Riflessioni personali……l’amore saffico tra Frida e Tina!!


 

L’amore saffico tra due stelle rivoluzionarie e femministe allo stesso tempo, Frida Kalho e Tina Modotti.

 

Tina Modotti (1926)
Tina Modotti (1926)

 

 

Tina Modotti (1896-1942)

Nata a Udine, Italia, nel 1896, Tina Modotti ha vissuto una delle vite più brillanti e tragiche della sua epoca. Una fotografa di fama internazionale modernista, Modotti ha immortalato immagini eleganti concepite come strumenti per l’auto-liberazione del popolo messicano. Ma i suoi successi come fotografa sono solo un aspetto della sua storia. Una bellezza leggendaria, ha interpretato nella sua vita una serie di ruoli incredibili per ogni comune mortale: attrice del cinema muto; una Jazz Age bohemien; agente stalinista; amica e amante di Frida Kahlo, di Sergei Eisenstein, di Pablo Neruda, e anche una rivoluzionaria; e stata collega e amante del fotografo Edward Weston, del pittore Diego Rivera, e amante del fondatore del Partito Comunista Cubano Julio Antonio Mella. Proprio dall’omicidio di Mella, avvenuto una sera nella sua casa a Città del Messico partì una serie di eventi che portarono la Modotti prima a Berlino, poi a Mosca e infine a Madrid, qui si dedicò totalmente alla causa lealista nella guerra civile spagnola. La sua fotografia, la sua bellezza, e la sua salute caddero nel dimenticatoio, cosi come tutte le energie spese dalla Modotti per la Spagna e per tutti i lavoratori, contadini e la gente umile in tutto il mondo.

 

Madre con figlio (photo by Tina Modotti) 1927
Madre con figlio (photo by Tina Modotti) 1927

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il percorso umano e conoscitivo di Tina , fotografa e militante politica, si articola in fasi ben distinte, nel corso delle quali la protagonista acquista dimensioni drammatiche sino ad assumere un ruolo quasi di vittima degli eventi storici.

Nella sua breve vita la Modotti, approda la volta prima nella dorata California e poi del luminoso Messico, è un personaggio accattivante nella sua complessità, reso spesso un mito dalle molte biografie che tendono a trascurare alcuni aspetti politici salienti.

La Modotti fu protagonista di diversi eventi storici: il periodo italiano di fine secolo, l’emigrazione friulana negli Stati Uniti d’America, la California dei bohémiens, il Messico degli anni venti, l’Unione Sovietica del regime stalinista e la Spagna dilaniata dalla guerra civile.

 

Frida Kalho (photo by Tina Modotti)
Frida Kalho (photo by Tina Modotti)

 

 

Frida Kahlo (1907-1954)

 

Gli studiosi di Frida Kahlo si sono sovente soffermati a descrivere e analizzare il suo difficile matrimonio con Diego Rivera (1886-1957), l’impossibilità di avere figli e le molte relazioni extraconiugali con amanti del sesso opposto, trascurando invece quelle omosessuali.

Indubbiamente, della vita privata di Frida Kahlo colpiscono e al tempo stesso affascinano la naturalezza e l’assoluta libertà con cui la pittrice visse le sue numerose avventure lesbiche. 

Frida non tentò mai di celare i suoi amori saffici, sebbene fossero in molti casi soltanto emotivi o platonici, dal momento che essi rappresentavano l’affermazione della sua diversità e, nel contempo, erano il vessillo della sua libertà e autodeterminazione. Infatti, se da una parte le relazioni amorose di Kahlo con le donne servivano a esprimere la sua sessualità e il suo intenso bisogno di amare ed essere amata, dall’altra rappresentavano una forma di ribellione, di sfida nei confronti dei ruoli sessuali codificati e dei comportamenti prestabiliti dalle convenzioni borghesi, misogine e patriarcali.

In Messico, durante il periodo post-rivoluzionario, le donne della generazione di Frida Kahlo arrivavano all’emancipazione principalmente per il tramite della politica; probabilmente anche per la stessa ragione la pittrice si iscrisse al Partito Comunista Messicano, infatti….il partito presentava anche un’altra attrattiva: la presenza e la militanza di numerose donne dinamiche la cui indipendenza e autodeterminazione possono aver incoraggiato la pittrice a unirsi a loro” Molto probabilmente esercitarono un certo fascino su Frida Kahlo: la russa Aleksandra Kollontaj (1872-1952), che visse in Messico dal 1925 al 1926 come ambasciatrice di Mosca; la fotografa di origine italiana Tina Modotti (1896-1942); la ballerina, coreografa e pittrice Rosa Rolando (1897-1962)

Frida Kahlo, dunque, ricalca il modello della “donna emancipata” che si ribella al tradizionale stereotipo misogino secondo cui la donna era un mero oggetto del desiderio maschile. Pratica con disinvoltura il travestitismo, “mi vestivo da maschio, con capelli cortissimi, pantaloni, stivali e giacca di pelle” vivendo con diletto la propria sessualità, senza riluttanze o pentimenti, diritto che spettava per tradizione agli uomini.

Infatti, nella biografia di Herrera si legge: 

“Il più delle volte, quando Frida prendeva la macchina per la giornata, era perché aveva appuntamento con un amante, uomo o donna. L’omosessualità di Frida, manifestatasi traumaticamente durante l’ultimo anno della scuola nazionale preparatoria, era riemersa subito dopo l’ingresso nell’ambiente bohémien e spregiudicato di Diego, dove l’amore tra donne erano comuni e ammessi. Frida non si vergognava della sua bisessualità”

fonte: diverse in internet

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