Riflessioni Personali…..Verità o Certezza?


 

Ripropongo un vecchio articolo per rispondere ad un blogger che in un commento ha lasciato scritto…

 “La verità non fa credito, ovvero la credenza si rivolge alla verità come garante, ebbene essa si defila in quanto non agisce nel campo del credere, sezione in cui il mutuo non accampa tesi.

 

Verità o Certezza?

 

immagine presa dal web
immagine presa dal web

 

 

La –Verità– è un tema affrontato da molti filosofi antichi, tutti ma proprio tutti hanno voluto distinguere il concetto di verità da quello di certezza, possiamo citare Platone, Aristotele, Epicuro, Cartesio, Kant e molti altri, ma anche filosofi dell’era moderna hanno voluto esprimere il loro pensiero su questo concetto, fra questi Karl Popper che affermava quanto segue:

“La certezza è uno stato di convinzione soggettiva considerato in genere come effetto di un’evidenza, quindi parliamo di verità di ragione fondata sull’evidenza. Per una comprensione della teoria di Senofane sulla verità è importante mettere in evidenza che Senofane pone una chiara differenza tra la verità oggettiva e la certezza soggettiva. La verità oggettiva è la corrispondenza di un’affermazione con i fatti, in qualsiasi modo noi conosciamo ciò – la conosciamo per certa – oppure no”.

Quindi la verità non deve essere confusa con la certezza o con una sapienza certa, avere la consapevolezza dell’esistenza di una conoscenza congetturale è importantissima ai fini della ricerca della stessa verità. A volte ci sono verità a cui noi possiamo avvicinarci non solo con laboriose ricerche ma anche con tentativi che spesso ci conducono all’errore, ma è anche vero che senza gli errori della ricerca non arriveremo mai alla Verità ( e senza errore non c’è fallibilità). “

Termino riassumendo quanto sopra, si parla di Certezza in quanto la stessa è forma della conoscenza, quindi soggettiva, si parla invece di Verità quando la stessa è forma dell’Essere, quindi oggettiva.
Un evento è infatti “vero” in sé, “certo” in rapporto a un osservatore esterno. E’ poi indifferente che chi osserva possa conferire valori diversi allo stesso evento, sviluppando quindi in verità soggettive: tutte queste verità soggettive saranno infatti riferite all’essenza del fatto e potranno quindi esistere anche senza alcun osservatore.

 

Nico (max weber)

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12 pensieri su “Riflessioni Personali…..Verità o Certezza?

  1. La Verita’ esiste, ma in un ambito non Umano.
    Per noi non esiste, in quanto è un’Astrazione concettuale del nostro ordine di Pensiero.
    Esiste la sua Assolutezza ed è inglobata nell’Infinito.
    Noi, esseri finiti non potremo mai vederla, misurarla, toccarla, riprodurla.
    La Verita’ esiste Concettualmente in virtu’ dell’Esperienza sensibile della sua Rappresentazione, fatto prettamente Scientifico ed Umano.
    Sappiamo con assoluta Certezza, di vivere entro una Bugia, chiamata realta’.
    Quante volte un Illusionista crea una Realta’, universale, riconosciuta?
    Un esempio banale: sega una donna in due: è certo, tutti lo han visto.
    Ieri, l’Arno ha rovinato un tratto di Firenze.
    LA Verita’?
    Il M5s dice ch’è colpa di Renzi.
    Ecco la prima Rappresentazione di una Bugia.
    Se cadesse la Banchina di Livorno, il M5s addurrebbe le prove che Nogarin è estraneo.

    Io sono la Via, la Verita’, la Luce.
    Un tempo, era l’Assoluto, la RAppresentazione universale della Verita’.
    Oggi, il Dio Cristiano è crocifisso dai Pagani, Bruciato dagl’Islamici, Deriso dagli Anticlericali.

    La Verita’?

    Un Passatempo di Aristocratici, filosofi, Giuristi, avvocati in cerca di una Riproducibilita’, reversibilita’, ripetitivita’ dell’Evento fenomenologico, Probatorio.
    Un Soggetto Processuale, al contempo Soggetto.
    Una Rappresentazione di un Evento, fissato nel suo attimo di Svolgimento, contemporaneamente Esecutorio, finale.
    Impossibile antinomia, sotto ogni aspetto, in quanto il tempo e lo Spazio non hanno confini, dimensioni.

    Ultima nota cosa me ne faccio della Miglior Verita’, se sono Triste?
    I miei Sensi, concorrono alla Verita’, quanto i Cittadini allo Stato.
    La Verita’, è che siamo Tristi, in tutto il Mondo, poichè esso non rispecchia la nostra Essenza, neppure volonta’.
    La Realta’, non è Verita’, anche se Esiste, purtroppo, per fortuna.
    Datele il Valore che piu’ vi aggrada.
    Mi spiace dir sempre un sacco di scemenze negative.
    In questo mondo di Positivisti…
    Coloro che vedono degli Scambi, come in questa immagine, ma ne ignorano le Dinamiche, i flussi, le combinazioni, le proprieta’, entrate o uscite, i mezzi, carichi, funzionalita’, etc, etc…

    Siamo un Microcosmo e Pensiamo per Analogia, logica, astrazione, etc, etc…

    Baci a tutti i felici della propria attivita’ intellettuale, affettiva, religiosa, sportiva.
    Tutte Verita’, Realta’, Certezze.
    Fintanto che Soddisfano.

    Auguri agli M5s, contenti di Potere, Soldi, Successo.
    Come i vecchi Compagni di Scuola, Imborghesiti, contenti di poco, in fondo.
    Tutte Verita’ , autenticita’ limitate, Finibili…

    Ciao, dall’Infinito e Oltre…

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    1. “La Verita’ esiste, ma in un ambito non Umano. … …”
      ..mia cara, se esprimi con tanta certezza una verità, finisci per conferirle il valore di verità…
      suggerisco, per lasciarci quanto più spazio bianco sul nostro foglio, di limitarci, per questo stadio evolutivo, alla mera consapevolezza dell’esistenza di entrambe, ed all’accettazione dell’insovrapponibilità delle stesse… il vantaggio? avere una visione d’assieme più nitida, sebbene scarna di particolari… poi verrà il resto…
      perdonami tanta sfacciataggine nel suggerirti, ma sai che il pensiero è capriccioso e libero…

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  2. Si ode il riverbero di un campanello, sull’uscio tanto il soggetto quanto l’oggetto sono assenti, prima di chiudere l’anta, l’ospite della dimora riconosce la verità, quale integrazione della designazione difettosa, che compete con la certezza, quale separazione del difetto dallo scarto, a chi delle due sia più o meno silenziosa, più o meno anonima.

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    1. L’approccio pragmatico privilegia la verità come verifica critica degli obiettivi certi e l’individuazione di fini quantitativi riferiti alla certezza senza pregiudicare l’attuale livello delle supposizioni, ipotizzando e perseguendo nel contesto di un sistema assolutistico una congrua flessibilità tra una conoscenza congetturale e una convinzione soggettiva.
      Grazie per lo scambio molto ardito, le auguro una felice serata…

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..dimmi ciò che pensi.

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