Carlos Drummond De Andrade


 

 

Nota sul poeta,

a Carlos Drummond non sfugge anche un aspetto sociale dell’amore, che non riguarda il proprio amore nello specifico, ma l’amore degli altri, e mostra come nell’adolescenza si tengano certe relazioni di gruppo, che più avanti, in età più matura, la vita stessa si incarica di sbarazzarsene.
Ma l’aspetto che più evidenzia, a questo riguardo, è il fatto di non concordare con la teoria che l’amore sia una infermità della gioventù; non solo infatti crede che l’amore possa essere apprezzato in qualunque momento nell’arco della vita, ma perfino che questo sia più intenso durante la maturità. L’amore crepuscolare è un veritiero dono divino.

Parlavamo del confine tra l’erotico e l’osceno. Dobbiamo partire innanzitutto dall’osservazione che l’accezione dell’osceno varia con i tempi ed i luoghi. Ciò che a volte fu osceno può cessare di esserlo, o arrivare ad essere osceno ciò che non era mai stato ritenuto tale. Un chiaro esempio di questa evoluzione, dal puro all’osceno, lo otteniamo con la parola “puttana” che inizialmente voleva dire vergine. Il termine cominciò con l’essere applicato, per sarcasmo, alle donne molto vissute, e questo senso ironico é quello che si perpetuò, nel mentre che si andava dimenticando l’originale, che in italiano invece si conserva nei diminutivi: una puttina è una bambina, e un puttino è un bambino.   (da: saragana.net)

 

 

bocca2

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Soave bocca errante

 

Soave bocca errante
in superficie fino a trovare il punto
ove t’aggrada cogliere il frutto a fuoco
che non sarà mangiato ma fruito
finché non s’esaurisce il succo caldo
e lui ti lascia, o tu lo lasci, flaccido,
ma rugiadoso di bava di delizie
che frutto e bocca si permettono, dono.

Bocca soave e saggia,
impaziente di succhiare e segregare
intero, in te, il tallo rigido
ma folle di piacere al confinarsi
nel limitato spazio che tu offri
al suo volume e getto appassionati,
come puoi diventare, così aperta,
ricurvo cielo infinito e sepoltura?

Soave bocca e santa,
che piano piano vai sfogliando la liquida
schiuma del piacere in muto rito,
lenta-leccante-lecchillusoriamente
legata alla forma eretta quasi fossero
la bocca il frutto, e il frutto la bocca,
no, basta, basta, basta, basta bermi,
uccidermi e, da morto, vivermi.

So già cos’é l’eternità: é puro orgasmo.

.

.

Mimosa bocca errante

Mimosa boca errante
à superfície até achar o ponto
em que te apraz colher o fruto em fogo
que não será comido mas fruído
até se lhe esgotar o sumo cálido
e ele deixar-te, ou o deixares, flácido,
mas rorejando a baba de delícias
que fruto e boca se permitem, dádiva.

Boca mimosa e sábia,
impaciente de sugar e clausurar
inteiro, em ti, o talo rígido
mas varado de gozo ao confinar-se
no limitado espaço que ofereces
a seu volume e jato apaixonados,
como podes tornar-te, assim aberta,
recurvo céu infindo e sepultura?

Mimosa boca e santa,
que devagar vais desfolhando a líquida
espuma do prazer em rito mudo,
lenta-lambente-lambilusamente
ligada à forma ereta qual se fossem
a boca o próprio fruto, e o fruto a boca,
oh chega, chega, chega de beber-me,
de matar-me, e, na morte, de viver-me.

Já sei a eternidade: é puro orgasmo.

 

Carlos Drummond de Andrade

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9 pensieri su “Carlos Drummond De Andrade

  1. il problema è che vivere in/carnazione, per una donna, oggi, della ‘puttana’ in quel senso, non solo poeticamente, diventa difficile nel sociale, diventa difficile anche nelle prospettive delle menti troppo abituate a concepire “sottomissioni” pur nei migliori intenti. E quando dico “sottomissioni” intendo quella volontà di possesso, che non è istinto, nemmeno cultura, che fa, comunque, oltre ogni curiosità, della donna un corpo da ammirare, mai cogliere davvero nella sua integralità: nella sua non uguaglianza a un incastro

    c’è una differenza sostanziale molto importante tra puledra selvatica da domare a carezze, quant’altro, nei giochi d’amore, siano provvisori o dureVoli, e un’auto da accendere, spengere, parcheggiare. a proprio piacimento.
    Permettimi, difficili equilibri non solo per una puttana, madonna bellissima da labbra odorose di fragola, ma…
    Ti parlo da uomo, io donna, bambin’

    Sesso: troppe gabbie.
    Fustigami con A-More

    Dignità a ogni corpo: siamo angeli sessuati, bocche sporche di frutti puri

    SaggiaMi CORpo, vergine

    Bell’articolo, Max, che hai ‘in/venuto’

    Anni Luce

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  2. Eh si! hai descritto in modo magnifico con la bellezza del tuo pensiero, l’ancestrale sottomissione del sesso/debole all’uomo/ominide, da ricordare che anche i dogmi han dato mano-forte…
    Una splendida serata per te…. 🙂

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  3. Io so cosa è Osceno.
    Non il termine che si riferisce ai genitali femminili, ma è meglio che taccia.
    Forse , è Vergine l’Osceno.
    A Roma, par abbian trovato una doppiamente Vergine a rappresentarli.
    Sul Blog dei “rivoluzionari” campeggia: la donna giusta, Virginia.
    Vergine di Nome e di Fatto.
    Certo, non credo si possa applicare il giochetto lessicale suggerito da Nico.

    Rimane, a Riprova, la presenza delle Donne ad Imbellettare ogni Merce Guasta, invendibile: un Fiore, non si nega neppur al Letame, ne pur ad una Ghirlanda per Morti…
    Scusate, ma davvero non digerisco piu’ tanta Ipocrisia e Vacuita’ intellettiva e programmatica.

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    1. .la certezza Popperiana delle tue parole non può essere scalfita nemmeno dal dualismo Hegeliano che pervade la milizia stellata, forse più corpo che mente o forse braccia rubate all’agricoltura, non mitra ma forconi o forse solo zappe
      aspettano di essere imbracciate dai duri e puri, senza se e senza ma..ma de che?
      Mi vien da ridere se penso all’ Unico PARAdosso che vuole tutti allineati e sotterrati….pace e bene, abbiamo solo giocato con i vostri voti.
      Popolo di Roma, fate i bravi e non i salami, si sbaglia solo una volta a dar fiducia…
      cara Scinti, sei impagabile 😉 😉

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  4. Io Odio Nico, questo Blog, pure Anni Luce.
    Capisco: lo Champagne non è per la Truppa, ma fuori di qui, decidono di noi, delle Nostre Vite, degli Affetti,
    degli esseri Gonfi, in tutti i sensi, paragonabili a Cavernicoli.
    Si ammazzano di Lavoro, non richiesto, per Dannarci l’Esistenza e forse, l’Eternita’.
    Fuori, Sparano, comprano, Tagliano, Stuprano e noi?
    Discendiamo nell’Intimo dell’Umanita’.
    Speleologi della Psiche, dell’Eros: faccia a faccia con Thanatos.
    Vediamo la Morte in Faccia e , lo sappiamo, constatiamo, è piu’ Bella di Renzi, Grillo e gli altri Grassi Lavoratori, indffarati ad allentar Bottoni e Corsetti…

    Buonanotte: mi Seppellisco nella mia Accidia, incapace di Amare.
    Oggi, va’ così.
    Voglio vedere se Critica Comunista mi dice che faccio innamorare…
    Voglio vedere se gli suscito un Orgasmo.

    Liked by 4 people

    1. Grazie Mistral, grazie per la tenerezza e la sensibilità che sai esprimere nelle tue poesie, sei stata la prima blogger che iniziai a seguire da quando aprii il blog, mi lega a te una vera ammirazione.
      Anche a te una serena Pasqua.
      Ti abbraccio..

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..dimmi ciò che pensi.

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