Riflessioni Personali……Auguro una vera Rinascita ad ognuno di Voi.


 

“Quando un uomo giunge alla convinzione fondamentale che a lui devono essere impartiti ordini, diventa «credente»; inversamente, si potrebbe pensare un piacere e un’energia dell’autodeterminazione, una libertà del volere, in cui uno spirito prende congedo da ogni fede, da ogni desiderio di certezza, adusato come è a sapersi tenere su corde leggere e su leggere possibilità, a danzare perfino sugli abissi. Un tale spirito sarebbe lo spirito libero par excellence.” ( F. Nietzsche)

.

Il 21 aprile di quarant’anni fa, iniziarono gli scontri nel quartiere S.Lorenzo a Roma tra gli Autonomi e i Servi del Potere, scontri che portarono il giorno dopo al divieto assoluto di manifestare nelle piazze, divieto impartito dall’allora ministro degli interni Cossiga, uno dei più temuti Boiardi di Stato. Fu cosi che in quel 22 Aprile del 1977 si dette inizio al vero “Stato di Polizia” e alla fine di ogni nostro diritto di Libertà.

Per non dimenticare quell’inizio della fine, vi offro una bellissima poesia di Alekos Panagulis sulla Libertà, Auguri per una Rinascita che vi consenta di essere davvero Liberi.

Nico (max weber)

Polizia in assetto antisommossa (1977)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Viaggio

Viaggio per inesplorate acque su una nave
che, come milioni di altre simili, peregrina
per oceani e mari
su rotte regolari
E altre ancora
(molte, davvero molte anche queste)
gettano l'ancora nei porti.

Per anni ho caricato questa nave
Con tutto quello che mi davano 
e che prendevo con enorme gioia
E poi
(lo ricordo come fosse oggi)
la dipingevo a tinte sgargianti
e stavo attento
che non si macchiasse in nessun punto
La volevo bella per il mio viaggio
E dopo avere atteso tanto -proprio tanto
Giunse alla fine il momento di salpare 
E salpai...

(Nave io e capitano
ed equipaggio per trovarti
fammi a pezzi
ma non farmi sanguinare il corpo)

Quando mi trovai in mare aperto
onde immense mi travolsero
e mi straziarono per rivelarmi
amare verità che ignoravo
Verità che dovevo imparare
Nell'abbraccio dell'oceano
con un lungo furente fragore
la solitudine
divenne per me faro del pensiero
indicando strade nuove

Il tempo passava e io
iniziavo a tracciare la rotta
ma non come mi avevano insegnato al porto
(anche se la mia nave mi sembrava diversa allora)
Così il mio viaggio
ora lo vedevo diverso
senza più pensare a porti e commerci
Il carico mi appariva ormai superfluo
Ma continuavo a viaggiare
conoscendo il valore della nave
conoscendo il valore della merce

E continuo ancora il viaggio
che scricchiolino incessantemente le giunzioni
sperando che non si spezzino
perché sono legni marci da anni
(secoli dovrei dire)
verniciati di recente ma senza 
una forza nuova che li tenga uniti
la rotta sempre contro il tempo
nella stiva solo zavorra
Zavorra che mi dissero
merce preziosa, come quella
che di solito si compra nei porti
Ma se dicessi che mi hanno ingannato
non sarei onesto
osservo la bussola
senza sosta
con accanto la mappa
su cui studio la rotta
lontano dai porti che segnalano il passaggio
Quando poi succede che splendano
(che istanti difficili!)
all'orizzonte i porti della terra
l'equipaggio guarda le luci
(luci sirene
che promettono molto
che anche il cuore e la carne pretendono)
sempre aspettando che dica
al timoniere di far virare la nave
E attraccare almeno un poco
Mentre l'ora trascorre e io
osservo silenzioso la carta
tutt'intorno cresce il tumulto
Proposte subdole
vestite con idee
idee vendute che vogliono sempre
aornare l'inazione con le parole
e minacce
che vogliono passare per consigli
e promesse 
che tentano la bestia e la risvegliano...
Quelle sono ore difficili
Perché da ognuna di loro 
Dipende l'intero viaggio
E continuo ancora il viaggio
Desideri radicati nell'anima
sono diventati bussola per la mia nave
la mia mappa
altrettanto misteriosa
Ci sono ore in cui credo
che sia stata fatta 
per chi non voglia approdare in nessun porto
e altre ore in cui confido
che il viaggio avvenga perché
su questa carta bisogna trovare 
qualche cosa che manca
Così vado alla ricerca
guardando la mappa la bussola il cielo
in cielo, rintracciare segnali
nuove prove che dimostrino
che la bussola non sbaglia nel segnare
Non stupirti, questo non significa 
che io abbia dei dubbi sulla mia bussola
E' solo un'abitudine- una vecchia abitudine
che per secoli accompagnava l'anima
questa compagna
preziosa per i tempi bui
quando c'erano soltanto i semi nell'anima
degli amori che ora sono fioriti

E vado alla ricerca
Guardando la mappa la bussola il cielo
Le onde immense sembra che cerchino
di fare il gioco di chi vuole
che attracchi da qualche parte per un po'
E' ognuna
di quelle onde un Golgota
e pensa
che la tempesta imperversa ininterrotta
Ma mentre aumenta
temo sempre più
che la spaventosa furia del mare
mi conduca ad avvistare
porti là sulla costa
porti che la mia mappa non indica
Sono ostacoli e momenti difficili
l'abbiamo detto
l'equipaggio comincerà a ribollire
quando quei porti appariranno sulla costa

E continuo il viaggio
alla ricerca ancora
pur sapendo di essere
nell'infinito del tempo un istante
nell'abisso dello spazio un puntino

E continuo il viaggio
anche se sono tenebra
e tutto attorno a me è tenebra
e la tempesta lo rende più spaventoso

E continuo il viaggio
e mi basta 
che io tenebra
abbia amato la luce

Alekos Panagulis






 

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17 pensieri su “Riflessioni Personali……Auguro una vera Rinascita ad ognuno di Voi.

  1. Grazie Nico, bellissimi i versi di Panagulis…si avverte sempre meno l’odor di libertà proprio in questi giorni dove a preoccupare sono proprio le forze che dovrebbero garantirla…non sono catastrofica ma nemmeno ottimista, diciamo che spero di sbagliare le mie sensazioni a pelle….vorrei che a rinascere fosse una buona dose di speranza che si è ormai affievolita.Ciao

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    1. Siamo granelli di sabbia in balia del vento del Capitalismo liberista, veniamo usati in cambio di due soldi per poi essere messi da parte quando non serviamo più, ed è così che le generazioni di giovani si troveranno sempre con un lavoro par-time e senza nessuna prospettiva di organizzarsi un futuro, saranno obbligati a vivere aiutati dai propri genitori sino a tarda età, è questa la LIBERTA’ di decidere del proprio futuro?
      Non sono molto ottimista al ruguardo perché verrà di peggio.
      Grazie del passaggio Daniela, buona pasquetta… 🙂

      Liked by 1 persona

    1. (…) quando mi trovai in mare aperto
      onde immense mi travolsero
      e mi straziarono per rivelarmi
      amare verità che ignoravo
      Verità che dovevo imparare
      Nell’abbraccio dell’oceano
      con un lungo furente fragore
      la solitudine
      divenne per me faro del pensiero
      indicando strade nuove (….)
      (….) e continuo il viaggio
      alla ricerca ancora
      pur sapendo di essere
      nell’infinito del tempo un istante
      nell’abisso dello spazio un puntino (…)

      ..in questa meravigliosa poesia di Panagulis ritrovo riassunta gran parte della mia vita costituita dall’Ideale di Libertà e dal pensiero di Giustizia sociale, anni di irrequietezza e di lunghe fughe per “combattere” un sistema iniquo e ipocrita verso i più deboli, anni di lotta, di violenza e di sofferenza fisica e interiore, io barca in balìa della violenza del mare, io capitano nel tenere sempre e comunque la barra a dritta per giungere alla meta, recriminando il diritto di contestare quella politica che stava svalutando pian piano i meriti della classe operaia, anni bui in cui tutti erano contro tutti, perché ognuno aveva una visone propria di come “combattere” il sistema per cambiarlo, alcuni con le manifestazioni democratiche nelle piazze altri invece con la violenza delle armi.
      Oggi restano soltanto le cicatrici sul corpo e nell’anima di quel “capitano” che affrontò le “burrasche” dei mari in tempesta, e a cui nulla valse il coraggio profuso nella realizzazione di quell’Uguaglianza tanto ambita che se realizzata, avrebbe portato ad un Sistema Sociale più equo e solidale.

      Lo so, per chi non partecipò a quel tentativo di cambiamento “navigando” tra sangue e violenza, oggi potrebbe dire che siamo stati dei sognatori utopici con idee irrealizzabili, ma, dal canto mio posso solo dire di averci almeno provato, e il risultato di quel mancato cambiamento oggi è visibile ai nostri occhi, disuguaglianza sociale, Giustizia ingiusta e malaffare Politico ai più alti livelli nella storia della nostra Repubblica.
      Mi spiace vedere il continuo aumento della povertà, ma questo è il risultato di quel liberismo sfrenato a cui ci hanno condotto le politiche degli ultimi anni, io cerco di fare quello che è nelle mie possibilità, questo con il valore della Solidarietà in cui ho sempre creduto, ma sono una goccia d’acqua in un “mare” di egoismo imperante.

      Buona pasquetta Marina, grazie per esserti fermata da me e per la pazienza nel leggere parte del mio passato.

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    1. La fede è importante per coloro che CREDONO perché infonde Speranza, per quelli come me invece, è la vana attesa di quelle aspettative che migliorino la nostra vita, e che senza la nostra azione però, non si realizzeranno mai.
      Un abbraccio, buona pasquetta Vicki 🙂

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..dimmi ciò che pensi.

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