Luciano De Crescenzo


 

Qualcosa di meraviglioso leggere de Crescenzo, con parole semplici riesce sempre a farci comprendere la complessità della filosofia, in questo caso il “panta rei” di Eraclito, davvero un grande maestro.

 

Hendrik ter Brugghen -Heraclitus-  (olio su tela)
Hendrik ter Brugghen -Heraclitus- (olio su tela)

 

 

 

 

VITA DI ERACLITO

 

Mi chiamo Eraclito e sono nato a Efeso nel 540 avanti Cristo, poco prima della 69° Olimpiade. Dico così perché così mi hanno consigliato di dire, ma, a essere sincero, non so chi sia questo Cristo di cui tutti parlano: suppongo essere un filosofo nato nel 540 dopo Eraclito.

Mi hanno messo nel Limbo e vi assicuro che ci sto malissimo. Ho sempre avversato la “via di mezzo” e tutte le sciocchezze dette in proposito dai filosofi dei miei tempi. Qualcuno mi potrà rinfacciare che anch’io una volta ho sostenuto i pericoli della tracotanza, ma una cosa è invitare gli uomini a non eccedere, e un’altra predicare la giusta misura come ha fatto quel saccente di Aristotele con la sua to metrion.

Forse nel Limbo lui si sentirà come a casa sua, io no di certo. Se c’era qualcuno che meritava l’Inferno, questo qualcuno ero io. D’altra parte, sono o non sono il profeta del Fuoco? E allora, per Zeus, mettetemi nel Fuoco!

 

Quando ero già vecchio alcuni saggi mi vennero a trovare a Efeso: avevano saputo che c’era un pazzo che aveva strane teorie sulla creazione e volevano saperne di più. Quel giorno, ricordo, faceva un freddo terribile. I saggi mi sorpresero mentre mi stavo scaldando le mani a un camino.

“Sei tu Eraclito?” mi chiesero, fermandosi sulla soglia. E io subito: “Son’io”. Poi aggiunsi: “Accomodatevi pure accanto al Fuoco, o saggi, giacché è qui che abitano gli Dei”. “Cosa vuol dire?” chiesero loro. “Che furono gli Dei a creare il Fuoco?” “Esattamente il contrario, risposi io: fu il Fuoco a creare gli Dei, giacché è il Fuoco l’arbitro dei nostri destini. Il Fuoco sa sempre quello che fa, e quello che fa è sempre giusto. A noi non resta che accettarne le volontà!”.

 

Secondo alcuni, il posto ideale per trascorrere l’Oltretomba sarebbe il Paradiso. Per carità, niente di più sbagliato: non esiste luogo più noioso di quello. Non date ascolto ai sacerdoti quando, nei templi, vi promettono un’eternità fatta solo di giorni felici: mentono sapendo di mentire.

Non è possibile trascorrere giorni lieti se non si vivono anche quelli tristi, così come non è possibile apprezzare la felicità senza avere un’idea, quanto meno approssimativa, dell’infelicità. Lo stesso dicasi del piacere in relazione al dolore, e del riso disgiunto dal pianto. Fate come faccio io: più mi parlano bene del Paradiso, e più mi convinco che l’unica destinazione accettabile per uno come me sia l’Inferno.

 

tratto da: Vita di Eraclito

Luciano de Crescenzo

 

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Joao Baptista Almeida Garrett


 

 

Amedeo Modigliani - nudo sdraiato -  (olio su tela) 1917-18
Amedeo Modigliani – nudo sdraiato – (olio su tela) 1917-18

 

 

I Cinque sensi..

 

Sono bellissime le stelle, lo so.
Mille colori divini hanno quei fiori,
ma io per essi non ho occhi, né amore.
Altra bellezza non vedo
nella natura,
che te, mio bene, solo te!
Divina è la voce che suona triste
tra i rami che rivestono l’albero,
ma io nemmeno dell’usignolo
che trilla sento la melodia,
né odo altra armonia
che te, mio bene, solo te!
L’aria che bacia i bei fiori respira
celeste incenso di profumi agresti.
Io non sento, l’anima mia non coglie,
non avverte né aspira
altro profumo fragrante
che te, mio bene, solo te!
Belli sono quei frutti saporiti,
prelibato il nettare del grappolo.
Ho fame e sete… assetato
affamato sono tanto…
ma di baci
tuoi, mio bene, di te!
Tenera al tocco è una zolla fiorita
morbida al petto mio che si distende,
ma chi, vicino a te, ricerca ansioso
un’altra carezza
o un altro piacere prova
che non sia tu, mio bene, solo tu?
A te tutti i miei sensi
accorrono fusi in uno solo.
Sento, odo, respiro,
in te, per te deliro.
Con te sta la mia morte,
a te la mia vita ho dato,
se giungerà la morte,
sarà un morire per te!

 

Joao Baptista Almeida Garrett

Riflessioni Personali……lo Stato non versò i contributi ai suoi dipendenti!!


 

Lo Stato non versò i contributi INPDAP ai suoi dipendenti sino al 1996 e poi dal 2000 al 2003.

Siamo sempre più disattenti e smemorati e se non provvederemo a colmare queste lacune, esse ci condurranno dalla sofferenza alla morte. E’ oramai noto che l’INPS, un tempo cassaforte dei dipendenti dell’impiego privato con un attivo a fine 2010 di 21 MLD di euro, versa ora in condizioni disastrose con un debito di 9 MLD di euro, questo dopo aver incorporato l’ INPDAP (ente previdenziale dipendenti pubblici) che portò in dote all’INPS un buco da 7 MLD di euro, è stata la legge del 2011 voluta dal governo Monti che sancì questo fortunato (per il Governo) matrimonio.

 

inps rosso

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

da: badmoney.it

In breve per l’istituto di previdenza dei dipendenti pubblici a gennaio 2012  veniva quantificato un disavanzo patrimoniale di 10 miliardi e 269 milioni, dovuto,  almeno a quanto specifica l’istituto, 1)  alla riduzione dei dipendenti pubblici, evento che nel corso degli anni  ha ridotto le entrate e,  2)  al fatto che fino al 1995 le amministrazioni centrali dello Stato non versavano i contributi alla Cassa dei Trattamenti Pensionistici dei dipendenti dello stato (avete capito bene: lo Stato non pagava i contributi). Ma anche dopo il ’96 le amministrazioni statali hanno versato solo l’8,75%, la quota a carico dei lavoratori, omettendo di versare quella a loro carico del 24,2% .

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Certi che l’operazione voluta da Monti dell’ incorporazione dell’Inpdap nell’Inps, con il decreto 201 del 2011, sia dovuta probabilmente anche alla conosciuta perdita  che questo ente si portava dietro da anni. Quindi era urgente far venire alla luce tutto ciò, ma credo sia già ampiamente scontato, almeno negli ambienti dei tecnici, politici e, soprattutto, dei funzionari dell’ente (facile capire chi sono gli ignari). Per inciso l’Inps gestisce le pensioni private (ed è in attivo), l’Inpdap invece gestiva le pensioni pubbliche (ed è in perdita).

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Tutto chiaramente ripianato dal contribuente.  Non poteva essere diversamente. Ma il problema più grosso è il seguente:  se le amministrazioni statali non hanno versato i contributi per anni e nel caso verrà chiesto loro di farlo adesso, si troveranno sul bilancio delle uscite in più rispetto a quelle previste, uscite che purtroppo dovranno a loro volta essere ripianate.

 

Dunque come se ne esce da questa truffa legalizzata ai danni del povero operaio del settore privato?

Semplice, basta obbligare tutti i dipendenti privati a versare il loro TFR ai fondi di previdenza complementare costituiti ad hoc dalle banche e dalle società finanziarie….ecco come.

 

Addio TFR, via ai fondi pensione obbligatori

da: wallstreetitalia

Il governo pensa a potenziare il secondo pilastro. Nella Legge di Stabilità 2017 potrebbero arrivare importanti novità sul fronte delle pensioni, gli obiettivi sono noti: favorire la flessibilità del sistema. In particolare è stata oggetto di discussione nei giorni scorsi l’obbligo di destinare almeno una parte del Trattamento di fine rapporto (Tfr) ai fondi di previdenza complementare (in luogo del silenzio assenso che attualmente permette di sottrarsi a questo versamento)


Il nostro TFR ai Fondi Complementari Pensione e in tasse.
Il nostro TFR ai Fondi Complementari Pensione e in tasse.

 

 

Il tentativo, allo studio dell’esecutivo, è quello di aumentare il numero degli occupati attualmente iscritti a un fondo pensione: al momento la quota è inferiore al 30%. Se questa idea divenisse realtà sarebbero interessati qualcosa come 22-23 miliardi di euro all’anno.

Nel dettaglio, “il pacchetto di misure si muove su due fronti” spiega Studio Cataldi “da un lato introdurre l’obbligatorietà dell’adesione ai fondi pensione, che sarebbero resi più convenienti grazie all’alleggerimento della tassazione (di circa 3-4 punti) e l’aumento della deducibilità fiscale dei versamenti; dall’altro rendere obbligatoria la destinazione di almeno una parte del Tfr alle forme di previdenza complementare”.

Allo stato attuale la tassazione applicata sul Tfr lasciato in azienda è più conveniente (17% contro l’aliquota del 20% applicata sui fondi pensione), ma i rendimenti sono più modesti rispetto ai fondi (nel 2013 il confronto è stato del 5,7% contro l’1,9%).

Sul tavolo del governo impegnato in questa mini-riforma della previdenza ci sono anche almeno altri due dossier. Uno è quello del prestito pensionistico, che consentirebbe di uscire anticipatamente attraverso un prestito erogato dalle banche attraverso l’Inps, che poi verrebbe ripagato attraverso una decurtazione dall’assegno pensionistico una volta raggiunti i requisiti di vecchiaia.  L’altra possibilità in fase di studio è l’uscita anticipata, che potrebbe costare una riduzione dell’assegno del 3-4% per ogni anno di anticipo. Un intervento che per lo stato comporterebbe uscite più onerose nell’immediato, che potrebbero essere recuperate negli anni grazie al valore ridotto delle pensioni anticipate.

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Ditemi ora se questa non è un’altra truffa legalizzata ai danni dei lavoratori dopo quella dei bond Argentini, Parmalat, Cirio, Ciarrapico, le varie banche “saltate per aria” e non ultima la legge sul bail-in che prevede di usare i risparmi dei correntisti per ripianare i “buchi” delle banche.

Visto l’andazzo della corruzione, proporrei di instaurare ex novo una legge che permetta l’impiccagione per cappiocoloro che si siano macchiati di reati contro l’onestà e la fiducia del cittadino,  proporrei anche un’altra legge che permetta l’esecuzione di tale sentenza nei campi di calcio dando cosi modo alla maggior degli stessi cittadini traditi e derubati, di avere soddisfazione per le angherie, i torti e i furti subiti dagli appartenenti al sistemad del potere, questo è chiedere troppo?

 

Sveglia!!!!

 

Nico (max weber)

Grethe Garbus (white venus)


 

grethe2

 

 

Grethe Garbus racconta Michelstaedter

 

L’Addiaccio vissuto dall’interno, come un Feto entro un Grembo ostile.
Tremenda esperienza per un ventenne alle soglie di un conflitto mondiale.
Una gestazione a cui corrisponde un anno per ogni giorno vissuto…
Solo, tremendamente Incompreso ed Incomprensibile, come tutte le Sensibilita’ che assorbono ogni vibrazione atomica, nello scorrere incessante…
Un senso Panico impossibile da spiegare, descrivere: solo a Condividere, esperire.
Nostro malgrado, Carlo fu un Precursore: gia’ vedeva il nostro Baratro, prossimo, imminente.
Quando si conosce l’animo umano, l’indole ancestrale, i suoi cicli, si Soffre, molto.
A volte, d’un Dolore insopportabile.
Non per se’, bensì i propri Cari, le affinita’ elettive.
Ti stupisci, meravigliata di tante Sublimi maturita’, finezze , a confronto delle sguaiate, parossistiche , entita’ che Disturbano, limitano, irridono, il nostro quotidiano.
Realizzi di trovarti di fronte alla Bellezza , pura, Essenziale, profumata, amica, Viva e presente, Incarnata.
Tocchi l’Anima con mano, entro ogni sua fibra, amara e Sorridente.
Come la moglie di Lot, volgi lo sguardo indietro e ti vedi Attardata, ormai una statua di Sale entro una Latrina di Soldati di Latta pietrificati, dalle mostrine a 5 Punte, colti nell’attimo in cui si tendono allo Spasimo, nell’atto di Marcarti con uno schizzo del loro Pene.
Quello, or sai, è un cielo sotto, ormai..
La Tua Anima, non è piu’ Sola.

Dia, dove sei Stanotte?
Vieni: ho bisogno d’Accarezzarti, Gustarti appieno.
Non lasciarmi fra i Tuoi assassini.
Una Madre, mai si nega.
Anche se deposta nell’Immondizia, schiudera’ comunque, l’Uovo che mi racchiude.
Saro’ Bruco, oppure Cigno?
Demone o pur Angelo?

Mamma, mostrami il tuo Intimo.
Non ho piu’ Timore: sei Bella, lo So…

Filtra, la Luce, un poco.

 

Gretrhe Garbus (white venus)