Riflessioni Personali……l’Arma della paura!!


 

Attenzione!!

La Troika (BCE, FMI, Commisione Europea) ha paura che l’Italia non obbedisca agli ordini imposti, ha molta paura che il nostro Paese e la Francia possano uscire dalla moneta unica decretando cosi la fine di quell’ingegnosa macchinazione della Servitù del debito che tramite l’Euro ha schiavizzato 500 milioni di cittadini dei 28 membri dell’Unione europea. E’ molto importante non lasciarsi intimidire da questi esattori/ cravattari che inizieranno presto a dipingere una eventuale uscita dall’unione, come la peggiore delle disgrazie, molto simile alle sette piaghe d’Egitto, NON OCCORRE CEDERE ALLA PAURA, NON DOBBIAMO CEDERE ALLA PAURA, occorre un gesto di coraggio da parte di tutti, il NO al referendum non rappresenta la scelta giusta per noi, ma in questo momento rappresenta quella più opportuna  se non altro per iniziare un nuovo percorso di liberazione dalla SCHIAVITU’ DEL DEBITO, occorre tenere ben presente questa occasione perché non ne avremo altre per sbarazzarci di questa classe politica e iniziare un nuovo percorso di rinascita, lo dobbiamo a noi e anche alle nuove generazioni, occorre un grande gesto di Solidarietà.

 

Fuori dall'euro quanto prima! Immagine presa dal web
Fuori dall’euro quanto prima!
Immagine presa dal web

 

 

Referendum: con vittoria del NO “game over per l’euro”

Dopo quanto successo con la Brexit e con l’elezione di Donald Trump tutto è possibile in politica e l’ondata dei nuovi populismi potrebbe portare a un cambiamento radicale anche nell’Italia post referendum costituzionale e nella Francia, che è chiamata all’appuntamento cruciale delle elezioni presidenziali dell’anno prossimo.

Se al referendum del 4 dicembre il governo dovesse uscire sconfitto, l’intera Eurozona potrebbe pagarne le conseguenze e la moneta unica diventare un lontano ricordo. È il parere di Wolfgang Munchau, editorialista del Financial Times, secondo il quale dovremo rassegnarci a un “ritorno di una crisi dell’Eurozona“. Se il fronte dei No dovesse spuntarla tra due domeniche, l’illustre commentatore prevede una “sequenza di eventi che metterebbe in dubbio la partecipazione dell’Italia all’Eurozona”.

 

Il direttore associato del quotidiano finanziario della City scrive che le vere cause di questa possibilità non sono legate al referendum in quanto tale. Le tensioni sui mercati sono palpabili, con le banche prese d’assalto dai ribassisti alla fine della settimana scorsa e lo Spread tra Btp e Bund che si avvicina alla soglia di pericolo dei 200 punti base (attualmente si aggira sui 185 punti base). Il termometro del rischio italiano, così come viene percepito dai mercati, viene anche dato dal differenziale dei titoli di Stato italiani con i Bonos spagnoli, i cui livelli sono ormai sulla stessa rotta di quanto visto nel 2011.

Munchau è convinto che il vero problema non sia tanto di natura politica, quanto piuttosto economica. La performance dell’Italia da questo punto di vista è a dir poco deludente: a partire dal 1999, anno di entrata in vigore dell’euro, la produttività complessiva è scesa del 5% mentre in Francia e Germania è aumentata del 10%. Secondo i promotori della moneta unica non è colpa dell’euro se alcuni paesi sono rimasti indietro, ma di fattori esterni come la crisi finanziaria americana e la crisi del debito sovrano e della lentezza nel riformare l’unione monetaria e rafforzarla trasformandola in un’unione economica e politica piena.

Oppure al contrario c’è chi sostiene, soprattutto a sinistra, che una maggiore autonomia dei singoli stati membri in materia fiscale e di bilancio potrebbe scongiurare nuovi pericoli. Ma come ha anche fatto sapere in più occasioni il governo Merkel e il presidente della Bundesbank Jens Weidmann, la condivisione dei rischi non è una strada percorribile.

Insomma non c’è una linea politica comune su come va risanata l’area euro. Un’eventuale sconfitta al referendum costituzionale del premier Matteo Renzi – un leader pro euro ma anche con posizioni per lo meno di facciata critiche nei confronti dei falchi dell’Eurozona –  potrebbe avere conseguenze distruttive sulla moneta unica.

“Se Renzi dovesse perdere ha detto che si dimetterà, portando al caos politico. Gli investitori potrebbero concludere che il gioco è finito. E il 5 dicembre l’Europa potrebbe svegliarsi con un’immediata minaccia di disintegrazione“.

Dopo Brexit e Trump tutto è possibile

La sconfitta del governo è altamente possibile, visti i sondaggi che danno i No in vantaggio del 5-7%. Così come lo scenario di Italexit non è da escludere, egualmente non lo è quello di una Francia fuori dall’euro (Frexit). Alle elezioni presidenziali francesi di aprile non è da escludere categoricamente – come hanno fatto troppo frettolosamente alcuni sondaggisti – una vittoria di Marine Le Pen, candidata anti europeista e anti euro.

Le Pen e il Front National al governo “non sono più un rischio remoto… Se Le Pen dovesse diventare presidente ha già detto che terrà un referendum sul futuro della Francia nella Ue. E se tale referendum portasse alla ‘Frexit’, la Ue sarebbe finita il mattino successivo e così l’euro”.

Le conseguenze di un’uscita dell’Italia o della Francia dall’euro sarebbero disastrose e “porterebbero alla maggiore insolvenza della storia. I detentori stranieri di titoli italiani o francesi denominati in euro – spiega il direttore associato del Financial Times – sarebbero pagati nell’equivalente di lire o franchi francesi. Entrambi i Paesi svaluterebbero. E dal momento che le banche non devono detenere capitale a fronte delle loro posizioni in titoli di stato, le perdite porterebbero molte banche continentali all’immediato fallimento. La Germania allora comprenderebbe che un massiccio surplus delle partite correnti ha anche i suoi svantaggi. E che c’è molta ricchezza tedesca in attesa del default“.

Lo scenario potrebbe essere scongiurato, secondo Munchau, “ma ci vorrebbero una serie di decisioni prese in tempo e nel giusto ordine. A partire dal fatto che la signora Merkel dovrebbe accettare ciò che rifiutò nel 2012 – un percorso verso un’unione fiscale e politica piena. La Ue inoltre dovrebbe anche rafforzare lo European Stability Mechanism (Esm), l’ombrello di soccorso, che non è stato studiato per salvare Paesi della taglia dell’Italia o della Francia”.

“Mettiamola in questo modo : se dovessimo chiedere alla Cancelliera tedesca se lei vuole titoli dell’Eurozona garantiti in modo comune, direbbe di no. Ma se dovesse scegliere tra gli eurobond e un’uscita italiana dall’euro la sua risposta potrebbe essere diversa. E la risposta dipenderà anche da se la domanda viene posta prima o dopo le elezioni tedesche nel prossimo autunno”.

La mia previsione di Munchau non è per un crollo dell’Unione Europea o dell’euro ma “l’uscita di uno o più paesi, possibilmente l’Italia ma non la Francia. Alla luce degli eventi recenti il mio scenario di base è ora solidamente sulla scala ottimistica delle aspettative ragionevoli”. In confronto all’elezione di Trump, un candidato senza alcuna esperienza politica, alla prima potenza mondiale, l’Italia che abbandona un progetto che finora economicamente non le è convenuto sembra un’ipotesi più realistica.

 

da: wallstreetitalia.com

 

 

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19 pensieri su “Riflessioni Personali……l’Arma della paura!!

    1. …Silvia, non sono affatto tranquillo, l’elettorato di una certa età, quello che guarda costantemente la tv, potrà darci delle belle sorprese…Renzi è una sorte di Giano bifronte, dice una cosa e ne fa un’altra, no, non penso lascerà la poltrona, a meno che gli yankees decidano che il suo tempo sia finito.
      Cose belle per te… 🙂

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  1. Ovviamente si stanno scatenando tutti a sostenere il nostro governo, FT non è da meno.
    Non credo che la vittoria del no sia un problema per la continuità di un’europa austera ed imperativa; bensì potrebbe riaprire una fase di riavvicinamento delle classi subalterne ad un processo di autodeterminazione politico-sociale. Se questto accadesse, allora si che in Italia si potrebbe rimettere in discussione il nostro essere parte di un sistema economico liberista ed oppressivo della classe lavoratrice.
    Altro aspetto, non dipendente dal referendum in se stesso, è quello della speculazione finanziaria che potrebbe attivarsi in qualsiasi momento per attaccare la capacità di sopravvivenza economica del nostro paese: tutte le banche mondiali sono strapiene di titoli “tossici”, nel momento che qualcuno ne richiedesse l’incasso, le metterebbe in grave difficoltà, le nostre non sono esenti da questo processo, e ciò porterebbe ad un unteriore attacco alle nostre già “qualitativamente insufficienti” condizioni di vita.
    Ciao Nico 🙂

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    1. Io penso che l’attuale situazione sia stata programmata e applicata seguendo determinati obbiettivi, la Politica intesa come esercizio della Demos è sottomessa al Potere della Finanza mondiale che si è arrogata il diritto di decidere la vita di miliardi di persone, il fine ultimo di tutto ciò è togliere il denaro dalla circolazione sostituendolo con carte di credito e scritture contabili, tutto diventerà una scrittura contabile senza più nessun movimento di denaro, quando arriveranno a realizzare questo, quel migliaio di persone che gesticono il Potere Finanziario mondiale, avranno a costo zero miliardi di schiavi, è questo quello che vogliamo?
      Caro Pietro, non credo più al vecchio pragmatismo della sinistra di una volta come non credo alla moderna visione riformatrice di questa nuova sinistra, per il mio vissuto mi appare tutta una perdita di tempo, il dio denaro non si sconfiggerà mai senza una “rottura totale” del sistema finanziario, e non sarebbe molto difficile farlo, basterebbe essere tutti UNITI per boicottare lo strumento più importante del consumismo, i MEDIA!!!
      Un abbraccio…

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      1. Concordo, dobbiamo reinventare forme di aggregazione, organizzazione e programmi politici.
        Condivido la valutazione sulla scomparsa del denaro, il ché invaliderà le vecchie forme di riappropriazione; non credo sia sufficiente boicottare i media, hanno già studiato la loro migrazione su altre tecnologie …
        Come ho scritto altre volte, stiamo attraversando una fase di cambiamento di tutto ciò che conosciamo. Ciò non toglie che non si possa fare tutto quello che possiamom nel nostro soggettivo, per contribuire alla definizione di un nuovo movimento e di nuovi programmi per il superamento della situazione esistente.
        Buon fine settimana 😉

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  2. Ma, non so, a sembra che contiamo come il due di spade quando comanda bastoni… le elezioni in Germania e Francia si che saranno decisive. Da noi il no può essere visto come un segnale, ma non è chiaro di che. Troppo diversi e contrapposti gli oppositori. E’ chiaro che sarà un voto pro o contro Renzi ed il renzismo, un sistema di governo populista che afferma di combattere i populisti. Purtroppo se anche dovesse cadere Renzi non credo che andremo a star meglio, e la cosa mi preoccupa parecchio.

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    1. Non facciamoci illusioni, comunque sia il risultato del referendum, nessuno lascerà nulla, i Poteri sovrannazionali decidono per noi, non a caso hanno manifestato interesse per il Movimentino dei cinque stelle, se decideranno di far cadere il pinocchio da Rignano e farci tornare al voto, hanno già deciso il vincitore, qualsiasi partito noi potremmo votare.
      Solo una mia visione caro Giorgio, ma temo di non essere molto lontano dalla realtà.
      Un abbraccio…

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      1. Temo anch’io, Nico. Come uscirne, proprio non lo immagino. Nel frattempo andiamo in malora… ponti fatiscenti, alluvioni ricorrenti… ieri stavo rileggendo un pò di speciali di Avvenimenti di inizi anni ’90, che era un bellissimo settimanale d’inchiesta ma gli italiani preferivano altro (sempre gli italiani preferiscono altro), sembra passata un’era geologica… a ripensare attraverso quali e quante porcherie siamo passati viene da chiedersi come facciamo ad essere ancora in piedi. Ma non mi sembra ci fosse lo squallore, la pochezza, di questi tempi. Sopravviveremo anche a questo, non c’è dubbio, ma speravamo in qualcosa di meglio… ricordi i tempi della Rete, quando sembrava che veramente si potesse sostituire una classe dirigente con una degna di questo nome? Ora la rete è quella di FB… e si capiscono tante cose poi. Un abbraccio Nico!

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..dimmi ciò che pensi.

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