Grethe Garbus


 

immagine presa dal web
immagine presa dal web

 

L’Obbedienza della Coscienza.. (mente e cuore)

 

Per me è sempre stato Doloroso e problematico esprimere una Vita di relazione con gli altri, a causa della mia conformazione, dapprima Mentale e poi Spirituale.
Non so, di certo ho sempre preferito l’Immediatezza di una Mente Chiara, priva di Giudizio, spesso questa, un Dogma, fallace.
Non ho mai posto un valore assoluto alla Mente, quanto alla Coscienza, assai piu’ Completa, nel Definire l’Umano.
Spesso, un piccola Mente è assai Gradita alla Vista, piu’ d’una Mente Grande, priva di Coscienza.
Ho letto oggi, in un sito Cattolico, sostenere la Ragione, anzi, la Virtu’ di un’Obbedienza alle Ideologie.
Testuale.
La prima Evirazione Mentale, avviene appunto, nei militi in specie, operando
una Cesura fra la Mente ed il Corpo, in Specie, il Cuore, ritenuto, artamente falso, centro del Sentimentalismo, negativita’ delle Sciocche Femmine.
La Mente, riflette allora, Immagini cacofoniche, simili a se stesse, monotone, simbolismo Pavloviano, al par di un’Ipnosi.
Il sonno, vigile, della Ragione.
Un’Anima, Vera, Limpida, Vaglia un Impulso del Cervello sino al Cuore, in un Dialogo Empatico, Ombelicale, Osmotico.
La Mente dice: è Giusto, il Cuore risponde: è Sbagliato.
La Mente Riflette, Elabora e Sorridendo, ammmette: è Davvero Sbagliato.
Ancora: la mente dice: è Sbagliato, il cuore , sereno, risponde: è Giusto.
La Mente, a sua volta: è Sbagliato, ma se Tu Vuoi, anch’io.
SI chiama Sacrificio, e son gli Occhi a Suggerire, così Vicini alla Mente, Aperti sul Cuore.
Così, ho visto Atei Santi e Cattolici Dannati.
E’ Tutto.
Buonanotte, questo silenzo Irreale, mi rende triste.

 

Grethe Garbus (white venus)

Riflessioni Personali…Terremoti, magnitudo e risarcimenti…quale verità?


 

Castelsantangelo sul Nera (Mc) - Casa di riposo -
Castelsantangelo sul Nera (Mc) – Casa di riposo –

 

 

Terremoti, magnitudo e risarcimenti…quale verità?

 

Amici carissimi, vi assicuro che non è bello sentire la terra muoversi sotto i piedi, non è bello sentire quel sordo boato che precede il terremoto e a cui non riesci mai ad abituarti, sono momenti di panico che ti inducono senza poter ragionare a “fuggire” da casa e scendere in strada.

Come già saprete perche ne ho già parlato qui, io ho paura dei terremoti, una paura che viene da lontano, da quando quella sera del 24 novembre del 1980, fui costretto insieme ad altri “commilitoni” a fermarmi in un centro militare (invisibile) nella provincia di Napoli per riposare e poter raggiungere poi il giorno dopo Lioni, questo per prestare aiuto alla popolazione civile, Lioni è uno dei tantissimi centri dell’Irpinia che fu colpito in modo irrimediabile dal terremoto del 23 nnovembre del 1980.

Quella sera una delle tante scosse di assestamento fece crollare il soffitto di quel vecchio convento che ci ospitava, io fui colpito di striscio dalle macerie ma non riportai traumi importanti, solo qualche livido e tanta ma tanta paura, questo episodio provocò in me una sorta di fobia del terremoto, in quanto sono abituato a tenere tutto sotto controllo, e il fatto di non poter prevedere ciò che potrebbe accadere in simili situazioni, divento ansioso e di fatto inerme, contro il terremoto non puoi fare nulla, puoi solo subire e a me non piace subire senza poter fare qualcosa per difendermi.

Dunque torniamo a noi, questa mattina intorno alle 7.40 una fortissima scossa di terremoto ha colpito nuovamente il centro Italia, precisamente Norcia, Castelsantangelo sul Nera, Visso e altri piccoli centri, una scossa fortissima sentita anche lungo la costa dove abito io, in linea d’aria circa 50 km dall’epicentro del sisma.

La cosa strana, così come accadde qualche giorno fa ed anche il 24 Agosto, è la reticenza delle Istituzioni nel dire l’esatta magnitudo delle scosse telluriche, la scossa di questa mattina, dopo tanti “rimpalli” è stata fissata a 6.4 gradi di magnitudo rilevata ad profondità di 8 km, questo dopo che diversi istituti di sismologia europei davano inizialmente un valore 7.1

Ora veniamo al punto, come tante persone, anch’io non credo a simili “numeri”, non ci credo perché esistono talmente tanti interessi privati e pubblici da essere soddisfatti, oltre i quali noi non dobbiamo avere “accesso”.

Dire che le Istituzioni, in questo caso la Protezione Civile, possano “aggiustare” i numeri su mandato della politica non è fantasia, aggiustare i numeri significa non risarcire i danni a privati e non è poca cosa per le casse disastrate di uno Stato in cui TUTTI mettono mano per rubare, in questo caso l’unica Istituzione a fregarsene dei numeri è quella Cattolica, non a caso, indipendentemente dall’intensità dei terremoti, le chiese hanno la priorità negli interventi di ricostruzione, lascio a voi un momento di riflessione su questo aspetto, io l’ho già fatto.

Esiste infatti una legge che porta il nome di un senatore a vita chiamato Monti, datata 12 maggio 2012 e modificata poi il 12 luglio dello stesso anno, una legge fatta per non far capire nulla e modificata per far capire ancora meno, fare una legge che sia facilmente interpretabile da tutti forse è troppo difficile, ma fare una legge che sia una presa in giro per il cittadino, è al contrario molto facile, basta scrivere cose talmente ingarbugliate da non poter essere interpretate nemmeno dagli stessi legislatori, ma…..E’ COSI CHE FUNZIONA L’ITALIA!!

Sotto potete leggere il DL inerente la legge sui risarcimenti da eventi sismici, non cercate di capire perché non c’è nulla da capire, un terremoto può essere di alto magnitudo ma di bassa intensità, oppure potrà avere alta intensità ma basso magnitudo, dunque….

PENSATE QUELLO CHE VOLETE, MA CON QUESTA CLASSE POLITICA (non parlo di destra o sinistra ma di persone) ANDREMO SEMPRE PIU’ A FONDO!

 

Legge Monti: cosa dice esattamente?

La citata legge Monti si riferisce al DL numero 59 del 15 maggio 2012 (decreto legge approvato 5 giorni prima del sisma dell’Emilia Romagna, quindi) con il quale si riorganizzava la Protezione Civile e nel cui articolo 2 si leggeva: “al fine di consentire l’avvio di un regime assicurativo per la copertura dei rischi derivanti da calamità naturali” esclude “l’intervento statale, anche parziale, per i danni subiti da fabbricati”.

Questo articolo, però, è stato successivamente soppresso dalla Legge 100 del 12 luglio 2012.

 

Magnitudo o intensità?

 

L’inesattezza maggiore della notizia virale che sta circolando in queste ultime ore, però, riguarda la magnitudo dei terremoti che non c’entra nulla con il risarcimento danni, il cui calcolo si basa, invece, sull’intensità del terremoto   😀

A spiegare cosa intende con intensità è lo stesso Istituto Nazionale di Geofisica: si tratta degli effetti del sisma sull’ambiente, sulle cose e sull’umo. L’intensità è calcolata sulla scala Mercalli mentre la magnitudo è calcolata sulla scala Richter, Sul sito dell’Istituto si legge che intensità e magnitudo “sono misure non sempre correlabili; terremoti forti in zone disabitate o con edifici antisismici non causano danni e hanno quindi gradi bassi di intensità. Viceversa, piccoli terremoti in aree con costruzioni non adeguate possono provocare danni e determinare gradi alti di intensità”.

Ma perchè allora, alcuni siti esteri hanno parlato di magnitudo 6.2 mentre i media italiani hanno parlato di magnitudo 6.0? A spiegarlo è sempre l’Istituto Nazionale di Geofisica che chiarisce che sono diversi i modi in cui la magnitudo è misurata e cose come questa possono succedere senza che dietro vi sia chissà quale macchinazione.

 

Ora vi tutto più chiaro?  😀

 

Nico (max weber)

Riflessioni Personali…….Burattinai e burattini!!


 

immagine presa dal web
immagine presa dal web

 

Burattinai e burattini.. …

 

Hai mai sentito parlare del burattinaio?

Probabilmente sì, in fondo, ha un infinità di nomi…

Qualcuno lo chiamo Dio, altri lo chiamano Amico e altri ancora Destino…

In realtà è semplicemente colui che fa del nostro mondo il suo teatrino personale.

Questa oscura e ambigua figura è sempre presente. Scruta il nostro mondo con le sue mille facce senza espressione, muove freneticamente l’infinità di mani per gestire noi, il suo giocattolo.

Emozioni, pensieri, gesti, tutto ciò che vorremmo fare viene controllato da lui.

È la sua ragione d’esistere, ed è talmente abile da stimolare in noi quasi un illusione di libertà.

Ma i più svegli lo sentono. Sentono di essere governati in ogni singolo gesto, in ogni singolo pensiero.

Non si mostra mai all’uomo. Occasionalmente però, c’è gente che ha giurato di vedere un “gigantesco” e sempre presente amico che ci toglie dall’impaccio della mancanza di Pensiero, che ci rasserena quando abbiamo paura di non essere all’altezza e ci convince di potercela fare, quando siamo titubanti nel momento delle decisioni importanti.

Solo illusioni probabilmente, perché la gente si convince di aver visto ciò che ha semplicemente percepito, sognato e voluto a tutti i costi, un mentore che ci conduca per mano attraverso il “bosco” della vita.

L’uomo non lo vede, ma è così, ed è per colpa della nostra “assenza” che il burattinaio ci tiene legati a lui come fossimo suoi giocattoli.

Uno ad uno, inesorabilmente.

Ci guida come un genitore amorevole lungo un illusione di vita, pregustando con una apatica emozione il momento in cui spariranno dal suo teatrino.

È tutto intorno a noi, sempre.

Ha voluto che io fossi qui a scrivere, e ha voluto che tu lo leggessi.

C’è solo un modo per riacquistare il controllo della propria esistenza.

Solo un modo.

E tu lo sai.

Devi fare qualcosa, qualcosa che non avresti mai programmato di fare. Qualcosa che sconvolga il tuo destino di burattino, qualcosa che fino a ieri non era immaginabile.

Sono sicuro che non avrai difficoltà a ricordarti di quella finestra*, così in alto, da cui riesci a vedere quasi tutta la città.

Non esitare, prendi il controllo della tua vita, sali sul cornicione**, un piede dopo l’altro.

Cerca l’altezza.***

Ti tremeranno le gambe. Ti verrà voglia di scendere. Ti farà venire voglia di scendere. Ti starà osservando anche in quel momento.

Ma fatti coraggio, riprenditi il controllo della tua vita.

Riprendi le redini del tuo destino.

Riprendi i tuoi pensieri e fa che siano solo tuoi.
Assapora il brivido della libertà di Pensiero

Puoi farcela, da solo…

 

(testo preso dal web)

 

 

 

 

da (Burattino senza fili -1977-)

E’ stata tua la colpa…

 

E’ stata tua la colpa allora adesso che vuoi?
volevi diventare come uno di noi,
e come rimpiangi quei giorni che eri
un burattino senza fili
e invece adesso i fili ce l’hai!…

Adesso non fai un passo se dall’alto non c’è
qualcuno che comanda e muove i fili per te
adesso la gente di te più non riderà
non sei più un saltimbanco
ma vedi quanti fili che hai!…

E’ stata tua la scelta allora adesso che vuoi?
Sei diventato proprio come uno di noi
a tutti gli agguati del gatto e la volpe tu
l’avevi scampata sempre
però adesso rischi di più!…

Adesso non fai un passo se dall’alto non c’è
qualcuno che comanda e muove i fili per te

E adesso che ragioni come uno di noi
i libri della scuola non te li venderai
come facesti quel giorno
per comprare il biglietto e entrare
nel teatro di Mangiafuoco
quei libri adesso li leggerai!…

Vai, vai, e leggili tutti
e impara quei libri a memoria
c’è scritto che i saggi e gli onesti
son quelli che fanno la storia
fanno la guerra, la guerra è una cosa seria
buffoni e burattini, non la faranno mai!…

E’ stata tua la scelta allora adesso che vuoi?
Sei diventato proprio come uno di noi
prima eri un buffone, un burattino di legno
ma adesso che sei normale
quanto è assurdo il gioco che fai!

 

Edoardo Bennato

Riflessioni Personali…….Invidus!


 

 

Per Bertrand Russel l’invidia è «una delle più forti cause di infelicità» ed è, tra le passioni umane, «la più deprecabile», poiché la persona invidiosa rende infelice sé stessa non trovando piacere in ciò che ha ma «soffrendo per quello che gli altri hanno», ecco perché l’uomo che abita la società odierna si affligge, incapace così come è di concepire il bene se non come risultato. Il suo essere Invidus, invidioso, lo porta a calcolare quanta felicità sia toccata a lui e quanta al suo simile, continuando a desiderare di avere e di avere più dell’altro.

immagine presa dal web
immagine presa dal web

 

L’invidia è il sentimento che noi proviamo quando qualcuno, che noi consideriamo del nostro stesso valore ci sorpassa, ottiene l’ammirazione altrui. Allora abbiamo l’impressione di una profonda ingiustizia nel mondo. Cerchiamo di convincerci che non lo merita, facciamo di tutto per trascinarlo al nostro stesso livello, di svalutarlo; ne parliamo male, lo critichiamo. Ma se la società continua ad innalzarlo, ci rodiamo di collera e, nello stesso tempo, siamo presi dal dubbio. Perché non siamo sicuri di essere nel giusto. Per questo ci vergogniamo di essere invidiosi. E, soprattutto, di essere additati come persone invidiose. In termini psicologici potremmo dire che l’invidia è un tentativo un po’ maldestro di recuperare la fiducia e la stima in sé stessi, impedendo la caduta del proprio valore attraverso la svalutazione dell’altro.

È facile passare dall’ applauso alla gogna, dalla gloria all’ insulto. Anche per la persona più nobile e innocente, basta uno schizzo di fango e subito c’ è gente che incomincia a trovarle difetti, a scoprire errori, colpe che vengono ingigantite. (…) La stessa gente che gridava «evviva» ora grida «abbasso», chi gridava «ti amo» ora grida «ti odio», chi gridava «vita» ora grida «a morte». Però, attenti, questo mutamento improvviso di opinione non avviene spontaneamente, è sempre opera di qualcuno che odiava già da prima e approfitta del momento adatto per convincere gli altri. Infatti, tutti coloro che emergono, che valgono, che sono ammirati e amati, hanno sempre dei nemici che li odiano e li invidiano in modo feroce.

.
(Francesco Alberoni)