Riflessioni Personali…….Insofferenza verso i giorni dedicati a….!!


 

Contro il giorno della Memoria…

 

Da qualche anno il 27 gennaio è la data universalmente nota come Giornata della memoria, un giorno in cui si ricorda la tragedia della Shoah. Da anni si organizzano eventi, momenti di dialogo e di riflessioni, soprattutto dedicati ai più giovani, con la speranza che il mondo ricordi ciò che l’uomo ha compiuto. Ma che cosa sta diventando questa celebrazione? Una giornata da “dedicare” agli ebrei, rendere loro omaggio, diffondere informazione? Questo significa “traslare” la memoria: da se stessi ad altro, scaricarla.

 

Insofferenza (omaggio a Munch)
Insofferenza (omaggio a Munch)

 

Come ogni anno mi ritrovo ad essere la pecora nera del web, si perchè dovete sapere che io sono nato insofferente, insofferente verso tutto, verso ogni forma di autorità e autorevolezza, come genitori, famiglia, scuola chiesa e Stato, sono insofferente alla prepotenza, alla violenza gratuita, alle ingiustizie, alle angherie, agli abusi, sono insofferente anche alla fila della cassa del supermercato, a quella della posta, della banca, del museo e persino alla fila presso lo Yacht club per prendere un negroni, quando in estate il club si riempie di non tesserati.

Sono insofferente alle banalità, ai luoghi comuni, alla pigrizia intellettuale, all’ipocrisia, all’egoismo, all’imbecillità umana, al populismo, alla mancanza di coraggio, alla violenza sulle donne e sui minori….

Ho letto in giro che gli insofferenti sono persone non facilmente decifrabili, possono essere soddisfatte della loro vita ma non riescono a gestire le mancate aspettative, si dice anche che le persone insofferenti non siano persone sagge, niente di più falso perchè l’insofferente sa gestire benissimo i propri successi come anche i fallimenti, quello che rende insofferente una persona dipende dai contributi delle altre personalità che si sono interfacciate nel tempo con gli altri, fossero essi genitori, amici o docenti.

 

Le tipologie di insofferente.

Vediamo le due sottoclassi principali: l’insofferente debole e l’insofferente forte.

L’insofferente debole – Gli insofferenti non dotati di sufficiente forza tendono a subire la mancata aspettativa come frustrazione, delusione, sconfitta ecc. senza cercare di superarla. Per esempio, Tizio ha come aspettativa quella di un lavoro che gli dia la massima libertà, con un buon corrispettivo economico e che lo gratifichi; non è un apparente quindi “si accontenterebbe”. Purtroppo ogni intoppo alla sua libertà, ogni mansione ripetitiva, ogni contrasto con un collega o con il principale sono visti come un attentato alla sua aspettativa e c’è un rigetto totale del lavoro. Morale: Tizio ha già cambiato decine di impieghi ed è sempre più angosciato dalle sue frustrazioni.

L’insofferente forte – Se invece il livello di forza è normale o addirittura notevole, alla mancata aspettativa si reagisce usando la forza; l’ira è l’esempio classico di insofferenza forte, soprattutto quando non è finalizzata a trasmettere un messaggio, ma è fine a sé stessa (cioè non contribuisce a migliorare la situazione).

Curiosamente molti insofferenti hanno una vita soddisfacente. Si tratta di coloro per i quali opportune condizioni facilitanti permettono il realizzarsi delle aspettative e per i quali si innesca raramente la “mancata aspettativa”. Purtroppo, spesso hanno difficili rapporti interpersonali, contraddistinti dal loro essere sempre i “primi della classe”: dall’alto del loro successo possono essere rispettati, ma anche odiati o temuti. ”

da: albanesi.it

 

Bene,  tutto questo per dirvi che sono insofferente anche a tutte le giornate che vengono dedicate a qualcosa, come quella di oggi!!

Guarda caso una scrittrice di origine ebrea, rimarca il fatto che non occorre creare il giorno della memoria, ma sensibilizzare, come già accade da tantissimi anni, tutti i ragazzi in età scolare, dalle elementari alle superiori, sotto uno stralcio del suo libro :

 

Contro il giorno della Memoria.
“Altro che Giorno della Memoria. Ci vorrebbe quello dell’oblio, per me. O almeno la possibilità di sistemare tutta quella memoria su una nuvola, come si fa adesso. Non perché sia vuoto, anzi. L’oblio non si fa con il vuoto, ma con il pieno, come il troppo pieno. È una forma di difesa dall’angoscia, una pulsione di vita, l’oblio: così spiega Simon Daniel Kipman in L’Oubli et ses vertus. Anche lui, che è psicoanalista, al dovere della memoria contrappone il diritto all’oblio e soprattutto il diritto alla trasformazione in tracce meno tossiche e più confortevoli dell’«iscrizione traumatica e traumatizzante del ricordo».

(Elena Loewenthal )

 

Nico (max weber)

Riflessioni Personali….. Louis Althusser (quando l’Anarchismo si fonde con il Marxismo)!


 

Molti nomi hanno contribuito allo studio e alla relativa applicazione di quelle che potremmo chiamare regole di uguaglianza sociale, qualcuno di voi conoscerà Foucault, Deleuze o Derrida per citarne alcuni, ma oggi vi parlerò di Louis Althausser.

Louis Althusser
Louis Althusser

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Louis Althusser è uno dei maggiori pensatori del secolo scorso. Ebbe una fondamentale influenza sulle riflessioni che hanno sostenuto e attraversato le vicende del 68 europeo. Ha contribuito a rafforzare in Italia la posizione di chi (cattolici impegnati in primis) sosteneva la possibilità di usare il marxismo come strumento teorico/scientifico capace di leggere i fenomeni storici e sociali, indipendentemente dalla visione filosofica di partenza, frequenta le lezioni di Gaston Bachelard e del filosofo cattolico Jean Guitton sotto la cui guida vive un periodo di intensa milizia cristiana. E’ l’ammirazione per la futura moglie Hélène, tenace e coraggiosa attivista nella Resistenza, che determina la sua “conversione” al marxismo. Nel 1962 è direttore dell’Ecole dove insegnerà fino al 1980 quando un fortissimo squilibrio mentale, seguito a ripetute crisi depressive, lo porterà ad uccidere la moglie. Muore a Parigi il 22 ottobre 1990, dopo una lunga degenza in una clinica psichiatrica, durante la quale ha scritto un’angosciante autobiografia dal titolo “L’avenir dure longtemps”, pubblicata postuma nel 1992.

 

 

PENSIERO
Il centro della riflessione di Althusser è una lettura in chiave strutturalista del pensiero di Marx.
Il carattere scientifico del marxismo consisterebbe nell’abbandono di una prospettiva antropocentrica. Nella sua ricerca, Althusser scandisce le tappe che hanno detronizzato l’uomo dal centro del cosmo: da Copernico sappiamo che la terra non è il centro dell’universo; da Marx che non lo è l’uomo ma una struttura economica sottesa alle sue consapevoli produzioni culturali; da Freud e Lacan che l’io stesso è divorato da oscuri impulsi inconsci e non è padrone di sè. L’etica dell’impegno e del progetto, che nell’io scorge il motore della storia e che caratterizza la tradizione umanistica cristiana, idealistica, esistenzialistica, e, in parte, anche marxista, per Althusser è solo un inganno ideologico. Secondo Althusser il marxismo non solo è antiumanismo, ma è anche antistoricismo. Da Hegel Marx avrebbe ereditato solo l’idea che la storia è “un processo senza soggetto e non il dialettismo teleologico ed escatologico”. Come ben documentato, egli utilizza il modello epistemologico di Bachelard per interpretare la filosofia di Marx.

.
Althusser è stato militante cattolico prima della guerra; imprigionato in un campo di concentramento in Germania durante la guerra, si è addottorato in filosofia all’Ecole Normale Supérieure di Parigi, sotto la guida di Bachelard, nel 1948, anno in cui ha aderito al partito comunista francese, di cui sarà per molti anni dirigente. Da allora ha insegnato all’Ecole e composto i suoi scritti più significativi, dalla raccolta di saggi Per Marx (1965) e Leggere il “Capitale” (1965), in collaborazione con altri, sino a Lenin e la filosofia (1969), Elementi di autocritica (1974) e Filosofia e filosofia spontanea degli scienziati (1974), fino a che, nel 1980, un attacco di follia lo ha portato a uccidere la moglie e ad essere internato nell’ospedale psichiatrico di Sainte Anne. Althusser ha sviluppato la propria posizione (a costituire la quale intervengono sostanziali riferimenti all’epistemologia francese contemporanea e, in particolare, allo strutturalismo) soprattutto in rapporto polemico con l’interpretazione “umanistica” del pensiero di Marx, prevalente in Francia tra gli anni Cinquanta e Sessanta.

.

In questo quadro, e nella prospettiva di una complessa gnoseologia che definisce la conoscenza come “pratica teorica”, non solo ha negato l’esistenza di una continuità tra Hegel e Marx (o, più precisamente, tra Hegel e il Marx della maturità), ma ha in generale opposto la scientificità della teoria marxista alla natura ideologica del pensiero borghese e, in particolare, delle posizioni storicistiche. Althusser ritiene che la storia del movimento operaio in Francia sia caratterizzata da una mancanza di teoria, la quale ha condotto a privilegiare l’azione politica, disancorata dalla teoria, o a riconoscere l’unica forma di conoscenza nel sapere scientifico, sul modello del positivismo, oppure a interpretare il marxismo come una forma di umanismo, ravvisandone il nucleo nella dottrina dell’alienazione. Così è avvenuto in Sartre, ma anche nell’opera di altri marxisti francesi, come Henri Lefehvre (1901-1979) e Roger Garaudy, nato nel 1913 e approdato dopo un periodo di ortodossia, ad un’interpretazione in chiave umanistica del marxismo, sino ad aderire all’islamismo, in quanto religione maggiormente libera da dogmi.

.
Ma la teoria di Marx non è una filosofia dell’uomo come soggetto protagonista della storia, intesa come sviluppo lineare e continuo verso una meta prestabilita, ma uno strumento di analisi scientifica. Secondo Althusser, queste interpretazioni umanistiche del marxismo fanno leva soprattutto sulle opere giovanili di Marx, ancora legate alla filosofia hegeliana. Richiamandosi a Bachelard, Althusser sostiene invece che il pensiero di Marx ha esperimentato una vera e propria rottura epistemologica, rappresentata dalle Tesi su Feuerbach e dall’ Ideologia tedesca . Essa ha prodotto la transizione del pensiero di Marx dall’ideologia alla scienza: come contemporaneamente ha sostenuto in Italia Della Volpe, anche per Althusser la maturità del pensiero marxiano ha il suo culmine nel Capitale. Rispetto ad esso, sul piano teorico, l’umanismo del giovane Marx rappresenta un ostacolo epistemologico, in quanto, insistendo unilateralmente sul soggetto, esso non consente di conoscere la collocazione oggettiva degli uomini nei rapporti di produzione; la rottura nei confronti di questa posizione umanistica ha permesso la formazione di una disciplina scientifica nuova.
Si tratta, da una parte, del
materialismo storico, ovvero della teoria scientifica della storia, intesa come processo senza soggetto e senza fini predeterminati, ma mossa dalla lotta alle classi e, dall’altra, del materialismo dialettico, inteso come epistemologia che riflette sulla storia del sapere e sui meccanismi della sua produzione.

.

In quest’ultimo senso, il marxismo si presenta come filosofia o pratica teorica, dotata di una propria specificità e autonomia rispetto alla pratica politica e capace di rendere conto della natura della storia, ma anche delle formazioni teoriche e quindi, anche di se stessa come teoria. La filosofia come “teoria della pratica teorica” ha, tra l’altro, il compito di depurare la scienza da ogni intromissione ideologica, che ne infirmi la scientificità. Lo storicismo, riducendo le scienze e il marxismo stesso a semplici ideologie e riflessi di rapporti di classe, smarrisce la dimensione scientifica propria del marxismo e finisce col ridurlo alla sola pratica politica, sganciata dalla teoria. La rottura epistemologica, operata dal marxismo nei confronti di Hegel, consiste non soltanto in un rovesciamento, ma nella trasformazione radicale della dialettica. La specificità del marxismo scientifico poggia, secondo Althusser, sul riconoscimento che in ogni processo complesso e nella struttura globale della società c’è una contraddizione principale, la quale domina sul resto. Questo significa che “la totalità complessa possiede l’unità di una struttura articolata a dominante”, ossia non costituita di elementi semplicemente allineati sullo stesso piano, ma neppure equivalente ad una essenza metafisica, com’è la totalità hegeliana.
.
A tale proposito, Althusser riprende dalla psicanalisi il concetto di sovradeterminazione (in francese, surdétermination) già usato da Lacan per indicare il fatto che una formazione dell’inconscio, per esempio il sogno, non può essere spiegata facendo riferimento ad una sola causa, ma occorre ricondurla ad una pluralità di fattori. Anche la contraddizione marxiana è sovradeterminata e non si presenta mai in forma pura: la contraddizione principale tra capitale e lavoro salariato rientra sempre all’interno di una totalità strutturata di rapporti e di contraddizioni, che ne qualificano i modi e le variazioni. Perché la contraddizione principale diventi attiva ed efficace e possa produrre una rivoluzione , dando luogo ad una nuova formazione economico-sociale, non basta la sua semplice esistenza, ma occorre una congiuntura, ovvero l’accumularsi di circostanze concomitanti. Solo l’analisi scientifica delle contraddizioni che permeano la totalità sociale in un periodo dato può dunque determinare il posto e la funzione svolta dalle classi entro tale totalità e la portata oggettiva della loro azione.


A seguito delle critiche mossegli dal partito comunista francese, Althusser farà poi autocritica e denuncerà queste sue tesi come “deviazione teoricistica”, suggestionata dallo strutturalismo, che accentua eccessivamente l’autonomia della teoria e interpreterà la rottura operata da Marx non in chiave meramente epistemologica, ma come risultato di una congiuntura politica. Alla filosofia, Althusser tornerà ad attribuire il compito politico di difendere il materialismo e l’oggettività, contro lo spiritualismo e l’idealismo, anche nelle sue varianti strutturalistiche, che rappresentano il pensiero tipico della borghesia, perpetua nemica del proletariato.

 

 

da: studionline.it

Riflessioni personali…..Mentalismo (tecniche di illusione)!


 

 

immagine presa dal web
immagine presa dal web

 

 

da un mio vecchio articolo del 2105..

 

MENTALISMO
L’arte di ingannare con consapevolezza

.
Oggi parliamo dell’Inganno della mente, l’idea mi è venuta dal fatto che nel web  esistano siti ove personaggi senza scrupolo “addomesticano” il nostro Pensiero.
Costoro, mescolando ad arte tecniche di manipolazione mentale unite ad una superficiale conoscenza della filosofia e della psicologia umana, riescono con il loro cinismo* a svuotare del tutto per poi riempirla di illusioni, la mente di coloro che hanno la sfortuna di incappare nella loro “rete”.
Chi sono coloro che senza rendersene conto cadono nella “tela di ragno” intessuta ad arte da questi cinici imbroglioni*? La maggior parte delle prede sono di sesso femminile, perchè si sa, l’animo femminile è più sensibile rispetto a quello maschile quindi più vulnerabile sotto questo punto di vista, in secondo luogo sono persone che hanno avuto un passato di sofferenza interiore* o uno sbandamento psicologico, dovuto a fatti o a persone che hanno creato in loro delle attese poi non mantenute. Le prede in questione, sempre alla ricerca dei motivi che hanno frantumato le loro sicurezze e alla conseguente ricerca di risposte da dare al proprio bisogno di conoscere il perchè di simili fallimenti affettivi*.

 

Il Cinico:

Il cinico è uno che conosce il prezzo di tutto, e il valore di nulla. (Oscar Wilde)

I cinici sono tutti moralisti, e spietati per giunta. (Indro Montanelli)

Il cinismo è l’ideale abbattuto, la parodia della bellezza fisica e morale, il delitto dello spirito, l’abbrutimento dell’immaginazione, ed io non potevo compiacermene. Vi era in me troppo entusiasmo per sguazzare in quelle lordure dell’intelligenza. La mia natura aveva le ali e i miei pericoli erano in alto, non in basso. (Alphonse de Lamartine)

.
L’Imbroglione: Chi si comporta in maniera disonesta, falsa, vile e senza scrupoli.
Gli imbroglioni hanno sempre saputo… che il loro mestiere non è quello di convincere gli scettici, ma di permettere ai creduloni di continuare a credere quello che vogliono credere.”
(Thomas Sowell)

.

La Sofferenza interiore:
La sofferenza è una condizione di dolore, che può riguardare il corpo e/o il vissuto emotivo di ogni soggetto.
Essa può derivare direttamente da un trauma, fisico o emotivo, oppure può essere espressione di una afflizione interiore più profonda, di cui può essere difficile o impossibile individuare un fondamento oggettivo. In particolare quando la sofferenza è legata a una condizione interiore del soggetto ed è prolungata nel tempo, ovvero la sua intensità è tale da inibire o danneggiare la normale attività emotiva e pratica del soggetto, essa costituisce sintomo di un disturbo psicologico, ad es. nell’ambito patologico della depressione. La sofferenza è anche un insieme di sensazioni corporali anomale. Nella malattia mentale, che disturba la mente, è un dolore fisico.

.
Il Fallimento affettivo:
Il tema del fallimento affettivo è terra di sofferenze per chi lo vive sulla propria pelle e campo di battaglia per altri che vi leggono l’ennesimo frutto avvelenato di una deriva relativista.

.

.

Da questa premessa parte la ricerca del significato di Mentalismo, delle sue tecniche di persuasione e di plagio, dei danni provocati in una mente che si sottomette a queste pratiche.

immagine presa dal web
immagine presa dal web

 

 

Il mentalismo

da wiki:

Il mentalismo è una forma di illusionismo nella quale i suoi praticanti, noti come mentalisti, attraverso tecniche quali ad esempio il cold reading o l’hot reading danno l’illusione di poter leggere nella mente altrui e sembrano così dimostrare abilità mentali e intuitive altamente sviluppate. Nelle loro esibizioni i mentalisti danno l’impressione di poter esercitare telepatia, chiaroveggenza, divinazione, precognizione, psicocinesi, medianità, controllo mentale, ipnosi, memoria prodigiosa e rapido calcolo mentale.
Parafrasando lo statunitense Ned Rutledge, il mentalista “utilizza i 5 sensi per creare l’illusione dell’esistenza di un sesto. Molte delle esibizioni dei moderni mentalisti possono essere ricondotte alle dimostrazioni di potere soprannaturale date da medium, spiritualisti e psichici nel XIX secolo. La storia del mentalismo in senso esteso può tuttavia rifarsi agli oracoli forniti da testi degli antichi greci.
Oggi si sta sviluppando soprattutto l’approccio di tipo scientifico al mentalismo in cui l’illusione viene creata attraverso l’induzione subliminale, le approfondite conoscenze psicologiche, lo studio del linguaggio del corpo e la programmazione neuro linguistica (PNL)*
Vi posto un link dove potete capire da voi stessi, come si riduce in schiavitù una mente adatta a tale scopo, vi posto qualche riga.
…..Queste persone (mentalisti) non sono dotate di poteri sovrannaturali ma semplicemente utilizzano alcune sofisticate tecniche psicologiche per estrarre, quasi senza aprir bocca, numerosissime informazioni sulle persone.
http://www.ipermind.com/mentalismo/

.
*programmazione neuro linguistica (PNL):
da wiki:
La programmazione neuro linguistica (PNL), in inglese Neuro-linguistic programming (NLP), è un metodo psicologico alternativo e un sistema di “life coaching”, definito come un approccio alla comunicazione, allo sviluppo personale e alla psicoterapia, ideato in California negli anni settanta del XX secolo da Richard Bandler e John Grinder. Il nome deriva dall’idea che ci sia una connessione fra i processi neurologici (“neuro”), il linguaggio (“linguistico”) e gli schemi comportamentali appresi con l’esperienza (“programmazione”), affermando che questi schemi possono essere organizzati per raggiungere specifici obiettivi nella vita. La programmazione neurolinguistica si ispira anche a tecniche riconosciute (come l’ipnosi ericksoniana), ma il suo modello terapeutico non ha validità scientifica, ed è considerata una pseudoscienza, priva di riscontri e fondamentalmente erronea. Tali caratteristiche ne fanno un caso di studio nell’insegnamento universitario e professionale, dove viene utilizzato come modello di teoria pseudoscientifica
Tornando ai soggetti che praticano questa tecnica,alcuni di loro affermano di possedere realmente poteri soprannaturali quali la telepatia, la chiaroveggenza, la precognizione o la telecinesi (diversi esperti di illusionismo collocano in questa categoria presunti sensitivi come (Uri Geller, Gustavo Rol, o James Van Praagh), la maggior parte dei mentalisti odierni, inclusi Richard Osterlind, James Randi, Banachek e Derren Brown attribuiscono le proprie capacità a proprie abilità particolarmente sviluppate, quali la capacità di leggere il linguaggio del corpo o di manipolare subliminalmente il soggetto tramite suggestione psicologica. Benché molti illusionisti sappiano fare giochi di mentalismo, molti sono specializzati ed esperti solo in questa materia. Tra i mentalisti più famosi, oltre a Brown e agli altri citati, vi sono anche David Copperfield e Penn & Teller. Anche Harry Houdini, famoso più per l’escapologia, era un abile mentalista. Molti di questi famosi nomi presentano spesso anche numeri di micromagia, cartomagia o illusionismo classico nei loro spettacoli, pur essendo specializzati principalmente nel mentalismo.

 

Tra i mentalisti italiani più celebri vi sono Tony Binarelli, Silvan.

Il Mentalista di oggi corrisponde al Mago di ieri, benedetta credenza popolare.

 

 

Riflessioni Personali…..l’ignoranza di Grillo sul Populismo!


 

immagine presa dal web
immagine presa dal web

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tempo fa sulla pravda grillina (il fatto quotidiano), Grillo si improvvisa etimologo e politologo. Probabilmente imbeccato da altri ignoranti come lui, il leader pentastellato sostiene che il termine populismo sia di natura proiettiva:

“cioè consiste nel vedere nell’altro un potenziale populista clandestino (come lo è chi lo usa come epiteto) e – paradossalmente – apostrofarlo con un termine che, nei fatti, descrive esattamente il suo comportamento”

In pratica dice ” tu dici a me populista ma lo sei tu

il termine non si può applicare al moVimento 5 stelle perchè:

è un atteggiamento sostenibile in politica soltanto se l’attore è al governo (o perlomeno molto vicino a questo) e quindi in grado di influenzare il corso degli eventi a favore della classe X o della categoria Y.

Ovviamente questa è una stupidaggine pantagruelica che tra l’altro non solo viene pure contraddetta in seguito da Grillo, ma anche da alcune dichiarazioni fatte in precedenza proprio da Grillo e Casaleggio (nel caso di Grillo riportata proprio dal fatto quotidiano).

Grillo:

“Siamo populisti, parliamo alla pancia della gente e non dobbiamo vergognarci. Se andiamo a sinistra siamo rovinati”. vedere articolo qui 

Casaleggio: 

Sono orgoglioso di essere un populista e di essere insieme a decine di migliaia di populisti, il potere deve tornare al popolovedere articolo qui

 

Mandiamo a vedere il significato del termine secondo i veri dizionari.

Treccani:

Atteggiamento ideologico che, sulla base di principi e programmi genericamente ispirati al socialismo, esalta in modo demagogico e velleitario il popolo come depositario di valori totalmente positivi. Con sign. più recente (…) forma di prassi politica, tipica di paesi in via di rapido sviluppo dall’economia agricola a quella industriale, caratterizzata da un rapporto diretto tra un capo carismatico e le masse popolari, con il consenso dei ceti borghesi e capitalistici che possono così più agevolmente controllare e far progredire i processi di industrializzazione.

Capo carismatico e le masse…

 Garzanti: 

1. atteggiamento o movimento politico, sociale o culturale che tende all’elevamento delle classi più povere, senza riferimento a una specifica forma di socialismo e a una precisa impostazione dottrinale

2. (spreg.) atteggiamento politico demagogico che ha come unico scopo quello di accattivarsi il favore della gente

Zanichelli:

Atteggiamento demagogico di chi mira a conquistarsi il favore popolare con proposta di facile presa.

Es. reddito di cittadinanza, abolizione di  Equitalia o respingimento dei migranti

Wikipedia:

E’ un atteggiamento culturale e politico che esalta il popolo, sulla base di principi e programmi ispirati al socialismo, anche se il suo significato viene spesso confuso con quello di demagogia. Il populismo può essere sia democratico e costituzionale, sia autoritario. Nella sua variante conservatrice è spesso detto populismo di destra. In Italia è stato spesso usato con accezione negativa, nei confronti del fascismo o del berlusconismo, e di vari movimenti leaderistici, spesso affini alla destra, ma anche al centro-sinistra (come l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro); spesso questi gruppi hanno rifiutato questa etichetta.  L’accezione del termine in senso positivo, come “vicinanza al popolo e ai suoi valori”, è stata invece rivendicata da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio per il Movimento 5 Stelle.

Come detto più avanti Grillo si contraddice prosegue dicendo:

Ad esempio il voto di scambio è esercitato sia da chi governa localmente (mafie soprattutto ) che da chi lo fa a livello nazionale (80 euro del Pd).

Il voto di scambio riguarda chi è al potere? Ma è vero l’esatto contrario semmai: è chi vuole conquistare e scalare il potere (non solo chi vuole mantenerlo) che ricorre al voto di scambio per farsi eleggere promettendo danaro o altra utilità in cambio di voti.  Inoltre i populisti non realizzano mai ciò che promettono (vedi i 5 stelle) e quando lo fanno producono mostri (vedi mulattiera da luna park in Sicilia).

Il Movimento Cinque Stelle è difficilmente catalogabile come populista perché non ha la mentalità e neppure i fondi per regalare cose o altre utilità a classi di individui.

Ora scusate ma il miliardario Grillo che continua a propalare balle sui suoi guadagni e che ora si mette persino a dire di essere povero, ci fa davvero ridere, anzi, no, ci fa schifo.

 

da: il fangoquotidiano.altervista.org