Amore, sesso libertino e filosofia…..Jean Paul Sartre e Simone de Beauvoir


 

«La mia vita non appartiene a me solo, voi siete sempre me, l’essere stesso del mio essere, il cuore del mio cuore».

Con queste parole che Jean Paul scrisse a Simone si potrebbe rappresentare la grande e travagliata storia d’amore vissuta tra due tra i più importati intellettuali francesi, Jean Paul Sartre padre dell’esistenzialismo moderno e la bella Simone de Beauvoir scrittrice e madre del femminismo che Sartre chiamava affettuosamente “Castoro”.

Una storia d’amore importante vissuta sempre con la libertà di amare fuori da ogni pregiudizio e regole, soprattutto lei, donna anticonformista che diede alla propria vita sessuale un’impronta di libertà assoluta cosi come fecero Ninon de L’Enclos con il suo salotto pieno di letterati e intellettuali, la scienziata e divulgatrice scientifica Émilie du Châtelet, Lady Emma Hamilton, l’attrice e cantante Lina Cavalieri, Wallis Simpson, duchessa di Windsor con simpatie filonaziste, l’enigmatica Marlene Dietrich, la tormenta Frida Kalo e la femminista Sibilla Aleramo che Prezzolini definì lavatoio sessuale della cultura Italiana, donne giudicate per la loro spregiudicatezza nei rapporti d’amore, donne ma anche scrittrici e intellettuali che proprio per la loro cultura diedero scandalo agli occhi dei bigotti benpensanti di quell’epoca.

Nico (maxweber)

 

Jean-Paul Sartre and Simone de Beauvoir. Dakar, April 1950. PhotoQuest/ Getty Images.
Jean-Paul Sartre and Simone de Beauvoir. Dakar, April 1950. PhotoQuest/ Getty Images.

 

 

La de Beauvoir scrive al suo amante americano:

Mio prezioso, adorato uomo di Chicago, a Parigi penso a te, a Parigi mi manchi. (…) Mio adorato, non so perché ho aspettato tanto a dirti che ti amavo. Volevo esserne sicura e non dire parole facili, vuote. Ma ora mi sembra che l’amore sia sempre stato lì, sin dall’inizio. In ogni caso ora c’è, è amore e fa male al cuore. Con te il piacere era amore e ora anche il dolore è amore.
Baci, baci, baci. Era così bello quando mi baciavi. Ti amo.

Simone de Beauvoir a Nelson Algren

 

 


Mi dispiace molto (non moltissimo, in realtà) per Jean-Paul Sartre, ma adesso capisco meglio la frase: “Donne non si nasce, si diventa”. Simone de Beauvoir la mise ne “Il secondo sesso”, dopo aver conosciuto l’uomo di Chicago, Nelson Algren, scrittore aitante, ragazzo americano che lei chiamava “coccodrillo” (lui la chiamava “rana francese”) a cui scrisse più di trecento lettere dicendo di se stessa “vostra moglie per sempre” (quando Sartre le propose il matrimonio, Simone gli rispose di non fare lo sciocco). Sembra insomma che a un certo punto Simone de Beauvoir abbia culminato le sue ricerche sulla differenza dei sessi nel letto di Nelson Algren, con grande profitto anche per il pensiero e per la letteratura. Lei mi è diventata definitivamente simpatica, soprattutto perché ha raccontato tutto: ha riempito le lettere di baci e ricordi di incontri amorosi, si è sforzata di scrivergli in inglese perché lui non parlava francese, ha suscitato, quando le lettere sono state pubblicate (solo quelle di lei, nel 1998; gli agenti letterari di Algren non hanno mai concesso i diritti), lo sconcerto delle femministe: non potevano credere che il loro faro e modello si lasciasse andare a tante calorose smancerie, a tante turbe adolescenziali e a una tale entusiastica sottomissione alla virilità (Simone confessò perfino di avere provato il primo orgasmo con Algren, a trentanove anni, spiegandogli che con Sartre “l’amore non ebbe molto successo. Soprattutto perché lui non dava molto peso alla vita sessuale”).

Credevo che nessuno più di Nora Ephron fosse riuscita a mettere a profitto la propria vita sentimentale e a terrorizzare per sempre l’ex marito, ma Simone de Beauvoir ha raccontato tutta la storia con Algren ne “I mandarini”, in “America day by day” e, senza alcun velo, ne “La forza delle cose”, terzo volume della sua autobiografia. Purtroppo non ne hanno tratto nessuna commedia sentimentale, e lui, pur essendo uno scrittore e conoscendo quindi le regole sul saccheggio delle vite proprie e altrui, non la prese benissimo (“Autobiografia! Merda! Autofiction, ecco cos’è che ha scritto!”): Algren non le rivolse mai più la parola e la maltrattò pubblicamente: “Doveva essere terribilmente a corto di ispirazione. Ho frequentato i bordelli di tutto il mondo, e lì le donne chiudono la porta… Lei, invece, ha spalancato la camera da letto e ha invitato il pubblico e la stampa a entrare”. Anche: “Deve aver preso appunti ogni volta che abbiamo fatto l’amore”, e perfino: “Sta fantasticando una relazione alla maniera di una zitella di mezz’età.

Si vergognava tanto di essere considerato l’amante di Simone de Beauvoir (un toy boy, tipo Ashton Kutcher) che lasciò Chicago, indignato per la sfacciataggine della rana francese. Lei poi si prese cura di Sartre fino a quando morì, con devozione e mancanza di discrezione per il declino, l’incontinenza e le perdite di memoria, che descrisse in modo particolareggiato (in fondo, dopo aver raccontato la sua inettitudine come amante, non c’era molto di peggio da rivelare). Ma l’unica cosa importante è che Simone de Beauvoir amava ancora Nelson Algren, “l’unico amore davvero appassionato della mia vita, e non si tolse mai l’anellino d’argento che lui le regalò e con cui si fece seppellire a Montparnasse, accanto a Sartre.

 

tratto da: ilfoglioquotidiano.it

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22 pensieri su “Amore, sesso libertino e filosofia…..Jean Paul Sartre e Simone de Beauvoir

    1. Benvenuta in questo spazio, storie autentiche vissute con passionalita’ incredibile e con totale liberta’ anticonformista tanto da fare scandalo.
      La vita stessa deve essere vissuta con tanta passione..
      Felice domenica..
      Ciao cara….. 🙂

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  1. ‘sta donna…
    Come la capisco e condivido e compiango e ammiro.
    Molti uomini non riescono a capire l’univrso di passione che scatenano, perché non sono in grado di provare quelle passioni…
    Peggio per loro.

    Buona domenica Nico

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    1. Buongiorno Luci’, hai ragione, per noi uomini e’ difficile capire la passionalita’ dell’universo femminile fatta di emozioni e vibrazioni che i maschietti possono solo immaginare.
      La bellezza di queste storie e’ data dalla totale liberta di poter esprimere la propria passione noncurante dei giudizi degli altri, sono poche le donne che possono fare altrettanto.
      Serena domenica a te…
      Ciao cara…. 🙂

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  2. Mi scuso se commento, non invitatata, anzi, palesemente Disprezzata, visto che il Cuore mi ottunde, la mente( ammesso che ne abbia).
    Simone, è in fondo l’alter Ego di Enrico Berlinguer.
    Un Uomo Femminile, incapace di rompere Apertamente con il Monolite del PCI Maschile, di Longo, Togliatti, e dei Militanti.
    Accortissimo alla parte Inespressa ed Occultata all’interno di un una formazione che tanto somiglia al Mschilismo, su di un altro Versante, di eRCOLE.
    dEI maSCHILISTI SEMPRE LLA RICERCA DI cONFERMA ALLA vIRILITA’ , NEGLI oRGASMI, NELLE fEMMINE sCIUPaTE.
    Colpito dalla Ribellione delle Donne di Lotta COntinua, denunciante le Oppressioni dei Compagni, si da staccarsene…
    Niente: i MAschi Italiani, son perlopiu’, dei CAzzoni Ignoranti della Meta’ Splendente del Cielo.
    La smetto, pur nella Polvere, senza Piedestallo…
    Senza Offesa per coloro che Sentono il Profumo della Effe, gia’ alla vista del Fiore…

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    1. ..non devi scusarti di nulla, questo è uno spazio di libertà assoluta dove ognuno può dire tutto ciò che vuole, specialmente se usa una semantica ricercata come la tua, ho scritto molte volte che i tuoi commenti rappresentano per me un onore averli sul mio blog, quindi nessuna censura, non sei mica sul blog Stellato dell’erede .
      Anche se ho dato a questo spazio un’impronta anarchica dove tutti hanno la possibilità di esprimersi liberamente, ho dovuto porre un piccolissimo limite di buona educazione a cui non voglio derogare, ben vengano quindi i confronti tra di noi anche fossero accesi, ben vengano le esposizioni dei nostri pensieri e delle nostre opinioni, ben vengano parolacce e quant’altro (rispetto il carattere e la dialettica particolare di tutti) ma il limite che impongo è quello del rispetto delle opinioni altrui e del modo di esprimerle, quindi non voglio che nessuno convinca o giudichi nessun altro, quando ci regoliamo a non invadere lo “spazio” altrui e per spazio intendo il rispetto che si deve sempre all’altro, non ci saranno mai problemi, ma se iniziassimo a giudicare e criticare allora sarei d’accordo con Levinas che disse: l’altro deve essere altro da noi, quindi rispetto per la persona che non si identifichi nella nostra .

      Un abbraccio…

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      1. se questo è tutto ciò in cui senti di esprimerti dopo le mie perplessità mai confutate con altra tua risposta, e dopo i rinnovati vaneggiamenti della tua guardia (ora è palese la funzione denigratoria “a zero” della tua protetta), allora ho chiaro che questo spazio è altro rispetto a ciò che credevo, mettiamola così…
        purtroppo la vita è buffa, ed a volte si verificano quei casi che…..
        se caglio_stro non mi fosse stato cugino, non avrei mai saputo come funzionavano realmente le cose qui, ma, ohibò, lo è, e benché le parentele portino sovente danno, in questo caso lo ringrazio col sorriso, per avermi rinnovato il concetto che nella vita non si finisce mai di imparare…
        questo è un bel posto, frequentato da bella gente, colta, semanticamente ed intellettivamente dotata, ma la guardia armata a protezione del cerchio magico non fa per me, scusatemi…
        sarà che per me l’onore è un’altra cosa, così come l’educazione, la libertà e l’anarchia, ma proprio perché rispetto davvero le scelte di tutti, salutandovi e ringraziandovi per l’ospitalità vi auguro sinceramente di continuare a trovarvi soddisfatti in questo spazio, che credo neanche si accorgerà della mia uscita..
        ti ringrazio Nico, per tutto quello che di buono ho qui trovato. buona continuazione a tutti.

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        1. Cane non morde Cane, ed insieme mordono il gatto.
          Il Bianco non sara’ mai nero.
          Dio ha Donato a ciascuno di noi, la Ragione ed il Libero arbitrio per non Ubbidire Ciecamente.

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  3. La letteratura e quanto leggiamo sul Web oggi sono pieni di esempi di outing o di coming out, quindi probabilmente I lettori stanno subendo una certa assuefazione anche a questo.
    Non così accadeva ai tempi descritti nel tuo post. Ricordo ancora di aver letto quando frequentavo il liceo linguistico alla fine degli anni 70 e a cavallo degli anni 80 “Memorie di una ragazza perbene”.
    Mi capitava di portarmelo appresso in metropolitana per raggiungere la scuola e di essere osservata da chi mi stava vicino o di fronte perché probabilmente lo stesso titolo attirava la curiosità delle persone.
    Aggiungo solo una considerazione: credo che essere intellettuali donne a quel tempo fosse riservato a una classe sociale alta, che poteva anche permettersi atteggiamenti e comportamenti “scandalosi”, perché non dipendenti economicamente dall’uomo o dagli uomini con cui si intrattenevano.
    In caso qualcuno di voi conosceste casi letterari di contadine o operaie dei primi novecento con vite amorose così travagliate e sessualmente libere… sarà un piacere leggere e, come sempre, allargare la mia conoscenza.
    Buona domenica,
    Vicky

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    1. Esistevano ed esistono ancor oggi, pochissime donne la cui cultura, l’atteggiamento e la predisposizione a mettersi alla prova con i maschi, le rende donne quasi uniche che rare, ne sono pochissime ma esistono.
      Grazie cara Vicky… 🙂

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