12 maggio 1977……all’amica Giorgiana Masi!!


Riposto un vecchio articolo del mio blog di un anno fa per ricordare un momento personale di storia vissuta, quel giorno venne a mancare una cara amica, Giorgiana Masi!!

 

 

Pagine di storia vissuta, Roma Maggio 1977

 di:  Nico (max weber)

 

Nella nostra vita, a volte capita di legarci ad alcune canzoni che testimoniano il nostro passato, forse perché le abbiamo legate ad una parte dei nostri ricordi vissuti con troppa esasperazione o forse con troppa ideologia, cosi come accadde nella seconda metà degli anni settanta in poi in cui il clima di violenza politica che caratterizzò l’Italia, iniziò col manifestarsi anche a Roma, città dove si verificò una lunga serie di scontri tra fazioni politiche di destra e di sinistra, tra loro, e con le forze dell’ordine.

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Come e perché si arrivò alle violenze di quel 12 maggio del 77.

Una data in particolare, il 21 Aprile del 77 dette inizio a tutta la vicenda, in conseguenza agli scontri tra Autonomia Operaia e le Forze dell’ordine in cui rimase ucciso un agente di polizia, lo stesso giorno il ministro dell’interno Francesco Cossiga annunciò in Parlamento di aver dato disposizioni per vietare nella capitale fino al 31 maggio seguente, tutte le manifestazioni pubbliche.
Il Partito Radicale che nel frattempo aveva già programmato quella manifestazione, decise di sfidare il divieto organizzando comunque ciò che aveva previsto in piazza Navona per il 12 maggio, la manifestazione era motivata dalla raccolta di firme per la proposta dei referendum abrogativi e per celebrare il terzo anniversario della vittoria nel precedente referendum sul divorzio.

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A quella manifestazione del Partito Radicale si unirono oltre ai simpatizzanti di quello che verrà poi chiamato movimento del ’77 anche gli appartenenti a varie formazioni della sinistra extraparlamentare, il tutto per protestare contro la diminuzione degli spazi di espressione politica e il clima repressivo nei loro confronti. Alla manifestazione erano presenti circa 5.000 agenti delle forze dell’ordine coadiuvati da agenti in borghese. In quella giornata scoppiarono diversi incidenti, con il lancio di bombe incendiarie e colpi d’arma da fuoco.
Verso la sera dello stesso giorno ci fu una mediazione con le forze dell’ordine da parte dei parlamentari presenti, per consentire ai manifestanti di evacuare la zona verso Trastevere. Il consenso fu in realtà apparente perché da quel momento gli incidenti si fecero più gravi, durante lo sgombero, fumogeni e colpi di pistola vennero esplosi apparentemente da Ponte Garibaldi verso piazza Sonnino da dove proveniva il corteo, e li con un colpo di pistola esploso dalle forze dell’ordine venne uccisa Giorgiana.

 

 

Chi era Giorgiana?

Conobbi Giorgiana per caso, in quel periodo (non ancora maggiorenne) ero a Roma ospite di mio zio, un Capitano dei carabinieri che mi ospitava tutti i fine settimana da quasi un anno.
Non mi fu difficile fare delle amicizie, entrai cosi in contatto con ragazzi della sinistra extra parlamentare, da Lotta Continua ad Autonomia Operaia ma anche con alcuni del Partito di Pannella,  non  avendo legami con nessun movimento o fazione politica, ero il classico ragazzo“senza padrone”, è cosi che la “madama” all’epoca dei fatti, chiamava quei gruppi che non riconoscevano nessuna autorità e non obbedivano a nessun comando, di conseguenza non potevano essere gestiti perché fuori da ogni controllo ( il loro controllo) per l’ordine pubblico.
In quel bellissimo e crescente fermento culturale, frequentai anche Radio Onda Rossa in via dei Volsci, una delle tante radio libere nate in quegli anni sotto la spinta progressista del cambiamento culturale, in quei locali ai primi di marzo del 1977 conobbi Franco che da li a poco mi avrebbe presentato a Giorgiana che era sua amica.
Ragazza dolcissima, mai sopra le righe, fisico asciutto e lunghi capelli neri raccolti a coda di cavallo, quella sera intorno alle 20, nel bel mezzo di una manifestazione con migliaia di altri ragazzi cadde a terra come fosse inciampata, chi le era vicino tentò di aiutarla a rialzarsi non capendo invece che era stata colpita con un proiettile calibro 9 (sparato da un agente in borghese), ma Giorgiana esalando l’ultimo respiro di vita morì con gli occhi sbarrati come a chiedere cosa le fosse accaduto, aveva 19 anni. Ai suoi funerali partecipai anch’io.

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Le varie inchieste

In seguito a questa vicenda vi furono varie inchieste sul caso Masi, solo nel 1998 l’allora Presidente della Commissione Stragi, Pellegrino, ascoltate le parole di Cossiga dichiarò: “quel giorno è possibile ci possa essere stato un atto di strategia della tensione, un omicidio deliberato per far precipitare una situazione e determinare una soluzione involutiva dell’ordine democratico, quasi un tentativo di anticipare un risultato al quale per via completamente diversa si arrivò nel 1992-1993” ( vi dice nulla questa data ?).
Venticinque anni dopo, nel 2003, Cossiga dichiarò: “Non li ho mai detti alle autorità giudiziarie e non li dirò mai i dubbi che un magistrato e funzionari di polizia mi insinuarono sulla morte di Giorgiana Masi: se avessi preso per buono ciò che mi avevano detto sarebbe stata una cosa tragica”. In un’intervista al Corriere della Sera del 25 gennaio 2007, rispondendo alla domanda su chi fosse l’assassino, rispose: «la verità la sapevamo in quattro: il procuratore di Roma, il capo della mobile, un maggiore dei carabinieri e io. Ora siamo in cinque: l’ho detta a un deputato di Rifondazione che continuava a rompermi le scatole. Non la dirò in pubblico per non aggiungere dolore a dolore».

R.I.P Roma, 12 Maggio 1977

 

fonte web

Stefano Rosso, dedicò a quegli scontri e a Georgiana in particolare, una canzone, questa:

 

L’inverno passava qualcuno di lì
Il nastro girava, suonava Lilly,
Girava il pallone, lo stadio impazzì
La voce tremava, l’inverno finì.

E poi primavera, e qualcosa cambiò
Qualcuno moriva, e su un ponte lasciò
Lasciò i suoi 20 anni e qualcosa di più
E dentro i miei panni, la rabbia che tu

Da sempre mi dai, parlando per me
Scavando nei pensieri miei,
Guardandomi poi dall’alto all’ingiù e forse io valgo di più.

L’estate moriva, Bologna tremò,
La dalia fioriva e la gente pensò
Dei tanti domani vestiti di jeans
Chiamandoli strani, ma non fu così

E quando m’incontri, che pensi di me
Tu sappi che il sole che splende è per te
E il grano che nasce, e l’acqua che va
E’ un dono di tutti, padroni non ha

E il grano che nasce, e l’acqua che va
E’ un dono di tutti, padroni non ha.

Stefano Rosso

 

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7 pensieri su “12 maggio 1977……all’amica Giorgiana Masi!!

  1. Cossiga… e si è avuto il coraggio di farlo presidente della repubblica. Nei momenti più bui di questo paese c’è stato sempre. Giorgiana Masi fu uno shock enorme… io ero appena più giovane… vollero dare il chiaro segnale che certe cose non andavano fatte, che poteva toccare a chiunque. Non cambieranno mai…

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    1. Bravo Giorgio, erano tutti avvertimenti per spegnere sul nascere quel fuoco che avrebbe incendiato le masse, la possibilità di redistribuire la ricchezza alle classi meno abbienti… ma è andata come è andata, l’importante è esserci ancora e possedere un minimo di pensiero critico…
      Ciao carissimo, buona notte…

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    1. Eh si! caro Pietro, ne abbiamo persi di compagni che credevano in un mondo a misura d’uomo, non sempre si riesce ad anticipare i tempi, noi riuscimmo a farlo ma non fummo creduti, ed è cosi che il capitalismo ha gonfiato le vele, prima con la globalizzazione poi con il liberismo sfrenato…
      Ora è troppo tardi per combattere la schiavitù del debito che si è spostata dall’individuo all’organizzazione dello Stato.
      Continuiamo soltanto a sopravvivere e non a vivere…
      Cossiga uomo dai mille segreti come Andreotti, unica differenza tra i due era il modo di gestire il potere, il primo lo faceva con la violenza della polizia, il secondo con l’invisibilità della mafia.
      Ciao caro, buona notte…..

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