Riflessioni Personali…..Craxi disse: Via noi, il regime violento della finanza vi farà a pezzi!


 

 

Nelle parole di Craxi di qualche anno fa, c’era già il chiaro anticipo del dominio della “Finanza” sulla politica e di conseguenza su tutti noi. Una visione interessante per riflettere sulle nostre condizioni di essere umani sotto il fardello della “schiavitù del debito”.

 

finanza

 

Via noi il regime violento della finanza vi farà a pezzi!!

“Il regime avanza inesorabilmente. Lo fa passo dopo passo, facendosi precedere dalle spedizioni militari del braccio armato. La giustizia politica è sopra ogni altra l’arma preferita. Il resto è affidato all’informazione, in gran parte controllata e condizionata, alla tattica ed alla conquista di aree di influenza”.

di Bettino Craxi

 

 

Il regime avanza inesorabilmente. Lo fa passo dopo passo, facendosi precedere dalle spedizioni militari del braccio armato. La giustizia politica è sopra ogni altra l’arma preferita. Il resto è affidato all’informazione, in gran parte controllata e condizionata, alla tattica ed alla conquista di aree di influenza. Il regime avanza con la conquista sistematica di cariche, sottocariche, minicariche, e con una invasione nel mondo della informazione, dello spettacolo, della cultura e della sottocultura che è ormai straripante. Non contenti dei risultati disastrosi provocati dal maggioritario, si vorrebbe da qualche parte dare un ulteriore giro di vite, sopprimendo la quota proporzionale per giungere finalmente alla agognata meta di due blocchi disomogenei, multicolorati, forzati ed imposti. Partiti che sono ben lontani dalla maggioranza assoluta pensano in questo modo di potersi imporre con una sorta di violenta normalizzazione. Sono oggi evidentissime le influenze determinanti di alcune lobbies economiche e finanziarie e di gruppi di potere oligarchici.

A ciò si aggiunga la presenza sempre più pressante della finanza internazionale, il pericolo della svendita del patrimonio pubblico, mentre peraltro continua la quotidiana, demagogica esaltazione della privatizzazione. La privatizzazione è presentata come una sorta di liberazione dal male, come un passaggio da una sfera infernale ad una sfera paradisiaca. Una falsità che i fatti si sono già incaricati di illustrare, mettendo in luce il contrasto che talvolta si apre non solo con gli interessi del mondo del lavoro ma anche con i più generali interessi della collettività nazionale. La “globalizzazione” non viene affrontata dall’Italia con la forza, la consapevolezza, l’autorità di una vera e grande nazione, ma piuttosto viene subìta in forma subalterna in un contesto di cui è sempre più difficile intravedere un avvenire, che non sia quello di un degrado continuo, di un impoverimento della società, di una sostanziale perdita di indipendenza.

I partiti dipinti come congreghe parassitarie divoratrici del danaro pubblico, sono una caricatura falsa e spregevole di chi ha della democrazia un’idea tutta sua, fatta di sé, del suo clan, dei suoi interessi e della sua ideologia illiberale. Fa meraviglia, invece, come negli anni più recenti ci siano state grandi ruberie sulle quali nessuno ha indagato. Basti pensare che solo in occasione di una svalutazione della lira, dopo una dissennata difesa del livello di cambio compiuta con uno sperpero di risorse enorme ed assurdo dalle autorità competenti, gruppi finanziari collegati alla finanza internazionale, diversi gruppi, speculando sulla lira evidentemente sulla base di informazioni certe, che un’indagine tempestiva e penetrante avrebbe potuto facilmente individuare. D’Alema e Prodi, hanno guadagnato in pochi giorni un numero di miliardi pari alle entrate straordinarie della politica di alcuni anni. Per non dire di tante inchieste finite letteralmente nel nulla.

D’Alema ha detto che con la caduta del Muro di Berlino si aprirono le porte ad un nuovo sistema politico. Noi non abbiamo la memoria corta. Nell’anno della caduta del Muro, nel 1989, venne varata dal Parlamento italiano una amnistia con la quale si cancellavano i reati di finanziamento illegale commessi sino ad allora. La legge venne approvata in tutta fretta e alla chetichella. Non fu neppure richiesta la discussione in aula. Le Commissioni, in sede legislativa, evidentemente senza opposizioni o comunque senza opposizioni rumorose, diedero vita, maggioranza e comunisti d’amore e d’accordo, a un vero e proprio colpo di spugna. La caduta del Muro di Berlino aveva posto l’esigenza di un urgente “colpo di spugna”. Sul sistema di finanziamento illegale dei partiti e delle attività politiche, in funzione dal dopoguerra, e adottato da tutti anche in violazione della legge sul finanziamento dei partiti entrata in vigore nel 1974, veniva posto un coperchio.

La montagna ha partorito il topolino. Anzi il topaccio. Se la Prima Repubblica era una fogna, è in questa fogna che, come amministratore pubblico, il signor Prodi si è fatto le ossa. I parametri di Maastricht non si compongono di regole divine. Non stanno scritti nella Bibbia. Non sono un’appendice ai dieci comandamenti. I criteri con i quali si è oggi alle prese furono adottati in una situazione data, con calcoli e previsioni date. L’andamento di questi anni non ha corrisposto alle previsioni dei sottoscrittori. La situazione odierna è diversa da quella sperata. Più complessa, più spinosa, più difficile da inquadrare se si vogliono evitare fratture e inaccettabili scompensi sociali. Poiché si tratta di un Trattato, la cui applicazione e portata è di grande importanza per il futuro dell’Europa Comunitaria, come tutti i Trattati può essere rinegoziato, aggiornato, adattato alle condizioni reali ed alle nuove esigenze di un gran numero ormai di paesi aderenti.

Questa è la regola del buon senso, dell’equilibrio politico, della gestione concreta e pratica della realtà. Su di un altro piano stanno i declamatori retorici dell’Europa, il delirio europeistico che non tiene contro della realtà, la scelta della crisi, della stagnazione e della conseguente disoccupazione. Affidare effetti taumaturgici e miracolose resurrezioni alla moneta unica europea, dopo aver provveduto a isterilire, rinunciare, accrescere i conflitti sociali, è una fantastica illusione che i fatti e le realtà economiche e finanziarie del mondo non tarderanno a mettere in chiaro. La pace si organizza con la cooperazione, la collaborazione, il negoziato, e non con la spericolata globalizzazione forzata. Ogni nazione ha una sua identità, una sua storia, un ruolo geopolitico cui non può rinunciare. Più nazioni possono associarsi, mediante trattati per perseguire fini comuni, economici, sociali, culturali, politici, ambientali. Cancellare il ruolo delle nazioni significa offendere un diritto dei popoli e creare le basi per lo svuotamento, la disintegrazione, secondo processi imprevedibili, delle più ampie unità che si vogliono costruire. Dietro la longa manus della cosiddetta globalizzazione si avverte il respiro di nuovi imperialismi, sofisticati e violenti, di natura essenzialmente finanziaria e militare.

 

estratto da “Io parlo e continuerò a parlare”

 

da: intellettualedissidente.it

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8 pensieri su “Riflessioni Personali…..Craxi disse: Via noi, il regime violento della finanza vi farà a pezzi!

  1. Su Craxi è calata la damnatio memoriae. Additato di tutti i mali del mondo (certo che quando parla di “cariche, sottocariche, minicariche, e con una invasione nel mondo della informazione, dello spettacolo, della cultura e della sottocultura che è ormai straripante” forse dimentica cos’era diventato il Suo partito nell’epoca della Milano da bere e dei De Michelis rampanti…), anch’io l’ho a lungo odiato per aver portato un partito glorioso, il partito dei miei genitori, di uomini e donne pieni di ideali, ad essere diventato il “Partito del Ladri”. In questa operazione tra l’altro si distinse il giovane Grillo, non con tutti i torti. Questo scritto è condivisibile e profetico, era evidente già allora a chi aveva gli occhi per vedere come sarebbe andata a finire… il muro era caduto, gli argini rotti: i comunisti diventavano liberisti senza nemmeno tentare di passare dal socialismo, la finanza diventava padrona del mondo ed il pensiero unico vinceva e non faceva prigionieri. Ricordo ancora quando Craxi propose il sistema elettorale proporzionale con sbarramento al 5%… quanti malanni ci avrebbe evitato! Eppure anche allora l’ideologia accecò chi non volle vedere. Ricordò l’orrenda mascalzonata delle monetine lanciate all’uscita dell’horel Raphael… la congrega di fascisti ripuliti e di “ggente comune” che pretendeva di dare lezioni di moralità! Popolo di impuniti e senza memoria! In Italia, e Craxi ha le sue responsabilità, è mancata e manca la voce dei socialisti… e non solo in Italia. Spazzati via, quelli che sembravano i vincitori (la gioiosa macchina da guerra, te la ricordi?), quelli che si proclamavano solo loro LA SINISTRA, si dimostrarono inetti. Litigiosi, personalisti, inconcludenti. Più realisti del re, sempre… i bombardamenti di Belgrado, l’appoggio a Dini, a Monti… interessante la denuncia dei guadagni di D’Alema e Prodi… sarebbe interessante andare a vedere che seguito ebbe, a giudicare da quello che abbiamo visto in questi 25 anni niente… ah, Nico, a che mi fai pensare! maledetto Gorbaciov!!!!

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    1. Anch’io, a conti fatti, ho cambiato opinione su di lui. Chiaro, è facile dopo aver visto cosa è accaduto dopo. Forse non è un caso che l’abbiano fatto fuori… credo abbia solo sbagliato a non rimanere. Non credo l’abbia fatto per paura, piuttosto per orgoglio.

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      1. Ho pensato molto al motivo per cui Craxi non rimase e preferi’ partire (scappare per qualcuno). Non accettava di fare da capro espiatorio di un sistema, lo disse in un famoso discorso in parlamento; un sistema degenerato, senz’altro, che non cerco’ di fermare anzi uso’ a pieno regime; eppure, dato che lo conosceva come sistema condiviso, e senz’altro dai partiti di governo (e di un pezzo di opposizione, i famosi “miglioristi” del pci non ne furono esenti, il compagno Greganti la colpa per tutti). Credo che l’abbia sempre vissuto come un’eliminazione politica per via giudiziaria, a cui quei poteri di cui parla sopra non furono immuni… forse leggere le sue memorie da Hammamet potrebbero aiutarci, se le ha scritte…

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    2. Sai Giorgio, ho scelto questo articolo riflettendo molto sull’oppurtunità di metterlo in rete, non ho avuto dubbi sul contenuto ma sul fatto che fosse uno scritto di uno degli uomini più chiacchierati del secolo scorso, e allo stesso modo anche uno dei pochi politici con vere doti da statista.
      Di certo e me ne rendo conto, la figura di Craxi è rimasta ferma a quel vergognoso lancio di monetine di fronte all’Hotel Raphael a Roma, dove fu costretto a fuggire e riparare all’estero per finire poi i suoi giorni in esilio, eppure nonostante tutto, Craxi fu un politico vero, fu il principale fautore di quella riforma presidenzialista che non vide mai la luce per colpa di quel PCI di Berlinguer prima e di Natta poi, lo stesso PCI che accusava Craxi di essere un autoritario edonista, fu l’uomo che senza mezzi termini aderì alla causa Palestinese, fu colui che abbassò di tre punti la scala mobile in modo da aumentare il potere d’acquisto del salario, fu colui che disse no alla privatizzazione dell’IRI-SMEA di Prodi, fu colui che ebbe il coraggio di dire NO agli States bloccando la base Nato di Sigonella, fu l’uomo che si oppose alla «visione di un grande Israele” palesando in questo modo la sua simpatia per la causa Palestinese, fu colui che predisse già negli anni novanta la fine della UE e diciamolo pure della sua moneta unica, infine fu colui che portò l’Italia nel 1987 ad essere il quinto paese industrializzato del mondo, sorpassando la GB.
      Eh si, uomo colto e politicamente molto preparato, ma come tutti gli uomini dei tempi moderni non era immune al canto delle sirene (Potere), lottizzò tutte le cariche pubbliche ENI, ENEL, IRI, liberalizzò le frequenze tv regalandole al suo amico Silvio e in ultimo, creò il sistema “tangente” a tutti i livelli.

      Come vedi ci sono i pro e i contro, occorrerebbe giudicare con imparzialità, ma la cosa che più mi spiace è vedere oggi la fine che ha fatto quello che è stato un grande pensiero, il Socialismo.

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      1. La peggiora colpa di Craxi, come dicevo, e’ stata quella di rendere impresentabile persino la parola “socialista”. Avrebbe dovuto processarlo il partito stesso, ma chi? Il gruppo dirigente l’aveva creato lui e bene o male tutti erano implicati in qualche processo. Poi e’ crollato tutto, figurarsi il Psi… l’uomo era ai livelli dei grandi socialisti del tempo, Mitterrand, Brandt, con contatti con tutti i movimenti che avessero qualcosa di socialista nel dna… ma l’intreccio con gli affari, anche in ottica di finanziamento del partito, era troppo forte. Un partito che ebbe troppo potere, in un dato momento, per il consenso popolare che aveva, che non supero’ mai se non ricordo male il 14%… Oggi il socialismo resiste ma a fatica e con caratteristiche peculiari in qualche paese sudamericano o centramericano, ma ad uno ad uno li stanno facendo fuori per via giudiziaria… mani pulite ha insegnato qualcosa anche la… ho dei contatti in Brasile e i discorsi mi sembrano gli stessi di qua… la casta, i costi della politica… dimenticano dov’erano prima di Lula e non si rendono conto del rischio di ritornare in mano ai neoliberisti. Piangeranno, come gli argentini, tra poco…

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        1. Grazie per tanta enfasi Giorgio, si vede che l’argomento ti tocca da vicino come allo stesso modo, seppur con una matrice di anarchismo tocca anche me, quoto tutto quello che hai scritto e ti ringrazio ancora una volta per aver affrontato e discusso l’argomento Crazi, un nome che resta ancora per molti italiani sinonimo di ruberie, infatti, se guardiamo i like raccolti da questo articolo, possiamo renderci conto che siamo ancora molto lontani dal superare la differenza tra il Pensiero Socialista e l’uomo socialista interpretato da Craxi, due cose distinte e non paragonabili, purtroppo come disse un grande filosofo, non è la politica ad essere sbagliata ma l’Uomo che la gestisce.
          Ti lascio una frase di Kropotkin, un famoso filosofo che abbracciava le idee socialiste con una visione anarchica.
          Ciao, buona serata…

          “Ogni scoperta, ogni progresso, ogni aumento di ricchezza dell’umanità ha la sua origine nell’insieme del lavoro manuale e intellettuale del passato e del presente. Quindi, con quale diritto potrebbe appropriarsi della minima particella di questo immenso tutto, e dire: questo è mio, non vostro? “

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