Freedom……avevamo un sogno!


 

Riflessione Personale

Molto tempo fa scrissi su questo blog che non potrei mai essere una persona felice che vive tra tante persone infelici, già, la mia felicità passa attraverso la gioia degli altri, penso che nessuna anima dovrebbe essere mai “incatenata” ad un ruolo che non sceglie di occupare perché ogni cuore che batte lo fa sempre per altri cuori, nessuno è solo in questo mondo anche se ce lo fanno credere, costringendoci in questo modo ad allontanarci sempre più gli uni dagli altri, l’Amore è tutto quello che ci resta, non lasciamo che l’ignoranza, la violenza e l’egoismo ci rubi anche questo bellissimo sentimento.

No, non siamo mai soli!!

Un pensiero al povero  Emanuele Morganti, alla sua mamma e al suo papà, vittime del degrado culturale di una società che sta perdendo Coscienza delle proprie azioni facendo scempio di quei Valori che costituiscono le basi di una moderna organizzazione civile, Emanuele, perdona la mano che ha tolto calore al tuo cuore e la vigliaccheria di coloro che hanno assistito senza muovere un dito per aiutarti. 😦

Nico (max weber)

 

 

Freedom

 

Tutto quello che ho, tutto quello che possiedo
tutti i miei errori, amico, già li conosci
voglio essere libero, voglio essere libero

Dal Senegal all’Africa dell’ovest
fino a St.Louis, Missouri
grazie a Catherine Dana
per aver dato ai miei testi la sua gloria
lui è arrivato giù dal suo tamburo
con il sogno di cambiare il mondo
in un libero mondo edificante
e questo era quello che avevamo sempre voluto
la Madre è venuta un po’ dopo
ha dato alla luce mio fratello
e dopo tutta la pressione
ci ha fatto combattere l’uno contro l’altro
vedi, il dolore non se n’è mai andato
hanno fatto il meglio con quello che avevano
sapevano che il mondo era ?
e hanno cercato di trovare la loro…

libertà, libertà…
tutto quello che ho, tutto quello che possiedo
tutti i miei errori, amico, già li conosci
voglio essere libero, voglio essere libero
quindi cerco di trovare la mia…
libertà, libertà…
tutto quello che ho, tutto quello che possiedo
tutti i miei errori, amico, già li conosci
voglio essere libero, voglio essere libero, si

Da ragazzino non avrei mai potuto sapere
che dopo tutto saremmo riusciti a cavarcela
quindi mi sono ritrovato a marinare la scuola
affichè le ragazze pensassero che ero uno figo
e in quel modo non me ne sarebbe importato
se sarei andato o meno in prigione
volevo solo essere trattato bene
perchè era quello che avevo sempre saputo
mi dicevano che avevo bisogno di rallentare
perchè ognuno, in tutta la città
perchè loro sapevano come andavo giù
lontano abbastanza da un’altra città
riesci a credere che siamo ancora qui in giro?
hai la mia anima per terra, tesoro,
e non fermeremo tutto questo
fichè non troveremo la…

libertà, libertà…
tutto quello che ho, tutto quello che possiedo
tutti i miei errori, amico, già li conosci
voglio essere libero, voglio essere libero
non mi fermerò finchè non troverò la mia…
libertà, libertà…
tutto quello che ho, tutto quello che possiedo
tutti i miei errori, amico, già li conosci
voglio essere libero, voglio essere libero, si

Se vuoi essere libero e la terra è senza droga
alza le tue mani, alza le tue mani
se vuoi essere libero da tutta la tua sofferenza
alza le tue mani, alza le tue mani
se vuoi essere libero avendo tantissimi soldi
alza le tue mani, alza le tue mani
se vuoi essere libero semplicemente ?
alza le tue mani, alza le tue mani

libertà, libertà…
tutto quello che ho, tutto quello che possiedo
tutti i miei errori, ragazza, già li conosci
voglio essere libero, voglio essere libero.

 

Akon

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21 pensieri su “Freedom……avevamo un sogno!

    1. …eppure noi Italiani siamo conosciuti come un popolo generoso e solidale, davvero non capisco come sia stato possibile che nessuno abbia avuto quello slancio per intervenire in difesa di quel povero ragazzo, egoismo? pavidità? apatia? …non lo so, evidentemente le nuove generazioni hanno un malessere che deve essere individuato e curato.
      Ciao Caterina…

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  1. Nel caso specifico, avvenuto in una cittadina, fa ancora più specie che non funzioni più quella specie di “controllo sociale” che non dico impediva, che i delinquenti ci sono sempre stati, ma quantomeno permetteva di conoscere e tenersi alla larga da certi personaggi, circondati dall’esecrazione generale. I carabinieri li avranno senz’altro conosciuti; la discoteca nel circuito Arci (circuito Arci! Ma che vuol dire una discoteca legata all’Arci? Che luogo di aggregazione è una discoteca, specialmente se non controllata? Siamo alla follia… chiudono i cinema e i teatri e ci si aggancia alle discoteche, e magari perché no ai centri commerciali?) era già stata teatro di risse ma ovviamente solo ora se ne prende coscienza. E questa mancanza assoluta di freni inibitori… puoi fare a pugni ma come puoi arrivare ad uccidere un ragazzo per nessun motivo, altro che futili motivi! E’ il male assoluto creato dal vuoto assoluto… per non parlare dei dementi che hanno commentato la morte quasi rallegrandosene, perché il ragazzo aveva la “colpa” di essere un pescatore… non so Nico, sono avvilito, tu parli giustamente di libertà ma a volte mi sorprendo a pensare che ci vorrebbero davvero una ventina di anni di talebani per rimetterci a posto, forse solo quando la libertà è conquistata si può apprezzare, come tutte le conquiste civili e sociali. buona giornata…

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    1. Perchè?..perchè?…ma perchè?…dimmi Giorgio, perchè accadono certe cose?

      Primo punto..
      Molto tempo fa, sono passati quasi trent’anni oramai, acconsentii ad una richiesta di alcuni amici che mi proposero di far parte del servizio di sicurezza di un noto locale della riviera adriatica, ti ricordo che nei primi anni novanta non era obbligatorio nessun corso di formazione per il personale della sicurezza, così come oggi invece lo è, ma nonostante questo eravamo un team molto affiatato che non ebbe mai avuto modo per alzare le mani su chicchessia, e lo sai perchè?…perchè eravamo persone con un cervello che ragionava, quando eravamo chiamati ad intervenire cercavamo innanzitutto di capire chi fosse il “disturbatore” e di conseguenza portarlo fuori dal locale, posso dirti che nel tempo diventammo i paladini di tutti i ragazzi fruitori del locale, tutti nostri amici, questo fu il clima di rispetto che creammo con la parola e non con le mani, con tutti i clienti del locale.
      Certamente non andò sempre tutto liscio, ricordo il tentativo di alcuni avventori con un passato da pregiudicati e conosciuti dalle forze dell’ordine, di entrare nel nostro locale ma facemmo capire loro con maniere “spicciole”che questo non fosse consentito né per quel giorno né mai, capirono di sicuro perchè non li vedemmo più.
      Gli addetti alla sicurezza, quelli che hanno picchiato per primi il ragazzo, hanno le loro responsabilità.

      Secondo punto…

      Il branco che si è accanito in seguito su Emanuele, era capeggiato da due delinquenti di mezza tacca imbottiti di cocaina, due elementi che giocano a fare i boss del territorio con l’intento di creare una sorta di rispetto nei loro confronti con intimidazioni e minaccie, questa volta invece con un omicidio.
      Questa è l’Italia di oggi, da una parte i disonesti, quindi i prepotenti, gli intoccabili, i delinquenti, coloro insomma che non hanno nulla da perdere e dall’altra parte gli onesti, le brave persone, quelle con princìpi e valori, e in un mondo che gira al contrario non ti sarà difficile capire quale delle due figure rappresenta un modello da imitare per i giovani d’oggi!!
      Siamo messi male Giorgio, davvero male!!
      Ciao..

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      1. Sicuramente e’ mancata intelligenza nella gestione di una situazione che dovrebbe essere normale. Probabilmente si punta solo sulla deterrenza fisica, del resto se la testa uno non ce l’ha non ce l’ha. Non sp se abbia influito anche la nazionalità dei buttafuori, spero di no anche se non so, forse troppo abituati ad andare per le spicce senza valutare la situazione. Poi leggevo che uno dei due animali era stato scarcerato il giorno prima dopo un fermo per possesso (?) di droga. Qui entra in gioco la certezza della pena che è davvero una barzelletta. C’è anche una sensazione di impunità…

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        1. Tutto è iniziato dal comportamento sbagliato dei “gorilla” che lo hanno picchiato dentro e fuori dal locale, in questo modo hanno fatto diventare Emanuele una preda per le belve che erano fuori dal locale e hanno assistito alla scena del primo pestaggio…da lì inizio’ la mattanza..
          Lo ripeto, condanne dure per gli esecutori materiali dell’omocidio, ma anche per la violenza gratuita ad opera di quei cialtroni della sicurezza.

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  2. Condivido il tuo pensiero, Nico. Purtroppo, invece, la superficialità delle persone fa sì che siano felici nonostante tanta tristezza le circondi, perché sono egoiste e non se ne accorgono di ciò che è fuori dal proprio mondo. Peccato poi che ci siano anche altri tipi di persone, quelle che anche se cerchi di contagiare loro gioia, continuano a vedere tutto nero. E, inevitabilmente, trasmettono anche a te la loro negatività.

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    1. La felicità nasce dentro di noi per una meraviglia provata o per un forte sentimento, questo è vero, ma affinchè rimanga tale occorre che di tanto in tanto fare una pausa nella nostra ricerca della felicità ed essere semplicemente felici, cosi come disse Apollinaire.
      Ciao Aria, dolce notte! 🙂

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  3. Ho avuto a che fare con gente del genere ma non sono uno che si tira indietro e lo sai.
    Sono intervenuto tante volte (pure con metodi spietati) per difendere persone care, dato che non sono mai stato un codardo… il contrario di tanti nostri amati connazionali. In molte feste ho fatto parte del team della Sicurezza e credimi che sotto l’occhio vigile di Gengis Khan nessuno faceva cazzate. 😀
    Divertirsi è bellissimo e te lo dice un godereccio coi fiocchi ma la violenza gratuita no, non l’ho mai accettata.

    Il fatto di Morganti, conferma l’indole malavitosa/reazionaria di questo Paese. Le squadracce fasciste menavano in 20 contro 1, per fare un esempio.

    Spero che la Giustizia faccia il suo corso perchè se dipendesse da me, quei figli di puttana si meriterebbero un po’ di sana educazione siberiana, a battere i denti nel freddo.
    Se fossi al potere, farei na pulizia che manco immagini. La gente che stava a guardare poi… l’omertà… questa è cultura mafiosa anche. Non lo si può negare.

    Ai miei colleghi di bar, consiglio sempre di mettere una mazza da baseball sotto al bancone proprio per evitare casini di questo genere. Sono episodi che conosco bene e non è come nei film ove i poliziotti arrivano subito; la realtà è ben diversa. Sai quante risse, per fortuna senza morti, ho visto nel corso dei miei lavori? Il punto è che sono abile a riportare l’ordine diciamo. 😀

    Un Saluto!

    Ade

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    1. Un avvenimento che mi tocca in modo profondo, non trovo nessuna giustificazione a questa violenza, nessun perdono da parte mia..
      A volte mi chiedo perché sono sempre i più deboli ad essere attaccati dal branco, mai una volta che se la prendano con chi potrebbe rompere loro il culo..mah!

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      1. E’ come se fosse morto un mio amico.
        Io ci lavoro in questi ambiti (barista/barman) e poche volte ho lavorato in piena tranquillità. Lo stronzo che beve troppo c’è sempre ed ogni volta che succedono casini, ho sempre il timore che arrivi il peggio… che ci scappa il morto.
        Mo il morto c’è stato, quel ragazzo… dimmi te che devo fare. O punto un cannone ad ogni potenziale rissoso o cosa?
        Emanuele non era debole, i deboli sono i vili che l’hanno menato e ucciso.
        I locali sono una grande responsabilità che non tutti sanno gestire.
        Sisi, nessuna giustificazione.

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..dimmi ciò che pensi.

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