Riflessioni Personali…….Insofferenza verso i giorni dedicati a….!!


 

Contro il giorno della Memoria…

 

Da qualche anno il 27 gennaio è la data universalmente nota come Giornata della memoria, un giorno in cui si ricorda la tragedia della Shoah. Da anni si organizzano eventi, momenti di dialogo e di riflessioni, soprattutto dedicati ai più giovani, con la speranza che il mondo ricordi ciò che l’uomo ha compiuto. Ma che cosa sta diventando questa celebrazione? Una giornata da “dedicare” agli ebrei, rendere loro omaggio, diffondere informazione? Questo significa “traslare” la memoria: da se stessi ad altro, scaricarla.

 

Insofferenza (omaggio a Munch)
Insofferenza (omaggio a Munch)

 

Come ogni anno mi ritrovo ad essere la pecora nera del web, si perchè dovete sapere che io sono nato insofferente, insofferente verso tutto, verso ogni forma di autorità e autorevolezza, come genitori, famiglia, scuola chiesa e Stato, sono insofferente alla prepotenza, alla violenza gratuita, alle ingiustizie, alle angherie, agli abusi, sono insofferente anche alla fila della cassa del supermercato, a quella della posta, della banca, del museo e persino alla fila presso lo Yacht club per prendere un negroni, quando in estate il club si riempie di non tesserati.

Sono insofferente alle banalità, ai luoghi comuni, alla pigrizia intellettuale, all’ipocrisia, all’egoismo, all’imbecillità umana, al populismo, alla mancanza di coraggio, alla violenza sulle donne e sui minori….

Ho letto in giro che gli insofferenti sono persone non facilmente decifrabili, possono essere soddisfatte della loro vita ma non riescono a gestire le mancate aspettative, si dice anche che le persone insofferenti non siano persone sagge, niente di più falso perchè l’insofferente sa gestire benissimo i propri successi come anche i fallimenti, quello che rende insofferente una persona dipende dai contributi delle altre personalità che si sono interfacciate nel tempo con gli altri, fossero essi genitori, amici o docenti.

 

Le tipologie di insofferente.

Vediamo le due sottoclassi principali: l’insofferente debole e l’insofferente forte.

L’insofferente debole – Gli insofferenti non dotati di sufficiente forza tendono a subire la mancata aspettativa come frustrazione, delusione, sconfitta ecc. senza cercare di superarla. Per esempio, Tizio ha come aspettativa quella di un lavoro che gli dia la massima libertà, con un buon corrispettivo economico e che lo gratifichi; non è un apparente quindi “si accontenterebbe”. Purtroppo ogni intoppo alla sua libertà, ogni mansione ripetitiva, ogni contrasto con un collega o con il principale sono visti come un attentato alla sua aspettativa e c’è un rigetto totale del lavoro. Morale: Tizio ha già cambiato decine di impieghi ed è sempre più angosciato dalle sue frustrazioni.

L’insofferente forte – Se invece il livello di forza è normale o addirittura notevole, alla mancata aspettativa si reagisce usando la forza; l’ira è l’esempio classico di insofferenza forte, soprattutto quando non è finalizzata a trasmettere un messaggio, ma è fine a sé stessa (cioè non contribuisce a migliorare la situazione).

Curiosamente molti insofferenti hanno una vita soddisfacente. Si tratta di coloro per i quali opportune condizioni facilitanti permettono il realizzarsi delle aspettative e per i quali si innesca raramente la “mancata aspettativa”. Purtroppo, spesso hanno difficili rapporti interpersonali, contraddistinti dal loro essere sempre i “primi della classe”: dall’alto del loro successo possono essere rispettati, ma anche odiati o temuti. ”

da: albanesi.it

 

Bene,  tutto questo per dirvi che sono insofferente anche a tutte le giornate che vengono dedicate a qualcosa, come quella di oggi!!

Guarda caso una scrittrice di origine ebrea, rimarca il fatto che non occorre creare il giorno della memoria, ma sensibilizzare, come già accade da tantissimi anni, tutti i ragazzi in età scolare, dalle elementari alle superiori, sotto uno stralcio del suo libro :

 

Contro il giorno della Memoria.
“Altro che Giorno della Memoria. Ci vorrebbe quello dell’oblio, per me. O almeno la possibilità di sistemare tutta quella memoria su una nuvola, come si fa adesso. Non perché sia vuoto, anzi. L’oblio non si fa con il vuoto, ma con il pieno, come il troppo pieno. È una forma di difesa dall’angoscia, una pulsione di vita, l’oblio: così spiega Simon Daniel Kipman in L’Oubli et ses vertus. Anche lui, che è psicoanalista, al dovere della memoria contrappone il diritto all’oblio e soprattutto il diritto alla trasformazione in tracce meno tossiche e più confortevoli dell’«iscrizione traumatica e traumatizzante del ricordo».

(Elena Loewenthal )

 

Nico (max weber)

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7 pensieri su “Riflessioni Personali…….Insofferenza verso i giorni dedicati a….!!

  1. Hai perfettamente ragione Lupo, quello che serve è ricordare ciò che abbiamo imparato negli anni, la follia umana dovrà essere sempre combattuta, sia si tratti di follia razziale, religiosa, politica o di genere…quindi non solo verso gli Ebrei.

    Artemisio

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  2. Siccome Insofferenza e’ il mio secondo nome, questo e’ cio’ che ho postato su fb poco fa:
    “Vi vorrei ricordare che oggi nel Giorno della memoria, mentre noi stiamo immobili ed in silenzio a ricordare, in altre parti del mondo si sta svolgendo un genocidio. Ma se vi pare che siano posti troppo lontani per riguardarci… vabbe’, fate finta che non abbia detto nulla.”

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  3. Il vero guaio è che impiantano giorni della memoria, però non insegnano a ricordare.Questo lo si dovrebbe imparare a scuola, ovvero imparando a contestualizzare i fatti nell’epoca in cui si sono svolti. Questi giorni dedicati a… giocati in questo modo, finiscono per confondere e rendere isofferenti, proprio perchè il tempo corrode le singole specificità nella memoria… Io, per esempio, sono insofferente a tutti coloro che fanno un minestrone di tutto, pur di arrivare a dire che tutto si equivale…
    Un carissimo saluto……..

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  4. Non ha sussistenza nulla di cio’ che contempla le attivita’ umane.
    Osserva le persone facoltose, in apparenza intimamente appagate, tuttavia sempre all’inseguimento di una condizione che le rifugge.
    Non un partner charmante, non un castello del Limousine, ne pur una posizione sociale di prestigio ad ottundere quella vocina paziente sepolta nell’intimo.
    Lei capisce se ancora è vivo quel cuore che batteva forte se acceso da un altro cuore, ad avviarlo.
    Ancora è vivo quel viso un poco spaesato degli ingenui di paese, cotti al sole come i mattoni dei casolari, incuranti delle beccate di uccelli sin nel midollo ed il dilavare dei temporali…
    No, non esiste l’Insofferenza: tutta la vita è attesa, paziente, a dispetto del proprio temperamento.
    Quando hai visto nascere il sole, crescere la pancia alla luna e le lacrime inestimabili, impossibili a conteggiare, del mare, il fiorire della terra ed il primo bacio francese, hai sofferto tutto l’inesprimibile.
    Piangere per la disordinata coesistenza delle genti, non ha senso, poichè tale è il suo scopo e lezione.
    Non indugio: questa soglia mi fu donata onde non abusarne.
    Le parole, non sono che spoglie di vita denudata e posta a scempio fra i denti.
    Chi ha capacita’ di comprendere, non mi porra’ biasimo.
    Infiniti mondi sono inscritti nelle nostre esistenze, ma un Paradiso, soltanto.
    Entro di noi, uniti entro un solo Spirito a cui il nostro corpo, non le nuvole, costituiscono dimora, elettiva.
    Non potra’ l’aspetto, i verdi anni , le fresche chiome, le alchimie dei sessi, le impressioni delle razze, lusinghe di donna, ma il Nitore delle mura intime, a dispetto delle lordure, ferite imposte.
    Allora, son Mozart, Sibelius, Stravinsky insieme, in un danzar di cigni sulle note d’oro, sinfonia nel profondo, entro un lago d’argento, nella notte Blu…
    Or sapete di Chi dovete ridere: vi autorizzo.
    Il mio piccolo Dono, ultimo oramai..

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