Riflessioni personali…. antico scritto della tribù degli Oriah (1890)


 

Il senso della vita

…una vita senza ricerche non è degna per l’uomo di essere vissuta…  (Platone)

 

immagine presa dal web
immagine presa dal web

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Non mi interessa cosa fai per vivere,
voglio sapere per cosa sospiri,
e se rischi il tutto per trovare i sogni del tuo cuore.
Non mi interessa quanti anni hai,
voglio sapere se ancora vuoi rischiare di sembrare stupido per l’amore,
per i sogni, per l’avventura di essere vivo.
Non voglio sapere che pianeti minacciano la tua luna,
voglio sapere se hai toccato il centro del tuo dolore,
se sei rimasto aperto dopo i tradimenti della vita,
o se ti sei rinchiuso per paura del dolore futuro.

Voglio sapere se puoi sederti con il dolore,
il mio o il tuo;
se puoi ballare pazzamente
e lasciare l’estasi riempirti fino alla punta delle dita senza prevenirci di cautela,
di essere realisti, o di ricordarci le limitazioni degli esseri umani.
Non voglio sapere se la storia che mi stai raccontando sia vera.
Voglio sapere se sei capace di deludere un altro per essere autentico a te stesso,
se puoi subire l’accusa di un tradimento e, non tradire la tua anima.
Voglio sapere se sei fedele e quindi di fiducia.
Voglio sapere se sai vedere la bellezza anche quando non è bella tutti i giorni
se sei capace di far sorgere la tua vita con la tua sola presenza.
Voglio sapere se puoi vivere con il fracasso, tuo o mio,
e continuare a gridare all’argento di una luna piena.

.
Non mi interessa sapere dove abiti o quanti soldi hai,
mi interessa se ti puoi alzare dopo una notte di dolore, triste o spaccato in due,
e fare quel che si deve fare per i bambini.
Non mi interessa chi sei, o come hai fatto per arrivare qui,
voglio sapere se sapresti restare in mezzo al fuoco con me, e non retrocedere.
Non voglio sapere cosa hai studiato, o con chi o dove,
voglio sapere cosa ti sostiene dentro, quando tutto il resto non l’ha fatto.
Voglio sapere se sai stare da solo con te stesso,
e se veramente ti piace la compagnia che hai nei momenti vuoti.

 

[da uno scritto antico della tribù degli Oriah nel 1890]

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16 pensieri su “Riflessioni personali…. antico scritto della tribù degli Oriah (1890)

        1. ahahahahah, sei dolcissima socia mia, sono certa che ci scusano, siamo le uniche due “socie” del circondario, sanno tutti che senza di noi la piattaforma sarebbe un mortorio, quindi sono comprensivi, vero lupo? 😉
          ..e poi, socia mia, anche se non mi vedi “in chiaro”, io ci sono sempre per te, amica mia…..

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            1. ..sei uno degli incontri più belli che si possano fare socissima, e sono davvero felice di aver avuto questa immensa fortuna… serena notte socia, riposati, perché da domani riprendiamo le nostre scorribande in bende pizzi e pompom, d’accordo? 😀

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              1. ecco… tu lo sai che sono bimba dentro e detta così non dormirò per l’adrenalina fanciulla dell’attesa 😦
                vabbé… volo sui fili tramviari a sorseggiare un bel caffè, rigorosamente a testa in giù, con la saggezza dei pipistrelli, dire… e con la speranza umana che il mondo si raddrizzi
                notte, socissima
                t’aspetto in volo
                un saluto circolare a questa lustrissima piazza
                che buone luminescienze pulsino nel cielo e veglino sulla Terra… (a sciogliere eventuali equivoci sui corpi luminosi menzionati)
                ps: socia è meglio che mi disloco prima che mi cacciano…
                volo…

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                1. ..io stasera mi limito alla saggezza della talpa, ovvero “cecata”, ché c’è sempre la speranza che aprendo gli occhi il mondo sia migliore di quel che sembra…. ma in qualità di mastra talpa onoraria ad interim, la “vedo” dura… 😀 😀 😀
                  il saluto lo farei melodrammatico, del tipo “felicissima sera, a tutti ‘sti signur’ ‘ncravattati”, in piedi sulle zampe posteriori (come ogni mastra talpa onoraria che si rispetti), e il cappello stropicciato calato sugli occhi (tanto sono talpa, se non io, chi?)…
                  alla fine, un caffè me lo danno e mi cacciano comunque, quindi aspettami che torniamo alla tana assieme…..

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                  1. avevo pensato anch’io al saluto melodrammatico (sintonia perfetta o che socie saremmo…), ma quando si parla di ‘cravatte’ proprio mi si strozzano in gola…
                    Mi sto già già dondolando sul filo, da perfetta ‘pipistrella’ equilibrista… Il Pipistrello mi ricorda qualcosa… di artistico direi… e non solo… Vabbè… vola/corri che si fredda il caffè notturno… io sto già sottotana 😀

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                    1. ..ok, tu pipistrella col papillon io talpa martufella, e non se ne parli più… 😀
                      ascpè, aggia sbagliato strada, nun ce veco (sò talpa), aggia ingarrato o vico sbagliato… scarfame o cafè, stong’ arrivanno….

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..dimmi ciò che pensi.

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