I Poeti appartati……Luigi di Ruscio.


 

A volte facciamo degli incontri per puro caso, incontri che si trasformano poi in amicizia per i tanti punti in comune con l’altra persona, tra queste una in particolare mi diede l’occasione di conoscere il nipote di una persona speciale che appariva “strana” al primo impatto per la tantissima sensibilità espressa rispetto alle persone cosiddette normali, la persona speciale era Luigi di Ruscio, un uomo che studiò da autodidatta e che emigrò in Norvegia per lavoro, qui si sposo con una ragazza del posto e lavorò per tanti anni in una fabbrica metalmeccanica, ma era tanta la sua passione per la poesia che nonostante le molte ore di lavoro, trovò sempre il tempo di scrivere e descrivere la quotidiana realtà della vita, trasformandola in magnifici versi poetici.

Luigi di Ruscio, parlava cosi della sua poesia: “Il fascino della poesia sta proprio nel fatto che i grandi problemi dell’umanità si concentrano in essa. La poesia sembra strutturarsi a immagine dell’universo, il «big-bang» è l’immagine che abbiamo dell’universo. La poesia si dilata nel senso della dilatazione dei significati. La dialettica nel senso che nulla nella poesia deve essere immobile, ma continuamente contraddirsi. La poesia come lo specchio di un’epoca e come la contraddizione di un’epoca”.

L’intelligenza di Di Ruscio è stata quella di aver intuito che tutto questo verseggiare della o sulla poesia, non ha quasi nulla a che fare con “la poesia“, intesa per così dire, fenomenologicamente come “essenza” – e pertanto non soltanto un evento che si esprime nelle parole, ma in tutte le arti. La poesia infatti non sta nella forma, ma nel contenuto.  La sua essenza è il contenuto e le parole sono soltanto un modo di veicolarla, uno fra tanti.  Di Ruscio attinge a piene mani alle parole del suo tempo, non gli importa di coccolare le parole, di rivalutarle dalla loro caduta semantica, di fare quell’opera di revisione e di rivalutazione linguistica che è un po’ un  luogo comune nelle migliori poetiche di questi ultimi decenni.  Egli punta dritto al cuore della poesia e lo fa con impeto e naturalezza, fidandosi più di un istinto o di un intuito che di un sapere o di un “mestiere” anche se, per ovvie ragioni legate alla logica più che alla poetica, il suo agire diventa il suo mestiere.  Egli riesce così ad essere antiletterario senza scadere nell’anti-poesia, antilirico senza consegnarsi alla prosa (la sua poesia, peraltro, è “antilirica” anche per il semplice fatto che volge piuttosto all’epica), capace di rappresentare il suo tempo ma nello stesso tempo non storicizzarsi. 

Ora, un lettore e un critico dovrebbero basarsi, nel giudicare il valore (posto che sia possibile “quantificare” questo valore) di una poetica, su una dichiarazione (reale come questa oppure esplicita nei testi) degli intenti poetici e la verifica della coerenza fra enunciato e risultato.  Se l’intenzione, ciò che ha mosso l’evento-poesia può essere sintetizzato in queste parole, allora dobbiamo riconoscere che Di Ruscio è un ottimo poeta, al di là di quello che sono le aspettative personali da un autore o dalla poesia “tout court”.  Nel senso di come ha pensato la sua poetica, ha scritto la sua poesia. Per questo possiamo dire che è un ottimo poeta e che è stato una trascuratezza e un’operazione non corretta quella di averlo rimosso – e scrivo “rimossoproprio perché gli esordi di questo poeta furono ben segnalati da artisti come Franco Fortini e Salvatore Quasimodo. (fonte web)

…un caro saluto a Saturninio (Nino) di Ruscio.

 

Luigi di Ruscio poeta Fermano (1930-2011)
Luigi di Ruscio poeta Fermano (1930-2011)

 

 

da:  Istruzioni per l’uso della repressione

LVI

all’inizio un falco ingabbiato tocca un cappio tocca un muro
l’ultimo totem ingabbiato apri le ali vola sparisci
toccalo vedi se ancora esiste spacca la pietra che custodisce l’ombra fossile
file di gabbiette con uccelli impiumi tagliati spolpati
l’ultimo uovo collezionato bucato e bevuto (strozzaticci!)
tuffati due volte nelle acque del fiume tenna se sopravvivi morte non ti

                                                                      [ghermirà più in eterno
arrestano la bellissima sciatrice sequestrano trecento bottiglie vuote e la

                                                          [ bottiglia di acido solforico piana
quattro provette sono state annusate puzzano
mettiti bene in testa che da oggi in poi tutto deve essere chiaro preciso

                                                                                [ giustificabile
è iniziata la caccia fa sparire l’illegale che tieni in testa
il bracco servo dei scrivi di nostro signore ti insegue
nascondi la tua puzza umana se non vuoi che il cane ti scovi e ti strozzi
la scrittura coagula molto bene perché la caccia è iniziata
nasconditi nel campo dell’erba melica o della sulla tranquil1amente masticata
affoga in acque gelide dio patriarchi e feudi strappa la popolazione dall’idiotismo

                                                                                  [ della vita rustica
il compito del proletariato sarà fare la spia il padrone licenzierà chi

                                                                               [ non vuole scioperare
in sud america sparano sui testicoli schiacciano i testicoli
sventola bandiere crociate e falciate martellate bandiere mischia tutto
salva l’illegale che tieni in testa nascondi la tua puzza umana
mischia tutto nascondi la tua puzza umana mettiti la cravatta e simula
(gocce limpide tremanti si sfanno i bianchi la coltre gelata)
in questo 1978 è accaduto tutto il resto continua nel 1979
scrivi tutto insegui a precipizio questo precipitare delle cose
mi sii molto tardo a capire e molto tardo a rispondere
la mia attenzione era molto palpitata tutto stava per sparire in una aria più

                                                                              [  o meno azzurra
passavo per montefalcone appenninico toccarlo quel falco ingabbiato vedi

                                                                               [ se ancora esiste
fatti prendere dall’entusiasmo spacca quella pietra che custodisce l’ombra fossile
la caccia è iniziata nascondi l’illegale che tieni in testa

Luigi di Ruscio

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13 pensieri su “I Poeti appartati……Luigi di Ruscio.

  1. Fermo e il fermano è stata una grande fucina di artisti, Licini, Trapè, Nepi, di Ruscio, Amurri, solo per citarne alcuni.
    Se ben ricordo tu dovresti avere qualche “esemplare” di queste opere, sbaglio?
    Ciao caro Lupo, Buon inizio d’Anno a te e famiglia!!

    Io sono in ferie, a presto Guerriero!

    Artemisio

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  2. Non lo conoscevo… è una poesia incalzante, sembrano proprio istruzioni per la clandestinità… nascondersi, dissimularsi… agghiacciante poi il richiamo al sud america ed a quegli anni. Un pezzo di storia, oltre che di poesia…

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    1. …anche la storia si serve della poesia per essere tramandata, di Ruscio non ebbe una visione romantica della vita, anzi, ne tratteggiò con maestrìa la cruda realtà, la negazione della libertà, il forte puzzo di ipocrisia delle classi più abbienti e del clero.
      Conosco Nino il nipote da moltissimo tempo, Luigi lo incontai un paio di volte negli anni passati, era davvero cosi come scrive, vero e crudo pur nella sua immensa “stranezza”.
      Buon Anno Giorgio!!

      p.s. hai magnato lu ciausculu? 😀

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      1. Sci sci che l’o magnatu! Me ne sono fatto fare una spedizione e li ho distribuiti tra gli amici! Sono stato poco previdente perché me ne sono lasciato solo uno ed è ovviamente finito subito… eh, eh, una volta che lo tagli non è che puoi farlo seccare! 🙂 perciò mi sa che fra un pò, smaltiti questi stravizi, mi farò fare un nuovo pacco! Buon anno Nico!

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