Tutti in vacanza!!


 

Ho ricevuto stanotte da un gruppo di amici in vacanza negli States, alcune foto che voglio condividere con voi, ci sono persone che comunque se ne infiaschiano della crisi economica, beati loro!!

Le foto sono state scattate sull’isola di Martha’s Vineyard, sede della residenza estiva dei Kennedy, e a Boston sede del mitico M.I.T, nello stato del Massachusetts.

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Buone vacanze e buon ferragosto a tutti voi!

 

Nico (max weber)

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45 pensieri su “Tutti in vacanza!!

            1. Benissiiiiimo, mi raccomando racconta tutto fin nei minimi particolari, peso, altezza, colore dei capelli, carnagione, occhi e cosa più importante, esperienza nell’uso della “katana”…eheheheh 😛

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  1. buone vacanze e serene per tutti 🙂
    anche se non credo ci sia un tempo prestabilito per fare sosta e non credo le vacanze siano questione di crisi o non crisi. Qua si dice: “basta che ce sta ‘a salute, se fa tuttocosa” ed è vero. Il benessere passa per come ci sentiamo in ogni fibra e se stiamo bene con noi stessi sapremo sempre trovare strade per star bene con gli altri, anche, e far del bene, crisi o non crisi. Così vale per le vacanza. Non c’è bisogno di ricchezza, non sempre, o di agiatezza economica, per fare il giro del mondo, ma di tanti equilibri e contingenze che vanno oltre la moneta, anche se quella aiuta e conta, certo. Ma ho visto persone sorridere alla crisi che li affossava e li affossa con la forza dell’affetto e dei suoi legami, con la vicinanza in questo senso. Ci riflettevo in questi giorni osservando come convivono in tanti posti del mondo e anche qui dove vivo una ricchezza anche sfrenata, che perde di necessità, perde lo sguardo solidale e fraterno con le altre creature, e una miseria feroce (a volte anche quella può perdere lo sguardo, indubbio anche questo).
    scusatemi la riflessione, sempre aperta,ma apparentemente di peso in un giorno che si chiede un po’ di levità, ma io non dimentico mai nel sorriso più splendente che c’è chi non può mettere il piatto sulla tavola oggi, o chi sta male, o chi in un angolo di mondo, che non è un angolo di mondo, si trova a combattere per sopravvivere prima ancora di vivere.
    Abbraccio circolare, belli

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    1. Buongiorno Dora, sono d’accordo con il tuo commento ma sappi che esistono persone di Cuore che, con o senza ricchezza, si interessano agli altri e dedicano loro risorse ed energie, ne sono pochi ma ci sono, Credimi!!
      Un abbraccio, ciao cara… 😉

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      1. parlavo di “ricchezza sfrenata che perde di necessità”… lì la chiave che ti fa capire che non era assolutamente una polemica contro la ricchezza, ma su come usiamo le risorse che riusciamo in vita ad avere, caso mai, ed era un mio pensiero sul fatto che non dobbiamo mai, ricchi o meno ricchi, dimenticare il cuore, appunto, e le necessità minime che dovrebbero essere per tutti. Quando ti ho lasciato il commento venivo da una visione per strada di un signore dignitosamente vestito che cercava tra i rifiuti e sai cosa intendo se ti racconto questo episodi. Conosco molte persone che per congiunture particolari della propria vita si sono trovate a gestire un vita anche lussuosa, ma hanno un cuore che pompa più ricchezza di quanta sia quella economica e rendono discreta la vita di altre famiglie meno ricche. Così come al rovescio ho conosciuto persone che manco la miseria gli ha portato un buon cuore. Ma tu sei più navigato, forse, per età di me e puoi insegnarmi molte di queste osservazioni che ti sto lasciando in risposta. Quindi ci troviamo concordi.
        Buon proseguimento di vacanza, Nico
        Ricambio di cuore, ecco, ah ah
        scusa fammi un po’ scherzare su questo lieve frainteso sul mio commento ;P
        ciaoooo

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        1. Dora, cosa vuol dire ricchezza se non quel valore che ci fa essere solidali con gli altri e che ci rende empatici oltre ogni posizione sociale, culturale e razziale?

          Avevo inteso bene il tuo commento, anche perché seguo il tuo blog da sempre, questo mi ha permesso di conoscere abbastanza bene il tuo pensiero, sai, a volte penso alle tante anime in cerca di quella serenità che sfugge loro continuamente, forse colpa del tempo o forse colpa del non saper comunicare le emozioni rendendoci di fatto impermeabili a qualsiasi parola di conforto, eppure ognuno di noi avrebbe bisogno di cure, di attenzioni, di tenerezza e di abbracci.
          Ti dico questo perché l’improvviso peregrinare tra mente e cuore simile al mare in burrasca, mi sta facendo perdere una grande parte di razionalità, per fare certe scelte occorre essere liberi e irrazionali, altrimenti non arriverà mai il coraggio per affrontare scelte di vita determinate e importantissime, lasciare affetti, ricchezza e sicurezza per affrontare l’ignoto del mare, che sia bonaccia o tempesta non ha nessuna importanza, è come attraversare l’oceano con una barchetta a remi, ecco dunque il bisogno di avere al nostro fianco la forza di qualcuno a noi caro che ci aiuti nell’attraversare la tempesta, questo è il motivo per cui hanno bisogno di “aiuto”, anche coloro che sempre hanno aiutato gli altri. Lo sapeva anche il Gabbiano Jonathan….

          “Egli imparò a volare, e non si rammaricava per il prezzo che aveva dovuto pagare. Scoprì che erano la noia e la paura e la rabbia a render così breve la vita d’un gabbiano.”

          Un abbraccio….

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          1. comprendo che dici e credo che nella vita ci sono passaggi che in modo diverso e con pelle diversa, molti di noi si trovano a dover affrontare. E può succedere di sentire un senso profondo e anche duro di solitudine perché diventa difficile ascoltarsi l’un l’altro nelle burrasche, siano personali o condivise. A volte si diventa apparentemente insensibili e poco di sostegno perché si vorrebbe essere, appunto, razionali, o troppo di cuore, ma dov’è la razionalità e dov’è il cuore? sono poi cose davvero staccate? Essere irrazionali è forse irresponsabile, anche verso se stessi. Non so dirti altro. In questo periodo sono poco comunicativa io stessa, forse, e sono certa che quando nasce un frainteso tra commenti è perché agisco d’impulso e dico cosa viene a me senza discrezione, forse senza discernimento, forse senza sensibilità, ma non è che mi cade la sensibilità. Ma è perché quando vedo persone soffrire, anche se non ne capisco e non posso capirne i motivi, mi scatta un’empatia che mi porta anche ad arrabbiarmi per la sofferenza altrui come se fosse la mia. E arrabbiarmi diventa il mio modo sbagliatissimo, forse, di dire ad altri da me che c’è da darsi una scrollata o umanamente restiamo vittime proprio di noi stessi, spegnendo le nostre sensibilità e i sentimenti di vita, anche per troppo voler esser retti. Non so se mi sono riuscita ad esprimere, Nico. Nella mia vita ho seguito anche quello che per molti poteva apparire irrazionale e difficile, sempre con la testa sul collo e con estrema onestà verso me stessa, e ti posso dire che non è stato meno doloroso dell’operare con una certa razionalità. Perciò mi permetto scalci a destra e a manca talvolta e mi rendo conto che non è nemmeno il modo migliore, alla fin fine, di incoraggiare nessuno.
            A volte mi riesce meglio esprimermi. Ma in giorni come oggi non ho scritto nulla e c’è un senso anche nel silenzio mi dico.
            scusami se non mi rileggo e se forse non sono riuscita a risponderti, non lo so.
            Vorrei per ogni creatura di questa terra che ci fosse una pace dentro, ma mi rendo conto che manco io riesco ad avere questa pace, questa serenità. Forse non esiste la serenità assoluta, manco di fondo, nel fondo del nostro animo. E allora, si, la maturità starebbe ne riuscire a non renderci estranei gli uni agli altri, ma non sempre è facile, perché ognuno di noi sa il dolore come personale, imperscrutabile e spesso non ce lo sappiamo dire, manco con le persone che conosciamo in maniera intima, ravvicinata. E forse anche tanta felicità disimpariamo a condividere, perché la paura che anche quella sia un’illusione, o la consapevolezza che mentre si guardano due occhi, altri occhi da soli non ce la sanno fare, ci precipita in baratri da cui risalire sa di burrasche violente dove davvero come ristabilire il sereno?

            ti lascio un abbraccio fraterno in risposta a questo tuo commento che prendo comunque come un segno di stima verso la mia persona anche se non ci si conosce e quel che leggiamo attraverso i siti ci da la misura di un io che cerca di dirsi al mondo, ma a volte resta di facciata ed esposto al giudizio

            Ma io non mi sento creatura che giudica. Caso mai ho un brutto carattere, un temperamento ribelle a qualunque gabbia, non solo la mia

            buona serata

            ciao, Lupo

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            1. ..il punto è che ci è estremamente difficile accettare di essere limitati…
              vorremmo poter fare tutto per tutti nel migliore dei modi, possibilmente annullare tutta la sofferenza che incrociamo, non procurarne a nessuno, e sentire anche che siamo felici perché soddisfiamo anche noi stessi, le nostre necessità emotive e materiali….
              siamo dei pazzi incoscienti, con una smisurata ambizione di generosità e solidarietà, pericolosa tanto quanto altri generi di ambizione egoistica ed egocentrica….
              “chi troppo vuole nulla stringe” vale sempre, anche quando si vuole fare troppo bene a troppe persone…
              ma non c’è soluzione esatta a questo problema ragazzi… ce ne sono più di una, tutte relative e parziali, ma tutte idonee al nostro stato di esseri limitati…
              l’unico problema che invece ha la stessa soluzione per tutti, ed è invece quello che proprio non sappiamo gestire, siamo proprio noi stessi…
              accettare che qualsiasi nostra azione, anche la migliore al mondo, abbia delle conseguenze sgradevoli per qualcun altro, fa parte del gioco della vita, anzi gli da un valore ancora più grande, perché ci mette di fronte alle responsabilità del nostro vivere…
              chi l’ha detto che vivere è gratis? si paga, chi con la felicità, chi con i soldi, chi con l’amore e chi con la vita stessa, ma si paga sempre…
              ognuno di noi ha una sua personale scala di valori, che voglio definire tali anche se a volte non lo sono neanche lontanamente, secondo la quale ha il dovere di vivere e di scegliere; e nessuno può giudicarci se non la nostra stessa coscienza, il più onesto dei giudici, anche se spesso facciamo di tutto per soffocarlo…. vivere costa, e costa lacrime e sorrisi, nel bene e nel male…
              la cosa più brutta del fare del bene? è che devi scegliere a chi farlo…. a te stesso, a chi ti sta accanto, a chi hai incontrato per caso…. possiamo cercare di trovare una media soddisfacente fra vari soggetti, di cui uno dovremmo comunque sempre essere noi stessi, ma non possiamo fare tutti felici, non è umano, e noi siamo solo umani…
              non c’è differenza né distanza fra ragione e sentimento, hai ragione, perché non si può vivere scindendoli; ci vogliono entrambi, con una misura che varia di caso in caso; ma allora come possiamo scegliere? semplice e terribile: capendo quello a cui siamo più disposti a rinunciare, senza troppi sensi di colpa, perché quelli ci saranno sempre, ma se siamo equilibrati sceglieremo quelli più sopportabili tutto sommato… perché una cosa è certa, nella scelta, di qualsiasi genere, qualcosa perdi sempre… puoi essere fortunato con le cose materiali, e allora magari la vita ti mette in condizione di avere più di quello a cui hai rinunciato con la tua scelta; ma per le scelte emotive, dettate dal cuore, quello che lasci perdi per sempre, è inevitabile….
              tutto sta a non perdere noi stessi…. perché anche se facciamo scelte sbagliate, pur nel tentativo di far felici tutti, dovremo sempre convivere con la nostra parte più intima ed autentica, che non ci sconterà mai nulla dei torti che abbiamo fatto a noi stessi…. quindi, quando scegliamo, qualsiasi cosa, conviene assolutamente dare ascolto sincero a questa parte profonda di noi, ed accettare di essere umani, e che più di quello che facciamo, purtroppo non possiamo…

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              1. lo sai come la penso su quel che dici e come la penso soprattutto sulla responsabilità d’ogni nostra azione e scelta affettiva. Io non credo personalmente si possa avere pari dedizione e uguale sentimento per ogni creatura, e riuscire a fare del bene a tutti o saremmo dio, la nostra idea di dio. Allora abbiamo da indagare in noi stessi come ci sentiamo e dove andiamo, dove sentiamo di andare, o meglio: di stare andando, perché anche stare è un viaggio continuo che richiede cura reciproca. A volte non è facile districarsi, a volte crediamo che non sia necessario, e invece lo è perché non siamo mai davvero soli nel muoverci, non siamo soli quando amiamo e non siamo soli quando odiamo. E dobbiamo fare i conti con questo. Fortemente. Mi fermo o ricomincio a sentirmi un predicatore vuoto, senza saggezza. Ogni scelta di vita, dico solo questo, per tante circostanze e anche per l’intimo più profondo di se stessi non è immune da dolori per nessuno, come osservi, socia. E questo lo so per vissuto personale. Ci vogliono anni a volte a uscire dal dolore e dal dolore di vedere persone non capire il perché di una scelta, e non se ne esce mai, ma se è onesta e vera la nostra azione avremo almeno questa forza. E non è poco.
                scusate, ma non rileggo
                No, non c’è fortuna nei sentimenti, ma c’è attenzione tanta da avere nei confronti di ogni singola creatura, e c’è da essere razionali almeno su questo, tenere accese le consapevolezze, e non abbandonarci mai all’inconsapevole.
                non lo so che ho scritto, di certo nulla avrò aggiunto o tolto

                spero una giornata tranquilla e di riflessione, forse, anche se è estate, ma…

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                1. ..se tu sei vuota lo sono anch’io allora, e la tua mancanza è anche la mia, perché sai che sentiamo ciò che dici specularmente uguale…
                  ti voglio bene socia, con il cuore e la mente indiscutibilmente d’accordo…

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                2. …invece è bello potersi esprimere in libertà e senza vincoli, chi legge potrà capire o meno, ma questo non inficia nulla di quello che stiamo scrivendo, quando parliamo di scelte di vita, ogni lettore che avesse voglia, potrà dire la sua senza obblighi…

                  …dunque, siamo consapevoli che la finitudine Umana rende parziale il significato di ogni nostro gesto, sia che venga usato per dare aiuto a qualcuno o anche per trasmettere i nostri sentimenti a qualcun’altro, alcuni abbandonano subito senza perseverare perchè dicono che non è possibile andare oltre le proprie forze, altri invece darebbero la propria vita per quella degli altri, questi ultimi non sono soggetti inconscienti che vorrebbero emulare un “dio”, no, sono soggetti che sanno di rischiare ma sentono troppo “forte” il bisogno di salvare un proprio simile indipendentemente se questi lo meriti o meno, ti racconto qualcosa di personale anche se mi resta difficile farlo perché non amo essere etichettato, ma devo farlo per farti capire come alcuni Valori ci rendono comunque diversi l’un l’altro….

                  Nel Luglio del 1994, in una bellissima giornata di sole che arrivò dopo un paio di giorni di brutto tempo, ero in spiaggia a prendere il sole, il mare era increspato, molto increspato perché lo strascico di quei due giorni di maltempo era molto visibile, infatti le forti correnti sottomarine (invisibili in superficie) spingevano al largo dalla riva chi avesse avuto intenzione di fare il bagno, per questo motivo erano pochissimi i bagnanti in acqua, una signora torinese invece sottovalutò questo pericolo dando il permesso ai suoi due bambini di 11 e 8 anni di fare il bagno, in un istante i due piccoli si trovarono subito in difficoltà, nessuno e dico nessuno ebbe l’istinto di tuffarsi in acqua per portare loro aiuto, tutti urlarono per attirare l’attenzione di chissà chi ma nessuno mosse un dito, soltanto io ebbi l’istinto incosciente di buttarmi per prendere il più piccolo dei due e portarlo a riva dopo un grandissimo sforzo fisico, e nonostante fossi già stremato nelle forze non ebbi esitazione nel tuffarmi di nuovo in acqua per salvare la più grande che già era andata a fondo, riusci a riprenderla per un braccio e portarla a galla, senza sensi, in quel momento la mia vista iniziò ad oscurarsi per il grandissimo sforzo compiuto nel tornare a riva combattendo contro la forte corrente, riusci a farlo ma poi caddi svenuto sulla spiaggia, le ambulanze che nel frattempo erano state allertate, diedero i primi soccorsi ai piccoli. Tutti bene, la più grande si riprese dopo tre giorni di coma, ma il salvataggio comunque era andato a buon fine e la mamma di questi due ragazzi, da quel giorno sino a cinque anni fa, mi ha sempre inviato in occasione delle feste natalizie, tutta la sua riconoscenza per quel gesto…

                  ….a volte l’essere incosciente quindi irrazionale se unito a quel bisogno di protezione diretto a proteggere qualsiasi anima ne abbia bisogno, può trasformarci in persone diverse da quelle che pensiamo di essere, quindi per sapere chi siamo davvero dobbiamo spingerci oltre ogni limite mettendo a rischio anche la nostra vita, certo, per farlo occorre annullare il nostro istinto di sopravvivenza, ma senza queste prove non sapremo mai se siamo in grado di affrontare le scelte più difficili.

                  Ecco quindi che ognuno di noi, in base al suo sentire decide le proprie scelte, scelte che a volte possono arricchire ma anche togliere qualcosa agli altri, purtroppo è la legge della compensazione, se togli lasci un vuoto, se aggiungi crei altro spazio…

                  Grazie a te Dora ma anche ad Andrea per le acute osservazioni che avete lasciato su temi esistenzialisti tanto delicati, forse Locke aveva torto nel dire che gli eventi non accadono a caso ma sono sempre determinati dalle circostanze,…. un po’ di fantasia potrebbe farmi dire che invece tutto dipende dalla miriade di variabili che compongono il carattere di ognuno di noi.

                  Buon pranzo a coloro che passeranno di qua… 🙂

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                  1. io penso da tempo che ognuno di noi contribuisca rispetto a quelli che chiamiamo eventi e che anche una sfumatura d’azione apparentemente non incidente, incide sulla variabilità
                    credo anche che ci siano degli istinti che ognuno di noi lascia emergere o frena e sono forse distinti per carattere. Forse il carattere è quello che più risente delle circostanze, schematizzandosi. Non lo so
                    Ti ringrazio per il tuo racconto e su questo fa finta, o fa vero, che t’ho ascoltato con gran silenzio, quel silenzio che in me è segno di profonda attenzione e sensibilità. Comprendo cosa voi dire e penso che puoi immagine come la vedo, e come la sento rispetto a ciò, perché a mio modo certe visioni della vita le esprimo da tempo nel mio piccolo spazio, il sito. In situazioni differenti non mi tiro e non mi tirerei mai indietro ritenendo limitate le mie forze, anzi, a volte il problema che mi pongo è al rovescio: potrei di più, sento di poterlo, e cerco di capire come posso fare per mettere a disposizione anche degli altri, di chi ha più necessità d’aiuto, queste mie forze.
                    l’istinto… poi… se non avessimo risposte anche immediate, di slancio, in questa vita, saremmo sempre a un passo, un passo indietro, forse, dall’esprimere come sentiamo, ci sarebbe sempre troppo ragionamento e, spesso, il ragionamento porta in noi troppe cose che non c’appartengono. Io la vedo così

                    quindi, si, teniamo la libertà d’esprimerci anche in questi nostri spazi che penso ognuno ha pensato proprio come liberi o non avrebbe manco senso aprirne uno, non so.

                    non mi rileggo, al solito

                    un caro saluto, Nico, e spero un buon tempo per te, da ricercare sempre e comunque oltre i limiti che propri non ci sono

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            2. ..nella mia vita ho scelto chi far sorridere, e anche chi far soffrire… perché sono umana e non ho potuto evitarlo, pur volendolo con tutte le mie forze… e ho fatto forse a volte più male del bene che volevo fare…
              sono sopravvissuta perché ho accettato che il valore di far sorridere una persona scelta per istinto valesse più della consapevolezza di non aver potuto farne sorridere due….
              autoassoluzione? ..non lo credo, e spero di non sbagliarmi…

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              1. te l’ho scritto nel commento di prima. Ci metto molta discrezione perché non è facile esprimersi su queste nostre ‘piazze’, diciamo così, e chi passa ci può prendere per mezzi matti, o esibizionisti, ma…
                quello che dici l’ho vissuto tanto tempo fa nel mio personale, diverso sicuramente, e siamo sopravvissuti tutti, ognuno nella sua vita com’è proceduta distinta. Non so se in generale mi siano rimaste più lacrime addosso che capacità di sorridere, ma so che i miei sorrisi hanno smesso allora di essere comodi e hanno preferito essere scomodamente veri verso quello che sentivo io stessa vero. La vita poi ti porta altre tortuosità, certo.
                Io non sono mai riuscita ad assolvermi. Non credo sia assoluzione che si cerca. Si fa solo luce su se stessi e si cerca luce in altri da se. Senza luce ci piglieremmo solo tutti a capoccciate! fammi alleggerire non per cambiar discorso, ma perché non so dire altro e non devo dire altro
                non sento di dire altro

                il mio affetto distinto c’è per ogni amico di questi spazi tra noi. E quando dico distinto tu lo sai, socia, cosa intendo, torniamo all’unicità per cui non ci si incrocia tutti allo stesso modo e con lo stesso sentire, anche, o sarebbe solo caos questa vita.

                un abbraccio, permettetemi, circolare, come gira la vita in ognuno di noi e va preservata da sofferenze se si può

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                1. ..gli altri, con tutto il rispetto, sai che non sono mai stati un problema per noi…
                  tu lo senti che io sento ciò che è stato, ciò che è, per entrambe, prima o dopo non conta… e sai che anche per me non esiste assoluzione… mi impegno, come essere responsabile di me stessa e di qualunque altro, a dimostrarmi degna di aver comunque potuto scegliere, lo comprendi vero amica mia?
                  ..per il resto, la capoccia è già piena di bernoccoli, dati persino sotto il sole, sai che sono campionessa mondiale di scapocciamento bendato e non ;D

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                  1. ti ho mai detto che il bernoccolo ti sta un gran bene e per questo ogni tanto ti mollo l’aluccia ;P
                    vola, caffè!
                    non sbagliare: la nostra bendina merlettata sempre sull’occhio che sai o la capocciata è sicura! meno male che non t’accordai quella stoffetta di lino… 😀

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..dimmi ciò che pensi.

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