Riflessioni Personali……il caro e vecchio Epitteto!


 

E’ mia consuetudine rimarcare sempre l’importanza della cultura, nella cultura possiamo trovare gli strumenti con cui operare il discernimento della verità dalla non-verità, le certezze dalle suggestioni, le passioni pure da finti interessi.

In un mondo controllato dai Poteri forti (élite) per mezzo dei media, l’uomo viene ridotto da attore della propria vita, a semplice spettatore e vittima dei poteri che lo sovrastano e soggiogandolo ne decidono il destino.

Ma la realtà si affronta con il vivere felice, non con una vita fatta di soprusi in cui la menzogna risulta essere filosofia di vita dei nostri politici.

 

immagine presa dal web
immagine presa dal web

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un importante filosofo dell’antichità, scrisse:

«Tra le cose che esistono, le une dipendono da noi, le altre non dipendono da noi. Dipendono da noi: giudizio di valore, impulso ad agire, desiderio, avversione, e in una parola, tutti quelli che sono propriamente fatti nostri. Non dipendono da noi: il corpo, i nostri possedimenti, le opinioni che gli altri hanno di noi, le cariche pubbliche e, in una parola, tutti quelli che non sono propriamente fatti nostri.

Ricordati dunque che, se credi che le cose che sono per natura in uno stato di schiavitù siano libere e che le cose che ti sono estranee siano tue, sarai ostacolato nell’agire, ti troverai in uno stato di tristezza e di inquietudine, e rimprovererai dio e gli uomini. Se al contrario pensi che sia tuo solo ciò che è tuo, e che ciò che ti è estraneo – come in effetti è – ti sia estraneo, nessuno potrà più esercitare alcuna costrizione su di te, nessuno potrà più ostacolarti, non muoverai più rimproveri a nessuno, non accuserai più nessuno, non farai più nulla contro la tua volontà, nessuno ti danneggerà, non avrai più nemici, perché non subirai più alcun danno.»  (Epitteto)

 

 

Direte voi che i tempi sono cambiati, infatti Epitteto ha vissuto altri tempi elaborando concetti relativi alla sua epoca, io penso però che gli stessi possano ritenersi validi anche oggi.
Nel caso specifico, il pensiero di Epitteto si fonda su alcuni principi che tendono a far scoprire gli strumenti per raggiungere la felicità. Quindi, secondo lui per vivere una condizione di felicità occorre identificare mediante la proairesi cioè l’uso della ragione, cosa serve per avverare tale condizione, ma anche saper distinguere applicando la diairesi, quella che risulta la scelta migliore.
Seguendo questo ragionamento siamo in grado di conoscere quello che serve per porre in essere tale condizione, quanto è in nostro esclusivo potere e quanto invece non lo è.

Il mio richiamo insistente alla cultura, sembra cadere sempre nel vuoto, comunque non demordo, ricordate che essa rappresenta l’arma con cui combattere contro i soprusi della politica ma anche una ricchezza che nessuno vi potrà mai espropriare.

 

Nico (max weber)

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2 pensieri su “Riflessioni Personali……il caro e vecchio Epitteto!

  1. permettimi un pensiero che facevo in questi giorni e che vi lascio come aperto: “non è quante conoscenze hai o pensi di avere, o addirittura d’accumulare, rispetto a te stesso e agli andamenti delle cose, ma è come le muovi e come ti muovi. Ah… certo… “le muovi” a che mi riferisco? .. e “come ti muovi?”… Ci sono certi loschi che non so…come si muovono…

    E poi, e poi… Cultura è invenzione? che intendo con: invenzione?”
    Mio nonno fece le scuole dell’obbligo, a suo tempo…, ma era un gran operaio, un gran politico, un gran uomo di cultura, e un gran ‘inventore’…
    governò saggiamente per sé, per i suoi, e per i non suoi… perché una lira condivisa con gli altri fa più benessere di due lire nella propria tasca, ma non tutti ne furono convinti… dai secoli dei secoli, a venire…
    […]
    Le recensione più meravigliosa e puntuale ad alcuni miei scritti me l’ha fatta mia madre, che all’epoca completò le medie inferiori, ed ha cresciuto magnifici figli onesti, oserei dire ‘intelligenti’, anche troppo. E non è stato solo amore il giudizio “meraviglioso e puntuale”, fidatevi, ma per la cultura e per un PAESE FELICE, ci vuole amore, vorrei ricordarlo… anche quello…

    notte belli

    commento raro, ma ci sta

    e non sono souvenir personali, direi 🙂

    ma la cultura va vissuta, anche personalmente o pare una cosa morta…

    non ricordo cos’altro stavo dicendo… credo non fosse importante o quantomeno irragionevole…
    ecco…

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