizia del piano-Draghi fa volare le borse europee (ma fa girare anche gli zibedei).
Sui giornali mainstream, e cioè tutti con rare e sporadiche eccezioni, ci si guarda bene dall’interpretazione politica di una notizia finanziaria apparentemente favorevole.
In sostanza, i provvedimenti presi a Francoforte (tassi zero, riduzione dei tassi su prestiti e depositi, accelerazione del Quantitative easing, acquisto di bond aziendali) sanciscono il fallimento delle politiche monetarie della BCE, colpevolmente incapace di conciliare l’inconciliabile, ovvero altissimi profitti da rendite finanziarie di un’economia classista fondata sulla crescita a debito con la crescita dell’economia reale e la piena occupazione.

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Lo scandalo, se ancora si può parlare in questi termini per buona parte della sinistra che fu, è nel provvedimento pacchetto di quattro maxiprestiti TLTRO (Targeted long term rifinancing operation) , allorché le banche saranno letteralmente pagate per ricevere soldi a tassi negativi a condizione di concedere credito all’economia reale.
Se errare è umano, perseverare è diabolico.
Questi geni dell’economia e della finanza ai quali abbiamo affidato il destino delle nostre esistenze anche grazie alla complicità di una certa sinistra venduta al potere della nuova tirannia, pare non si rendano conto che l’economia reale dei paesi che subiscono il meccanismo della moneta unica (moneta privata e straniera), economia in gran parte rappresentata in Italia dalla piccola e media impresa e dal lavoro autonomo, non ha i requisiti per accedere al credito dopo anni di recessione e stagnazione e indebitamenti pesanti sempre più difficili da restituire.

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C’è un aspetto macroeconomico più grave di cui non si vuole tenere conto:
il problema non è nell’offerta, ma nella domanda.
Indebitare l’economia reale, ammesso che ci si riesca, al fine di aumentare gli investimenti per offrire più beni e servizi da collocare sul mercato, è inutile e dannoso in assenza di una politica per i redditi e la piena occupazione.
Che senso ha riempire i magazzini di nuovi prodotti quando i redditi non possono crescere e 3,5 milioni di disoccupati restano esclusi dal mercato?
L’accelerazione sul QE (Quantite Easing) e i maxiprestiti con regalie alle banche serviranno solo a collocare parte di una ingente massa di denaro alle grandi imprese legate a doppio filo con il sistema delle oligarchie finanziarie, le stesse imprese di sempre che utilizzeranno questi benefici per ristrutturazioni aziendali fondate su licenziamenti, delocalizzazioni e compressione dei diritti dei lavoratori.
Dalla BCE non esce un euro per le politiche sociali e per l’occupazione.
Non è stata creata per questo scopo la banca dell’Europa dei Popoli.

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E pensare che per quanto riguarda l’Italia, un piano economico di ripresa e ridistribuzione avrebbe un costo inferiore ai 50 miliardi per il primo anno.
Non è una cifra impossibile se avessimo una Banca Pubblica Nazionale non indipendente ma al servizio della collettività attraverso il Parlamento e il Ministero dell’Economia.
Con questa cifra si azzererebbe la disoccupazione volontaria, si aumenterebbero le vergognose pensioni minime e si riuscirebbe a sgravare le piccole e medie imprese da una pressione fiscale insostenibile e da un cuneo fiscale che solo in parte viene compensato da salari da fame e perdita di ogni diritto per i lavoratori.
Le risorse finanziarie che servirebbero in un’ottica capovolta rispetto alle politiche neoliberiste, sono molto inferiori a quelle già utilizzate per salvare le banche e a quelle previste dai nuovi provvedimenti di Draghi per continuare a far lucrare profitti ai soliti noti.
Ma il problema della ridistribuzione dei redditi e della piena occupazione non è finanziario: è politico.

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Con la piena occupazione non è possibile deflazionare i salari e distruggere i diritti.
Se non vogliamo che il malcontento generale continui ad essere intercettato dalle destre xenofobe e razziste, bisognerà prendere atto che l’unica strada per fermare l’attacco alla Costituzione italiana e alla democrazia, sarà quella di organizzarsi a sinistra per recedere dai trattati della UE, e in particolare da quello di Maastricht, ripristinare una moneta statale, una Banca Pubblica Nazionale e dare inizio ad un nuovo corso della politica e della convivenza civile che abbia al centro il lavoro e la dignità dell’essere umano.
Non sarà un percorso facile ma è l’unico possibile e l’unica lotta che ha senso intraprendere se non vogliamo rassegnarci ad accettare che le nostre esistenze scorrano come insignificanti processi biologici costellati di rinunce e sofferenze inflitte da una minoranza egoista e cinica.
RIVENDICHIAMO IL DIRITTO DI ESISTERE.
NON RESTIAMO A GUARDARE!

 

Franz Altomare  ( Movimento Essere Sinistra –MovES-)

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