Riflessioni Personali…….Burattinai e burattini!!


 

immagine presa dal web
immagine presa dal web

 

Burattinai e burattini.. …

 

Hai mai sentito parlare del burattinaio?

Probabilmente sì, in fondo, ha un infinità di nomi…

Qualcuno lo chiamo Dio, altri lo chiamano Amico e altri ancora Destino…

In realtà è semplicemente colui che fa del nostro mondo il suo teatrino personale.

Questa oscura e ambigua figura è sempre presente. Scruta il nostro mondo con le sue mille facce senza espressione, muove freneticamente l’infinità di mani per gestire noi, il suo giocattolo.

Emozioni, pensieri, gesti, tutto ciò che vorremmo fare viene controllato da lui.

È la sua ragione d’esistere, ed è talmente abile da stimolare in noi quasi un illusione di libertà.

Ma i più svegli lo sentono. Sentono di essere governati in ogni singolo gesto, in ogni singolo pensiero.

Non si mostra mai all’uomo. Occasionalmente però, c’è gente che ha giurato di vedere un “gigantesco” e sempre presente amico che ci toglie dall’impaccio della mancanza di Pensiero, che ci rasserena quando abbiamo paura di non essere all’altezza e ci convince di potercela fare, quando siamo titubanti nel momento delle decisioni importanti.

Solo illusioni probabilmente, perché la gente si convince di aver visto ciò che ha semplicemente percepito, sognato e voluto a tutti i costi, un mentore che ci conduca per mano attraverso il “bosco” della vita.

L’uomo non lo vede, ma è così, ed è per colpa della nostra “assenza” che il burattinaio ci tiene legati a lui come fossimo suoi giocattoli.

Uno ad uno, inesorabilmente.

Ci guida come un genitore amorevole lungo un illusione di vita, pregustando con una apatica emozione il momento in cui spariranno dal suo teatrino.

È tutto intorno a noi, sempre.

Ha voluto che io fossi qui a scrivere, e ha voluto che tu lo leggessi.

C’è solo un modo per riacquistare il controllo della propria esistenza.

Solo un modo.

E tu lo sai.

Devi fare qualcosa, qualcosa che non avresti mai programmato di fare. Qualcosa che sconvolga il tuo destino di burattino, qualcosa che fino a ieri non era immaginabile.

Sono sicuro che non avrai difficoltà a ricordarti di quella finestra*, così in alto, da cui riesci a vedere quasi tutta la città.

Non esitare, prendi il controllo della tua vita, sali sul cornicione**, un piede dopo l’altro.

Cerca l’altezza.***

Ti tremeranno le gambe. Ti verrà voglia di scendere. Ti farà venire voglia di scendere. Ti starà osservando anche in quel momento.

Ma fatti coraggio, riprenditi il controllo della tua vita.

Riprendi le redini del tuo destino.

Riprendi i tuoi pensieri e fa che siano solo tuoi.
Assapora il brivido della libertà di Pensiero

Puoi farcela, da solo…

 

(testo preso dal web)

 

 

 

 

da (Burattino senza fili -1977-)

E’ stata tua la colpa…

 

E’ stata tua la colpa allora adesso che vuoi?
volevi diventare come uno di noi,
e come rimpiangi quei giorni che eri
un burattino senza fili
e invece adesso i fili ce l’hai!…

Adesso non fai un passo se dall’alto non c’è
qualcuno che comanda e muove i fili per te
adesso la gente di te più non riderà
non sei più un saltimbanco
ma vedi quanti fili che hai!…

E’ stata tua la scelta allora adesso che vuoi?
Sei diventato proprio come uno di noi
a tutti gli agguati del gatto e la volpe tu
l’avevi scampata sempre
però adesso rischi di più!…

Adesso non fai un passo se dall’alto non c’è
qualcuno che comanda e muove i fili per te

E adesso che ragioni come uno di noi
i libri della scuola non te li venderai
come facesti quel giorno
per comprare il biglietto e entrare
nel teatro di Mangiafuoco
quei libri adesso li leggerai!…

Vai, vai, e leggili tutti
e impara quei libri a memoria
c’è scritto che i saggi e gli onesti
son quelli che fanno la storia
fanno la guerra, la guerra è una cosa seria
buffoni e burattini, non la faranno mai!…

E’ stata tua la scelta allora adesso che vuoi?
Sei diventato proprio come uno di noi
prima eri un buffone, un burattino di legno
ma adesso che sei normale
quanto è assurdo il gioco che fai!

 

Edoardo Bennato

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18 pensieri su “Riflessioni Personali…….Burattinai e burattini!!

  1. Nico, te lo dico onesto: è da brividi il testo che citi sul burattinaio…in rete ci sono tanti occhi e tanti cuori, più o meno deboli, più o meno innocenti…quel testo potrebbe far trasalire qualcuno già in bilico su qualche soglia di insopportabile dolore. Ti cito Ungaretti: “La morte si sconta vivendo”.Ciao

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    1. ..in un mondo dove la realtà è sinonimo di apparenza, tutti i nostri gesti, le nostre parole, i pensieri e i nostri sentimenti prendono un’altra forma, la nostra misera stanchezza ci fa illudere di poter attingere in un momento a quella breve illusione di felicità, sono “mondi” di ottusità ed incapacità che stanno dietro al nostro mondo e sorreggono la nostra fragilità.

      Tu citi non a caso Ungaretti, anche per lui la vita è un eterno naufragio dove ad ogni caduta l’uomo riprende continuamente il suo viaggio, un’alternanza tra vita e morte, tra naufragio e allegria, ed è cosi che scorrono le nostre esistenze, molti riescono a governare la loro, altri invece si lasciano andare al “burattinaio di turno” mettendo nelle sue mani il proprio Essere, ne diventano discepoli accettando qualsiasi visione senza remore, nati stanchi, stanche esistenze piegate dalle vicissitudini personali, sogni infranti per non essere quello a cui si aspirava di essere, sono note rappresentative dell’Ipocrisia imperante dove ognuno cerca il proprio riscatto sociale attraverso la svaluatazione dell’altro e non mettendosi alla prova con i fatti.
      Sono amareggiato Franz, sono amareggiato di questa società che non permette dialogo, non permette confronto e non permette nemmeno che tu possa fare qualcosa di buono, senza essere etichettato come millantatore, bugiardo e presenzialista.

      Ti chiedo caro amico, quanto incide la retorica dell’etica e della morale nelle nostre convinzioni personali, persuadendoci in tal modo che è giusto tutto quello che invece è sbagliato, cosi come accade usando il tecnicismo eristico della “reductio ad absurdum” ?

      Siamo Umani caro Franz, siamo Umani!
      Chiedo scusa a tutti per questa improvvisa amarezza nel rendermi conto che sono un “ingenuo” tra tanti furbi. 😦
      Ti abbraccio..

      Per accontentarti, ho messo delle postille ad alcuni vocaboli che potrebbero essere fraintesi proprio da quelle persone a cui serve un tutor (burattinaio) per poter capire..

      *finestra / sbocco simbolico alla libertà

      ** cornicione / limite di salvezza dal “burattinaio” di turno

      ***altezza / rendere reale il Cogito ergo sum

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      1. forse era opportuno per il resto rispetto e comprendo a fondo la tua amarezza. Sai Nico hai molti followers e il sito è aperto…non è necessario essere agiti da un burattinaio per pensare (fraintendendo) che il salto nel vuoto possa essere una soluzione….Penso a tanti giovanissimi che col linguaggio non hanno ancora la raffinata conoscenza delle ambiguità che comporta. Un abbraccio

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        1. @Franz
          @Marianne
          @ per tutti…..

          ….carissimi amici, non so voi ma io rivivo il mio passato con grande lucidità, anni non facili in cui tutto era in movimento, idee, politica, usi e costumi e tanto altro, in particolare il linguaggio affrontò in quel periodo un grande cambiamento che lo avrebbe snaturato negli anni seguenti, lo avrebbe quindi reso monco di quella parte importante che lo lega al significato stesso di ogni parola da cui è composto.
          Sappiamo che il linguagggio può essere espresso in modi differenti complice le sue diversità, ad esempio la diversità della classe sociale a cui si appartiene, la diversità di genere, maschi e femmine usano linguaggi diversi, i diversi ambienti di vita come quello urbano e quello contadino avranno un linguaggio diverso, allo stesso modo, crea una diversità di linguaggio anche l’età delle persone, perché i più giovani usano un loro particolare slang che è sconosciuto alle persone più mature.

          Dunque, qualsiasi linguaggio io possa usare, sarei sicuro di scontentare qualcuno, quindi cosa dovrei fare, non scrivere nulla oppure far uso della semantica in modo cosi raffinato da andare oltre quel concetto che vorrei rappresentare, dovrei dunque elaborare una teoria semantica che permetta di escludere come funzione principale, tutti gli enunciati accettabili che di quella parola possono essere sostituti, ma scusate, non vi sembra che sia un po fuori luogo tutto questo spreco di energie intellettuali?
          Io volevo solo far cogliere l’importanza della Libertà individuale che viene rappresentata dal concetto kantiano di liberà del noumeno, un concetto informale di libertà che non sia volontà di un arbitrio, ma sia frutto di una scelta non condizionata nel pensiero e nemmeno nell’azione, perché la stessa non rappresenta un mezzo per Esistere ma coincide concretamente con la nostra stessa esistenza, famoso l’esempio di Jaspers nel dire..”io sono quando scelgo e, se non sono, non scelgo”

          Mi spiace davvero aver dato l’impressione di essere un disonesto affabulatore di giovani che chiede loro di aver il coraggio di finire questa vita promettendo VITA OLTRE LA VITA …no, avete interpretato male questo scritto, è sicuro.

          Non mi ritengo responsabile di come gli altri possano interpretare quello che scelgo di postare, lascio totale libertà nel fare ciò perchè presuppongo che tutti abbiano un minimo di intelletto da poter usare con spirito critico.

          Ciao

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          1. Nico, io penso di aver compreso perfettamente il senso di ciò che volevi esprimere, è il testo che hai scelto (non è tuo, se ho visto bene) che si presta a diverse interpretazioni. Sulla tua interpretazione non posso che essere d’accordo con te, non ti reputo certo responsabile di nulla, e non ho alcun dubbio sulla tua onestà intellettuale, anzi, la mia stima per te è viva più che mai. Solo, al contrario di te, non penso che lo spirito critico sia così diffuso, credo che ci sia una grande fragilità umana oggigiorno, soprattutto in persone più giovani di noi, che porta ad essere più influenzabili e suggestionabili, una insicurezza di fondo che a volte porta a credere che il “salto nel vuoto” possa davvero essere una soluzione alla propria difficoltà di scegliere… Un abbraccio stretto. ❤

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              1. Piccolino!, mio bel narciso, ascolta la vecchietta che ha vissuto tanto, le strade son tortuose, la fragilità è latente, meglio non compiacersi troppo di se stessi, come dice il saggio “Chi si loda … s’imbroda!” Ciao! 😀 😀 😀

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                1. So quello che sono. Non diventerò mai un venduto. Mia cara, ho la mia reputazione…sudata. Tanti vorrebbero essere come me…solo che io sono naturale così, dunque inimitabile. Non è lodarsi ma imporsi nel Mondo dove conta apparire…io ho scelto di essere.
                  Non mi chiamerebbero Gengis Khan altrimenti. Ciao…

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          2. ripeto rispetto il tuo punto di vista e qui lo ribadisco…resto dell’avviso che quelleparole (peraltro non tue ma tratte dal web) possono costituire un pericoloso stimolo a chi si trova sull’orlo di un baratro autodistruttivo. Il resto è riflessione seria da leggere e ri flettere…punto

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  2. L’approccio alla metafora non dovrebbe essere solo lusso per chi si spende a riflettere… dovrebbe essere, invece, materia integrante le altre discipline che si acquisiscono durante la crescita.
    L’essere pensante, ovunque si trovi, rimane libero malgrado le proprie catene.
    Il pezzo sottoposto alla tua/nostra riflessione è terreno fertile per domande giuste. Chi si pone le domande sbagliate durante la lettura pecca di sfiducia negli altri poiché, chi vuole seguire una strada, ha bisogno solo di un pretesto ma lo troverà ovunque, perché di pretesto si tratta!

    “La pelle appartiene ai brividi…
    Qualcosa di buffo, a volte, sale dalla schiena in arabeschi.
    E si vola!” (brigi)

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..dimmi ciò che pensi.

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