Riflessioni Personali…..perché sempre le Banche e mai il cittadino in difficoltà?


Economia

 

La ricchezza del Nord-est, il Nord-est che traina l’economia italiana, il nord-est che paga le tasse per tutti gli altri….quante volte abbiamo sentito queste frasi  proprio da coloro che qualche anno fa ebbero l’intenzione di autodeterminarsi come popolo “uscendo” dall’Italia, una sorta di secessionismo incitato da quel partito chiamato Lega Veneta.

Ma come in tutte le cose, le “magagne” prima o poi vengono alla luce e così si scopre che molte di quelle aziende del  ricco Veneto, opulento e laborioso, hanno usato  i soldi presi a prestito dalle banche senza poi onorarne la restituzione, e come se non bastasse, alcune di queste grandi aziende non hanno pagato mai le tasse, famoso lo scandalo delle concerie di Arzignano nel Vicentino, aziende all’apparenza solide ma nella realtà grandi evasori fiscali e contributivi, certo, non bisogna fare di tutta l’erba un fascio, però… “a pensar male si fa peccato ma a volte ci si azzecca “ come disse un famoso pubblico ministero.

Dopo lo scandalo del Monte Paschi, quello di Banca Marche, CariChieti, CariFerrara e Banca Etruria, acquistate per 1 euro dagli amici dei politici (Ubi Banca) che prestavano soldi agli amici ricevendo in cambio il 10% come “mazzetta”, ora arriva lo scandalo delle Banche Venete, Veneto Banca e Popolare di Vicenza, altro scandalo che verrà ripianato mettendo ancora una volta la mano in tasca a tutti gli Italiani.

A questo punto però, mi sorgono alcune domande:

Perché ogni volta che un Istituto Bancario si trova in difficoltà, dobbiamo essere sempre NOI a pagare?

Perché invece il salvataggio non deve essere un obbligo per quelle aziende bancarie che hanno una grandissima liquidità, e ce ne sono, senza fare nomi basta ricordare il vanto di una in particolare che in una serie di spot pubblicitari, dice di essere la prima in Italia per solidità, quindi perché non fare come accade in altri paesi europei come ad esempio la Spagna dove il Banco Santander ha acquistato il Banco Popular senza l’intervento dello Stato?

Se queste banche, come dicono coloro (dirigenti) che le hanno mandate al fallimento, si sono trovate in difficoltà per crediti non riscossi e non più esigibili, perché allora non indagare anche su quelle aziende che hanno ricevuto linee di credito milionarie senza dare le opportune garanzie fideiussorie?

Perché non si indaga sui vertici che hanno gestito questi Istituti almeno negli ultimi dieci anni, confiscando loro e ai loro famigliari entro il terzo grado, tutti i beni personali a garanzia di un eventule risarcimento, così come si fa nei processi civili?

Perché non scoperchiare la pentola dove si nascondono gli interessi di politici, industriali e presidenti di questi “bancomat infiniti”?

Ora l’ultima domanda, non avete il dubbio che la politica ci tratta da stupidi ed idioti, visto che si permette di farcela sotto il naso senza che ce ne accorgiamo? Siamo disattenti o davvero siamo realmente degli schiavi?

Nico (max weber)

 

 

Domani il CdM per il salvataggio delle banche venete. Gentiloni: “Garantiremo solo i risparmiatori”.

Un euro, non un centesimo in più. Neanche per i propri esuberi. Con questa posizione Intesa Sanpaolo e Governo stanno intavolando una trattativa serrata sull’operazione di salvataggio delle banche venete. L’esecutivo sta definendo il decreto che farà da cornice all’operazione, ma si apre la questione dei tagli alla forza lavoro. Ca’ de Sass ha una posizione chiara: non aveva nei programma un’espansione in Italia, prende dentro di sé le attività buone di Popolare Vicenza e Veneto Banca, ma non intende sostenere i costi dei conseguenti esuberi derivanti dall’operazione. E ovviamente, questo era messo in chiaro dall’inizio, non intervenire in operazioni di ricapitalizzazioni né addossarsi sofferenze.

Il Governo vuole accelerare sul salvataggio. Prima della riapertura dei mercati di lunedì si terrà un Consiglio dei ministri per dare il via libera al decreto del Tesoro che farà da cornice all’intervento di Intesa Sanpaolo. “Si terrà un Cdm nel weekend, quasi sicuramente domani”, riferiscono fonti governative. Il provvedimento è stato discusso nel pomeriggio a Palazzo Chigi dal premier Paolo Gentiloni e il ministro Pier Carlo Padoan, ma è anche oggetto di trattativa con Intesa Sanpaolo.

Questi sono i personaggi che fanno la bella vita con i nostri soldi….
“Samuele Sorato dg della BpVi, il presidente Gianni Zonin, il presidente di Cattolica Assicurazioni Paolo Bedoni e il dg Flavio Piva”

 

 

L’obiettivo primario del decreto è garantire la corretta “cornice normativa” (significa in regola con le loro leggi) all’operazione, con cui Intesa Sanpaolo si assicurerebbe per una cifra simbolica gli asset buoni di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Si ripete lo schema già attuato per il salvabanche e per Mps: un provvedimento di carattere generale che consente al Tesoro di intervenire nella ricapitalizzazione delle banche liquidate e commissariate, in concorso con azionisti e obbligazionisti subordinati. In questa cornice si inserisce il cambio di destinazione d’uso che il Tesoro è chiamato a mettere in campo per utilizzare una parte dei 20 miliardi messi da parte per le ricapitalizzazioni precauzionali delle banche.

A rassicurare sul fatto che i risparmiatori delle due banche venete saranno garantiti è stato il premier Paolo Gentiloni. “Siamo in contatto continuo con le autorità europee competenti: voglio dire che la garanzia per quanto riguarda i risparmiatori e i correntisti nelle discussioni è una garanzia che mi sento di confermare totalmente”, ha affermato il presidente del Consiglio da Bruxelles.

Quello che manca è un accordo sul tema della forza lavoro. Servono 1,2 miliardi di euro per i complessivi 4.000 esuberi dell’operazione di Intesa Sanpaolo sulle due banche venete: nel dettaglio si tratta di 3.500 bancari (2.800 di Intesa Sanpaolo, 700 di Bpvi e Veneto Banca) più 500 dipendenti di società collegate alle tre banche che potrebbero essere cedute. Servirà quindi un rafforzamento del fondo esuberi con un intervento pubblico o del sistema. Il Fondo ( soldi nostri) è stato però svuotato negli ultimi anni di crisi e già di recente il governo lo ha ‘rimpinguato’ con una dotazione di 600 milioni in cinque anni nell’ultima legge di bilancio. Il Governo vorrebbe che Intesa Sanpaolo sostenesse parte delle spese – almeno relative ai suoi esuberi – ma la banca non intende farlo. Una delle condizioni poste da Intesa è infatti che non ci sia impatto negativo sui conti – “totale neutralità dell’operazione rispetto al Cet 1 ratio e alla dividend policy del gruppo Intesa Sanpaolo” si leggeva nella comunicazione alla fine del Cda che dava il via libera all’operazione veneta.

I timori sull’efficacia del piano di salvataggio sono tuttavia ancora forti. Lando Maria Sileoni, segretario generale della Fabi, il sindacato dei bancari più grande, ha lanciato l’allarme: nella partita delle banche venete rischia di saltare tutto per l’intransigenza della Dg Competion europea che chiede licenziamenti e non prepensionamenti volontari. “Ci appelliamo al presidente del Consiglio Gentiloni, al ministro dell’Economia Padoan, a tutte le forze politiche affinché difendano col coltello tra i denti il settore bancario italiano, i lavoratori bancari delle due banche venete, i risparmiatori e le imprese”, ha affermato Sileoni. “In Europa c’è chi vuole i licenziamenti e il fallimento di Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Il gruppo Intesa, che si è reso disponibile a salvarle e a scongiurare un effetto domino a danno del settore bancario, deve essere tutelato”, ha aggiunto.

“Preoccupazione forte” è stata espressa anche da Confindustria, che ha lanciato con Alberto Baban, presidente della Piccola Industria, un “appello forte alla politica tutta affinchè si trovi una soluzione. La fase è tremendamente delicata e il nostro timore è che, con i tentennamenti delle ultime ore, si arrivi a una conclusione negativa non lontana dal bail-in. Proprio quell’ipotesi – aggiunge Baban – che il ministro Padoan si era detto certo di voler scongiurare”.

“”Curioso che per anni la Banca d’Italia non si sia accorta di nulla e che – a fronte della gravità dei comportamenti emersi che hanno messo a serio rischio la stabilità patrimoniale della banca – non si sia provveduto al commissariamento o alla rimozione dei responsabili, a partire dal presidente Zonin.””

 

Da: huffingtonpost

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7 pensieri su “Riflessioni Personali…..perché sempre le Banche e mai il cittadino in difficoltà?

    1. Hai ragione Roberto, mi batto senza successo da oltre quattro per l’uscita dalla moneta unica, ma ora, sembra che molti abbiano preso consapevolezza che è l’unico modo per “risorgere”.
      Ciao caro 🙂

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  1. La cosa che mi riempie ancor più di sdegno, mio caro nico, è pensare che ci sbattono in faccia il fatto che ci sono i furbetti del cartellino, che ci sono i falsi invalidi, che l’art. 18 era di un garantismo fuori ogni logica. Però nessuno di tutti costoro indica i nostri cari dirigenti bancari per i buchi che adesso siamo chiamati a tappare. Nessuno propone licenziamenti e galera per tutti costoro. No, al massimo qualche processino da operetta che, tra qualche decennio, finirà nel nulla delle aule giudiziarie. Perchè si sa: se i vertici delle banche incriminate, hanno potuto spogliare completamente milioni di italiani correntisti ed altro, di certo la politica non è estranea. Soprattutto quella di secessionisti che hanno sempre nascosto tutte le ruberie sotto il motto di Roma ladrona…
    Un caro saluto

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  2. Ai tuoi perché rispondo: perché è tutta una mafia. Un’associazione a delinquere, dove sono legati politici, imprenditori, banchieri, magistrati, giornalisti, e dove i cittadini sono complici. La voce di popolo è vera: sono tutti uguali. Di destra o di sinistra, uniti negli affari e nei privilegi, raccattano tutto il raccattabile e lasciano il popolo a litigare sullo ius soli. Indecenti, vergognosi, laidi. Quegli industriali o artigiani veneti che si sono impiccati hanno sbagliato, la corda dovevano tenerla per i colpevoli.

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