Riflessioni Personali….La forza delle parole!


Pier Paolo Pasolini
Pier Paolo Pasolini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La forza delle parole

Pier Paolo Pasolini è morto a causa delle sue parole, di quello che aveva scritto e di quello che avrebbe scritto. Naturalmente tutti – perfino chi usa le parole in maniera ipocrita – si dichiarano tristi per la morte di Pasolini. E’ vero che quell’uccisione ha privato l’Italia, l’Europa, il mondo, di un artista, e di una coscienza critica. E rileggendo proprio le denunce di Pasolini, guardando a quello che è successo in questi quarant’anni, vediamo che hanno vinto loro, ha vinto quel potere oscuro di cui forse Pasolini aveva paura, ma da cui evidentemente non si è guardato abbastanza.

Nei suoi testi degli inizi degli anni Settanta racconta con una precisione che quasi spaventa quello che sarebbe successo negli anni successivi, lo strapotere del capitale, l’idolatria del mercato, il ribaltamento del sistema dei valori a favore del denaro, la fine di un certo modo di intendere la politica e l’impegno civile. E’ vero, hanno vinto, ci hanno schiacciato, tanto che si permettono perfino di organizzare delle manifestazioni per questo anniversario, di celebrare quell’uomo che hanno ucciso, di lodarne le capacità poetiche, ma sempre ricordando che in fondo era un pederasta e che quella morte se l’è andata a cercare. Hanno vinto perché la storia la raccontano come vogliono loro, anche la storia dell’uccisione di Pasolini, di cui continuano a incolpare Pelosi che fu solo spettatore impaurito e complice forse poco consapevole.

Hanno vinto perché controllano quello che leggiamo, quello che guardiamo al cinema e in televisione, perché ci offrono un’immagine falsa del mondo, l’immagine che hanno costruito per noi. Quello che avviene proprio in questi giorni, la progressiva riduzione degli ambiti della democrazia, la messa in mora della Costituzione, la concentrazione del vero potere in poche mani è l’evoluzione naturale di quel disegno cominciato con la stagione delle bombe, di cui Pasolini ci ha detto con chiarezza scopi e mandanti. Noi oggi sappiamo, perché Pasolini allora disse Io so. E ci ha spiegato anche che quello che allora sembrava il nemico, il ritorno di un fascismo che effettivamente in quegli anni prendeva il potere in tanti paesi del cosiddetto terzo mondo, ma anche in Grecia, qui in Europa, non era il vero nemico, e che alla fine sarebbe caduta la maschera e avremmo visto che il vero potere è nella mani di quei pochissimi che controllano l’economia, che ci hanno trasformati in consumatori prima che in sudditi. E oggi è chiarissimo che siamo arrivati a quel punto, visto che i nostri governi fanno quello che fanno proprio in nome dell’ultraliberismo e sotto gli ordini diretti di questi nuovi poteri.

C’è da essere pessimisti, e – lo sapete – io lo sono, perché sono, come tanti di voi, tra gli sconfitti. Però c’è una cosa che ci insegna la vicenda di Pasolini ed è proprio la forza della parola. Pasolini non aveva nient’altro eppure le sue parole facevano tanta paura da costringerli ad ammazzarlo. Allora questa parola deve essere davvero un’arma insidiosa, potente, letale, se perfino chi ha un potere così smisurato, così sfacciato, così violento, la teme. E allora anche noi che le parole non le sappiamo usare così bene come Pasolini, ma in qualche modo le mettiamo in fila, abbiamo una responsabilità, perché maneggiamo un’arma potente, un’arma che loro temono. In qualche modo la loro paura è la nostra speranza, o più probabilmente la speranza di una generazione che verrà e a cui dobbiamo consegnare delle parole.

 

Luca Billi

da: ancorafischia.altervista.org

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22 pensieri su “Riflessioni Personali….La forza delle parole!

  1. Una serie di giuste considerazioni che delineano il genio di PPP che aveva come unici strumenti la parola e l’immagine attraverso cui raccontava le verità di un paese di cui prevedeva la cancrena. E lo testimoniano queste altre sue parole che dimostrano quanto ci vedesse chiaro e lontano …. “Prevedo la spoliticizzazione completa dell’Italia: diventeremo un gran corpo senza nervi, senza più riflessi. Lo so: i comitati di quartiere, la partecipazione dei genitori nelle scuole, la politica dal basso… Ma sono tutte iniziative pratiche, utilitaristiche, in definitiva non politiche. La strada maestra, fatta di qualunquismo e di alienante egoismo, è già tracciata. Resterà forse, come sempre è accaduto in passato, qualche sentiero: non so però chi lo percorrerà, e come…”

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    1. …pensi che abbiamo ancora tempo per poter cambiare le cose? Io penso che non saremo mai davvero liberi senza aver prima ricostruito da zero una nuova forma di convivenza sociale, e per ricostruire da zero occorre “radere a zero” l’attuale sistema, avrò forse un visione drastica ma non vedo altre soluzioni.
      Passa una bella serata Daniela 🙂

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        1. ..ammiro il tuo coraggio di prendere una posizione su temi tanto importanti, non è un complimento scontato il mio se pensi che proprio ieri mi sono confronatto con una opportunista che non credevo tale, ma c’è sempre tempo per conoscere meglio le persone 😉

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          1. rispetto il pensiero di tutti ma ormai non c’è molto da scegliere dopo i vari fallimenti,le troppe promesse non mantenute,un’occupazione giovanile inesistente e questa crisi economica che non cessa e ci porterà allo sfacelo…tanto vale tentare un reset totale.

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  2. Aveva capito tutto, e già soffriva del cambiamento antropologico che era sotto gli occhi: il popolo che non era più popolo ma stava diventando massa consumatrice.E’ stato assassinato, ma spesso mi chiedo se avrebbe resistito o avrebbe finito, in qualche modo, per cercarla o darsela da solo, la morte, per non aver più niente a che fare col mondo così com’era diventato. Stupidaggini un pò amare, scusa Nico… sulle sconfitte non c’è dubbio; ma gli imperi non durano per sempre. Prima o poi crollano, tutti… certo ci vogliono i barbari, non certo gli impiegati con le pancette… ma quelli pare che non manchino in giro per il mondo.

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    1. ….certo ci vogliono i barbari, non certo gli impiegati con le pancette… ma quelli pare che non manchino in giro per il mondo…
      mi piacciono le tue parole Giorgio, ma sai qual’è il nostro problema?..il fatto di avere un “condottiero” che guidi la folla nella rivolta, quando invece la rivolta dovrebbe nascere in ognuno di noi per poi unirsi alle altre, come le gocce d’acqua che compongono il mare…Utopia? forse, mi piace pensarlo!
      Ciao caro…

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      1. Cambiare mentalità, prospettive di sviluppo, di convivenze è una strada lunga e impervia… anche la modalità che indichi è tutta da scoprire o riscoprire; le vecchie forme partito non esistono più, e le idee pure purtroppo. La tecnologia onnipervasiva è usata, ed efficacemente, per orientare e controllare il consenso, e reprimere duramente il dissenso. E i barbari hanno turbanti e barbe lunghe… dalla loro parte non potrei schierarmi mai… il tempo sarà galantuomo? magari da questa globalizzazione, da questa “invasione” come viene vissuta, qualcosa di buono verrà. Già adesso si vede che nelle lotte sindacali tanti stranieri sono in prima fila…

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        1. Nei Poteri finanziari che controllano le nostre vite, non esistono menti lungimiranti che possano cambiare qualcosa, anzi, faranno tutto il possibile per raggiungere il loro fine ultimo, spolparci sino a renderci dei “morti viventi”.. 😦

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        1. Un bravissimo professore che vi ha fatto conoscere una delle menti più illuminate del ventesimo secolo, al pari di Sartre, Russel, Adorno o Abbagnano..sei stata fortunata a conoscere il pensiero di Pasolini, continua a leggerlo, ne vale la pena.
          Ciao 🙂

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..dimmi ciò che pensi.

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